Svolta Bertinotti, parla Ferrero: “Caro Fausto, ti rispondo”

Svolta Bertinotti, parla Ferrero: “Caro Fausto, ti rispondo”

intervista a cura di Marta Moriconi – http://www.intelligonews.it -

Il segretario del Prc, Paolo Ferrero, con una certa amarezza che gli vela la voce, accetta di parlare di quella che da tutti viene definita la svolta dell’ex leader di Rifondazione Comunista – pentito-  Fausto Bertinotti. Non è tanto una critica, ma più un confronto tra chi (come Paolo) ha molto apprezzato il morire comunista di Berlinguer, il suo esempio, e chi (come Fausto) ha deciso “di buttare il bambino con i panni sporchi” e apre ad altre idee. Il pensiero liberale? Per Ferrero significa “tornare indietro”. Quanto allo stalinismo “non racchiude certo il comunismo”.

Ferrero, come commenta la svolta di Fausto Bertinotti, il fondatore di Rifondazione Comunista, che oggi critica il comunismo ed elogia il papa e il liberalismo.

Ho visto quello che la rete ha pubblicato e faccio due premesse: non ho ascoltato tutte le parole dell’intervista a Fausto e… lui dice tante cose, alcune condivisibili altre no, ma io mi soffermerò sul punto fondamentale della vicenda: l’idea che si esca dalla sconfitta del comunismo dando centralità al pensiero liberale”.

Uno sbaglio dunque quello di Fausto…

Aspetti però, arrivo al punto e mi spiego. Se la tesi centrale è che dalla sconfitta se ne esce con il pensiero liberale io non sono per nulla d’accordo. E il motivo è questo. Da un lato lui fa un torto alla storia del movimento comunista che è fatto di tante cose, c’erano i gulag e negli stessi anni il fronte popolare in Francia conquistava le ferie per i lavoratori. Parlare degli anni bui dello stalinismo come se fossero la totalità del comunismo è un errore analitico oltre che politico. Lo stesso errore Fausto lo fa con il pensiero liberale. Caricare tutto ciò che c’è di negativo da una parte e il positivo tutto da un’altra è sbagliato e falso. E poi lui descrive lo stalinismo e non il complesso del movimento comunista, tanto che sovente la repressione del dissenso è avvenuta a carico di altri comunisti. Quindi non tutti i comunisti la pensano allo stesso modo. Quello che lui chiama il comunismo è lo stalinismo, ma non è certo il comunismo per intero, non so se mi spiego”.  

E Marx che direbbe?

“Anche qui si allude ad una sintesi che non mi trova d’accordo. Marx si è occupato dell’uguaglianza, il liberalismo della libertà dell’individuo e il pensiero cattolico della solidarietà. Non la penso così. Per me al centro del pensiero di Marx c’è l’idea della libertà e penso che il cuore del marxismo e del comunismo è quello di rendere liberi gli uomini e le donne. A partire dalla centralità del tema della libertà  Marx si pone l’obiettivo di superare la condizione di schiavitù economica e di necessità che è propria del modo di produzione capitalistico. Marx vuole che l’uomo e la donna si sviluppino liberamente perché non più sottoposti al dominio del bisogno e della necessità. Questo è il motivo per cui sono comunista. L’uguaglianza è una precondizione della libertà, insomma”.

Ma la sconfitta del comunismo c’è stata…

Certo, c’è stata come è ovvio. L’uscita da questa sconfitta passa per la capacità di superare gli errori valorizzando gli elementi positivi. E’ sbagliato gettare il bambino con l’acqua sporca e tornare al pensiero liberale, per me si tratta di una regressione: il pensiero comunista va oltre il pensiero liberale come dimostra Marx ma anche il subcomandante Marcos per non fare che un esempio”.

E l’ulteriore passaggio del suo ex leader dall’ultra sinistra atea all’apprezzamento al cristianesimo l’ha stupita?

“Si mischiano troppe cose. Io non ho nulla contro il cristianesimo, sono un credente, valdese. Per me le categorie della contrapposizione tra l’essere marxista e la fede non sono il punto. Il probblema è che Fausto è passato dal ragionare su come fare una rifondazione del comunismo, e superare alcuni errori, a buttare tutto. E’ lo stesso percorso che aveva fatto Occhetto negli anni ’90. Io spunti positivi in mille altre tradizioni culturali ho sempre pensato che ci fossero. Se il Papa dice delle cose contro l’ingiustizia, bisogna dialogare con il Papa. La cosa che non condivido per nulla è la sostituzione: prima c’era il comunismo come palingenesi e adesso si cerca da una altra parte. Questo non mi convince e mi pare più un cedimento al “secolo presente” che non una effettiva innovazione nella ricerca”.

Estremizzando alcuni concetti, c’è chi dice che liberalismo e comunismo hanno poi in comune il primato dell’economia e l’egemonia di classe e non viene colto da stupore per le parole di Bertinotti. E poi c’è il soggettivismo introdotto nel ’68. A questi cosa risponde?

Non hanno capito cosa è il comunismo, che vuole rovesciare questi rapporti economici al fine di permettere la libertà delle persone. Noi ci battiamo contro la precarietà, vogliamo far pagare i ricchi,  ridurre l’orario di lavoro e sconfiggere le politiche neoliberiste perchè le attuali scelte economiche e sociali sono distruttive dell’umanità delle persone. Penso ai ragazzi di oggi: lo sviluppo della tecnologia invece che essere utilizzato per ridurre a tutti l’orario di lavoro, viene utilizzato per creare milioni di disoccupati e di precari, producendo una sofferenza enorme quanto gratuita. sta producendo la precarizzazione. Mia figlia ogni settimana cerca cosa farà il mese dopo. Il profitto di pochi peggiora la vita a milioni di persone. Noi ci preoccupiamo delle condizioni economiche perché abolire l’ingiustizia sociale è la condizione per permettere la libertà di ogniuna ed ogniuno. Viceversa i liberali fanno finta che la libertà possa essere conquistata senza mettere in discussione lo sfruttamento e le diseguaglianze e questa è una mistificazione enorme”.

Quale pensiero invia a Fausto, lo invita a ripensarci o augura il meglio perché ormai le strade sono divise?

Ascoltandolo ho ripensato a un’intervista a Berlinguer, era una Tribuna Politica, dove lui diceva di non essere stato un rivoluzionario da giovane, liberale man mano e poi altro ancora. No, diceva: “Sono rimasto comunista tutta la vita e considero l’aver mantenuto gli ideali di gioventù una fortuna, una cosa molto positiva.” Io condivido il pensiero di Berlinguer e mi dispiace che in Italia in questo ultimo ventennio le persone che col passare degli anni sono “diventate liberali” sono diventate tante. Io sono affezionato a quell’immagine di Berlinguer, dell’intelligenza che aiuta a sviluppare meglio le passioni di gioventù”.

104 Commenti

  1. solario firmamento

    @ Dandalo
    Leggo nei tuoi commenti, spesso straripanti di puntiglioso storicismo, una carica polemica venata di asprezza rabbiosa, insieme a un “atteggiamento” mentale che NON si dispone al confronto, ma ogni volta reclama una qualche RESA DEI CONTI,come fossi in credito di infiniti risarcimenti.Lasci intravvedere il lungo travaglio di stagioni politiche tribolate e, tuo malgrado, subìte, in forma di tradimenti, di speranze buttate,di atti di fiducia mal ripagati e di stagioni di lotte disperse nel nulla di questi anni.Ti viene facile inveire, appellare con spregio e dileggio molti dei presenti al commentario che ci ospita, soprattutto, mi sembra, quelli che si qualificano o si “posizionano” nei paraggi della tua casamatta politica, quasi fossero odiosi “parenti stretti”.Il tuo è un lanciafiamme sempre acceso, perdio,mi ricordi il caporale giapponese arresosi nel 1974,piegato ma non schiantato.Hai esperienza e conoscenza dei fatti: ti manca la nonchalance, il sereno distacco del saggio, che suppongo ti potresti permettere: pensaci, ne guadagnerebbe il “dibattito”, e potresti limitare gli eccessi dei tuoi (a volte interessanti) concioni. Compagno rilassati, renderai di più.

    • tu invece, Solario Firmamento, con questa tua insopportabile prosa dolciastra e rococò, mi ricordi un D’Annunzio di provincia (già D’Annunzio, in fondo, lo era un provincialotto insopportabile), un D’Annunzio che se se sta in poltrona e discetta sulla destra e sulla sinistra, sul bene e sul male, sul bello e sul brutto: insomma, quelli che Pasolini chiamava i “dannunziani in pantofole”.
      Ti rispondo quindi controvoglia, infastidito dalla tua prosa prima di ogni altra tua presunta “idea” (ammesso che tu ne abbia), e chi scrive così male per me è degno della fucilazione, senza processo e senza onorata sepoltura, figuriamoci se può essere degno del “dialogo” e del “confronto”. Ma, appunto, ti rispondo vincendo la mia istintiva repulsione, proprio perchè dici più scemenze del solito in questo tuo commento indirizzato a me. Ne dici un sacco e una sporta, Solario Firmamento, sul serio, a cominciare da quel che giudichi il mio “puntiglioso storicismo” (e che in realtà è onesta e sudata conoscenza di qualche nozioncella storico-politica e, vivaddio, se non “storicizziamo” un po’ nella vita, ci riduciamo tutti a parlare della “società civile”, delle “riforme” di Renzi, dei pensionati che rubano il lavoro ai “giovani” o delle primarie del Centro-Sinistra), e proseguendo poi nel descrivermi (ovviamente) come un iroso, uno sfigato ed altre sciocchezze del genere, finendo per abbozzare anche un mio buffo ritratto diciamo “psicosomatico”. Purtroppo son tutte cretinate, Solario Firmamento, davvero, anche perchè nella mia prosa (assai più agile della tua, fortunatamente!…) c’è ironia, sarcasmo, verve polemica, coraggio di non appecoronarsi alla moda del momento e tante altre cose belle e “positive”, ma nient’affatto rancore, o magari “odio”, dogmatismo e tutte le caratteristiche che una cattiva letteratura anticomunista e post-ideologica ha da sempre attribuito al “comunista”, che come tale non può non essere rancoroso, violento, appunto ideologico, antidemocratico e magari se ha pure la barba lunga (come Marx! come Castro! come Ferrando! come i… tagliagole dell’Isis!) è perfetto, e allora giù botte al “rosso”. Tu, dunque, caro il mio Solario Firmamento, hai fatto 2 + 2, ma come tutti gli anticomunisti di professione (che secondo me non sono granchè “furbi”) hai arguito che fa… 22, e, dunque, hai dipinto il ritratto del “comunista” secondo i canoni perfetti dell’anticomunismo e dell’ideologia cosiddetta “post-ideologica”. Tu hai solo aggiunto una stucchevole prosa da “dannunziano in pantofole”.
      La verità, dunque, è che non si è più abituati, da anni per giunta, proprio al confronto, al dialogo, al dissenso (tutte cose democratiche), che come tali devono essere aspri, franchi, leali se non vogliono essere… finti. Chi tuttavia da anni sopravvive (come te e come i post-ideologici di professione) nelle “certezze” e nei “dogmi” del post-1989, quindi nel cul de sac delle “libertà” capitalistiche e nel ripudio di qualsiasi principio non dico di “lotta di classe” ma di criticuzza dell’esistente, beh, è ovvio che simili capponi e simili tacchini comincino ad agitarsi quando arriva un Dandalo qualsiasi a ribattergli per filo e per segno le loro sciocche “verità”, i loro dogmi televisivi e mediatico-spettacolari. “Diamine, ma costui è… un comunista! Non può che essere ideologico, rancoroso, violento, ecc. ecc.”: questa è la risposta “giusta”, che ti sei dato tu ovviamente e con la quale del resto non si parla mai di quel che il “comunista” dice e pensa, ma del come il comunista argomenta, parla, scrive, pensa… Sciocchezzuole, insomma, come quelle che scrivi tu, e che non meritano attenzione, ma solo una risposta sarcarstica, allegra e divertente come quella che t’ho appena rifilato.
      Con il che ti auguro una buona notte.

      p.s.: un’ultima cosa. Non ho affatto “speranze tradite” e “atti di fiducia mal ripagati” da far scontare a qualcuno: sono sempre stato, appunto, comunista, e proprio per questo ho badato sempre più all’idea (il comunismo) che non ai contenitori (partiti e partitini vari) dell’idea, che possono tranquillamente passare ed essere sepolti, tanto quanto i “condottieri” e gli… irreali “socialismi reali”. Ma, appunto, quel che conta per me è l’idea, e dunque lo spirito, l’esprit direbbero in Francia, che è anche savoir vivre… Ecco perchè sono sempre stato allegro, caro Solario Firmamento, e lo sono tuttora allegro, felice e scapestrato, perchè sono sempre stato comunista appunto, e non mi fermo a piangere perchè non c’è più il Pci o perchè la mummia di Kim Il Sung si scioglie come un ghiacciolo. Son dettagli, questi, davvero, e niente è più noioso che occuparsi dei dettagli.

      • solario firmamento

        @ Dandalo
        I dettagli, Dandalo, i dettagli,il colpo d’occhio laterale, oltre il punto a fuoco dell’osservazione: é con quelli che ti difendi, mentre l’Idea dovrebbe servire all’attacco, al guardare dritti davanti a sè! Bah, se di ironia si tratta,o, come dici tu, di divertita allegria, come tuo consumo privato, buon per te, ma non la trovo nei tuoi strali, forse usi un registro che non comprendo, mettiamola così. D’annunzio! questo è un titolo che non mi aspettavo, ho fatto una risata gustosa e te ne ringrazio.Sei certamente il più comunista di tutti, ma anch’io ho i miei titoli: solo che sotto pseudonimo valgono come un borborigmo, una flatulenza.Non dell’acidulo dei tuoi accostamenti, ma della risposta” generosa” ti ringrazio,compagno “scapestrato”. Che la grinta ti conservi tosto.

