Sull’intitolazione a Pino Rauti di una sede di Fratelli d’Italia

Sull’intitolazione a Pino Rauti di una sede di Fratelli d’Italia

Se qualcuno ancora si domandava: “Quanto fascismo c’è nel post-fascismo?”, ecco servita la risposta. Ce n’è molto e della peggiore specie. I sintomi sono ormai molti, dal delirante rigurgito xenofobo degli uomini chiamati a governare il paese, all’infame lettera intrisa del più becero anticomunismo che il ministro della pubblica istruzione ha inviato agli studenti italiani.

Come sugheri stanno tornando a galla tutte le brutture dell’armamentario identitario del regime nero.
Ora apprendiamo che una sezione cittadina di Fratelli d’Italia viene intitolata a Pino Rauti.
Allora varrà la pena di ricordare chi è stato colui i cui fasti vengono così solennemente esaltati dai fascisti quattro punto zero.
Pino Rauti si arruolò volontario nella Repubblica Sociale Italiana e fu inquadrato nella Guardia Nazionale Repubblicana, una delle squadre di torturatori che si distinsero nella più brutale repressione partigiana; fu
un seguace di Julius Evola, antisemita, autore di teorie della difesa della razza. Più tardi ruppe (da destra) col Msi per fondare l’organizzazione squadristica “Ordine Nuovo”. Nel maggio del 1965 partecipò attivamente al convegno sulla “guerra rivoluzionaria”, a Roma, all’Hotel Parco dei Principi, finanziato dallo Stato Maggiore dell’esercito: si trattò di un raduno fra fascisti, alte cariche dello Stato e imprenditori, finalizzato all’organizzazione della guerra non convenzionale contro la penetrazione comunista in Italia, prodromica dei tentativi di colpo di stato del generale De Lorenzo e di Junio Valerio Borghese. Rauti sarà incriminato per gli attentati ai treni dell’8 e 9 agosto 1969 e per la strage di Piazza Fontana. Le sue “gesta” continuarono senza sosta: fu inquisito per la strage di Piazza della Loggia a Brescia e il 15 maggio 2008 rinviato a giudizio. Il Pm Roberto De Martino ne chiese l’assoluzione per non avere materialmente commesso il fatto pur riconoscendo la sua “responsabilità morale” nell’attentato.

Ecco di chi stiamo parlando! Lo sdoganamento di tutto il “marcio di Salò”: questo è il tratto distintivo della nuova era che si sta aprendo sotto l’egida del governo Meloni.
Giova ricordare che la dodicesima disposizione transitoria e finale della Costituzione, quella che vieta “sotto qualsiasi forma, la ricostituzione del disciolto partito fascista” è ancora valida. Spetta a tutti i cittadini e le cittadine della Repubblica democratica nata dalla Resistenza farla rispettare. Senza se e senza ma.


Partito della Rifondazione Comunista – Federazione di Brescia

pino rauti


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