La rivoluzione permanente dei comunisti del rock

La rivoluzione permanente dei comunisti del rock

di Giona A. Nazzaro

Al cinema. Solo il 21 e 22 febbraio nelle sale «Gimme Danger» di Jim Jarmusch, un documentario dedicato agli Stooges

«Eravamo comunisti. Vivevamo nella stessa casa, mangiavamo insieme e, siccome non capivamo niente di diritti d’autore dividevamo i crediti delle canzoni equamente; in quattro». A parlare è lo Stooge supremo, Iggy Pop. Una didascalia spiega che l’intervista si svolge in una località non meglio identificata e quindi sorge il sospetto che sia stata realizzata a Palm Desert, in California, durante la registrazione di Post Pop Depression (il disco scritto con Josh Homme).

Con Gimme Danger, doc dedicato agli Stooges, la rock band più influente di tutti i tempi, Jarmusch non firma solo un omaggio teso e sentito ma offre un saggio di quello che una volta erano definiti «cultural studies«.

Il regista contestualizza la parabola fulminea della band, e il suo doloroso implodere nel corso dei primi 70, nel quadro più ampio della società statunitense e del farsi della tv e del suo panorama massmediale.

locandina (gimme danger



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