  2. “non sono nervoso e non sono modem” : mai e poi mai, una bugia più grande di questa fu detta. Infatti, un po’ alla volta, “si scoprono gli altarini” e viene a galla la verità. La parola sbagliata “pultroppo” è stata scritta da “Casapound” (poi cancellati i due suoi commenti) il giorno 1 sett. alle ore 14.04,prima ancora, da “Putin”, il 25 agosto alle ore 14.42 e pure alle ore 19.18 ; infine, da “bolscevico”, il giorno 5 sett. alle ore 4.05. Quindi, ben 3 persone con nomi diversi fanno lo stesso errore : che combinazione ! Tutti e tre così ignoranti ?? Ovviamente NO!! l’UNICA SPIEGAZIONE è quella per cui i tre nomi appartengono alla stessa persona, la stessa persona che si firma modem, Salvatore, martino, vernaghi, ecc. ecc. ecc. . Camerata modem, ancora quando eri bambino, qualcuno ti insegnò che “le bugie hanno le gambe corte”, vero?

  3. “Ma la sconfitta del comunismo c’è stata…” E basta! Era un confronto prima di tutto militare. Che sul piano politico si è tradotto in una serie di arretramenti.

    Oggi la discussione è su un altro piano: il nostro patrimonio politico è importante, ma a furia di affermarlo sul terreno delle discussioni astratte, si perde quello che oggi è il terreno dello scontro. Il terreno dello scontro è il terreno delle privatizzazioni, che Renzi ha promesso all’Europa. Dalle Poste Italiane alla cessione del 40% delle Ferrovie dello Stato per il 2015. La svendita complessiva del patrimonio pubblico non coprirà neanche gi interessi sul debito!

    Io penso che in quel dibattito c’è uno spazio enorme di intervento. Perchè ogni fetta di quel patrimonio, se svenduta, è un arretramento per i lavoratori.

    Non puoi trasformare uno Stato capitalista in uno Stato socialista se semplicemente lo Stato non c’è!

  4. Smettila tu!! Camerata modem/bolscevico! Da parte mia smetterò quando saprò il tuo nome e cognome. E non tarderò a saperlo! Comunque sia, ti ho colto nel vivo, vedo che sei un po’ nervosetto. Bene, bene……

  5. @ modem/bolscevico : grazie del tuo breve commento : a modo tuo, confermi quanto da me detto a rinaldo! Complottista io?? Ma va là! Non c’è un complottista e commediante meglio e più di te! Furbacchione!! Piuttosto, non ti sembra di esagerare con gli insulti : prima o poi…. rischi davvero molto! E per che cosa? Per un pugno di euro? Infine, camerata modem, nessun delirio da parte mia! Non sono un mercenario, e nemmeno un prostituto come e quanto te.

  6. Vorrei come prima cosa fare una premessa: richiamare tanti personaggi ad intervenire nel merito delle questioni che vengono poste e non divagare.
    Sul merito quindi la mia opinione è che dovremmo imparare ad assumerci TUTTI le
    nostre responsabilità e non scaricare tutto su una sola persona , in questo caso Bertinotti ,forse questo ci aiuterebbe a capire oggi perché il PRC si trova in queste condizioni. Voglio fare degli esempi per farmi capire.Vi ricordate la scelta della desistenza del 1996 ? Fu fatta solo da Bertinotti? Assolutamente no!
    A stragrande maggioranza fu approvata dalle compagne e dai compagni del PRC , allo stesso modo fu messa in pratica la scelta di far parte del governo prodi
    nel 2006. Torno sulla desistenza per mettere in evidenza un evento tenutosi allora a Monza con Bertinotti, a mio parere, rivelatore di ciò che saremmo diventati e cioè un luogo in cui il leaderismo , il personalismo ,la delega e quindi la ricerca di posti nelle istituzioni l’avrebbero fatta da padrone. In pratica quasi tutti i presenti nel cinema , ed erano tanti , fecero a gara nel richiedere autografi come si fosse trattato di uno spettacolo . A queste scelte
    politiche mi opposi , non potevo stare con forze e personaggi che rappresentavano e rappresentano interessi che da comunista avevo combattuto in fabbrica e fuori per liberarci dallo sfruttamento e per far nascere una società più giusta. Per queste idee ero stato licenziato due volte e vi assicuro che a causa di quei licenziamenti oggi la mia pensione ne risente e parecchio ; ma rifarei tutto su questo non ho dubbi.
    Per queste considerazioni concordo con i commenti di ‘solario firmamento’e di paolo dp.
    n.b.chiedo scusa a tutte/i se approfitto di questo spazio per una cosa ‘personale’, ma se paolo dp fosse il compagno pdp che ho conosciuto anni fa a Monza , sa di cosa parlo in modo particolare del primo licenziamento ma sopratutto sarei contento di risentirti . Faccio sempre capo alla federazione
    di Monza .
    Ai curatori del sito , vi sembra che ci sia già un mio commento sull’oggetto?

    • Il leaderismo è una sorta di culto della personalità in sedicesimo che ci affligge,una cosa che non c’entra nulla col comunismo.
      Sulla responsabilità di tutti dici una triste verità,il bertinottismo ha potuto guidare il partito per anni grazie al sostegno della maggioranza del partito.
      Fallita una linea politica le conseguenze andrebbero tratte anche dai colonnelli,non solo dal lider maximo.E per la base un mea culpa.

  7. Vorrei come prima cosa fare una premessa: richiamare tanti personaggi ad intervenire nel merito delle questioni che vengono poste e non divagare.
    Sul merito quindi la mia opinione è che dovremmo imparare ad assumerci TUTTI le
    nostre responsabilità e non scaricare tutto su una sola persona , in questo caso Bertinotti ,forse questo ci aiuterebbe a capire oggi perché il PRC si trova in queste condizioni. Voglio fare degli esempi per farmi capire.Vi ricordate la scelta della desistenza del 1996 ? Fu fatta solo da Bertinotti? Assolutamente no!
    A stragrande maggioranza fu approvata dalle compagne e dai compagni del PRC , allo stesso modo fu messa in pratica la scelta di far parte del governo prodi
    nel 2006. Torno sulla desistenza per mettere in evidenza un evento tenutosi allora a Monza con Bertinotti, a mio parere, rivelatore di ciò che saremmo diventati e cioè un luogo in cui il leaderismo , il personalismo ,la delega e quindi la ricerca di posti nelle istituzioni l’avrebbero fatta da padrone. In pratica quasi tutti i presenti nel cinema , ed erano tanti , fecero a gara nel richiedere autografi come si fosse trattato di uno spettacolo . A queste scelte
    politiche mi opposi , non potevo stare con forze e personaggi che rappresentavano e rappresentano interessi che da comunista avevo combattuto in fabbrica e fuori per liberarci dallo sfruttamento e per far nascere una società più giusta. Per queste idee ero stato licenziato due volte e vi assicuro che a causa di quei licenziamenti oggi la mia pensione ne risente e parecchio ; ma rifarei tutto su questo non ho dubbi.
    Per queste considerazioni concordo con i commenti di ‘solario firmamento’e di paolo dp.
    n.b.chiedo scusa a tutte/i se approfitto di questo spazio per una cosa ‘personale’, ma se paolo dp fosse il compagno pdp che ho conosciuto anni fa a Monza , sa di cosa parlo in modo particolare del primo licenziamento ma sopratutto sarei contento di risentirti . Faccio sempre capo alla federazione
    di Monza .

  8. L'Arte Del Pensiero

    @DANDALO . Fai bene a dissentire, è questa l’anima del confronto e dello sviluppo delle idee.
    Se hai fatto caso o anche detto in parole forse non chiare che Ferrando è uno dei pochi comunisti che è riuscito a capire il quadro politico economico globale anche se non fino in fondo.
    Gran parte della sinistra rivoluzionaria proviene dall’ala maoista e stalinista, cosa vogliamo fare li vogliamo ignorare?
    Ripeto i conti li dobbiamo fare non con i compagni che sbagliano e che hanno sbagliato, è questo il gioco del potere, ed è proprio lì che ci mette lo zampino.
    Non dico che non dobbiamo analizzare la storia e quello che è successo, ma noi non dobbiamo essere pro o contro qualcuno.
    Noi dobbiamo essere l’avanguardia del proletariato ma non dal pulpito ma dentro alle lotte, e dovrà essere il proletariato ad impadronirsi del partito e a sfruttare compagni preparati e tecnici per raggiungere i propri obbiettivi, quindi ci dobbiamo porre come servitori.
    Soltanto così c’è qualche probabilità di successo, l’altro sistema è stato ampiamente provato, trasformando la dittatura del proletariato in dittatura di partito e questo in tutti gli esperimenti anche i più moderati.
    Il risultato è sotto i nostri occhi.
    Se mettiamo paletti raccogliamo riflusso, siamo e sono tutti stanchi, si subire divisioni spesso assurde che possono essere tranquillamente superate con un programma di classe condiviso, ma scendere di qualche posizione per il bene del proletariato pare sia una operazione impossibile, per il bene della causa credo che tutti i comunisti debbano fare un passo indietro.
    Basta puntare il dito, come fanno i bambini presi in castagna.
    Prendiamo esempio dalla borghesia che ai grandi appuntamenti serra le fila e si presenta compatta, di noi non ridono più neanche i polli, soltanto per il fatto che siamo diventati pure noiosi e inconcludenti.
    Bisogna crescere caro compagno e io più degli altri.

  9. @ Rinaldo : Ti sbagli, modem non è morto, ha solo cambiato nome. Ora si firma “bolscevico” ; prova a leggere il suo commento delle ore 4.05 di oggi : stesso errore voluto e insistito, “PULTROPPO”. Modem è un personaggio scaltro, intelligente e commediante, PURTROPPO : sa recitare molto bene le parti nei suoi mille nomi che cambia continuamente. Comunque, non credo che non si accorga di come va scritta la parola “purtroppo” : sarebbe davvero tragico per lui, ritrovandosi analfabeta, sgrammaticato e pure cogli…one !!

  10. Caro Dandalo,

    la sconfitta dei Comunisti Unitari e della Cosa due, ti dà ragione non v’è dubbio. C’era in tutti noi la speranza di potere condizionare una forza che, ci illudevamo, di centro sinistra. Ma questa è storia, ci saranno altre occasioni per confrontarci. La grande passione politica che emerge dagli interventi mi pare che vada in direzione eguale e contraria alla cultura del contenitore indifferenziato, dal rifrullo ecologista, della segnaletica del No. Un Partito Comunista, nel quale possano convivere le diverse anime, con rispetto e civiltà, riflettendo e allontanando la maledizione delle scissioni. Ed è per questo che mi sono permesso di intervenire in difesa di un compagno al quale va manifestato il massimo del dissenso, senza insulti e scomuniche. Le mie convinzioni, fanno riferimento alla cultura del comunismo italiano, che più che predicare la rivolta, utilizzava la sua forza, per migliorare le condizioni di vita dei ceti popolari. Ci starei a far da minoranza nel mio Partito, gli errori politici, talvolta, possono servire. Ringrazio per lo spazio concessomi.

