Intervista a Ferrero, da il Manifesto: «Subito una costituente di sinistra»

Intervista a Ferrero, da il Manifesto: «Subito una costituente di sinistra»

—  intervista di Daniela Preziosi

Sinistra. Il segretario del Prc: Renzi è di destra, dal Pd usciranno molti. Leader? Non ne vedo, meglio così, puntiamo al protagonismo di massa

giorno di brin­disi per Paolo Fer­rero, segre­ta­rio di Rifon­da­zione comu­ni­sta. È sod­di­sfatto per il risul­tato del primi giro di ammi­ni­stra­tive del nord: «A Bol­zano siamo a due cifre, va bene anche Aosta e Trento. Un bel risul­tato per far par­tire la costi­tuente della sinistra».

Segre­ta­rio, ci spie­ghi cos’è que­sta ’costi­tuente della sini­stra’ che proponete.

Biso­gna lavo­rare all’unità delle forze di sini­stra per costruire uno spa­zio in cui pos­sano par­te­ci­pare a pari grado tutti, iscritti e non ai par­titi. E i non iscritti solo la mag­gio­ranza da coin­vol­gere. Lo ave­vamo detto al con­gresso dell’anno scorso, usando lo slo­gan «costruire la Syriza ita­liana». Oggi la rilan­ciamo a par­tire dalle tante novità, come l’uscita di Civati dal Pd.

Una cosa chia­mata ’costi­tuente della sini­stra’ non rischia di tenere alla larga gli elet­tori meno pro­pensi alle appar­te­nenze ideologiche?

La parola sini­stra si può decli­nare in molti modi. Io use­rei una triade in ordine alfa­be­tico: anti­li­be­ri­sta, del basso con­tro l’alto, di sini­stra. Un pro­cesso che prende il meglio di Syriza e il meglio di Pode­mos: mette insieme la cri­tica al libe­ri­smo e la cri­tica alla poli­tica come cosa sepa­rata. Non penso a un par­tito ma a una sog­get­ti­vità con pochi ele­menti chiari di pro­gramma e la capa­cità di tenere assieme i mille modi in cui oggi la gente fa poli­tica: penso ai comi­tati, ai tanti inse­gnanti che in que­sti anni hanno resi­stito. Gente che sa che la patri­mo­niale è una neces­sità per­ché i ric­chi sono sem­pre più ric­chi. Che ha capito che è falsa la tesi che non ci sono i soldi.: i soldi ci sono, ma li stiamo con­ti­nuando a rega­lare alla spe­cu­la­zione finan­zia­ria. L’anno scorso abbiamo dato 85 miliardi di inte­ressi agli spe­cu­la­tori. La crisi non è scar­sità, ma ric­chezza mal­di­stri­buita. Il con­tra­rio di quello che dicono Renzi, Grillo e Salvini.

Per chi ha visto nascere e morire alleanze e fede­ra­zioni di sini­stra, uno dei det­ta­gli rive­la­tori della durata è se ven­gono sciolti o no i par­titi che si met­tono insieme. Vi scioglierete?

No, ma il pro­blema è dove risiede la sovra­nità. Io non pro­pongo una fede­ra­zione con diritti di veto, ma una costi­tuente vera con piena sovra­nità. E dove ci saranno dif­fe­renze poli­ti­che, si fac­ciano refe­ren­dum fra chi ne fa parte. Non dob­biamo river­ni­ciare quello che c’è già o fare una nuova sini­stra arco­ba­leno. Anche per­ché oggi l’opposizione non basta più, la sini­stra deve can­di­darsi a gover­nare con un pro­getto poli­tico nuovo. Ero con­tra­rio alla sini­stra di governo quando signi­fi­cava gover­nare con il Pd, ma ora non pos­siamo più limi­tarci alla testi­mo­nianza, dob­biamo pro­porre un’alternativa con­creta e non ideo­lo­gica su cosa si può fare sul lavoro, sul reddito.

Ha lan­ciato la ’costi­tuente’ già al con­gresso di un anno fa. Nel frat­tempo è suc­cesso di tutto. Con­ti­nua a fare la stessa proposta?

