Continuiamo a chiedere verità e giustizia per Abdesselem El Danaf.

Continuiamo a chiedere verità e giustizia per Abdesselem El Danaf.

L’uccisione di Abdesselem El Danaf non può essere rimossa frettolosamente dalle cronache dei giornali.

Che si possa morire durante un presidio sindacale, oggi, in Italia, è qualcosa di talmente enorme che deve continuare a interrogare il paese e la coscienza di tutti sul livello di imbarbarimento raggiunto nelle relazioni sociali e nei rapporti di lavoro.
Dovrebbe portare a chiedere non solo verità e giustizia per Abdesselem, ma per tutti coloro che sono costretti ad un lavoro sempre più spesso privo di sicurezza, dignità, diritti e libertà.
Nella logistica, dove le finte cooperative, gli appalti al massimo ribasso, l’illegalità e la brutalità nelle relazioni sindacali, sono diffusissime, nonostante le lotte degli ultimi anni, e più in generale in un mondo del lavoro che si continua a destrutturare nei propri diritti. Chi farà il delegato sindacale quando tutti saranno sotto la tegola della possibilità di essere licenziati senza diritto alla reintegra? Chi può già oggi far valere i propri diritti nella condizione dilagante di precarietà?

Crediamo anche che nella vicenda di Piacenza ci sia un’altra verità che si vuole rimuovere: quegli immigrati che vengono descritti come coloro che portano via brandelli di un welfare sempre più povero, con cui si alimenta la retorica razzista del “prima i nostri”, in questo paese lavorano da decenni: nei settori più disagiati, si tratti della logistica o dell’agricoltura o dell’edilizia. E non solo lavorano, ma lottano.  E lo sanno fare in nome di tutti, italiani o immigrati che siano, come Abdesselem El Danaf che lottava per i propri compagni precari.

Oggi a seguito delle mobilitazioni che ci sono state dopo l’uccisione di Abdesselem, alla GLS è stato chiuso un accordo per la stabillizzazione dei lavoratori precari e nuove assunzioni, ma si deve continuare a chiedere verità e giustizia per Abdesselem El Danaf, come è necessario affrontare i nodi di fondo delle finte cooperative e degli appalti,  dei diritti del lavoro in generale.
Vi chiediamo di farlo anche presentando nei consigli comunali e regionali l’ordine del giorno che trovate in allegato. Perché non sia possibile rimuovere quello che è accaduto, perché  la mobilitazione continui.

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O.d.g.

Sull’uccisione di Abdesselem El Danaf e le condizioni di lavoro nella logistica.

 

Il Consiglio del Comune.. /della Regione…

 

 Considerati i gravissimi fatti avvenuti a Piacenza con l’uccisione nel corso di un presidio sindacale diAbdesselem El Danaf, operaio e padre di cinque figli, che si batteva per il rispetto degli accordi sottoscritti da GLS in cui lavorava dal 2003, ed in particolare per la stabilizzazione dei lavoratori precari. Stabilizzazione avvenuta a seguito dell’accordo sottoscritto da USB e GLS dopo l’uccisione del lavoratore;

 Valutate con estrema preoccupazione le dichiarazioni della Procura della Repubblica di Piacenza, che poche ore dopo lo svolgimento dei fatti e l’uccisione di Abdesselem El Danaf, incurante delle testimonianze dei compagni di lavoro, invece di esprimere il proprio impegno per il pieno accertamento della verità, dichiarava nella sostanza chiusa l’inchiesta derubricando quanto accaduto ad un incidente stradale;

 Considerate le reiterate denunce avanzate da tempo da diverse organizzazioni sindacali circa la condizione in cui sono costretti ad operare i lavoratori della logistica, tra finte cooperative, appalti al massimo ribasso, aggiramento dei contratti di lavoro ed il clima spesso brutale delle relazioni sindacali;

 Valutato con preoccupazione come le recenti normative in materia di lavoro, con l’incremento della precarietà, l’eliminazione per i neo assunti del diritto alla reintegra anche in caso di licenziamento illegittimo, contribuiscano all’ulteriore indebolimento delle lavoratrici e dei lavoratori, alla difficoltà di esercizio dell’iniziativa sindacale, ad una complessiva messa in discussione della sicurezza, dei diritti e della dignità del lavoro, come testimoniato anche dai dati drammatici degli incidenti e delle morti sul lavoro;

 Il Consiglio 

 Considera inaccettabile politicamente e moralmente che nel 2016 nel nostro paese si possa essere uccisi mentre si fanno valere i propri diritti sindacali;

 Chiede con forza che ogni organo preposto a partire dalla Procura della Repubblica di Piacenza compia il proprio dovere nel pieno accertamento della verità, acquisendo tutti i materiali utili come i video che mostrano inequivocabilmente che era in corso di svolgimento un presidio;

 Chiede con forza un intervento legislativo sul sistema degli appalti che sancisca:

-l’illegittimità degli appalti di servizi di mera manodopera

-il principio di parità di trattamento tra i dipendenti del committente e quelli dell’appaltatore

-la continuità dell’occupazione nei cambi di appalto

-il principio di responsabilità solidale inderogabile e piena da parte del committente;

 Appoggia ogni iniziativa che vada in questa direzione e si impegna coerentemente da subito a non avvalersi, come Amministrazione e nella propria qualità di ente appaltante, della possibilità di promuovere gare al massimo ribasso e ad inserire la clausola sociale nei propri regolamenti di gestione degli appalti;

 Sostiene il rinnovo dei contratti collettivi del settore;

 Il Consiglio nell’esprimere nuovamente il proprio cordoglio e la propria solidarietà alla moglie, ai figli e ai colleghi di Abdesselem El Danaf, sottolinea il valore sociale e civile dell’iniziativa sindacale portata avanti da Abdesselem El Danaf, operaio immigrato in Italia, che nella propria condizione di lavoratore stabile si batteva per i diritti dei lavoratori precari, migranti o autoctoni che fossero, facendo valere le ragioni della solidarietà e dei diritti del lavoro.


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