    • Io credo che la “maledizione” (iniziata proprio con l’esperienza nefasta dei Comunisti Unitari, e comunque, sia chiaro, proseguita sotto mentite spoglie nel Prc di Cossutta e Bertinotti, poi nel Prc di Bertinotti e nel Pcdi di Cossutta e Diliberto, poi nel Prc di Ferrero e nella Sel di Vendola) sia una e una sola: non essersi liberati da un (malinteso) togliattismo e da una lettura demenziale del pensiero di Antonio Gramsci, in base alla quale, in soldoni, i comunisti, se tali, stanno necessariamente tutti “uniti” e “unitari” dentro un unico partitone. Finito (per l’imbecillità del gruppo dirigente che gestì il 1989 e per tanti altri motivi su cui per ragioni di spazio non mi soffermo) il Pci nel bene e nel male, nondimeno, questo schema diciamo “teorico” pseudotogliattiano e pseudogramsciano, quanto mai nefasto, ebbene questo schema nefasto non finisce con la fine del Pci, ma addirittura si è potenziato! Per cui, nonostante la scissione da cui nascono il Prc e il Pds, si continua in modo demenziale a ragionare e ad agire politicamente come se l’”appartenenza” sia rimasta una e una soltanto (il partitone “unitario”), e Prc e Pds siano in fondo facce di una stessa medaglia. Da questa lettura totalmente sbagliata, nascono tutti i disastri politici e poi anche elettorali della Sinistra “estrema” italiana, che continua ad agire politicamente come se il Pci esistesse ancora e il Pds (poi Ds, poi Pd) non fosse alfine che un’ala maggioritaria e ultrariformista del vecchio Pci, con cui dunque si poteva anche litigare, anche formalmente scindersi, ma con cui non si poteva e non si doveva “competere” politicamente, contro cui non si doveva e non si poteva affondare la lama della critica, della contrapposizione, trattando il Pds-Ds-Pd per quello che in realtà invece è sempre stato, ovvero una FORZA ANTIMARXISTA, ANTICOMUNISTA E REAZIONARIA AL PARI DI FORZA ITALIA E DEL COSIDDETTO “POLO DELLE LIBERTA’” berlusconiano. Ecco da dove partono e dove (purtroppo) continuano tuttora le varie desistenze, alleanze, accordi, accomodamenti, imbrogli e sotterfugi attuati dal Prc e dall’area della Sinistra cosiddetta “radicale” nei confronti del Pds-Ds-Pd. Questi imbrogli vari hanno un nome solo: Centro-Sinistra, ed è stato possibile che la Sinistra “radicale” si sia adagiata in questa melma, fino ad oggi, appunto perchè lo schema (anche psicologico) era ed è la sopravvivenza, in fondo, del vecchio partitone comunista (unito ed unitario) al di là di tutto e, quindi, la necessità di stare uniti ed unitari… con Occhetto, con Prodi, con D’Alema, con Veltroni, con Rutelli, con Bersani, con Letta e ora con… Matteo Renzi! Certo, ormai siamo alla farsa, ma non erano forse farseschi Giuliano Garavini, la Castellina, Lucio Magri e gli altri Comunisti Unitari a provocare una secessione parlamentare dei deputati del Prc per sostenere (sempre in nome del “mito” pseudotogliattiano del vecchio Pci)… Lamberto Dini, che cominciò proprio ad attaccare le pensioni e ad attuare quelle politiche antiproletarie di cui oggi vediamo i nefasti effetti? Non erano forse farseschi Cossutta, Diliberto e il Pcdi che salvavano la faccia a D’Alema per bombardare Belgrado e governare come un qualsiasi governo di destra? Non è stato forse farsesco Bertinotti e il Prc del 2006, che dopo aver buttato a mare l’esperienza del movimento no-global (fiancheggiato, male per giunta, per mero calcolo elettoralistico), corre fra le braccia di Romano Prodi e, nel 2008, dopo la caduta d’un governo ridicolo, produce la Sinistra Arcobaleno? Non è forse farsesco Paolo Ferrero, che dopo essere stato un bertinottiano di ferro, finge di essere… comunista e, dopo il congresso di Chianciano e la scissione con Vendola, fa l’esatto opposto di quel che il congresso gli aveva imposto e produce in successione Federazione della Sinistra, Rivoluzione Civile e L’Altra Europa con Tsipras, cioè esperienze politiche che sono l’esatta continuazione della Sinistra Arcobaleno e del peggiore bertinottismo? La risposta è sì, tutti costoro sono la farsa e la parodia dei Togliatti, dei Longo, dei Berlinguer, e la parodia dell’”unità dei comunisti” (che, in altra epoca e in altro contesto aveva avuto pure un senso) sono state appunto le giravolte politico-elettorali di questi ultimi vent’anni e più, che hanno avuto il bel risultato di decretare la scomparsa d’una Sinistra radicale e anticapitalista in Italia, la vittoria più completa del peggiore revisionismo antimarxista di sempre (il Pd, che non è neppure un partito “socialdemocratico” e che del resto non ha mai avuto de facto dei competitors organizzati alla propria Sinistra e non li ha tuttora), infine il monopolio dell’”opposizione antisistema” garantito, in virtù di questa congenita imbecillità e “assenza” della Sinistra “radicale”, a forze fasciste e populiste, fino al M5S odierno. E non mi si venga a dire che era necessario “stringersi” al Centro-Sinistra a causa del “pericolo” Berlusconi: appunto, andava fatto l’esatto contrario, e il Centro-Sinistra (che non garantiva una vera opposizione al berlusconismo) andava attaccato senza sosta, anche nel sindacato, in ogni dove! Non a caso oggi, dopo le belle esperienze “governative” e “progressiste” dei Garavini, dei Bertinotti, dei Cossutta, dei Diliberto, dei Ferrero e dei Vendola, il Pd… governa de facto con Berlusconi (e de jure coi Cicchitto, cogli Alfano, coi Monti, ecc.) e riforma la Costituzione con Forza Italia!
      Questa è la vera “maledizione”, dunque: il non essersi liberati dei fantasmi, delle ombre e dei vari pagliacci che si sono travestiti in questi decenni da uomini politici “comunisti” e che hanno governato le sorti del Prc a più riprese, fino ad oggi.
      Contro costoro io non voglio affatto essere comprensivo e nemmeno “politicamente corretto”, ma al contrario si deve essere (proprio perchè si è comunisti) oltraggiosi, denunciando quindi verbalmente con forza lo sfascio del comunismo italiano che i Garavini, i Cossutta, i Bertinotti e i Ferrero hanno realizzato: questa gentaglia (parlo ovviamente dei dirigenti del partito, non dei militanti e dei semplici simpatizzanti) io non la rispetto affatto e costoro non sono miei “compagni”.

  11. federiamoci ma portiamo rispetto a qualsiasi tipo di compagno.
    Il comunismo non si è ancora realizzato e quindi come possiamo criticarlo o lodarlo.
    Succederà prima o poi, ed allora lo giudicheremo.
    Per adesso lode a Bertinotti che ha avuto il coraggio da leone di rivedere le sue posizioni….solo gli imbecilli non cambiano mai idea.
    E rimanere sempre fermi sulle proprie posizioni è da imbecilli non da coerenti, specie se cambia il contesto globale… e quello che 100 anni fa era buono oggi non lo è più.
    La politica e la filosofia non sono scienze esatte.
    Direi invece sono merci deperibili, hanno la scadenza.
    Provate a mangiare una bistecca di 50 anni fa….o un formaggio, anche stagionato del 1950……

  12. Ringrazio i compagni (insisto)per i commenti tutti graditi ed alcuni veramente simpatici. Per completezza aggiungo che fui espulso da Rifondazione, proprio sotto la segreteria di Bertinotti. In quel periodo imperversava il dolce stil novo cossuttiano. La mia colpa?Garaviniano, lo confesso…..

    • beh, i “garaviniani” erano quelli che, all’epoca, sostenevano che andava appoggiato ad ogni costo il Centro-Sinistra assieme a quello che si chiamava Pds e che oggi si chiama… Pd! L’unica cosa da aggiungere è che Bertinotti espulse voi, e poi seguì per filo e per segno la vostra stessa politica opportunista e filo-CentroSinistra. Cosa che ha fatto e sta facendo tuttora Ferrero dopo aver “cacciato” il bertinottiano Vendola. Insomma una lunga commedia degli equivoci. E comunque, insisto: parliamo di fatti, di fatti e ancora di fatti, non di “chiacchiere”, esimio Cesare Russo (sei contento, ora, che t’ho dato pure dell’”esimio”?). Se tu sei d’accordo con quel dice e sostiene Bertinotti, oggi, dicci perchè e per come, se sei capace, e basta: non ti permettere di rompermi le balle sull’”oppressione” e sulla “mancanza di libertà” che i perfidi ideologici barbuti comunisti (quelli che non può vedere… Bertinotti) ti avrebbero imposto, “seviziandoti” e facendoti gemere come una fanciulla “violata”, il tutto perchè vent’anni fa te e altri quattro scemi chiamati “garaviniani” smaniavate per andare a fare le fusa a D’Alema e Veltroni (cosa che poi avete fatto, a quanto mi risulta: con quali risultati politici?…), raccontando a popolo e paese che eravate i veri “gramsciani” e i veri “togliattiani”. Guarda, hanno fatto bene a cacciarvi! Forse è stata l’unica cosa giusta che ha fatto Bertinotti nel Prc, o comunque una delle pochissime!

      • Vendola non è stato espulso… se né andato portandosi con se i peggiori errori di bertinotti, gente come MIgliore o Titti di Salvo. Il problema per Rifondazione è una mancanza di leadership credibile e capace: Paolo Ferrero non ha i nuomeri per essere un gran politico. D’altronde Rifondazione ha sempre cooptato al vertice persone che non facessero ombra ai capi.

  13. E’ di estremo interesse studiare il livore che si esercita nei confronti di una persona, prima ancora di un compagno. Traditore, opportunista, ben vestito, frequentante cattive compagnie(Marco Rizzo lanciò l’anatema).Insomma tutto il retroterra, che ha nutrito in questi anni le nostre organizzazioni; epurazioni, espulsioni, campagne calunniose e via discorrendo. Non sarebbe il caso, visto la residualità, di buttare a mare, tutte questa mercanzia? Civiltà, rispetto verso il dissenso e la diversità. Tutti questi sacerdoti dell’ortodossia, più che le Guardie Rosse, mi ricordano quella vecchia piccola borghesia di Claudio Lolli, così frustrata, così invidiosa. Invito a leggere l’interessante dialogo di Bertinotti con Riccardo Terzi. Lì si teorizza, tra l’altro, l’estinzione delle differenze destra-sinistra, per una più generica geometria sociale dell’alto e del basso. Qui è il nucleo della poco condivisibile riflessione .Ringrazio Paolo Ferrero per il tono composto. Di questi tempi…..

    • A “espellere”, è stato proprio il Prc del tuo amato Bertinotti: Turigliatto, Ferrando, senza contare la gestione padronale-patriarcale del partito proprio in epoca bertinottiana, dove le scelte del “capo carismatico” venivano imposte “dall’alto”… Via, su, ma se non avete niente da dire (e, infatti, non avete niente da dire secondo me: basta leggere quello che blatera Bertinotti), ma perchè spostate il problema e vi mettete a frignare contro i perfidi e ideologici “comunisti” che vi impedirebbero di parlare? Ma parlate piuttosto! Parlate! Chi ve lo impedisce? E spiegate perchè mai Fausto Bertinotti avrebbe ragione e, nella fattispecie, avremmo torto io e quelli che come me criticano Bertinotti. Caro Cesare Russo, se hai qualche idea in testa, anche sciocca, esprimila, partecipa a questo dibattito che per me è invece molto interessante e, ti prego, illuminaci d’immenso attraverso le teorizzazione bertinottesche sull’estinzione di destra-sinistra… Altrimenti, però, sta zitto e non cianciare (come Bertinotti) di comunisti “oppressivi” e di altre idiozie! Fa il favore, eh?

      • aaaaaaa

      • ferrando non fu espulso. se ne andò perché pensava che con l’ingresso nel governo si aprivano spazi per costruire il vero partito rivoluzionario. I risultati non mi paiono brillanti.

        • Ferrando fu espulso dal Prc bertinottesco e se dici il contrario è meglio che ti firmi “Bugiardo”, invece di “Rifondarolo”. Fu espulso pretestuosamente (per certe sue dichiarazioni antimperialiste in verità assolutamente innocue) alla vigilia delle elezioni politiche del 2006 nelle quali il Prc bertinottesco, come al solito, era de facto alleato all’ennesimo Centro-Sinistra: dunque, espellendo Ferrando come una specie di filo-terrorista (sic) e di “antisemita” (sic), su diktat dei vari Corriere della sera e Repubblica (preoccupati per l’”estremismo” che si annidava nel Centro-Sinistra e scandalizzati… dal comunismo!), si fece in modo di non eleggere un deputato realmente “comunista” (Ferrando appunto, che era candidato, e che dovette ritirare la sua candidatura appunto perchè espulso dal Prc si input personale di quel vermiciattolo di Bertinotti) e soprattutto di tranquillizzare Romano Prodi e quell’indegna coalizione di mentecatti chiamata L’Unione, di cui ovviamente il Prc dei Bertinotti, dei Vladimir Luxuria e dei Piero Sansonetti faceva parte integrante… Coalizione di mentecatti che, dopo aver tassato gli italiani (più poveri) a più non posso per un anno e mezzo e aver governato in maniera ridicola, fece la fine che si meritava (tradita da Mastella!…), consegnando nel 2008 il paese a Silvio Berlusconi per altri tre anni e mezzo, mentre il Prc bertinottesco dava vita a L’Arcobaleno…
          I risultati di mer.., dunque, sono quelli del Prc bertinottesco, e poi del Prc di Ferrero, che è la stessa zuppa. Mentre il Pcl, se non altro, è un partito realmente “comunista” e anticapitalista, piccolo, certo, ma almeno dignitoso e combattivo. Sciacquati la bocca, dunque, quando parli del Pcl, raccontala giusta, e poi vatti a vergognare assieme a Bertinotti, a Vladimir Luxuria e a Piero Sansonetti!

    • FBevtinotti cattolico-libevale

      Gvazie cavo cesave vusso finalmente dopo questi ovvidi comunisti un vevo lacchè(noblile pvofessione si intende)…..ti invievo 4 abiti di cachemire(usati) e un invito nel Palazzo della Contessa Ruspoli Sfovza a Roma….vieni anche tu assapova il sublime gusto del tvadimento….a spese avtrui si intende….

  14. Che l’Urss abbia perso la guerra contro il capitalismo è storia,conoscere (o riconoscere) le ragioni di questa sconfitta,che sono economiche e non certo etiche e neanche politiche,eviterebbe di identificare il crollo di uno stato con la fine di un’ideologia.
    Buffa la posizione dei trotskisti che monopolizzano il dibattito su questo semideserto sito (il resto dei post sono quasi esclusivamente richiami al sesso anale e altre trollate che neanche il blog di Grillo) e si interrogano sul futuro della loro rivoluzione permanentemente irrealizzabile causa evaporazione delle avanguardie operaie.Evaporazione osservata,incredibile ma vero, dopo che uno stato che secondo loro era capitalista è stato abbattuto dopo 70 di guerra incessante da parte del Capitale,col sostegno politico di questo esercito (piccolo,piccolo esercito) di gruppettari inconcludenti. A me qualche dubbio sul ruolo dell’Urss verrebbe,ma si sa che i dubbi non sono per gli unti dal Signore.
    Là si è lottato per decenni costruendo qualcosa,certo non abbastanza ma QUALCOSA,invece questi parolai continueranno a discutere nei secoli dei secoli del LORO comunismo (tutto il resto è revisionismo,deviazionismo e blablabla)inesistente,irrealizzabile e in fondo neanche desiderabile.

