103 firme per un fondo di sostegno agli accademici licenziati in Turchia
Pubblicato il 7 mar 2017
Il regime turco, oltre apunire col carcere gli oppositori politici regolarmente eletti, (non si contano i parlamentari, sindaci, consiglieri comunali oggi agli arresti) e i giornalisti, si è accanito in maniera pesantissima contro i dipendenti pubblici, gli intellettuali, i docenti universitari che risultano invisi al sultano, mediante licenziamenti ed epurazioni. Con il testo che segue, lanciato da Barbara Spinelli e cofirmato da 102 fra intellettuali e parlamentari europei, fra cui la nostra Eleonora Forenza, si lancia all’Unione Europea una proposta per salvaguardare la vita culturale turca e i suoi esponenti per questo riteniamo utile pubblicarla. Certo diventa sempre più necessaria, mentre si avvicina la data del 16 aprile in cui si terrà il referendum costituzionale che potrebbe sancire poteri pressoché assoluti ad Erdogan, una mobilitazione concreta e diffusa rivolta non solo al mondo culturale ma anche ai tanti e alle tante, che a causa di questo sistema di terrore, finanziato anche grazie agli accordi con l’UE per fermare i rifugiati, pagano quotidianamente la propria scelta di opporsi perdendo il lavoro, i diritti fondamentali, e rischiando la vita.
Riteniamo utile segnalare questa iniziativa
La lettera è stata inviata al Commissario europeo per l’Istruzione, la cultura, i giovani e lo sport Tibor Navracsics e all’Alto Rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza / vicepresidente della Commissione europea Federica Mogherini. Vi si esprime preoccupazione per le recenti epurazioni che hanno colpito 4.464 dipendenti pubblici, tra cui 330 studiosi e docenti universitari: una situazione che mette a repentaglio la reputazione internazionale delle istituzioni educative turche, macchiando ulteriormente la storia politica della Turchia.
I firmatari chiedono all’Unione europea – in osservanza dello spirito che ha portato il Consiglio dell’UE e il Parlamento europeo ad accordarsi su una decisione che istituisce un “Anno europeo del patrimonio culturale” per il 2018 – la creazione di un fondo permanente per preservare la vita intellettuale e culturale turca, attraverso un sostegno agli accademici e ai giornalisti che hanno perso il lavoro a causa delle politiche repressive del Presidente Recep Tayyip Erdoğan e la promozione di iniziative incentrate sui programmi di ricerca dei docenti universitari operanti in Turchia.
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