Non riven­dico pri­mo­ge­ni­ture e non sono affe­zio­nato alle for­mule. Se c’è una parola migliore, benis­simo. La sostanza per me è che si costrui­sca un pro­cesso che colga tutti gli ele­menti di novità, com­presi i volti chi lo deve rap­pre­sen­tare. Fer­rero non si can­dida a por­ta­voce, per essere chiaro. La crisi del neo­li­be­ri­smo si vede da anni, ma oggi si vede a livello di massa. La crisi del Pd oggi è evi­den­tis­sima, a me inte­ressa che que­sta con­sa­pe­vo­lezza dif­fusa ora trovi un sog­getto all’altezza della sfida.

Porte aperte a chi esce dal Pd?

Per me il per­corso o è uni­ta­rio o non ha nes­sun senso. Chi se ne va dal Pd non solo sta cri­ti­cando quello che è diven­tato quel par­tito, ma sta pro­po­nendo anche con­te­nuti poli­tici con cui sono in sin­to­nia, dal lavoro al welfare.

Dal Pd si aspetta altri addii?

Sì, altri pren­de­ranno atto che lì non c’è pos­si­bi­lità di cam­biare le cose. Noi dob­biamo aprire subito il pro­cesso costi­tuente, e tenerlo aperto. Anzi, per l’ultimo che arri­verà, come dice il van­gelo, ucci­de­remo il vitello grasso.

Come sce­glie­rete il leader?

È l’ultimo pro­blema. Que­sta atten­zione osses­siva sul lea­der è l’altra fac­cia del senso di impo­tenza sociale. In un paese in cui la gente viene con­vinta che non conta niente, si aspetta il mira­colo, l’uomo della prov­vi­denza. Fran­ca­mente non vedo Pablo Igle­sias can­di­darsi a fare il lea­der qui in Ita­lia. E allora impa­riamo dal movi­mento della scuola: un pro­ta­go­ni­smo di massa e dal basso, che sta obbli­gando il governo a trat­tare, ma non c’è un lea­der. Così dob­biamo fare noi, poi nel per­corso i migliori ver­ranno fuori. Di lea­der ne abbiamo avuti, anche a sini­stra, ma se non c’è un pro­getto un lea­der non regge oltre sei mesi.

A pro­po­sito di lea­der, per Lan­dini chi si can­dida in poli­tica è fuori dalla coa­li­zione sociale.

Fa bene. Con la coa­li­zione sociale lavora sui con­te­nuti, cosa di cui c’è ultra­bi­so­gno. Ma come un sin­da­ca­li­sta che si can­dida in poli­tica dà le dimis­sioni, così chi sta nella coa­li­zione sociale non lo fa per rac­co­gliere con­senso in politica.

Que­sto vuol dire che chi come lei sta in un par­tito sta fuori dalla ’ coa­li­zione sociale’?

Non neces­sa­ria­mente. Quello della rap­pre­sen­tanza è un ter­reno spe­ci­fico, ma non l’unico della poli­tica. Lan­dini ha preso il meglio dell’autonomia sin­da­cale. Noi invece dob­biamo fare una sini­stra che si pone anche sul ter­reno della rap­pre­sen­tanza. E penso che fra que­sti due pro­getti ci possa essere una siner­gia più che positiva.

Bar­bara Spi­nelli lascia la lista dell’Altra Europa, dice che vi siete snaturati.

Mi dispiace, ma con­fido che il per­corso che stiamo facendo possa farla ricredere.

26 Commenti

  1. L'Arte Del Pensiero

    In questa intervista, ne ho sentite tante ma una in particolare.
    Quando si dice che la sinistra si candita a governare il paese, mi sono venuti i brividi.
    Per carità!
    Giù le mani dal governo borghese, ogni volta che la sinistra si candita o va al governo si intaccano i diritti fondamentali dei lavoratori, ne sono rimasti così pochi che tra poco entreremo nella schiavitù assoluta.
    La sinistra caro Ferrero si candita alla lotta di classe, questo è il suo compito storico.
    Possibile che non riuscite a capire che siete fuori dal gioco, nonostante la vostra moderazione, non vi vogliono, queste operazioni, sono come la vecchia rivoluzione civile, si illudono le militanze e poi si perde la voglia di lottare.
    La sinistra ha solo una possibilità ricominciare dal basso, dentro le ingiustizie, nei posti di lavoro, nelle periferie, lo so è troppo faticoso, cercate scorciatoie, facendo compromessi e scivolando verso l’interclassismo.
    Siamo in pochi a pensarla così, saremo anche isolati, ma i proverbi popolari non sbagliano mai:
    meglio soli che male accompagnati!

