Alla faccia della disinformazione Rifondazione c’è e lavora per l’unità plurale della sinistra antiliberista

Alla faccia della disinformazione Rifondazione c’è e lavora per l’unità plurale della sinistra antiliberista

di Ezio Locatelli*

Un giornale torinese a diffusione nazionale si è divertito in questi giorni a fare la caricatura delle non poche divisioni che nel corso di questi 26 anni, dal momento dello scioglimento del Pci, hanno interessato la sinistra e in particolare la vita del Partito della Rifondazione Comunista. Una caricatura di bassa leva, fatta senza riguardo alcuno a ciò che è avvenuto in questi anni, alla sconfitta inflitta al movimento operaio e alle sue rappresentanze, al ruolo giocato dai poteri dominanti che hanno lavorato sporco per produrre una frammentazione e una smobilitazione di tutte le forme di azione collettiva. Con Rifondazione Comunista, nonostante tutto, l’operazione non è appieno riuscita. Non sono riusciti nell’azione di sfondamento culturale, non sono riusciti ad archiviarci come un’anticaglia a fronte di forze che si sono consegnate ad una cultura imperniata sul mercato, sulla competizione, sulla flessibilità. Lungi dall’essersi arresa, Rifondazione continua ad esserci come forza controcorrente e di opposizione al sistema. In compenso lo stesso giornale, così come in generale altri organi di stampa, si sono ben guardati dal dare notizia, o fornire una qualche informazione, sulla partecipata assemblea che si è tenuta nei giorni scorsi in città sul tema della riorganizzazione del campo della sinistra di alternativa a cui Rifondazione Comunista, col suo segretario nazionale Paolo Ferrero, al pari di altri promotori, ha partecipato e dato un contributo determinante. Ovvio che sia così, per non disturbare il manovratore si sbeffeggia quando si tratta di difficoltà e divisioni, si tace a proposito di iniziative volte alla ricomposizione unitaria della sinistra di alternativa. Ci spiace per lorsignori e pennivendoli vari, anche se di disturbo noi continuiamo ad esserci con la volontà di lavorare alla ricostruzione di una prospettiva di cambiamento. Un impegno che associamo all’urgenza di una ricostruzione della sinistra antiliberista e di una sua unità plurale – comunisti, antiliberisti, ambientalisti, antirazzisti, ognuno con la propria peculiarità – in alternativa al centrodestra e al centrosinistra nonché al M5S double face, né di destra né di sinistra.

*segreteria nazionale Prc-Se

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