    • Tu però sei proprio una frana, Stefano R, scusa se te lo dico con franchezza! Ma davvero pensi che l’Urss sia crollata non per le proprie marchiane contraddizioni, per il proprio scarsissimo “comunismo”, bensì a causa dei “gruppettari” (sic! non sentivo questa parola da… decenni!), dei trozkisti o magari a causa del fatto che lì s’era davvero realizzato “il comunismo” e il perfido capitalismo, dunque, ha ordito trame segrete (la Cia, i trozkisti, i gruppettari, il papa e magari pure i talebani in Afghanistan, dove “il comunismo” aveva vinto…)? Ma via, su, ma ancora a dire ‘ste baggianate!
      Ma davvero per te lo stalinismo e quella caricatura di regimi che si sono realizzati in Urss e nell’Europa dell’est, specie nella loro fase terminale degli anni Ottanta, sono “il comunismo realizzato” o, comunque, qualcosa da riproporre credibilmente e consapevolmente, oggi, per opporsi a questo capitalismo, a questa crisi economica globale ed europea? Ancora siamo a parlare di queste bubbole, e neanche nell’ambito d’un discorso storico serio peraltro (che io per primo accetterei se avessi a che fare con interlocutori onesti intellettualmente, il che nove volte su dieci non avviene purtroppo), ma semplicemente per rinfacciarle “ai trozkisti”, che per te sono i veri “nemici”, manco fossimo nella Spagna degli anni Trenta!
      Ma Stalin e lo stalinismo sono stati il più grande regalo al capitalismo e all’imperialismo che si potesse mai fare! Hanno ridotto la rivoluzione proletaria e socialista a una caricatura, a una ortodossia demenziale, a una filza di innocui partiti e partitoni (Pci incluso) che hanno ridotto il comunismo, cioè la lotta autonoma della classe operaia organizzata, o a una dittatura di burocrati o una questione elettorale-parlamentare! Hanno capovolto il governo dei soviet, cioè della classe operaia e dei lavoratori autorganizzati, nella dittatura d’un partito di volgari burocrati! L’Internazionale nelle loro mani è diventata un fantoccio, utile a politiche di “russificazione” e di nazionalismo grande-russo mascherato da “internazionalismo proletario”, politiche che ancora oggi paghiamo per gli errori madornali che hanno compiuto! Eccetera eccetera eccetera.
      Ma, appunto, dire queste cose, anzi dirle chiare e tonde, non significa affatto bertinotteggiare o atteggiarsi in pose revisioniste, ma al contrario fare l’esatto opposto: combattere per una prospettiva rivoluzionaria e comunista che sia, finalmente, davvero “operaia” e “internazionalista”, e proprio a partire dalla disamina degli errori madornali compiuti dallo stalinismo!
      Cosa che non fai tu e quelli che ragionano come te, che te la prendi “coi trozkisti” (non capendo neppure che essere anti-stalinisti non significa automaticamente essere “trozkisti”, cioè appartenenti a un’altra chiesa, a un’altra setta, nel modo in cui ragioni tu) e poi batti le mani (nel nome di Stalin e magari di… Putin!) a Ferrero, cioè al segretario d’un partito che negli ultimi anni ha sistematicamente buttato nel ce..o il proprio simbolo, e si è alleato cogli Ingroia, coi Di Pietro, colle Barbara Spinelli e coi Curzio Maltese! Almeno Stalin e gli stalinisti d’un tempo erano un po’ più seri di voi: appunto, tutte le tragedie, per quanto grandi, negli epigoni finiscono in farsa…
      Ma poi, davvero, stringe il cuore che siamo ancora qui a “discutere” se Stalin era buono o cattivo e se “i trozkisti” e “i gruppettari” sono agenti della Cia oppure no! Vuol dire che c’è una arretratezza complessiva (che c’è, infatti, secondo me), una inadeguatezza, un’incapacità progettuale del “comunismo” italiano che fanno paura, che fanno drizzare i capelli sulla testa: non ci siamo, anzi non vi siete ancora liberati dei fantasmi e delle ombre, del folklore e della paccottiglia ideologica peggiore, ed anzi sono queste le uniche cose che “possedete”, e così siete, infatti, politicamente innocui, mentre il Prc con la sua presunta “ortodossia” da anni governa de facto… col Pd e coi Centro-Sinistra vari, e dè ridotto a una larva! Vi siete purtroppo liberati, al contrario, d’una capacità critica, analitica vera, la sola che vi consentirebbe di rapportarvi alla vostra storia (oltre che alla realtà del 2014) in modo meno farsesco ma, al contrario, profondo, autentico, storicizzando e vedendo quindi chiaramente pregi e difetti di questa storia, appunto non per LIQUIDARE IN MANIERA REVISIONISTA-BERTINOTTIANA il marxismo, nè però (come fai tu e quelli che ragionano come te) per CONTENTARSI DI AGITARE UNA BANDIERA E COSI’ RIVENDICARE UNA “ORTODOSSIA” CHE NON C’E’ PIU’ (governando poi col Pd); ma per VALORIZZARE IN SENSO REALMENTE COMUNISTA E RIVOLUZIONARIO QUESTA STORIA, INNOVANDOLA E RINNOVANDOLA IN SENSO ANTICAPITALISTA.

      • o scritto che i gruppettari (chiedo venia per il termine desueto ma che meglio di qualunque altro descrive certe tragedie politiche) sostennero l’offensiva antsovietica,non che furono corresponsabili della sconfitta.Ritenendo la sconfitta un fatto economico-militare non vedo come potessero incidere certi supercomunisti che ho definito un esercito piccolo piccolo.Abbi l’umiltà di leggere i post a cui replichi.
        L’ironia sull’esistenza delle trame degli Stati Uniti e dell’occidente per boicottare il sistema sovietico non l’ho capita,almeno se diamo per scontato che conosci la storia dal ’18 in poi. Malafede?
        Sull’essere vetero. Non penso di proporre oggi quel modello,anzi,io ragiono nei termini di una società dove l’automazione dei processi produttivi avrà estinto,o quasi,il proletariato e quindi i potenziali rivoluzionari, ma con immutata (anzi accreciuta vista l’esclusione dal lavoro delle masse) necessità di distribuzione della ricchezza. Certi processi saranno gestibili da chi miri ad un economia di piano,chi invece,come te,favoleggia sulle luminose e progressive sorti di un proletariato in estinzione finirà per essere tagliato fuori.
        Ma essere nel presente non significa ignorare il passato,il mio post era diretto contro l’ignoranza storica imperante,non certo a favore di Stalin a cui attribuisco grandi meriti ma anche grandi demeriti..Ogni comunista deve conoscere cause e ragioni della sconfitta sovietica perchè altrimenti verrebbe logico,come infatti è stato per la maggioranza dei compagni, pensare che il sistema capitalista è migliore,non solo più potente e ricco,e trarne le conseguenze.
        Il discorso storico serio con annessa disamina degli errori dello stalinismo andrebbe fatto,ma con serietà e senza mistificazioni.Per esempio si può discutere del problema rappresentato dalla deriva nazionalista che interessò in parte anche i ranghi del Pcus,ma non nei tuoi termini quando dici che i sovietici trasformarono l’Internazionale in una sorta di centrale nazionalbolscevica a tutto vantaggio della Russia.E’ una enorme scemenza e siccome non credo tu sia scemo ne consegue che stai facendo propaganda,quindi ancora una volta sei oggettivamente alleato dei nostri nemici.

        E per concludere,io non sono contro nessun compagno,trotskista o altro,anche se infastidisce vedere impegnare le loro intelligenze nella denigrazione di esperienze storiche eroiche,solo perchè queste erano lontane dal loro modo di essere comunisti

        • L’esordio richiedeva una H

          • senti Stefano R, t’ho già risposto. Non mi lascio trascinare in una avvilente polemica “settaria” o magari “antisettaria” (magari per la gioia di qualche troll che assiste), che considero mille volte inutile, primo perchè non sono “trozkista” ma “comunista”, secondo perchè preferisco guardare avanti e non indietro, terzo perchè non mi va di parlare di politica sfoderando i “santini” dalla tasca mettendomi a fare le orazioni sul “sacro nome” di Stalin, di Breznev e del… compagno Kim Il Sung. Quel che dovevo dirti te l’ho detto, e ognuno dei compagni che leggeranno i nostri commenti potrà giudicare liberamente. Saluti (comunisti), senza alcun rancore da parte mia, davvero.

    • grazie del commento, compagno Stefano R! La storia del socialismo e’ piena di eroismi, e’ la nostra storia, dobbiamo difenderla tutta, anche il socialismo in Urss era migliorabile, pultroppo opportunisti come krusciev e gorbaciov hanno tradito il socialismo.
      W il socialismo edificato
      difendiamo la nostra storia dagli attacchi denigratori volti a demonizzare la realizzazione del socialismo! Urss 70anni posto invalicabile dell’imperialismo!

  15. Fosse la volta buona che rifaccio la tessera del prc ? cambiasse linea unire i comunisti .!!!!!!!!!!!bertinotti-occhetto-vendola svenditori dell’ideologia.

  16. Togliatti diceva che i critici dell’Unione Sovietica da sinistra ,alla fine della giostra te li ritrovavi sempre dall’altra parte della barricata. Così è stato x Vendola e poi x Bertinotti. Ma sono preoccupato ,perchè anche Ferrero con l’antisovietismo non ci va piano.

  17. Ormai Rifondazione viene sbattuto fuori da tutte le alleanze, è un partito marginale che vale meno dell’ 1%: i Ferrero hanno capito tardi che bisogna allearsi con tutte le realtà comuniste ed essere alternativi al PD e alla finta sinistra. Nella mia biblioteca ho ancora un libro di Bertinotti che ciancia di sinistra antagonista… la vera sinistra non è antagonista ma nemica del capitalismo e dei suoi lacché. L’unico Bertinotti che mi è piaciuto è quello di Guzzanti…

  18. L'Arte Del Pensiero

    Stiamo parlando di Bertinotti, di cosa ci si deve meravigliare?
    Per quanto riguarda Ferrando, dice delle cose giuste, ma è settario dalla punta dei piedi fino alla cima dei capelli. Quello che poi sconvolge è che tra i dirigenti comunisti è quello che “ciazzecca” di più.
    Se Ferrero si vanta di essere Berlingueriano, insomma alla fine non è poi così migliore di Bertinotti.
    Il revisionismo era iniziato molto prima e anche Togliatti ne sa qualcosa, ma Berlinguer si spinge fino al compromesso storico e apre la strada alla delinquenza politica, inciuci, scambi di favori, fino a dividersi la torta con la borghesia.
    Se Berlinguer fosse stato un comunista secondo voi avrebbe lasciato un Napolitano come dirigente visto che è sempre stato un reazionario.
    Lo sappiamo tutti, che nelle giunte di sinistra c’è lo stesso male affare dell’altre, non serve la magistratura, lo sapevamo decenni prima che intervenisse tangentopoli.
    La realtà è molto più semplice dei concetti astrusi, basta aprire gli occhi.
    Ferrando dimentica di dire che l’unione dei comunisti si fonda su un programma politico economico degli stessi.
    Ritorna sempre con la solita pippa, caro Ferrando lascia stare i fantasmi del passato i conti li dobbiamo fare adesso e contro la finanza e la borghesia imperialista.
    Non ti fissare, guardiamo il futuro e andiamo avanti, a me non interessa se un compagno ha un passato stalinista, mi interessa soltanto che aderisce a un programma rivoluzionario che metta in primo piano gli interessi del proletariato e dei lavoratori meno agiati.
    Purtroppo con i soggetti che girano, sarà molto difficile unire, dovranno sicuramente nascere nuovi movimenti dal basso, alle unioni verticistiche non ho mai creduto e quando si realizzano durano pochi attimi.
    Abbiamo subito i peggiori tradimenti alcuni plateali altri mascherati e purtroppo vanno digeriti fino in fondo, non sarà facile defecare questo grande rospo ma soltanto allora potremo iniziare a costruire, qualcosa di nuovo per il comunismo.

    • grazie per questo commento compagno, i sinceri comunisti devono restare uniti. W tutti i veri comunisti

    • sul tuo anti-ferrandismo così manifesto non ti seguo, caro Arte del pensiero, ed è forse la prima volta che mi sento in qualche modo di dissentire con te. Nell’analizzare quel che hanno combinato Bertinotti e Ferrero alla guida del Prc, Ferrando o comunque il sito del Pcl hanno “dovuto” in qualche modo “occuparsi del passato”, cioè inquadrare storicamente questo fenomeno di tragicomica dissoluzione del Partito della Rifondazione Comunista, tanto più alla luce delle risibili affermazioni odierne di Bertinotti.
      Io, a dire il vero, in tutto ciò non ci vedo alcun “settarismo”, nessun atteggiamento qualificabile in tal senso come minimamente “settario”. Il Pcl, peraltro, è nato proprio con l’obbiettivo di non essere solo “il gruppetto trozkista” (quelli, sì settari, ci sono già) o di rivendicare la sola appartenenza “trozkista” ma, appunto, di tentare d’essere il bacino di raccolta d’un progetto anticapitalista più ampio, più largo, proprio a partire dalle rovine evidenti di quello che è (stato) il Prc. Non sempre questa prospettiva (che secondo me dovrebbe essere ancora più accentuata: qui magari concordo con te) è adeguatamente valorizzata dal Pcl, però mi sembra che l’accusa di “settarismo” sia ingenerosa, oltre che mal calibrata, specie se leggo questo contributo del Pcl.
      Quando si parla di Pcl, mi accorgo, molti sono vittima di una cattiva propaganda “antitrozkista” (tipo quella di cui fa ancora sfoggio Stefano R qua sopra) e comunque tendente a identificare certe figure, certi discorsi, certi approcci al comunismo come “roba settaria”, quindi inutile inutilizzabile, magari grottesca. Beh, non sono affatto d’accordo, lasciamelo dire: se è vero che il rischio di chiudersi in una prospettiva settaria è sempre presente in ogni discorso politico, tanto più se anticapitalista, è pur vero che il Pcl si muove in tutt’altra prospettiva a mio avviso, coraggiosamente in un momento come questo. Ed anche questo contributo che ho segnalato qui (a parte qualche eccessiva preclusione nei confronti di Ross@) lo dimostra secondo me.

  19. BE IN EFFETTI IL COMUNISMO SOVIETICO E’ FALLITO………..MA SI PUO’ CERTO DIRE CHE TUTTI I COMUNISTI SONO UGUALI…………….IL COMUNISMO ITALIANO AD ESEMPIO A FATTO PARECCHIE COSE GIUSTE

  20. PARTITO COMUNISTA DI -UNITA' PROLETARIA P.C.U.P. /P.C.I. - UNITA' COMUNISTA -/FEDERAZIONE DEL SOCIALIMO

    COMUNISTI UNITI …da soli che male accompagnati……PARTITO COMUNISTA FEDERALE UNITA’ PROLETARIA

  21. caro segretario , belle parole , ma fino ad oggi poco sentite, il nostro partito continua troppo spesso a mischiarsi con figure che poco hanno a che fare con il ns pensare comunisti, ripartiamo dai nostri valori , anche da soli , ma da comunisti.