    • la congiura degli eguali

      la sinistra non è capace di governare, quando lo fa è peggio della destra.
      Come si dice…le riforme di destra le può fare solo la sinistra.
      La sinistra moderata poi è la peggiore…in quanto per governare deve per forza fare cose logiche.
      Non vogliamo la pazzia al potere, la fantasia al potere.
      I comunisti non governeranno mai è bene che lo sappiate, perchè se dovesse succedere sarebbero costretti a mettere la testa a poste e fare leggi saggie.
      Noi possiamo solo stare all’opposizione eterna, e mettere a ferro e fuoco le città.
      Per questo siamo scomparsi ma a noi non ci importa, preferiamo essere pochi, pochissimi, soli magari , ma pazzi e incoscienti fino al midollo

    • la congiura degli eguali

      @L’Arte Del Pensiero: avrai capito che il post delle ore 23.05 appartine al solito squadrista fascista che da delinquente e farabutto quaquaraquà, continua a postare con il mio pseudonimo; si nutre di viltà e si comporta di conseguenza; la redazione chissà forse ridacchia della cosa, non rendendosi conto che è complice dello stato molto scadente del sito, prova ne sia che intervengono pochissimi compagni, stanchi delle continue scorribande degli squadristi fascisti.

      • L'Arte Del Pensiero

        Leggo adesso, comunque si capisce che non sei tu.
        Non so se sia lo stesso, hanno clonato anche il mio nome.
        La colpa, chiaramente è della redazione, basterebbe postare con una risposta tramite il proprio indirizzo di posta elettronica e di questi problemi ne rimarrebbe soltanto un cattivo ricordo.
        Ma forse in questo momento dove il cambiamento di una certa sinistra è forte, fa comodo creare confusione, è lo stesso metodo che hanno sempre utilizzato preti e borghesi.
        Un vero peccato, anche perché, confrontarsi con una sinistra più moderata è una cosa positiva.
        Ma se si utilizzano questi sistemi, vuol dire che si ha paura che le loro tesi sono deboli e difficili da far digerire anche al più moderato dei comunisti.

    • Rifondazione ha perso ogni credibilità quando è andata ad occupare l’ambasciata libica a Roma per protestare contro gli inesistenti massacri di Gheddafi e supportando di fatto l’intervento Nato con i risultati che abbiamo tutti sotto gli occhi. In quella occasione ha svolto splendidamente il ruolo dell’utile idiota della Nato.
      Poi questo linea è continuata con la Siria e per fortuna non è potuta continuare sull’Ucraina solo per l’evidente presenza di neonazisti nel governo ucraino post maidan, Ma quante mobilitazioni ha promosso per il Donbass? E perchè non partecipa alla campagna in corso contro la Nato? Forse perchè essere contro la nato, e di conseguenza contro il fronte occidentale, è una linea discriminante che non si sente di abbracciare? Senza una pesante autocritica sulla posizione avuta su Libia e Siria, per me non avrà alcuna credibilità.

  2. Wvendola(mo)dem….

  3. Wvendoladem

    Vorrei tranquillizzare coloro che sono terrorizzati dalla parola comunista.
    Oggi essa assume un significato simbolico di giustizia sociale.
    Nulla più di quello che fu…kgb, gulag, mancanza di libertà.
    Oggi nella democrazia c’è bisogno di sinistra, diritti del lavoro, giustizia sociale.
    Oggi l’impresa non solo è consentita ma benaccetta, purché utilizzi lavoro regolare e ben pagato.
    L’Unità della sinistra creerà un nuovo soggetto politico che oggi manca. Bravo Ferrero che, seppur con 7 anni di ritardo, ha capito che il futuro della sinistra italiana e’ L’Unità di ogni sigla.

    • a dire il vero anche 7 anni fa ferrero con tutti noi proponeva di unire la sinistra per costruire un’alternativa al PD. purtroppo allora – era il 2008 – gli altri invece ruppero con noi per allearsi col PD. Renzi ha risolto queste contraddizioni.

