Sanità, Rinaldi (Prc): «Non è più per tutti ma per chi se la può permettere! uscire da logica della salute come merce»

Sanità, Rinaldi (Prc): «Non è più per tutti ma per chi se la può permettere! uscire da logica della salute come merce»

Art. 32 della Costituzione Italiana: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”

Dopo che il Governo ha tagliato, per il 2017, ben 422 milioni al Fondo Sanitario Nazionale, ieri il Rapporto Censis- RBM presentato al “Welfare Day 2017” mette in evidenza che il nostro SSN rischia il collasso e che 12,2 milioni di persone “rinunciano alle cure, di questi 2/3 hanno patologie croniche, sono persone a basso reddito, ed in particolare sono donne e non autosufficienti, 7,8 milioni di persone hanno utilizzato tutti i propri risparmi o si sono indebitati e 1,8 milioni di persone sono scivolati nell’area della povertà.

Non si tratta di numeri, ma di persone! E’ lo specchio sociale del Paese! La sanità non è più per tutti ma per chi se la può permettere.

Questo il quadro presentato ieri da Censis-Rbm Assicurazione Salute, un quadro che corrisponde alla realtà che ben conosciamo: un vero e proprio “popolo di espulsi” dal Servizio Sanitario Nazionale.

E’ vero però, e a questo ci opporremo, che RBM nel VII rapporto, sostanzialmente lancia una proposta di uscita dall’universalismo e invoca una sanità differenziata per censo. Infatti si fa riferimento ai francesi e ai tedeschi che hanno quasi il 100% di assicurazioni integrative per via contrattuale e non solo. Si indica una soluzione per far fronte alla spesa sanitaria che aumenta, un sistema “multipilastro” che sia composto da pubblico, privato e sanità integrativa. Riteniamo che questa sia la via per uscire dal principio della salute come valore universale, in questo senso siamo molto preoccupati della via contrattuale alla sanità integrativa, che se è utile a dare maggiori prestazioni ai lavoratori e alle lavoratrici, è vero altrettanto che può, come si vede da questo rapporto, essere utilizzato per smontare il principio universalistico del nostro Sistema Sanitario Nazionale, o quel che ne rimane.

Insomma la “cura” proposta non ci convince per niente, l’Italia risulta nell’ambito dei 34 Paesi dell’OCSE, all’ultimo posto per le spese sulla prevenzione e, senza fondamentali investimenti verso la prevenzione, il SSN diverrà sempre meno sostenibile e se ne perderanno quei benefici che l’hanno caratterizzato. Uscire quindi dalla logica della salute come merce e ritornare alla stagione della più importante riforma sanitaria la legge 833 che puntava su: prevenzione, diagnosi e cura.

Rosa Rinaldi

Segr. Nazionale

Resp. Sanità e politiche sociali

 

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