Trump ha vinto grazie al risentimento del maschio bianco, ma non confondetelo con la classe operaia

Trump ha vinto grazie al risentimento del maschio bianco, ma non confondetelo con la classe operaia

di Monica Potts

 E’ difficile non farsi prendere dallo sconforto.

Questa elezione non riguardava l’angoscia ma l’identità. Se il voto era il grido di angoscia di chi davvero soffre economicamente allora ci dobbiamo chiedere perchè abbiano votato un uomo che sanno essere un multimiliardario di Manhattan, che, si dice, nominerà ministro del Tesoro un veterano della Goldman Sachs. Se qualcuno crede che il senatore Bernie Sanders, l’avversario della Clinton alle primarie dei Democratici, sarebbe stato in grado di portare via a Trump un po’ di quei voti dettati dalla rabbia dovuta all’economia, allora temo che si siano dimenticati dei collegamenti tra la campagna di Trump e l’antisemitico alt-right (gruppo di nazionalisti bianchi attivi sui social ndt) ed il modo in cui i giornalisti ebrei sono stati bersagliati per tutta la tornata elettorale. Non parliamo di angoscia ma di identità. Tutta la retorica del “riprendiamoci la nostra Patria ” dovrebbe toglierci ogni dubbio.

Anche quando Trump parlava di posti di lavoro, durante la campagna elettorale, promettendo di aumentarli con la pretestuosa affermazione che lui ne sa qualcosa di economia, si riferiva ad un certo tipo di occupazione. Non parlava certo di impieghi nell’insegnamento o nel sociale, professioni marcatamente femminili che, certamente, avranno dei problemi se Trump manterrà la sua promessa di demolire il Dipartimento dell’Istruzione ed il Dipartimento per lo sviluppo Edilizio ed Urbano. Rievocava un certo tipo di lavoratore di fabbrica, un’ immagine antica di lavoro che prevede uomini col casco di protezione. Come molto altro durante questa campagna le sue promesse erano esplicitamente rivolte agli uomini, uomini bianchi, guarda un po’.

 

Trump ha conquistato questi elettori bianchi perché loro sentono che, come diceva Wayne LaPierre l’anno scorso,”otto anni di un presidente demograficamente simbolico sono abbastanza”. Nella Rust Belt (zona dei vecchi stati industrializzati ) si incolpa il nostro primo presidente nero dei problemi economici dovuti a politiche che sanno essere vecchie di almeno trent’anni -Ronald Reagan- perché è da allora che i buoni lavori di fabbrica hanno iniziato a scomparire. Un elettorato che non poteva scegliere una donna ambiziosa e competente, che portava il fardello, mai portato da nessun politico maschio, del crimine iniquo di una carriera piena di alti e bassi, di cambiare opinione se messa di fronte a nuovi punti di vista e favorevole al compromesso ed alla negoziazione.

Di certo lo strillare sull’economia di questi elettori, con Trump che si rivolgeva a loro, ancora ed ancora, affermando che il governo stava sprecando il loro denaro, è dovuto in gran parte al fatto che quello che percepivano era che il governo avrebbe usato i soldi per aiutare gli afroamericani, le madri single e quei vicini di casa bianchi che loro reputano pigri. In settembre, l’alleato di Trump Roger Stone ha commentato cosi l’appello del suo candidato agli elettori neri “Barattare il proprio voto per l’assegno del sussidio, sì, è una forma di schiavitù. Sì.”.

 

Il Presidente senza scandali da causa collettiva Barack Obama, che ci ha dato l’Affordable Care Act (legge per le cure accessibili ndt) in tutta la sua gloria imperfetta, lascerà la Casa Bianca al presidente meno qualificato della storia, un narcisista meschino ed infantile che ha le stesse probabilità di usare la sua alta carica per vendicarsi di coloro che crede nemici come di portare a compimento le sue peggiori promesse – costruire un muro lungo il confine col Messico, imporre un test religioso agli immigranti, riportare in auge lo stop-and-frisk ( la polizia può fermare e perquisire chiunque per strada ndt) e disfarsi della maggior parte del governo federale.

Ovviamente chi ne soffirà di più saranno le persone di colore, tutte le donne ed i poveri. Inclusi i bianchi poveri e la loro importanza in queste elezioni deve essere esaminata.

In questa tornata elettorale non sono mancati i ritratti teneri e preoccupati della classe operaia bianca coi suoi problemi economici. La classe operaia bianca vive in tutto il Paese ma è maggiormente rappresentata nelle zone rurali che hanno fortemente sostenuto Trump, negli Swing States come il North Carolina, il Wisconsin ed il Michigan, nel mio Stato natio, l’Arkansas ed in quello dove vivo, la Virginia.