      • a dire il vero a parlare di sinistra siete rimasti solo voi …
        i destroidi e i sinistri hanno avuto 1000 evoluzioni ..
        e il colore non fa alcuna differenza in mezzo ai disastri passati e presenti che ci hanno propinato.

  4. IL CAPO DEI BABA
    Dobbiamo lottare, da Comunisti in difesa del popolo italiano in questo grave momento di crisi, la cui classe lavoratrice è esposta quotidianamente a tutti gli svantaggi causati dall’immigrazione incontrollata, soprattutto nei quartieri popolari delle città italiane, le cui condizioni degenerano progressivamente causa dei conflitti etnici e sociali che imperversano senza freni nel paese. Lo scenario politico italiano, funzionale al potere atlantico in Italia, non è riuscito finora a esprimere una piattaforma politica organica che possa veramente frenare e risolvere il problema dell’immigrazione selvaggia, poiché tale soluzione andrebbe esclusivamente a vantaggio tanto dei popoli africani quanto del popolo italiano.

    L’immigrazione incontrollata, infatti, è un business sia per quei gruppi sociali e politici che, anche grazie allo scandalo “Mafia Capitale”, sono stati smascherati per ciò che sono, ossia sfruttatori dell’immigrazione; sia per coloro i quali intendono continuare ad atomizzare il lavoro italiano, usando gli immigrati come “leva” per scardinare i diritti sociali conquistati dai lavoratori autoctoni, tramite la concorrenza al ribasso sul lavoro; sia per le organizzazioni malavitose, le quali utilizzano la manodopera immigrata tanto per traffici e ruberie, quanto per l’elemosina nelle città o per il lavoro nelle proprie attività economiche illecite (si ricordi lo scandalo degli immigrati a Rosarno di qualche anno fa, quando ancora il fenomeno migratorio non aveva nemmeno preso questa piega). Inoltre, questo fenomeno, estremamente funzionale alle classi dominanti, diventa insostenibile per i ceti popolari italiani anche quando le comunità immigrate diventano protagoniste di occupazioni abusive di case di lavoratori italiani (come a Tor Sapienza l’anno scorso), i quali quando si difendono devono anche sentirsi chiamare “razzisti” da certe forze politiche italiane ormai in via d’estinzione. Ed è questo uno degli argomenti centrali che Socialismo Patriottico vuol ribadire nella giornata del 3 Maggio: non esiste socialismo per l’Italia senza risoluzione del problema dell’immigrazione. E soprattutto, l’unica soluzione al problema dell’immigrazione è la fine del neocolonialismo, ignorata volutamente dallo scenario politico italiano, fedele agli interessi atlantici. La distruzione delle nazioni sovrane mediorientali e nordafricane da parte della NATO (su tutte la Libia di Gheddafi) negli ultimi anni ha mostrato come esista un disegno preciso ai danni di quei popoli quanto del nostro: la destabilizzazione di quei territori causa il fenomeno dell’immigrazione verso l’Italia, avallata dalla nostra classe dirigente che vi trae il massimo profitto ai danni dei ceti subalterni italiani, tacciati dalla retorica dominante in Italia, come “razzisti” per il solo fatto di voler difendere i propri diritti di lavoratori.

    Ricordiamo poi gli assassini compiuti dal rifugiato politico Mara Kabobo, che nel 2012 a Milano prese a picconate tre lavoratori, tra cui un ventiduenne; di David Raggi ad opera di un marocchino ubriaco già espulso dall’Italia nel 2007 e rientrato grazie alla negligenza del nostro governo. Fa poi impallidire un dato reale sulla popolazione carceraria italiana: la metà è composta da immigrati. Questo deve semplicemente far riflettere sul fatto che non è una questione di razzismo, come predicano alcuni ipocriti, ma è una questione di sopravvivenza dell’Italia come popolo: gli italiani lo sanno bene e si riprenderanno questo paese.