  22. Dal sito del PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI questo interessante contributo:

    • Ci riprovo:

      Fausto Bertinotti ha coronato il proprio pensionamento politico proclamando il “fallimento del comunismo”, la superiorità del liberalismo, la grandiosità del Papato.
      Sono spunti ideologici che in forma più temperata il Fausto segretario aveva da sempre coltivato. Il Fausto pensionato, libero da ogni responsabilità, li ha resi solo più espliciti e più organici.
      Avendo sempre sovrapposto la propria storia personale a quella del partito che dirigeva , del movimento operaio, in definitiva del mondo, era inevitabile che la propria fine politica si configurasse ai suoi occhi come la fine del mondo. Del suo mondo. E che un nuovo mondo di riferimenti ideologici, culturali, persino metafisici e religiosi, liberasse definitivamente il proprio volo nel suo pensiero.
      Nessuna sorpresa per la celebrazione borghese dell’evento. Nulla è più appetibile per i salotti liberali – nel momento della massima crisi del capitalismo – che l’iscrizione postuma di un ex segretario “comunista”. E nulla può essere più efficace per tornare a parlare in quei salotti che la “confessione” penitente delle proprie colpe di “comunista”.
      La relazione di amorosi sensi tra Bertinotti e salotti è bilaterale e non è nuova: unisce il Segretario al pensionato Fausto. Perchè meravigliarsi, una volta tanto, di una coerenza?
      Colpisce invece un altro fatto. Che quando il Segretario Bertinotti dirigeva il PRC , per lungo tempo da autentico Papa, la stragrande maggioranza dei dirigenti del partito lo acclamava stringendosi alla sua corte e demonizzando chiunque osasse opporsi. Quando il Segretario precipita sotto le rovine della propria politica e diventa un anonimo pensionato, i vecchi cardinali cortigiani fingono di non conoscerlo o si accaniscono contro di lui. Magari per continuare a lucrare politicamente sul poco che resta della sua (disastrosa) eredità, e delle proprie ( residue) fortune, connesse a quella eredità.
      La critica di Paolo Ferrero a Bertinotti è, sotto questo profilo, emblematica.

      FAUSTO BERTINOTTI E PAOLO FERRERO:
      14 ANNI DI FEDELTA’ E SCHERZI DELLA MEMORIA
      Il segretario Bertinotti ha una storia di 14 anni alla testa del PRC. In 14 anni non ha prodotto solo teorie balorde, tutte demolite impietosamente dalla realtà ( il “movimento dei movimenti” quale sostituto della classe operaia, la fine dell’imperialismo e degli Stati nazionali, l’assimilazione di stalinismo e comunismo, la celebrazione metafisica della non violenza..) , tutte suggestioni devastanti per la stessa formazione intellettuale di una giovane generazione d’avanguardia. All’ombra di quelle teorie Bertinotti ha prodotto fatti, scelte politiche, concrete strategie che hanno ciclicamente subordinato il PRC agli avversari dei lavoratori e ai loro crimini sociali.
      L’ingresso nella maggioranza del primo governo Prodi ( 96/98) trascinò il voto favorevole al lavoro interinale (pacchetto Treu), alla valanga di privatizzazioni, ai tagli sociali per l’adesione all’Euro, ai campi lager per i migranti ( legge Turco Napolitano sui CPT). L’ingresso nel secondo governo Prodi ( 2006/2008) trascinò il voto favorevole alle missioni di guerra, all’aumento delle spese militari, alla detassazione massiccia dei profitti ( l’Ires passò dal 34% al 27%!), alla continuità della precarizzazione del lavoro ( mantenimento della legge 30).
      Domanda: dov’era Paolo Ferrero in quei.. 14 anni? Al fianco di Bertinotti. In veste di massimo scudiero di Bertinotti e di tutte le sue “teorie”, di massimo difensore delle sue peggiori scelte governiste contro la sinistra del partito. La conquista del ministero degli Affari sociali, in una maggioranza di governo che andava da Mastella a Turigliatto, fu la contropartita di questa lunga compromissione e fedeltà. Può Ferrero oggi rimuovere tutto ciò? Può considerare (nel migliore dei casi )“errori”.. sulla via del socialismo i voti alle politiche dell’imperialismo italiano?
      Il PRC non fu distrutto dalle “interviste” salottiere di Bertinotti e neppure dalle sue “teorie”. Fu distrutto dalle politiche di Bertinotti (e Ferrero). Dalla loro collaborazione con la borghesia italiana contro le ragioni del lavoro e dei giovani. Interviste e “teorie” furono solo la copertura ideologica di quelle politiche. Che hanno privato il movimento operaio di un riferimento politico indipendente proprio al piede di partenza della più grande crisi economica e sociale del capitalismo del dopoguerra. E le cui conseguenze, a cascata, sulla coscienza e sulle condizioni dei lavoratori segnano non poco la situazione presente della lotta di classe.
      L’unico soggetto che si oppose coerentemente a Bertinotti, che denunciò la natura della sua politica, che previde il disastro che preparava, fu l’opposizione interna al PRC di “Progetto Comunista”. Da cui nacque nel 2006/2008 il Partito Comunista dei Lavoratori. Questa verità può essere al più ignorata. Ma nessuno la potrà cancellare.

      L’”UNITA’ DEI COMUNISTI”:
      FUORI E CONTRO SOCIALDEMOCRAZIA E STALINISMO
      Il PCL lavora per unire i comunisti. Ma “unire i comunisti” ha un senso progressivo e una prospettiva se la base dell’unità è il programma comunista e i principi del comunismo rivoluzionario. Diversamente l’unità è una truffa senza futuro, che oltretutto prepara inevitabilmente nuove divisioni e frammentazioni. La vicenda di Rifondazione in grande, quella di tante altre formazioni e operazioni in piccolo ( in ultimo Sinistra Critica e Rossa..) stanno lì a dimostrarlo. “Unire i comunisti” nel nome di un simbolo, di un puro richiamo di valori, o di mitologie movimentiste, significa in realtà disperderli, e spesso tradirli. Se possibile in cambio di ministeri. Altrimenti in cambio di assessori e alleanze di Centrosinistra. Come quelle che il PRC di Ferrero tuttora preserva ovunque può (dalla Liguria all’Umbria).
      Allo stesso modo non si possono “unire i comunisti” senza sciogliere il nodo dello stalinismo. Chi oggi attacca Bertinotti e il suo governismo sventolando la bandiera di Stalin non solo rimuove che fu proprio lo stalinismo a legittimare la collaborazione ministeriale con la borghesia liberale (contro la tradizione di Lenin e dell’Ottobre), ma che nella stessa vicenda di Rifondazione la corrente più governista fu proprio (guarda caso) quella di estrazione stalinista. Da Cossutta a Diliberto a Rizzo: che dopo aver nominato Bertinotti Segretario del PRC ( ’94), dopo aver votato tagli sociali e precarizzazione del lavoro a fianco di Bertinotti , dopo aver difeso Bertinotti ad ogni passo contro.. l’opposizione dei “trotskisti”, giunsero a sostenere i bombardamenti su Belgrado del governo D’Alema per salvaguardare il ministero di “Grazia e Giustizia”. Salvo finire poi col dividersi tra loro, dopo anni, nell’ora del naufragio. Chi inseguendo il ritorno nel centrosinistra , come Diliberto. Chi finendo col celebrare come “socialismo” il regime dinastico coreano di Kim il Sung -oggi esaltato da Razzi e Salvini- come Marco Rizzo. Uno spettacolo degradante da piccoli burocrati da fiera. Eredi di una grande tragedia, protagonisti di una piccola farsa.

      LA COSTRUZIONE DEL PCL
      Il PCL si è costruito fuori e contro tutto questo. Contro la socialdemocrazia, contro lo stalinismo, contro il triste cascame delle loro tradizioni e delle loro truffe. Attorno a una morale di classe e al programma del marxismo rivoluzionario: quello che riconduce ogni lotta ad una alternativa di società e di potere in cui siano i lavoratori a comandare; quello della rivoluzione sociale e del governo dei lavoratori. Su questo programma e questi principi lavoriamo a raggruppare forze , costruire organizzazione, selezionare quadri, radicare presenza e intervento nei luoghi di lavoro e in ogni movimento di resistenza sociale.
      La crisi storica del capitalismo, il fallimento del riformismo in ogni sua variante, ripropongono più che mai la centralità della costruzione del partito rivoluzionario e dell’internazionale rivoluzionaria. Questa è la nostra impresa. Chiediamo a tutti i comunisti onesti, a tutti i militanti d’avanguardia, quale che sia la loro provenienza, di portare a questa impresa il proprio contributo.
      PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

      • la congiura degli eguali

        su ross@ il giudizio del pcl è troppo precipitoso ed ingiusto; in questo caso è il pcl che demonizza ross@, la quale propone, come il pcl, né più né meno, l’unità di quanti non vogliono rassegnarsi all’esistente, per la costituzione di un soggetto politico anticapitalista e comunista, indipendente ed alternativo al pd; alternativo e non un soggetto politico di alternanza; alternativo ed oppositore inflessibile del pd in tutto il territorio nazionale; il pcl è coerente al marxismo rivoluzionario, però spesso si chiude al dialogo con altre forze altrettanto coerenti; l’unità dei comunisti sarà possibile anche confrontando le varie posizioni, appunto perchè il marxismo rivoluzionario è dinamico, quindi è cosa ben diversa dall’integralismo ideologico.

  23. Molti compagni conoscevano da tempo la statura (?) di questo parolaio col golfino di cachemire,ora è chiaro a tutti quanto valga questo articolo.
    Vai in pace faustino,io dico che qualche sottosegretariato te lo meriteresti

  24. Concordo in pieno, con le parole del “segretario”!!!.ma…..,mi sembrano molto tardive se non false ed ipocrite(direi in stile democristiano…), vedendo le politiche di “RC”,di questi ultimi anni….!.Comunque, meglio tardi che mai!.Ora “segretario”,si lavori, su una “COSTITUENTE COMUNISTA”,male che va, vorrei almeno rivedere, il nostro “simbolo” alle prossime elezioni!!!.mi raccomando, non rinneghi se stesso…!

  25. Caro Dandalo una volta si diceva “uccello che ha mangiato vola via…” e Faustino ha magnato e magna ancora…..infatti è l’ospite fisso di tutti i salotti cafonal della capitale…..mai incontrato un simile essere ripugnante…..poi hai proprio ragione in realtà è un ignorante altro che intellettuale…..un cialtrone.

  26. Fedeli alla linea

    COMUNISMO!
    Spartaco, Darwin, Hegel, filosofia tedesca, materialismo storico, marxismo, Engels, manifesto, bolscevismo, Lenin, Gramsci, ottobre, rivoluzione proletaria,Spartachisti, Stalin, Mao, Ho chi minh, Guevara…..
    uomo nuovo socialista e materialista, ateismo, culto greco romano, lega dei senza dio, Cuba, jugoslavia, maresciallo Tito, Foiba non e’ reato….
    brigata garibaldi, antifascismo, antirazzismo, antimperialismo, Allende, socialdemocratico Berlinguer, CCCP, honecker ,DDR, Khmer rossi….
    “i reazionari sono tigri di carta”, potere operaio, rinnegati falsi comunisti occhetto ferrerro, proletari pronti alla lotta, guerra civile, Kim il sung, Chavez, W la Lotta di classe!!!

