Parchi, Prc: «Proposta di riforma sciagurata, duro colpo ad anni di battaglie dei cittadini per tutelare l’ambiente»

Parchi, Prc: «Proposta di riforma sciagurata, duro colpo ad anni di battaglie dei cittadini per tutelare l’ambiente»

COMUNICATO STAMPA

 

PARCHI – PRC: «PROPOSTA DI RIFORMA SCIAGURATA, DURO COLPO AD ANNI DI BATTAGLIE DEI CITTADINI PER TUTELARE L’AMBIENTE»

 

Rosa Rinaldi, responsabile Ambiente di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, e Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, dichiarano:

 

«La proposta di riforma, a firma Caleo, della Legge 394/91 rappresenta l’ennesimo attacco alle conquiste e ai diritti della persone alla conservazione del ricchissimo patrimonio naturale italiano, con proposte insensate o peggio mirate metterne in difficoltà il sistema di tutela a favore dei soliti portatori d’interesse.

Con la nuova riforma per la nomina dei presidenti, già di tipo politico, non verrà più richiesto alcun titolo concernente la conservazione della natura, ma solo una generica “esperienza nelle istituzioni, nelle professioni, ovvero di indirizzo o di gestione in strutture pubbliche e private”.

Stessa cosa per il direttore che non verrebbe più scelto dall’apposito elenco ministeriale ma tra generici esperti di gestione pubblica o privata. L’elenco ministeriale stesso verrebbe a decadere e con esso le professionalità richieste in materia di conservazione della natura.

Le attività economiche con impatto sull’ambiente dei Parchi, come nel caso degli impianti di estrazione petrolifera, pagherebbero delle royalties generando una dipendenza economica, a fronte del fatto che le risorse destinate ai parchi stessi sono sempre più esigue.

Le Aree Marine Protette resterebbero in balia di improbabili consorzi senza fondi per la loro gestione.

A questo si aggiunge una sostanziale deregolamentazione della caccia nelle aree contigue ai parchi. A fronte dello  sciagurato smantellamento del Corpo Forestale dello Stato, non si è pensato ad assegnare le funzioni di polizia giudiziaria ai Guardiaparco già dipendenti delle aree Protette Nazionali e Regionali, con organici ormai ridotti all’osso anche per il personale tecnico e amministrativo.

Questa la politica  del Partito Democratico che dopo aver favorito banche e grandi imprese a scapito dei lavoratori ora passa all’attacco dei Parchi e delle Aree protette. La recente proposta di riforma della legge sui Parchi italiani assesta un duro colpo ad anni di battaglie di cittadine e cittadini per un ambiente migliore e partecipato».

 

29 marzo 2017

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