Ma molti tra l’elité fondono la povertà con le classi operaie. I membri della classe operaia di questa parte del mondo guadagnano di più dei loro vicini di casa poveri. Sono la classe media delle comunità rurali. Potrebbero stare meglio e di certo lottano, ma è la loro identità culturale che è importante in queste elezioni. Pensano di lavorare sodo e pensano che gli altri-i vicini di casa, gli immigranti, gli Afroamericani dei bassifondi- non lo facciano.

Il supporto alla Clinton era fortemente correlato al reddito,l e persone con reddito al di sotto dei 50mila dollari votavano i democratici. Non abbiamo analisi sul voto che riguardano la razza. Ma quello che sappiamo è che i bianchi, globalmente, hanno votato in massa Trump. Il 58 % dei bianchi ha votato Trump, il 63% dei quali erano uomini.I bianchi senza laurea sono arrivati in forze ma anche il 49% di laureati hanno votato per lui e ciò significa che ci sono milioni di donne laureate nel Paese che hanno scelto di votare per un uomo che ha detto che le agguanterebbe dalla figa.

 

Hanno votato contro un’economia che credevano avrebbe fatto fare alle donne un passo avanti. In luglio, David Frum sul The Atlantic ha messo insieme tutte le conversazioni e le interviste che aveva fatto con gli elettori di Trump in un sermone anti-elite scritto dal loro punto di vista. “Nella nostra America il divario tra i sessi si è chiuso tanto tempo fa e poi è andato al contrario” ha scritto.”Obama nell’Ufficio Ovale era già abbastanza umiliante. Ma Hillary sarà peggio: perderemo del tutto l’idea che il comando sia un lavoro da uomo”. Ho analizzato la questione e non è cosi. Dovunque nel Paese le donne sono messe peggio degli uomini sia nel mercato del lavoro che nei salari. Se esiste uno spazietto nel Paese dove le donne sono messe meglio degli uomini non è abbastanza importante per essere preso come unità di misura o per fare anche una piccola differenza in ciò che valutiamo. Quello che è vero è che le donne hanno guadagnato terreno. Gli uomini nelle comunità rurali di tutto il paese non possono che percepirlo come nient’altro che una perdita dei loro vantaggi.

La strategia meridionale ha funzionato e Trump ha esplicitato le sue promesse. Manterrà gli interessi degli uomini bianchi in cima a tutto, non importa da chi altri è abitato il Paese e ‘fanculo quei pochi diritti che hanno. Il fatto che donne bianche lo abbiano votato non cambia questa affermazione. Dimostra solo quanto sia radicato il sessismo e di quanto sia molto più importante l’identificazione razziale di quella di genere. Chi afferma il contrario cerca solo di nascondere quello che mostrano i numeri reali : gli uomini avrebbero votato per Trump. ed anche la gente bianca. La spiegazione più semplice è quella giusta.

 

E’ il prezzo che pagheranno le persone dopo questa elezione che mi irrita di più. Forse Trump non deporterà musulmani e ispanici. Forse sarà limitato dalle regole delle istituzioni che ora rappresenta, anche se non abbiamo prove che sia il genere di persona che seguirà un qualunque consiglio che non sia del suo incontrollato io. Persino con questo scenario, che è il migliore, il Congresso Repubblicano adesso ha il mandato per rendere esecutiva l’agenda del Presidente della Camera Paul Ryan, un uomo che ha promesso di demolire ogni più recente programma di rete per la sicurezza sociale.(Ha compilato quest’agenda ignorando la matematica, mentre veniva lodato come serio dagli addetti ai lavori di Washington che erano alla mercè di un conservatore che parlava della politica attuale). Ogni sfida che affrontiamo come Nazione –c ambiamenti climatici, diseguaglianza, i senza tetto, riforma della giustizia penale, persino il preferito di Trump, il terrorismo – è resa più difficile da un governo che verrà sistematicamente  derubato della sua efficacia e dei suoi finanziamenti.

Sono convinto che coloro che pensavano non ci fosse una vera differenza tra il partito repubblicano e quello democratico impareranno presto quali sono quelle differenze.

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 articolo originale da The Nationhttps://www.thenation.com/article/donald-trump-won-on-white-male-resentment-but-dont-confuse-that-with-the-working-class/?utm_source=Sailthru&utm_medium=email&utm_campaign=DAILY_2016_11_10&utm_term=daily

traduzione di Stefania Martini

per aderire alla brigata traduttori mandare una mail a traduttori@rifondazione.it

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