  27. Bertinotti lo capisco: le sue dichiarazioni recenti (ma di imbecillità simili ne aveva scritte e dette a iosa anche negli anni passati, tra un matrimonio vip e un’ospitata assieme alla moglie sora Lella) sono quelle tipiche del rinnegato, dello spretato, dell’ex comunista di professione che (come tutti gli spretati) ha bisogno… di una nuova Chiesa, di un nuovo partito, di una nuova cosca, insomma di una nuova mafia più o meno tinta di rosso che copra la sua falsa coscienza e il suo alto tenore di vita da politicante incallito. E’ piena l’Italia di gentaglia simile e, in fondo, un Bertinotti in più o in meno, non mi pare granchè interessante. Bertinotti poi è sempre stato, politicamente parlando, un imbroglione, anzi un imbroglione cretino per giunta, uno che ha sempre ondeggiato fra Pci e Psi, che nel sindacato giocava a fare il “rosso cupo” per poi calarsi sistematicamente le brache quando la lotta diventava dura sul serio e le chiacchiere non bastavano più, uno che dopo mille giravolte (con Prodi, con D’Alema, poi di nuovo con Prodi) e dopo aver fatto il presidentello della Camera (come Fini! come Casini! come la Pivetti! puah!), il chiacchierone filo-noglobal (ve lo ricorderete tutti, spero, quando “teorizzava” in tv assieme ad Agnoletto), il terzomondista fasullo, il pacifista (pure fasullo), l’”inventore” di Vladimir Luxuria deputato e di Piero Sansonetti direttore di “Liberazione”, ebbene dopo tutto ciò, come stupirsi se questo… beh la parola trovatela voi, compagni, vi prego, insomma se questo… bel tomo qua, oggi, se ne esce genuflettendosi (ultimo in ordine di tempo, peraltro) a Papa Francesco e al “liberalismo” (??!!) e intonando la solita cantilena anticomunista-antideologica? Era ovvio che Bertinotti facesse questa fine. Anzi, mi chiedo: ma come mai non ha fatto tutto ciò molto prima, come il suo delfino Nichi Vendola e tutti gli altri “grandissimi” politici cresciuti con Faustino nel Prc, da “nano nano” Giordano a Gennaruzzo Migliore detto “‘o chiattone”? Ah, già, prima dovevano rovinare il Prc e ridurlo ai minimi termini (caso unico in Europa per un partito di Estrema Sinistra)…
    Bertinotti, dunque, lo “capisco”, cioè politicamente, oggi, me lo figuro, me lo spiego. Chi invece non capisco è Ferrero. Francamente, mi sfugge il senso della sua presunta “opposizione” a Faustino il rinnegato. A parte il fatto che Ferrero faceva il ministro con Prodi quando Faustino furoreggiava e declamava il suo pseudo-comunismo addirittura in tv, non capisco il senso dell’”opposizione” odierna di Ferrero alle “svolte” e alle giravolte bertinottiane; non capisco cioè la presunta “opposizione” dell’esponente del Prc, Ferrero, che, succeduto in pratica a Bertinotti alla guida del Prc dopo il disastro della Sinistra Arcobaleno e la scissione con Sel, ha in pratica continuato sistematicamente la linea politica bertinottiana, fino ad oggi. Ferrero infatti ha clamorosamente disatteso e addirittura capovolto la linea strategica del Congresso di Chianciano del Prc, che imponeva (appunto in opposizione al bertinottismo vecchio e nuovo) la costruzione d’un partito anticapitalista, marxista, SISTEMATICAMENTE E PROGRAMMATICAMENTE ALL’OPPOSIZIONE DEL CENTRO-SINISTRA. Beh, la Federazione della Sinistra, Rivoluzione Civile e ora L’Altra Europa con Tsipras sarebbero in linea con questa cosa, o piuttosto la prosecuzione mutatis mutandis e sotto mentite spoglie del bertinottismo? Se a ciò aggiungiamo che il Prc in questi anni post-bertinottiani non ha praticamente mai affrontato gli appuntamenti elettorali importanti con i propri simboli ma dentro coalizioni post-ideologiche e post-comuniste; se aggiungiamo che a livello locale (comuni, regioni, provincie) il Prc è quasi da per tutto dentro coalizioni locali di Centro-Sinistra targate Pd; se aggiungiamo che il Prc inteso come “partito”, cioè corpo vivo di militanti e di iscritti è morto definitivamente proprio negli anni di Ferrero; se aggiungiamo infine che con Ferrero il partito ha cessato persino di esistere come organismo democratico per venire piegato sistematicamente alle volontà di un presunto “leader” (cioè Ferrero), come nel caso dell’ultima adesione a L’Altra Europa con Tsipras, non ratificata dal Congresso nazionale e attuata da Ferrero e dai suoi amici un minuto dopo la fine del Congresso stesso; ebbene, se aggiungiamo tutto ciò, il senso dell’”opposizione” di Ferrero (che si spaccia per “comunista”) al Bertinotti post-comunista (che si spaccia per post-ideologico), beh francamente sfugge, e a me sembra una enorme presa per i fondelli, un gioco delle parti insomma, una commedia degli equivoci.
    Ma come, proprio Ferrero viene a fare la morale a Bertinotti? Ferrero, che ha deliberatamente confuso il partito cogli Ingroia, coi Di Pietro, coi Curzio Maltese e con le Barbara Spinelli? E da quale pulpito dunque viene la “predica”? Sarebbe più logico dire che entrambi (Bertinotti e Ferrero) sono dei rinnegati e degli imbroglioni, e che questo giochino delle parti, oltre ad essere vecchio, è anche noioso, e interessa sempre meno persone. Resta al contrario la tragedia (di cui sono responsabili sia Bertinotti sia Ferrero sia gli altri politicanti nefasti che hanno retto del sorti del Prc in questi anni) d’una Sinistra comunista e anticapitalista italiana che da un quasi 10% su scala nazionale e un patrimonio di militanti, di idee e di energie notevole nei primi anni Novanta, è oggi completamente dispersa, distrutta, non “rifondata” ma “sepolta”, quindi totalmente da ricostruire ex novo (con grande fatica dei compagni, quelli veri, che intendono farlo, ripartendo da zero), e che è stata portata in dote, mentre veniva dilapidata da questi imbroglioni tinti di rosso, agli Ulivi, alle Unioni, ai Centro-Sinistra, alle Rivoluzioni Civili, alle “società civili” e alle “liste Tsipras”.
    Questa è la verità, non altra.

    • Insisto. Questo Bertinotti oltre a essere imbroglione è anche cretino.
      Cito testualmente dalla sua buffa ed esilarante intervista reperibile on line:

      «[Bertinotti]chiede una rifondazione delle grandi visioni del mondo. La sinistra che io ho conosciuto [dice Bertinotti], quella della lotta per l’eguaglianza degli uomini, quella che chiedeva ai proletari di tutto il mondo di unirsi, è finita con una sconfitta. Io appartenevo a questo mondo. Questo mondo è stato sconfitto dalla falsificazione della sua tesi (l’Unione Sovietica) e da un cambiamento della scena del mondo che possiamo chiamare globalizzazione e capitalismo finanziario globale. [...] Io penso che la cultura liberale – che è stata attenta più di me e della mia cultura all’individuo, alla difesa dei diritti dell’individuo e della persona contro il potere economico e contro lo Stato – è oggi indispensabile per intraprendere il nuovo cammino di liberazione. [...] Faccio fatica a dirlo. Ma io appartengo a una cultura che ha pensato che si potessero comprimere – almeno per un certo periodo – i diritti individuali in nome di una causa di liberazione. Abbiamo pensato che se per un certo periodo era necessario mettere la mordacchia al dissenso, eh, beh… ragazzi, c’era la rivoluzione. [...] La mia storia ha pensato che si potesse comprimere le libertà personali. L’intellettualità europea fra il 1945 e il 1950 è stata tutta comunista. Jean Paul Satre, Andrè Gide, Albert Camus per parlare dei francesi. In Italia tutti, proprio tutti: i registi del neorealismo, i principali cattedratici italiani, i grandi scrittori, le case editrici. Erano tutti comunisti. E adesso non mi dite per favore che non si sapeva niente di cosa accadeva in Unione Sovietica, e che bisognava attendere il 1956 o Praga!».

      Innanzi tutto:
      1. come si può affermare che il “comunismo è morto” se proprio Bertinotti dice che l’Urss e lo “stalinismo”, o magari la Cina, la Corea del Nord, sono state “falsificazioni” dell’idea comunista? Se quel che abbiamo visto e vediamo tuttora è un non-comunismo, o addirittura una “falsificazione”, beh, ma allora dovremmo dire che il comunismo, caso mai, non si è ancora “realizzato”, e che dunque non può essere giudicato ancora, appunto perchè di realtà “comuniste” (dove, marxianamente, lo Stato si estingue, il denaro non è più il “medio circolante”, la classe operaia riunita in organismi autonomi governa se stessa e la società tutta, i fattori della produzione si riassociano e si esce perciò naturalmente da una economia “capitalistica”, ecc. ecc. ecc.) non ne abbiamo ancora viste, ed abbiamo altresì assistito, caso mai, a “socialismi reali” e “nazionali” e a “dittature del proletariato” che si sono risolte in dittature di partiti e di apparati burocratici statali, quindi a “economie statali” e non a un’economia “comunista”. E, dunque, a un complesso di fenomeni che non può essere definito “comunista”, ma qualcosa di non comunista, che è uscito dalla retta via, o che ha assai parzialmente realizzato quel che si prefiggeva. Da una simile analisi, dunque, come si può evincere che “è morto il comunismo”? Il comunismo, caso mai, proprio perchè non si è ancora realizzato, è più vivo che mai come prospettiva e come ipotesi, e lo giudicheremo, caso mai, quando si sarà “realizzato”: sono morti, al contrario, gli stalinismi e i “socialismi reali” vari, che certo hanno fatto molti danni nel complesso e hanno deviato, hanno fallito, e comunque sono ormai esperienze storiche che sono lì, nel bene e nel male. Ma, dunque, che c’entra il non ancora realizzato e tutto da realizzarsi “comunismo”? Bertinotti non lo spiega, ed anzi come tutti i cretini (anticomunisti) prima dice che “il comunismo non si è ancora realizzato”, che l’Urss e le varie presunte “realizzazioni” del “socialismo reale” sono appunto una caricatura del comunismo e poi… se la prende col comunismo! A Roma si dice “o ce fai o ce sei”…
      2. In un passaggio dell’esilarante intervista, con toni da tregenda Bertinotti dice che lui (in quanto “comunista”: ma poi non era socialista, ‘sto stron..?) era abituato a considerare come cosa normale la “compressione” delle libertà personali e a giustificare ogni nefandezza, in buona sostanza, con la massima de “il fine giustifica i mezzi”. Ma, appunto, così ragionavano gli stalinisti, i servi sciocchi di partito, i burocrati (anche del sindacato: come lui), gli intellettuali servi e gli eterni quaquaraqua (come Bertinotti): ancora una volta, tutta roba che col “comunismo” c’entrava e c’entra come i cavoli a merenda, e che, appunto, è sempre stato il capovolgimento più completo del marxismo e di un anticapitalismo “rivoluzionari”. E’ quindi roba da matti che Bertinotti mi venga addirittura a citare, dopo il piantarello greco su Budapest 1956 e Praga 1968, come esponenti di questa “cultura comunista asservita” addirittura Camus, Sartre e per esteso l’intellettualità marxista eterodossa europea degli anni Cinquanta-Settanta! Ma come?! Quelli hanno proprio detto e scritto tutto ciò e combattuto contro gli stalinismi vecchi e nuovi, e questo fessacchiotto d’un Bertinotti me li prende a nefasto esempio di “cultura inquadrata”, “ortodossa”, “tetragona”!… E’ l’esatto contrario, e molti di questi intellettuali vennero infatti espulsi dai vari partiti comunisti (stalinisti) dell’epoca, a cominciare da quello francese! Solo un imbecille o un totale ignorante che non ha mai letto una sola riga di Camus o di Sartre o di decine di altri intellettuali (italiani inclusi) può scrivere quel che ha scritto questo stro..o d’un Bertinotti!
      3. Bertinotti nella sua grottesca intervista ama sperticatamente il “liberalismo” perchè valorizzerebbe “l’individuo” (?!). Poi si piscia sotto dalla gioia al solo comparire di papa Francesco (che per lui addirittura sarebbe stato “rivoluzionario” perchè in grado di spodestare con una classica congiura di palazzo Ratzinger… allora Stalin e Beria cos’erano?…), che pure è tutto fuorchè “liberale”. Questa sarebbe la “storica svolta” di Faustino insomma: riscoprire il “liberalismo” (quale? se Faustino avesse letto un po’ di più invece di servire messa qua e là per tutta la vita saprebbe che “il liberalismo”, così come “il comunismo”, non esiste, ed è una semplificazione tipica della propaganda, e che le idee politiche vanno storicizzate e contestualizzate) e inginocchiarsi a papa Francesco “il rivoluzionario”. Beh, anche qui, ma è roba da ridere, davvero. Tanto per cominciare dall’economia politica “classica” o appunto “liberale” (da Smith in poi) e da tutte le sue varie ramificazioni marginalistiche, neoliberiste, monetariste, ecc. (tutte fatte in nome della “libertà”, dell’”individuo”) nasce, si sviluppa e prolifera quella mostruosità chiamata “capitalismo” o “economia di mercato”, che ha ridotto il lavoratore a uno schiavo (anche in paesi nominalmente “comunisti” e che, appunto, comunisti non sono affatto, come la Cina!), producendo fenomeni devastanti come il colonialismo, l’imperialismo, la devastazione dell’ecosistema, il ritorno de facto della schiavitù! Bertinotti si svegli, visto che proprio il suo amato “liberalismo” nelle sue versioni vecchie e nuove ha prodotto e produce tuttora milioni di morti, sopraffazione, sfruttamento dell’uomo sull’uomo, fame, guerra, impoverimento collettivo, ed è stato storicamente arginato (purtroppo ancora non sconfitto) solo quando i lavoratori hanno deciso di combatterlo in nome… del comunismo!
      Quanto a papa Francesco poi, le avevo sentite tutte, ma “rivoluzionario” mi mancava… A parte il carattere tutt’altro che “liberale” di Santa Romana Ecclesia (ma su questo piccolo particolare Faustino sorvola) dall’anno 0 fino ad oggi, è lo stesso scaltro gesuita Bergoglio che si fa chiamare papa Francesco a non poter essere preso per un agnellino quando è lapalissiano che si tratta invece d’un lupo travestito da agnellino belante! Bergoglio in arte Francesco è cresciuto “politicamente” con Pio Laghi nell’Argentina della Junta militare-golpista che ha prodotto i desaparecidos, Junta che Pio Laghi, Bergoglio e la Chiesa tutta, assieme alla “liberale” Cia, appoggiavano e sostenevano in nome della “difesa della libertà” e della “lotta al comunismo”. E queste cose Faustino dovrebbe ricordarsele se non altro per una questione anagrafica. Ma anche volendo prescindere da questo pur importante particolare, a non convincere di Bergoglio, oggi, è proprio l’atteggiamento pericolosamente “interventista” e “anti-islamico” che costui si sta ritagliando nell’assenza d’una opposizione politica anticapitalista e nel sonno della Sinistra mondiale! E Bergoglio infatti sta facendo scaktramente il proprio gioco, e sta ridando un fenomenale “ruolo politico”, direttamente “politico” a Santa Romana Ecclesia, cioè all’autocrazia vaticana, ovvero a uno dei poteri più spietati e feroci di tutti i tempi (altro che Stalin!), a una “burocrazia” retrograda e sul piano politico-culturale oscurantista! Questo è papa Bergoglio, non altro, e uno che è o anche che è stato comunista (purchè in buona fede) non può far finta di non capire questa pantomima e finire per prendersela come un Giuliano Ferrara qualunque… con Karl Marx! Via, su, ma siamo seri! Sia serio anzi Bertinotti, e dica meno scempiaggini per giustificare le sue patetiche giravolte opportunistiche!