    L’unico modo per risolvere il problema dell’immigrazione è l’eliminazione della NATO come strumento di guerra imperialistica ed espansione geopolitica atlantica in quei territori, e la creazione di parternariati commerciali con le nazioni africane, in grado di creare sviluppo direttamente in quei territori, con investimenti miranti alla creazione di infrastrutture e servizi sociali di base, industrie e settori economici e produttivi appartenenti alle nazioni africane sovrane e libere. La distruzione dell’Africa e del Medio Oriente ad opera del blocco NATO, invece, ha come unica conseguenza la distruzione dell’Italia a livello di sicurezza sociale, produttività, occupazione lavorativa e sovranità. Ossia, la distruzione dell’Italia come nazione.

  5. Cos'ha una mente renzi

    Chi vi parla e’ un fuoriuscito (da marzo) dal pd, attivista bersaniano.
    Renzi sta spostando l’asse del pd al centro, con leggi molto apprezzate dai benpensanti liberali, panacea di tutti i mali, sta realizzando quello che a B non sarebbe mai stato permesso.
    Jobs act, italicum, riforma della scuola, riforma della giustizia.
    Nella sua mente, e’ un grande vantaggio spingere la sinistra pd ad uscire e formare una coalizione con vendila landini civati….
    Li schiaffeggerà , umilierà mortificherà’ fino a costringerli x salvare la faccia ad uscire.
    A questo punto il suo piano sarà quello di garantire l’argine alla sinistra estrema, che nel frattempo sarà del 5/6 percento….ma non avendo nulla a dx, tranne salvini…prenderà dai moderati di destra, orfani di Berlusconi, molto più del 5% di perdita a sinistra.
    Sarà il nuovo kohl…il nuovo Blair…al centro della politica italiana. Unica barriera alle derive fasciste p comunista.
    Un uomo della salvezza da 45 percento…
    Ferrero sta facendo inconsapevolmente il gioco di Renzi..

  6. Caro compagno Ferrero, non posso che rallegrarmi del fatto che dopo 4 piatti hai finalmente capito che erano gnocchi “non possiamo più limitarci alla testimonianza” (e non c’era bisogno della “novità” Civati per cambiare rotta), ma ora andiamo veramente avanti sulla linea dell’unità della sinistra senza inflessioni settario/movimentiste, magari ponendosi anche il problema dell’elemento/i in grado di esprimerla questa “unità della Sinistra”, altro che “il leader non conta”, la tragedia è che il leader non c’è, o meglio non ci sono i gruppi dirigenti in grado di esprimerlo, forse perché troppo impegnati finora a citarsi addosso ed a pontificare dall’alto dello 0,(leggi zero virgola) che potrebbe veramente trasformarsi in 2 cifre in tutta Italia se continuassimo a lavorare per l’unità. Scusa l’irriverenza.
    Saluti Comunisti.

    • Un leader c’è eccome. Si chiama vendola e vanta la primogenitura di una vera sinistra non ideologica. Dopo essere stato accusato di tradimento da stolti reduci dei soviet , nonostante l’abiura del comunismo da parte di chi l’ha provato ed adottato x 60 anni…adesso che tutti, con qualche ritardo arrivano sulle sue posizioni…vendila non può che essere il segretario di questa coalizione.
      Bene che Ferrero arrivi alle stesse conclusioni dopo anni di oocciuta insistenza stalinista.
      Adesso una nuova sinistra, con cofferati, landini, civati, VENDOLA.
      Per i reduci del comunismo coreano…prrrrrrrrrrrrrrrrrr
      Una pernacchia vi sotterrerà

      • Caro Wvendola, scusa se siamo ancora comunisti, del resto anche grazie ai nostri 20000000 (venti milioni) di morti in Europa non si parla il tedesco dal 1945 in poi. Comunque penso che la questione principale in Italia sia il Lavoro e se dobbiamo scegliere un Leader oggi, questa scelta debba essere effettuata in questo ambito. Un tentativo forse efficace (non ho la verità in tasca come te) potrebbe essere fatto, fra i nomi che hai citato, con Landini, ma per far ciò, dobbiamo scendere dal piedistallo ed umiliarci a farci guidare da qualcuno che, pur avendo studiato magari meno di alcuni di noi (e forse di Vendola), è decisamente più incisivo sulle tematiche che maggiormente interessano gli italiani….Forse dovremmo insistere un po’ di più, magari con la “sindacalizzazione della politica” come nell’Inghilterra di fine ottocento, alle origini del socialismo, per coinvolgerlo nelle nostra lotta e trasformare una “Coalizione Sociale” in “Coalizione Politica”. Del resto ora è il sindacato (inteso come FIOM e Lavoratori della Conoscenza) che riesce a mobilitare un milione di persone.
        Purtroppo, dopo vent’anni di berlusconismo, dal quale sicuramente non siamo ancora usciti, non possiamo permetterci il lusso di fini disquisizioni ideologiche, ma dobbiamo cercare la strada più efficace per battere la sua logica conseguenza, il renzismo, restando il più uniti possibile.
        Saluti, pardon, comunisti.

