L’otto marzo i/le Giovani Comuniste/i scioperano

L’otto marzo i/le Giovani Comuniste/i scioperano

Le/i giovani comuniste/i sostengono lo sciopero internazionale delle donne proclamato per l’8 marzo. Hanno aderito più di 40 paesi in tutto il mondo, dall’America Latina alla Polonia, dalla Spagna alla Turchia, rendendolo il primo sciopero globale della storia.

In Italia è stato organizzato dalla rete “Non una di meno”, che ha unito migliaia di donne provenienti dalle realtà più diverse, dai centri antiviolenza a organizzazioni femministe, e che durante vari appuntamenti ha stilato “Un piano antiviolenza” femminista, punto di partenza dello sciopero. L’obiettivo è quello di bloccare il paese per 24 ore e di astenersi da ogni attività produttiva e riproduttiva. Quindi invitiamo tutt* a non andare a lavoro, né a scuola, ad astenersi da tutte le attività quotidiane di cura della casa e della famiglia, attività che culturalmente vengono affidate alle donne.

Invitiamo tutt* a scendere in piazza contro ogni forma di violenza maschile sulle donne, sottolineando che nel nostro paese una donna ogni tre giorni viene uccisa per mano di un uomo, e contro ogni violenza di genere, come quella dell’obiezione di coscienza negli ospedali che in Italia sfiora l’80% e di fatto non garantisce il diritto all’aborto.

Scendiamo in piazza per chiedere un welfare universale garantito dallo stato e che non venga più riversato sulle spalle delle donne; per chiedere parità di salario a parità di lavoro e un salario minimo europeo, contro le nuove forme di schiavismo a cui assistiamo nella più generale indifferenza.

Chiediamo anche un reddito minimo per uscire dal ricatto della precarietà e per poter essere veramente indipendenti.

Scioperiamo in solidarietà ai migranti e in particolare alle donne migranti che subiscono ulteriori soprusi e violenze; rivendichiamo il permesso di soggiorno incondizionato, contro ogni frontiera e contro tutte le politiche securitarie messe giustificate dalla presunta difesa delle donne e che in realtà nascondono razzismo e islamofobia.

Chiediamo che la scuola sia pubblica, laica e che educhi alle differenze e al rispetto dei diversi orientamenti sessuali e delle varie identità di genere, a partire dal contrasto degli stereotipi, dell’omotransfobia e del bullismo.

Contrastiamo linguaggi sessisti e rappresentazioni mediatiche e istituzionali maschiliste e misogine. Dunque a partire da domani 8 marzo scendiamo in tutte le piazze, occupiamole e riprendiamoci i nostri spazi insieme alle donne di tutto il mondo e insieme ai soggetti lgbtqi e costruiamo una società equa, laica e libera da violenze, discriminazioni, stereotipi. Una società in cui tutt* abbiano gli stessi diritti ma in cui vengano rispettate le diversità di ognun*, in cui possiamo essere tutt* uguali ma nelle differenze. In poche parole una società femminista.

Per questo i/le Giovani Comunisti/e saranno protagonisti/e in tutte le 70 piazza mobilitate nel nostro paese, perchè non vogliamo lasciare sola nessuna!

 

#Lottomarzo #NonUnaDiMeno

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