      • le frasi di Bertinotti su liberalismo e cattolicesimo non le avevo citate nel mio precedente commento. Sono queste:

        Il comunismo? «Ha fallito». La cultura politica da cui si deve ripartire? «Quella liberale, che ha difeso i diritti dell’individuo». Il gesto più rivoluzionario di questi anni? «Le dimissioni da Papa di Joseph Ratzinger». L’unica delle tre grandi culture del Novecento che è in vita oggi? «Quella cattolica, che è stata rivitalizzata da papa Francesco che si sta guadagnando consenso e attenzione di mondi lontani».
        «Io penso che la cultura liberale – che è stata attenta più di me e della mia cultura all’individuo, alla difesa dei diritti dell’individuo e della persona contro il potere economico e contro lo Stato – è oggi indispensabile per intraprendere il nuovo cammino di liberazione».
        «Io penso che la cultura liberale ha in maniera feconda scoperto prima, poi difeso e rivalutato il diritto individuale come incomprimibile. Se io oggi dovessi riprendere il mio cammino politico vorrei mettere nel mio bagaglio oltre a quel che c’è di meglio della mia tradizione, sia pure rivisitata molto criticamente, ma soprattutto ciò che viene portato dalla tradizione liberale e da quella cattolica».

        • Compagno Dandalo,io non sono troskista ,anche se ci sono idee e valori che ci accumulano ,in un partito comunista .E gli porto rispetto. Anche gli altri gruppi filo MARXISTI -LENINISTI DICONO O DICIAMO LE STESSE COSE.Oggi ,noi tutti dobbiamo cambiare unificandoci in UNA FEDERAZIONE ,senza tatticismi di posizione o di poltrone abbandonando gli insulti degli” stalinisti ai troskisti” o peggio. Come mi e’ capitato per le Europee ,(IO ISCRITTO AL P.d.C.I.),LA FEDERAZIONE E SEGRETARI HANNO DECISO DI NON VOTARE . MA io e alcuni abbiamo votato per alcuni del PRC . –naturalmente sbagliando– PERO’ IL PDCI FA PRIMARIE ALLEANZE LOCALI CON PD +SEL , VALIDO ERRORE PER IL PRC. COMUNQUE voglio dire anche se sto nel pdci ne’ un troskista ,ne’ stalinista o chi sia e’ un traditore e nessuno e’ migliore dell’altro . Saremmo migliori se fossimo uniti. Negli ultimi mesi ho incontrato alcuni che hanno votato il pcl a CERRETO D’ESI -AN- ALLE elezioni locali hanno ottenuto un risultato positivo. MOLTI DEL PRC ,PDCI COMUNISTI ECC. hanno votato pcl ,Sono compagni o traditori? PER ME HANNO FATTO BENE . COME E’ SUCCESSO NELLE ALTRE ZONE DELL ‘ITALIA I COMUNISTI UNITI HANNO RECUPERATO I VOTI PERDUTI STADA FACENDO. OGGI POSSIAMO VEDERE TUTTI SENZA NASCONDERCI PER QUELLI CHE SIAMO ….Siamo COMUNISTI a prescindere della linea storica identitaria. IO HO NON HO VOTATO A CERRETO D’ESI-AN.,(POICHE’ NON ABITO LI’).Ma se avessi avuto l’opportunita’ lo avrei fatto senza indugi. TITO E LA YUGOSLAVIA ERA DIFFERENTE DALL’USSR EPPURE L’HANNO ANNIENTATA , ALBANIA DI ENVER HOXHA ,LA ROMANIA,O ALTRI RIVOLUZIONARI ANCHE SE NON”stalinisti”SI SONO APPROPRIATI DI TUTTO .[manca solo che si fregano anche il sito del prc ] E’ LA PAROLA COMUNISTA . CHE DA FASTIDIO. NOI DOBBIAMO cambiare nel modo piu’ assoluto ,unificarci in UNA FEDERAZIONE ,FRONTE COMUNISTA ,SCIOGLIERCI TUTTI IN UN PARTITO FEDERALE? QUALSIASI COSA ….L’IMPORTANTE CHE SI COSTITUISCE ………….Un COORDINAMENTO NAZIONALE PER L’UNITA’ COMUNISTA E PER IL SOCIALISMO. E SE I COMUNISTI IN ITALIA VOGLIAMO METTERE PAURA AI LOR SIGNORI …I COMUNISTI DEVONO RITROVARSI E AVERE CORAGGIO.

          • @ Rinaldo: che si uniscano quelli che partono da alcuni principii irrinunciabili, uno dei quali è l’anticapitalismo, un altro il marxismo come complesso di dottrine politiche ed economiche dalle quali ripartire, e un altro ancora l’assoluta totale incondizionata INDISPONIBILITA’ AD ACCORDI ANCHE TATTICI COL PD E COI VARI CENTRO-SINISTRA, A LIVELLO NAZIONALE E LOCALE ED EUROPEO. A me, caro Rinaldo, non sembra che il Prc e il Pdci siano ancora in qualche misura “recuperabili” in tal senso, tanto più dopo l’esperienza de L’Altra Europa con Tsipras, e non credo che possano fornire “garanzie” in tal senso, anche minime: questi partiti hanno esaurito il loro compito, e sono ormai appendici della “società civile” nonchè sempre pronti ad accordarsi col Centro-Sinistra laddove sia minimamente possibile. Se poi ci sono ancora dei “comunisti” in questi partiti, che escano da tali partiti come minoranza organizzata per dedicarsi alla nascita d’un soggetto realmente “comunista” assieme ad altri compagni; oppure che caccino a calci in cu.. i Ferrero, i Diliberto e tutti gli altri dirigenti collusi col Pd e col Centro-Sinistra, cambiando radicalmente il gruppo dirigente e la linea politica del Prc e del Pdci. Ogni altra “unità” è illusoria.

      • quello che dice Bertinotti è incontrovertibile: fino al ’56 tranne sparute minoranze dissidenti i comunisti di tutto il mondo ritenevano che la compressione della libertà in URSS era una necessità che non si poteva mettere in discussione. Ferrero fa critiche sensate ma non nega l’evidenza storica. Dice come sostennenro i fondatori del PRC nella battaglia contro la svolta di Occhetto che non si può ridurre il comunismo all’esperienza del socialismo reale e che quindi quel crollo non implica l’abbandono dell’orizzonte comunista.

        • punto primo: fra quelle “sparute minoranze dissidenti” c’erano appunto gli intellettuali citati da Bertinotti, cioè Sartre, Camus, ecc., quindi il discorso di Bertinotti è sciocco quanto pretestuoso.
          punto secondo: ma che l’avete scoperto nel 2014, a venticinque anni dalla caduta del muro di Berlino, che… c’è stato lo stalinismo?!… E che lo “stalinismo” o “socialismo reale” per voi sarebbe dunque e risolverebbe in sè tutta la storia del “comunismo” (appunto, ancora da “realizzarsi” concretamente), del movimento operaio mondiale, di tutte le lotte dei lavoratori contro il capitalismo?! Il fatto che ci sia stato lo “stalinismo”, con tutte le sue miserie, implicherebbe così per voi (ora, nel 2014, per giunta!…) la condanna del… comunismo (che, appunto, è tutto fuorchè quella caricatura chiamata stalinismo)?! Ma che ciazzecca, come direbbe il vostro alleato Tonino Di Pietro? A Roma dicono “aò, a stro..o, ma che ca..o stai a dì?”. Appunto: ma che dite? Non sarebbe più semplice lasciar perdere i massimi sistemi e dire che siete degli opportunisti e dei poltronisti (pure scemi peraltro), e che non sapete più cosa farneticare per rimanere appiccicati a qualche privilegio, a qualche vitalizio e a qualche triste ospitata in tv? Un consiglio: tacete, e iscrivetevi tutti in massa al Pd, magari nella corrente di Pippo Civati…

  28. vi ho pensato guardando la pubblicità della nuova (schifo !!) collezione “insetti da tutto il mondo”
    Scorpioni, scarabei, ragni ecc inseriti in un cubo di …plastica cristallizzati da collezione.
    Ho pensato anche i comunisti hanno cristallizzato le loro idee e predisposte per una collezione da conservare nei secoli dei secoli….

    Una bella falce e martello sotto cristallo plasticato..che ne pensate ?

  29. Nonsonofrufrù

    Ma di che cosa ci meravigliamo? bertyline è sempre stato un parolaio voltagabana mandato dall’allora pds, partito a cui aderì dopo la nascita di Rifondazione Comunista nel 1991, per distruggere il Partito della Rifondazione Comunista. La criminale operazione è riuscita.
    bertyline carogna e bottegaio della parola ritorna nella fogna…….

  30. L’ex segretario, già ospite d’onore alla festa dei giovani A.N. nel 2007, insigne
    parolaio, ha finalmente detto quello che ha sempre pensato. Vergogna!

  31. IL CAPO DEI BABA
    La colpa è stata nostra che o non ce ne siamo accorti o abbiamo fatto finta di non accorgercene. Ci manca solo che Bertinotti adesso elogi, come fanno tutti i “democratici”europei e mondiali, Obama, la Merkel e i fascisti ucraini.Bisognerebbe chiedere risarcimento danni ad una persona che grazie ad il suo carisma e alla sua oratoria ha ingannato migliaia di persone sinceramente comuniste. che schifo!

  32. Salire sul carro dei vincitori? È una scelta diffusa, tra molti ex dirigenti comunisti e sovente è una scelta di comodo. Nei ragionamenti di Fausto Bertinotti probabilmente c’è una ricerca, come è nellle sue consuetudini, ricerca comunque errata ancor più oggi dove lo sfascio cuasato dal sistema capitalistico è chiaro e presente ovunque, a livello planetario e in tutti i settori della società. Bertinotti non ha mai affrontato seriamente il ragionamento di come il capitalismo sta distruggendo le risorse del pianeta e cambiando il clima con gravi conseguenze per il futuro dell’umanità, è la situazione più chiara di come il capitalismo è responsabile del precario futuro per tutta l’umanità. Socialismo o barbarie è il motto più attuale che nei secoli passati.

  33. Finalmente un buon articolo !
    Bertinotti è stato il miglior segretario del PRC
    Ha tentato di traghettare nella civiltà e nel futuro un partito senza speranza, di falliti .
    Ci stava riuscendo, lo aveva portato al 9%, risultato ineguagliato ed ineguagliabile per un partito comunista ortodosso.
    Ma poi gli integralisti hanno preso il sopravvento e, uscito il grande Fausto, per il PRC è iniziato un declino fino alla scomparsa dei deputati comunisti nel parlamento.
    A quel tempo mi sono rammaricato, oggi dico CHE FORTUNA !!
    Il comunismo è stato un passaggio nella storia, doloroso, di una filosofia di vita senza futuro e senza speranza.
    La sinistra lo ha sostituito, ovvero la possibilità per tutti di crescere e migliorarsi.
    Oggi solo RENZI ci può portare in alto !

  34. La Notte della Ragione, ecco a cosa siamo arrivati. Non me la prenderei con Fausto Bertinotti solamente, lui era il portavoce di una corrente che lo sosteneva e infatti la nave/progetto della Rifondazione Comunista è approdata ai lidi che i loro capitani l’hanno condotta. Aggiungerei che se questa è la “fermezza” con cui credevano a quello che portavano avanti solo qui potevano arrivare (Cossutta è stato il primo fondatore a rifarsi un partito quindi che volevamo sperare)…. Le idee comuniste hanno fallito oppure chi le ha rappresentate è stato un incapace?
    Altra domanda: prima di Francesco (a cui si attribuiscono virtù prima di vederne l’opera, un po come al premio nobel per la pace di Obama)i bellissimi ideali del cristianesimo sono stati messi in pratica con crociate, inquisizione, roghi, marginalizzazione delle diversità ecc.. e sarebbe quindi da buttare anch’esso e Cristo ne sarebbe il responsabile?
    Buona Notte Ragione

    • solario firmamento

      @Fabio F.
      L’idea della figura “salvifica”,del “leader” carismatico, colto e sobrio, capace di “trascinare” folle di militanti, compagni, elettori verso radiose prospettive è dura da oltrepassare. Si tratta di compiere un salto verso la maturità politica e psicologica che in tempi grami come il nostro, avari di figure “simbolo”,e ricchi piuttosto di clamorosi “ravvedimenti”non sembra né augurabile né realistico. Però passa da qui la strada per imparare ad assumerci ognuno la propria individuale responsabilità, per provare a diventare tutti “compagni”, tutti “dirigenti”,per costruire, con tutta la fatica che serve, l’individuo autodiretto.I leaders sono uomini,a volte dotati di qualità, spesso più scaltri che appassionati,più capaci di stimolare collettivi riflessi di identificazione.Quando svapora la fascinazione, magari aiutata da capriole traumatiche come quella di Bertinotti, si scatena la rabbia della delusione, il rancore per le speranze tradite, la fiducia tradita, l’identificazione offesa. Ma noi dove eravamo? Non è che gli abbiamo affidato un po’ troppo potere di rappresentanza, di decisione su interessi non propriamente suoi? Viene facile scagliare contro il “traditore” tutte le nostre frustrazioni, anche quelle che dipendono soltanto dalle nostre scelte.Allora Bertinotti non sarà più rabbia e ripulsa, sarà pena, malinconia,commiserazione.

      • la congiura degli eguali

        impariamo dal chiapas del 1994, dove il leader è identificato nel collettivo, le figure comunicative sono tutte ” subcomandanti “.

      • Beh hai detto bene e condivido ma ci si rimane male, da parte mia mi fermo a questo, non adoro i leaders, non a caso si chiamano segretari di partito, non ho bisogno di un dio in cui credere.
        Rileggendo gli altri commenti seri poi mi tornano alla memoria i bocconi amari ingoiati con il governo Prodi 1 in nome di un giorno migliore, i vari personaggi emersi da questo partito vedi Vendola, Luxuria, Sansonetti tutta gente che mai ci ha creduto per un momento a quello che dicevano o a quello in cui noi speravamo e chiedevamo, poi mi ricordo anche di Walter Veltroni che dirigeva L’Unità – quotidiano comunista fondato da Antonio Gramsci e che ha avuto il coraggio una volta di dire: Io? Mai stato comunista! E allora tutto mi sembra un classico.
        Il fondo fu toccato con la rifinanziazione della missione in Afghanistan e Turigliatto bollato come infame e costretto ad uscire dal partito in barba al fatto che in campagna elettorale era un cavallo di battaglia…. Forse Bertinotti & Co. sono rimasti degli stalinisti inconsapevoli che censurano ogni dissenso e una volta in minoranza si fondano un partito o un movimento. :)
        Beh queste sono le ragioni a mio avviso della perdita di consensi…le sconfitte storiche di piccoli uomini non dei grandi ideali!