      • De Luca - sindaco di Salerno

        vendola sta alla coerenza come la madonna alle discoteca…..svendola: “nudda biscatu cu niente”

  7. Al contrario di congiura e Roberto io ritengo utile una costituente della sinistra.
    La ritengo una doverosa presa d’atto della fine di un periodo storico quale il marxismo , che a molti non va giù.
    Anch’io ci ho messo un po’ a metabolizzare questo processo inevitabile, ma poi ho dovuto capitolare e ritengo un accanimento terapeutico continuare nella memoria degli anni 70.
    Troppi eventi hanno caratterizzato l’evoluzione socialista in senso socialdemocratico. La caduta del muro, Gorbaciov, dengxiaoping, ed ultimo Raul Castro. È’ di pochi giorni fa la notizia che un miliardario cinese ha portato i suoi 6000 dipendenti in viaggio premio in Costa Azzurra, tutto pagato in prima classe, visita di Parigi compresa.
    Che senso ha continuare ad inseguire un sogno quando coloro che lo hanno realizzato lo hanno già archiviato e superato? Come sognare oggi di comprarsi la Fiat 850…
    Allora avanti con il progetto della sinistra, però su questo chiederei a Ferrero una giusta autocritica…
    Quando alcuni anni fa ci fu la diaspora nel prc, con separazione di Vendola….insultato dai compagni più integralisti….chi aveva ragione? Se oggi Ferrero si ritrova su quelle posizioni non vuol dire che vendola (e Bertinotti) furono più lungimiranti?

    • Ciò che dovrebbe essere archiviato è l’idea sciocca del “socialismo senza socialismo” che ha portato i maggiori partiti di sinistra ad abbandonare di fatto quel lato divenendo sostenitori del neoliberismo.
      Sai cosa cambia se a 6000 operai viene offerto un premio? Niente.
      Potrei io dirti di decine di migliaia di studenti italiani all’estero che lavorano con contratti truffa, per paghe da fame e orari da schiavismo.
      E quel “estero” non è la Cina, ma paesi come Ighilterra o Australia.

      E poi vorrei capire: ma tu credevi che la società socialista-comunista dovesse essere per forza una dittatura che castra le capacità individuali?
      Perchè questo non è l’ideale, ma la sua perversione.

  8. Enrico Brozzola

    Prima di parlare di qualsiasi costituente alla Syriza questo gruppo dirigente dovrebbe fare un grande passo indietro,autocommissariarsi sarebbe utile alla sinistra che non è quella della Spinelli e Viale.
    Dirigenti e militanti non allineati a questo disegno suicida se non buttati fuori se ne stanno andando stufi di dirigenti saltinbanco,ora c’è Civati a tormentare i loro sogni prima Landini e avanti cosi’importante è perdere.Utile al successo Renzista.

  9. Cari compagni, il solo fatto che Ferrero sia costretto a citare sè stesso rispetto a dichiarazioni fatte, in forma similare, un anno fa, la dice lunga su questa “Costituente”; nel frattempo, nel dibattito interno e nelle dichiarazioni ai mass media, quelli di Sel tendono a fissare due punti fermi: mai con Rifondazione, mai più comunisti (nella pratica, poi, si smentiscono, ma varrebbe lo stesso discorso applicato ai loro rapporti col PD).
    A proposito della prospettiva puramente elettoralistica di intercettare presunte valanghe di voti in uscita dal PD, ricordo i numerosi tentativi falliti degli anni passati, da Sinistra Democratica a Rivoluzione Civile fino a L’Altra Europa.
    L’esito più paradossale sarebbe, a questo punto, trovarsi a fare la Costituente con D’Alema, Bersani e Rosi Bindi.

