La Provincia di Milano non c’è più. Viva la Provincia di Milano

La Provincia di Milano non c’è più. Viva la Provincia di Milano

di Matteo Prencipe, segretario provinciale Prc Milano – Oggi 23 giugno 2014, dopo più di 150 anni di storia finisce l’istituzione Provincia di Milano. C’è chi se ne compiace in ossequio alla vulgata populista, chi neanche se ne accorge e chi come noi una riflessione aggiuntiva pensiamo di proporla.

La Provincia di Milano è stata certamente anche un “carrozzone”, un ambito politico istituzionale usato per carriere politiche personali e anche scandali. Ma è stato solo questo? Noi pensiamo di no. Nei tempi migliori dell’istituzione le gli ambiti agricoli sono stati tutelati dallo scempio di molti comuni, la politica dei rifiuti ha trovato una sua logica di razionalizzazione, la politica sulle crisi industriali e l’occupazione aveva trovato attenzione allo sviluppo e infine l’acqua come bene comune è stato tutelato. Pensiamo che la Regione Lombardia possa fare meglio?

Quindi è stata solo “casta”? Solo ambito di prebende e posti per amici? Il malcostume non si è certamente risparmiato, ma c’è anche stato chi con onore e rettitudine ha svolto il suo lavoro per la collettività. Voglio cogliere questa occasione per ringraziare il nostro consigliere Massimo Gatti, che con grande dedizione ha rappresentato le posizioni della sinistra e dei movimenti civici e di lotta del territorio. Massimo ha svolto un lavoro duro e spesso ingrato per servire un concetto di politica al servizio dei cittadini molto prima dei novelli populisti odierni.

Si sciolgono delle istituzioni democratiche/rappresentative, certamente criticabili ma scelte dal voto popolare e si introducono oggi ristrette cerchie non elettive di “secondo livello” (sindaci, consiglieri comunali).  Un ulteriore balzo verso la centralizzazione decisionista, che rischia di impattare pesantemente sulle grandi scelte territoriali, come le infrastrutture, l’ambiente/paesaggio, i rifiuti, le strutture scolastiche e i piani di territorio di area vasta.

Di fronte a una brutta legge istitutiva delle Città Metropolitane, ci battiamo oggi per l’allargamento degli spazi di democrazia partecipativa, come via per un nuovo modello di città senza centri e senza periferie, socialmente e ambientalmente sostenibile. E’ questo il terreno del confronto odierno: la Città Metropolitana.

Pur tra le contraddizioni della legge istitutiva, noi pensiamo prioritario “ridare legittimità” democratica alla nascita della Città metropolitana, operando verso il coinvolgimento dei cittadini attraverso le elezioni dirette che coinvolgerebbero più di 3,5 milioni di persone. Il voto popolare non è uno spreco è l’ABC della democrazia.

Per questo insieme ad altre forze della sinistra abbiamo proposto al centro-sinistra milanese alcuni punti:

1)   Pur criticando il numero esiguo di consiglieri concessi dalla legge istitutiva (24), chiediamo che la Città Metropolitana Milanese nasca attraverso il voto diretto dei cittadini (sindaco della città e del Consiglio).

2)   L’impegno quindi alla trasformazione delle Zone della Città di Milano in Municipalità (elezione diretta del Consiglio e del sindaco della Municipalità, istituzione della Giunta della Municipalità), che tenga conto della tutela della rappresentanza democratica necessaria.

3)   La modifica dello Statuto della Città di Milano che contenga l’istituzione delle Municipalità, degli ambiti di intervento, dei suoi poteri, delle risorse economiche e di personale, che ne garantiscono l’autonomia.

4)   La definizione dello Statuto della Città Metropolitana che ponga chiarezza rispetto ai poteri effettivamente concessi alla stessa e delle relazioni con i poteri della Regione Lombardia.

5)   L’istituzione nello Statuto della Città metropolitana di Referendum Consultivi, attivabili dai Consigli dei singoli Comuni, per aree omogenee di territorio e dai Cittadini attraverso soglie accettabili e non penalizzanti.

6)   La convergenza democratica tra le forze politiche sui punti esposti, attraverso la rappresentanza plurale di forze di centro-sinistra, civiche e di sinistra. Senza ciò nessuna forza di sinistra avrebbe la forza di autorappresentarsi nel Consiglio statutario.

7)   L’avvio di processi di integrazione con la “Provincia di Milano”, che salvaguardi l’occupazione, il valore delle società, il patrimonio pubblico. Grave infatti sarebbe se in nome dei soliti risparmi, siano “sacrificati” i lavoratori con il loro portato di esperienza e professionalità.

Siamo contenti che gran parte di queste proposte,siano condivise dalle forze politiche della sinistra, centro sinistra e movimenti civici e che queste possano rappresentare la base per il percorso istitutivo della Città Metropolitana.

Quindi si chiude l’esperienza della Provincia di Milano, ma può aprirsi un percorso di ridisegno del governo di area metropolitana. Alla sinistra non resta che accettare la sfida.

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