  35. Nella Storia italiana, il comunismo ebbe due suoi grandi assassini, uno è stato Achille Occhetto e l’altro, suo degno compare, Fausto Bertinotti.

  36. io credo che la società migliore, più etica ed umana, sia quella comunista.
    che al giorno d’oggi sia (come un tempo) un’utopia, questo non mi convince a cambiare idea.
    ci sarà sempre quelcosa che si potrà fare affinchè l’umanità sia più giusta e non debba vivere di carità dei ricchi liberisti. quando hanno voglia di farla.
    ci sono qualche miliardo di persone che vivono al limite della dignità umana.
    la loro sopravvivenza non è data dall’economia liberale, ma dalla condivisione dei beni.
    e questo è uno dei motivi per continuare a lottare per il comunismo.
    ma purtroppo, il benessere spesso soffoca queste logiche con l’avidità.
    e di comunisti “pentiti” solo perchè hanno avuto in tasca un po’ di soldi se ne sono visti parecchi.
    la carne è debole.
    peccato per fausto, che aveva una buona cultura.

    • Fausto non aveva affatto una ‘buona cultura’, era uomo di grande arroganza ma di mediocre formazione.
      La migliore descrizione venne da una parodia geniale di Corrado Guzzanti (tanti anni fa, su Rai 3, con spalla Serena Dandini) che si concludeva con ‘sono tutte cazzate’.

  37. la congiura degli eguali

    bertinotti non è stato tra i fondatori del prc, purtroppo è stato cooptato come segretario nazionale del partito, e questo fatto ha segnato l’inizio della fine del tentativo di rifondare un partito comunista all’altezza dei tempi; la subalternità al pd, la compromissione ai governi prodi, il sostegno alle avventure imperialiste contro l’iraq e l’afghanistan e l’espulsione dal partito dei compagni che si schieravano con la resistenza irachena, sono le perle nucleari mortali della gestione personalistica e socialdemocratica di destra dell’uomo che veste di cachemir; quando si afferma che la cultura liberale difende i diritti dell’individuo si dice una falsità stratosferica; quando mai la cultura liberale si è opposta allo sfruttamento dei lavoratori?; la cultura liberale non ha mai garantito il diritto alla casa, alla sanità, al sapere per gli strati sociali subalterni; tali diritti sono stati conquistati dalle lotte dei lavoratori, e sono diritti fondanti della cultura comunista; mister eleganza è stato pessimo come dirigente sindacale e disastroso come politico; non è mai stato comunista ma il classico agente della borghesia in seno al movimento operaio; signor cravattone sempre alla moda, il suo posto è nella spazzatura della storia.

  38. Viva il compagno Stalin sempre!, uno dei pochi comunisti veramente seri, come Lenin, come Fidel, compagni comunisti che non son rimasti solo buoni a parlare e a farsi ammazzare ma che hanno fatto cose davvero, hanno lottato e hanno costruito, e hanno vinto, ed è per quello che attirano tanto la rabbia e l’odio dei capitalisti-fascisti e dei falso-comunisti e rinnegatume vario.

  39. quante chiacchiere per dire semplicemente l’unica cosa che c’è da dire: o Fausto, mavedidannapiartelanponercul !
    e già che c’è, che lo segua il suo ex-pupillo Ferrero, che non è tanto diverso.

  40. in tempo di riflusso e di sconfitta delle idee comuniste, la svolta di bertinotti non stupisce ma è il segno dei tempi.
    dal punto di vista umano significa che la sua militanza era solo intellettuale e il suo schierarsi con i comunisti era solo opportunismo italico di carrierismo politico (ora aspetto le perle di niki, suo pupillo).

    dal punto di vista culturale, la classe politica italiana ricade sempre nei suoi peggiori stereotipi, omologandosi ai vincenti.
    è la cultura cattolica contro-riformata che riciccia sempre fuori:
    liberali, repubblicani, socialisti, comunisti, sessantottini dall’unità di italia, ogni volta segnano non solo la pochezza dei loro valori individuali, ma la costante matrice intellettuale cattolica e omologata.
    non a caso bertinotti segna come positivi i valori liberali (ma la costituzione italiana non l’abbiamo scritta noi comunisti? chi ricorda terracini?) e cattolici (ma il papa francesco I° cosa ha cambiato del vaticano reazionario e oscurantista? niente!).
    io ho una mia costante etica: sono comunista e marxista e so che solo questo può portare a un modo libero e ugualitario.

  41. no politica…sulla sua tomba umana!

  42. solario firmamento

    E’ sempre un po’ patetico assistere al riflusso senile di figure pubbliche,un tempo magari assurte a “elemento di riferimento” per schiere di elettori, forse anche di militanti, e misurare il fiato cortissimo della loro avventura in libera uscita dal porticato dell’ originaria e imperitura appartenenza culturale e sociale. Mi ricorda un po’ Massimo Caprara, passato dal Manifesto al Giornale,o tutti quegli ex “compagni” pentiti e folgorati sulla via del revisionismo storico, del tradimento della storicità e memoria della Resistenza, e potrei citare una tristissima e rancida lista di nomi.Sono d’accordo con Paolo: ci vuole poco a ricordarsi di che cosa voglia dire ESSERE COMUNISTI, con orgoglio, ben consapevoli che la battaglia per la libertà di tutti dalla reificazione sarà ancora lunga e difficile, e richiede coraggio, voglia di rischiare l’isolamento, l’incomprensione, la fuga all’indietro anche di qualcuno che ti era “compagno”.

  43. e sta un po’ zitto, falso “bolscevico” della malora! torna a nanna, su, fa il bravo!

  44. la congiura degli eguali

    spiegami perchè il socialismo edificato dopo appena 72 anni è crollato; non pensi che le fondamenta progettate da lenin siano state erose dalla mancanza del potere proletario, sostituito dal potere burocratico?; la dittatura del proletariato è durata lo spazio di un mattino, e morto il padre dell’ottobre si è instaurata la ditattura della borghesia del partito; e perchè il socialismo edificato non è stato difeso dal popolo in armi contro l’attacco subito dai vari eltsin?; qualcosa che non torna ci deve pur essere, se il proletariato sovietico non ha agito come il proletariato russo del 1917; e non menzionate sempre trotsky come la causa del crollo dell’urss; lev era stato spedito all’altro mondo decenni prima del 1989; non compagni il socialismo reale è lontano, lontanissimo parente del socialsimo pensato da lenin, ed è crollato appunto per questo motivo.

  45. la congiura degli eguali

    errata corrige:e perchè il socialismo edificato non è stato difeso dal popolo in armi contro l’attacco “condotto” dai vari eltsin?

  46. compagno, il proletariato sovietico ha fatto grandi manifestazioni per spazzare via il governo Eltsin, le repressioni della polizia sono state moltissime contro le manifestazioni sindacali dei lavoratori….
    non so cosa sia successo tra gli anni ’80, ma il partito e tutti i rami dello stato sovietico erano finiti in mano di revisionisti e burocrati che poi si vendettero all’imperialismo Usa. secondo me dopo Stalin l’Urss si e’ piano piano degenerata ideologicamente, e con Breznev si faceva l’errore di fare “pressioni” politiche sugli altri stati dell’est, nel ’68 a praga Breznev intervenne perche’ la cecoslovacchia stava andando verso la socialdemocrazia.
    a quando ne’ dicano i trozkisti, l’Urss non e’ mai stata imperialista, ma semplicemente in una fase ha fatto pressioni politiche-ideologiche sugli altri stati dell’est europa. Invece con Stalin non si trattavano gli stati come “satelliti”, Breznev ha fatto alcuni errori.

  47. Congiura,è proprio questo il punto fondamentale,l’aggressione imperialista a Cuba e le sue conseguenze sul tenore di vita dei cubani (a causa delle risorse sottratte alla collettività per sostenere la Difesa)e sul grado di libertà individuali hanno condizionato pesantissimamente lo sviluppo di quella rivoluzione.
    Quello che dovrebbero sapere/capire/riconoscere tutti i compagni è che in Urss è successo la stessa cosa ma moltiplicata per 100,1000 volte.

  48. non penso che l’esperienza in Urss e’ stata tutta “burocrazia”,ecc. L’Urss e’ stata per la maggior parte una grande esperienza storica, oltre che un “esperimento” sociale, i suoi anni migliori secondo me sono stati dal 1922 al 1953, sono stati i suoi anni della fondazione e della costruzione del socialismo, i due grandi compagni che hanno fondato l’Urss sono Lenin e Stalin, pultroppo il compagno Lenin ci lascio’ prestissimo, ma Stalin seppe unire e rafforzare tutte le 22 repubbliche sovietiche, sempre rispettando l’identità delle nazioni diverse, con determinazione e con il slstegno partito bolscevico inizio’ a costruire il socialismo in unione sovietica, la costruzione del socialismo in Urss non e’ stata facile ed erano molti i pericoli interni ed esterni, interni per il pericoloso frazionista e terrorista Trotsky, che rappresentava l’1% del partito bolscevico.
    Per me, seppur non perfetto, il socialismo e’ stato edificato in Urss da Lenin e Stalin, in Cina da Mao.

  49. la congiura degli eguali

    come vedi ammetti tu stesso che il proletariato non deteneva il potere, saldamenete in mano al potere delle burocrazie politico-militari; e questo è potuto concretizzarsi perchè senza soluzione di continuità si è aperta una voragine fra lavoratori e partito, ormai non più espressione autentica del proletariato organizzato, ma sistema di potere di una borghesia formatasi nel partito; addebitare tutto ciò al teorizzato tradimento di trotsky e non vedere che anche stalin ha avuto le proprie responsabilità in negativo, è un volere evitare di individuare la genesi del tracollo del 1989; questo continuo lanciarsi di accuse come trotskisty e stalinisti, fa rimanere al palo impedendo la ricostituzione del soggetto politico rivoluzionario del quale il nostro paese ha necessità vitale; e bada che in quanto elettore del pcl, lo critico, perchè considero che in modo maniacale vede stalinisti la dove non vede collimare le proprie teorie con quelle altrui; così si agisce da setta, ed il pruralismo delle idee non ha diritto di cittadinanza; esempio definire stalinisti i comunisti cubani, equivale a non tener conto di quasi sessantanni di aggressione imperialista all’isola rivoluzionaria dei caraibi; senza la resistenza rivoluzionaria di cuba non credo che l’america latina avrebbe raggiunto una capacità ed una volontà di opporsi alla rapina imperialista degli yankee; a cuba non è tutto rose e fiori?; e qual’è il paese al mondo dove tutto è un paradiso terrestre?; non certo nel mondo capitalista, dove non esiste paradiso per i proletari ma salmente l’inferno dantesco della disperazione e della povertà crescente.

  50. rispetto la tua idea, congiura.
    Secondo te Cuba e’ socialista? Fidel Castro ha esaltato la cina piu’ volte, vogliono farci credere che la Cina sia “socialista”

  51. dandalo, non sopporti la gente che la pensa diversamente da te, sei il vero “stalinista”.

  52. sono “comunista”, non “trozkista”: sei tu che non sei nè l’uno nè l’altro, e neppure “stalinista” (sei troppo puerile e troppo volgare). Perchè, allora, ti affanni così tanto?

  53. volgare sei tu! Io sono stalinista e maoista, il mio punto di riferimento ideologico e’ il PMLI, unico partito coerente che non ha mai avuto posti di potere nelle istituzioni!
    oltre al PMLI, ora c’e’ il partito comunista del segretario Rizzo, lui ha fatto errori ma non voto’ la guerra imperialista in jugoslavia.

  54. vi vengo a trovare al museo delle cere, allora… dimmi quando è aperto e che orari fa: vengo assieme a Antonio Razzi e Matteo Salvini…

  55. il PMLI e il PC non hanno niente a che fare con quella gentaglia

  56. il PRC lavora per l’unità della sinistra (ovviamente non comprendiamo in questa categoria il PD). I comunisti italiani (Pdci)hanno posizioni moderate quanto Sel e infatti appena possono si alleano col pd persino nelle situazioni in cui la stessa Sel si schiera con noi in alternativa. ci sono altre formazioni comuniste che per settarismo rifiutano percorsi unitari e ovviamente non si mettono insieme neanche tra di loro (vedi pcl o pdac di tendenza trotzkista o il neostalinista gruppo di Rizzo). Invocare l’unità dei comunisti solo sulla base di criteri nominalistici produce solo scoramento. Ci sono progetti politici che sono naturaliter antiunitari o per settarismo o per moderatismo. Invece di inseguire le mille scissioni non sarebbe meglio rafforzare Rifondazione come partito e come progetto e lavorare per l’unità con tutti quelli che ci stanno a partire dei contenuti? Noi vogliamo costruire una sinistra unita e alternativa al PD e alle politiche antiliberriste. Chi ci sta è benvenuto.

  57. ma perchè, allora, state sempre cu.. e camicia con Barbara Spinelli e con la “società civile”, prima ancora con Di Pietro, coi Verdi, con Ingroia, senza contare che in mezza Italia governate col Pd a livello locale? Rivoluzione Civile e L’Altra Europa con Tsipras sarebbero esperienze tendenti all’”unità dei comunisti” secondo te?… Vendola, poi, ti do una notizia, è tutto fuorchè “comunista”… A quale “unità dei comunisti” stareste “lavorando”, dunque? Raccontala meglio Rifondarolo, và, e soprattutto, raccontala giusta!

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