    • Fa parte della sfrenata corsa a destra dell’asse politico italiano. Siccome il Pd ormai è da collocare più a destra della stessa destra ufficiale, allora bisogna ricreare una qualche formazione di colore rosa pallido che lo sostituisca. Una formazione che mantenga almeno di facciata la difesa di qualche principio ma nel contenpo sia rispettosissima di tutte quelle istituzioni padronali che quei principi di fatto negano. E così che non sia mai di mettere in discussione la Troika e la Nato, cioè coloro che hanno imposto all’Italia e all’Europa le ricette della disoccupazione, della miseria e della guerra.

      • la congiura degli eguali

        ferrero se fosse un cuoco propinerebbe sempre la stessa ricetta indigesta e tossica; la sua coalizione alternativa, ora si chiama costituente di sinistra, domani si inventerà un altro nome, “se non è zuppa è pan bagnato”; su l’anticapitalismo, l’antimperialismo, sulla necessità di uscire dalla n.a.t.o., sul fallimento e sul ruolo criminale e criminogeno della unione europea non esprime chiarezza; poi però dovrà prendere atto che in caso di eventuali eletti nelle istituzioni, in tanti seguiranno l’esempio di barbara spinelli, la sostenitrice della n.a.t.o. e della guerra imperialista contro la jugoslavia socialista; la proposta di vera costituente della sinistra alternativa è già stata fatta nel maggio del 2013 dai compagni che hanno costituito “ross@”, il cui acronimo stà a significare Resistenza Organizzazione Socialismo Solidarietà Anticapitalista; “ross@” si propone davvero lo scopo di organizzare innanzitutto dal basso coloro che non si arrendono alla protervia del capitalismo, dopo, molto dopo, viene posto l’obiettivo delle istituzioni, la cui conquista deve essere conseguenza di radicamento sociale certosino e di lotte quotidiane nel territorio; ferrero invece a parole parla di protagonismo di massa, però si contraddice dando rilievo ai vari civati che fuoriusciranno dal pd, ( ma saranno poi davvero tanti?; e se così sarà, saranno portatori di una cultura compromissoria e subalterna con il sistema delle diseguaglianze sociali che caratterizzano il capitalismo); i vari transfughi dal pd, come coloro che oggi militano in sel non si porranno mai l’obiettivo dell ‘abbattimento del sistema capitalista; per cui alla lunga la debacle per la costituente che propone ferrero sarà inevitabile; la storia delle ammucchiate perdenti non ha insegnato nulla; come non ha inseganto nulla il fatto che syriza è nata in antitesi al governo conseravtore greco, così come podemos in spagna; volti nuovi e non compromessi con il sitema di potere ed i suoi governi, devono costituire il soggetto politico vincente; tutti i civati o i fassina possibili ed immaginabili non hanno queste caratteristiche; le pugnalate inferte ai lavoratori sono state tremendamente mortali.

    • paolo ferrero

      veramente la caratterizzazione antiliberista mi pare abbastanza chiara: è all’opposizione delle politiche e dei trattati europei e del governo renzi. non vedo troppi arrivi dalle parti del pd….

      • Purtroppo il cosiddetto “antiliberismo” finisce per ridursi a puro proclama di facciata, a vacuo nominalismo.
        Cosa avranno mai fatto di “antiliberista” nel loro governare i vari Vendola, Pisapia, Doria, Zedda e compagnia cantante?
        Quindi, l’unico obiettivo realmente perseguibile diventa quello di prendere abbastanza voti per far sopravvivere, in quella ch’è ormai un’eterna agonia, apparati e apparathciki.

        • caro “evomorales” ti faccio notare che il tuo omonimo, cioè l’Evo in carne e ossa, in Bolivia non ha abbattuto il capitalismo ma ha appunto creato un governo di sinistra antiliberista.
          Tranne nei rari momenti rivoluzionari i partiti socialisti e comunisti si sono sempre dat

        • caro “evomorales” ti faccio notare che il tuo omonimo, cioè l’Evo in carne e ossa, in Bolivia non ha abbattuto il capitalismo ma ha appunto creato un governo di sinistra antiliberista.
          Ed è quello che stanno facendo i nostri compagni di Syriza in Grecia.

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