No al terrorismo politico contro il Partito Comunista di Transnistria e il suo leader Oleg Khoržan

No al terrorismo politico contro il Partito Comunista di Transnistria e il suo leader Oleg Khoržan

Pubblichiamo la traduzione della Dichiarazione del Presidium del Comitato Centrale del Partito Comunista di Ucraina. 10 marzo 2017

 I comunisti di Ucraina hanno appreso con profondo sdegno e preoccupazione le notizie sullo scatenarsi di repressioni politiche nella Repubblica moldava di Transnistria contro l’unico partito politico di opposizione, il Partito Comunista di Transnistria e il suo leader Oleg Khoržan.

I partiti borghesi e il presidente eletto, giunti al potere con la falsificazione delle elezioni e l’appoggio dei locali oligarchi e i loro tirapiedi nelle forze dell’ordine, invece di migliorare il sistema di direzione governativa, rafforzare l’economia ed elevare il benessere dei cittadini, hanno iniziato una sporca campagna di intimidazione, repressione, montatura di azioni penali contro i comunisti di Transnistria, per eliminare lo scomodo deputato del Soviet Supremo Oleg Khoržan, che difende in Parlamento gli interessi dei lavoratori e dello Stato.

I cittadini ucraini hanno sperimentato sulla loro pelle cosa significhino il moderno capitalismo trogloditico e il neofascismo. L’Ucraina, oggi controllata dall’imperialismo USA, è costantemente vittima dell’arbitrio legale, del terrore contro ogni forza di opposizione, soprattutto contro il Partito Comunista, e subisce un attacco senza precedenti ai diritti politici, economici e sociali dei lavoratori. Il regime nazional-oligarchico oggi al potere reprime brutalmente ogni forma di dissenso, conduce la cosiddetta “decomunistizzazione”, revisiona i risultati della Grande guerra patriottica, eleva a rango di eroi gli scagnozzi degli occupanti fascisti, distrugge i monumenti del periodo sovietico, compresi i monumenti ai soldati dell’Esercito sovietico che liberarono l’Europa dalla peste bruna, dal fascismo. Il popolo ucraino perisce nella guerra civile scatenata dagli oligarchi e dai loro sgherri neofascisti.

transnistria-map-2-itIl Partito Comunista d’Ucraina esprime la propria solidarietà alla lotta condotta dai comunisti di Transnistria per i diritti e le libertà dei loro concittadini, contro la dittatura del capitale oligarchico, ed esorta i lavoratori della vicina Repubblica sorella a non permettere che lo Stato, creato dalla volontà del popolo, sprofondi in un baratro simile al terrorismo politico e all’oscurantismo neofascista ucraini.

Il Partito Comunista d’Ucraina invita i Partiti Comunisti che fanno parte dell’Unione dei Partiti Comunisti-PCUS*, il movimento comunista e operaio internazionale, i deputati del Parlamento Europeo, i membri dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, le organizzazioni internazionali per la difesa dei diritti civili ad attivare gli sforzi in difesa del Partito Comunista di Transnistria, per non permettere l’escalation di terrore politico contro i suoi rappresentanti, terrore che può condurre alla instaurazione di un regime totalitario nella Repubblica moldava di Transnistria.

 

Presidium del Comitato Centrale

del Partito Comunista d’Ucraina

 

 

* Della UPC-PCUS, sorta dopo lo scioglimento del PC dell’Unione Sovietica, fanno parte i Partiti Comunisti di Abkhazija, Azerbajdžan, Armenia, Bielorussia, Georgia, Kazakhstan, Kyrghyzstan, Lettonia, Lituania, Moldavia, Transnistria, Federazione Russa, Tadžikistan, Turkmenistan, Uzbekistan, Ucraina, Estonia, Ossetia meridionale.

Una nota del traduttore: 

Le elezioni presidenziali svoltesi lo scorso dicembre in Transnistria, la piccola Repubblica a forte maggioranza russofona in territorio moldavo, hanno visto la vittoria dell’ex presidente del parlamento Vadim Krasnoselskij, eletto con il 62% dei voti e un’affluenza del 59%. Tra gli altri candidati, oltre l’ex presidente Evgenij Ševčuk, c’era anche il leader del PC di Transnistria Oleg Khoržan.

Il neo presidente ha dichiarato di sostenere la volontà “del popolo della Transnistria sull’indipendenza dalla Moldavia e su un conseguente ingresso nella compagine russa”, mantenendo tuttavia il “processo negoziale” tra Moldavia e Transnistria, con Ucraina e Russia come garanti, Osce mediatore, USA e UE osservatori. Un anno fa, l’allora presidente Evgenij Ševčuk aveva paventato una possibile intesa tra Kiev e Kišinëv per cercare di soffocare la Repubblica – che da 25 anni, riconosciuta solo da Mosca, vive in una situazione di “non guerra” – e inglobarla nella Moldavia. Già in occasione delle elezioni alla Duma russa del settembre scorso, il PCT aveva denunciato come repressione contro i comunisti le decine di incriminazioni, per “violazione delle norme elettorali della Federazione Russa”, spiccate contro cittadini di nazionalità russa che votavano in Transnistria, nonostante la stessa Commissione elettorale centrale russa non avesse riscontrato alcuna infrazione.

 traduzione di Fabrizio Poggi – brigata traduttori

 

 



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