“Basta gente senza casa e case senza gente! Basta polizia come risposta al bisogno casa! Le case ci sono! Chi perde il lavoro, perde anche la casa!”

“Basta gente senza casa e case senza gente! Basta polizia come risposta al bisogno casa! Le case ci sono! Chi perde il lavoro, perde anche la casa!”

 

 

Monica Sgherri*

 

Il titolo rimanda al comunicato stampa della Rete Antisfratto fiorentina dopo un ennesimo sfratto eseguito.

La vicenda lascia l’amaro in bocca; A Firenze un istituto religioso chiede lo sgombero di un immobile vuoto da più di due anni e occupato da famiglie con  bambini senza casa. Nella città della speculazione e degli interessi immobiliari ora anche gli istituti della carità si scordano della loro  missione originaria per accodarsi alla schiera delle richieste degli immobiliaristi

Non solo gli speculatori chiedono di liberare gli alloggi con l’uso della forza pubblica, non solo il Comune brilla in merito alla richiesta e non trova nessuna soluzione per chi ne paga le conseguenze, come per tutte quelle famiglie in disagio  da anni in lista di attesa per l’assegnazione di un alloggio popolare, ora anche gli istituti di  carità si aggiungono alle pretese di “ordine” in una città dove si realizzano tanti  “studenti hotel” ma nessun alloggio per famiglie di lavoratori!

Preciso e molto duro il comunicato di denuncia della Rete Antisfratto Fiorentina, (Movimento di Lotta per la casa e Resistenza casa – sportello solidale): è stato un nuovo sgombero in cui la polizia ha giustificato il proprio

intervento di fronte alla richiesta urgente della proprietà di liberare l’immobile. Vano il tentativo dei consiglieri Bundu e Palagi di coinvolgere  gli assessori Albanesi e Funaro, nonché di parlare con la proprietà. Ancora una volta il Comune di Firenze conferma la sua latitanza sul tema casa e la mancanza di programmi concreti di fronte al dilagare degli sfratti. Per ora solo polizia e progetti speculativi .. . Inoltre nessun ruolo di mediazione e di graduazione per sfratti e sgomberi da parte della Prefettura, segnando così un peggioramento drastico della situazione sociale. Denunciamo infine l’evidente ipocrisia dell’Istituto Religioso, in netto contrasto con gli appelli quotidiani di Papa Francesco sui poveri ed i migranti, che andrebbe informato di questa vicenda. Nessun dialogo e disponibilità a capire i bisogni degli occupanti da parte della Madre Superiora dell’Ordine.

“ Se un gruppo di sfrattati, tra cui donne e bambini, il 30 dicembre prende possesso di un immobile di proprietà di suore che si chiamano “Piccole sorelle dei poveri”, un immobile inutilizzato, come minimo si aspetterebbe un gesto di carità cristiana. Sbaglio? E invece cosa hanno fatto? Hanno chiesto l’intervento delle forse dell’ordine che il  5 gennaio, sotto una pioggia battente, hanno eseguito lo sfratto..” dice uno degli occupanti sgomberati.

La situazione si sta incancrenendo. Quanto accaduto a Firenze rivela la grande insensibilità o incomprensione rispetto a questo drammatico problema sociale se ora anche gli istituti di beneficienza chiedono “ordine”.

A Roma la situazione è forse ancora più esplosiva se non si porrà una proroga agli sfratti.  “Sfratti: ora atti concreti, basta con i bla bla che dietro hanno il nulla” dichiara Walter De Cesaris , segretario Unione Inquilini sottolineando come un fronte ampio dal consiglio comunale alla Caritas (ma in totale silenzio il sindaco),  dai sindacati degli inquilini ai movimenti tutti chiedano “di procedere a una proroga sfratti tenuto anche conto dell’emergenza sanitaria”.

Il grande vuoto di un piano per intervenire e risolvere il bisogno casa è di contraltare alla soluzione di forza con sfratti, anche per morosità incolpevole, eseguiti con la forza pubblica come se quelle famiglie fossero “criminali”.

Poche ma praticabili sono le  priorità per affrontare e dare un tetto a chi ne ha bisogno.

Non aver prorogato il blocco degli sfratti ha già aperto una via disastrosa con l ‘escalation di famiglie fuori casa.  Prorogare il blocco degli sfratti: questi mesi sono necessari per rastrellare alloggi da consegnare alle graduatorie comunali e alle famiglie sotto sfratto.  Questa la richiesta che viene avanti con forza da sindacati dell’inquilinato e movimenti, caritas e terzo settore. Emendamenti da presentare entro il  20 gennaio termine di scadenza del decreto mille proroghe. Unione inquilini suggerisce di individuare nelle pieghe del bilancio un fondo per un contributo ai proprietari, piccoli aggiungiamo noi,  che rientreranno nella proroga e esenzione IMU

Lo abbiamo sempre detto e ribadito con forza: rispondere al  bisogno reale di alloggio lo si può fare con un piano straordinario casa che parta dal recupero del patrimonio dismesso e, per accorciare i tempi, a partire dal patrimonio compatibile con la residenza. Aumentare sostanzialmente il patrimonio, perché il bisogno è in crescita da anni, e consegnare immediatamente gli appartamenti vuoti in attesa di manutenzione ordinaria e straordinaria (anche con i lavori a scomputo dell’affitto).

Unione inquilini, chiede e abbiamo fatto passare ordini del giorno in vari consigli, presentare in tutti i comuni piani comunali per incrementare gli alloggi popolari con fondi pnrr destinati alla rigenerazione urbana e coesione sociale.

Terzo: ripristinare le commissioni prefettizie per graduare le  centinaia di sfratti in calendario per imporre l’attivazione delle amministrazioni comunali oggi latitanti,  per bloccare/rimandare quegli sfratti richiesti solo per finalità speculative e soprattutto per garantire il passaggio da casa a casa. L’assoluta mancanza di scelte politiche concrete da parte del Governo  per contrastare l’allargamento della forbice sociale, l’impoverimento crescente che coinvolge  migliaia di famiglie, la crescita della disoccupazione e precarietà lavorativa, stanno andando nella direzione di una degenerazione della tenuta sociale dove l’”uso della forza” è la sola risposta a un bisogno reale crescente.

E’ gravemente colpevole la mancata scelta politica di ampliare in maniera considerevole il patrimonio di edilizia residenziale pubblica tramite la messa in efficienza degli alloggi vuoti che ci sono e tramite programmi di valorizzazione urbana e sociale con il recupero del patrimonio immobiliare dismesso, Era ed è possibile e in tempi veloci.

SI tratta di scegliere di risolvere il bisogno casa garantendo casa.

Non fare questa scelta significa optare per il  ricorso della “forza” per reprimere i portatori di bisogno e marginalizzare il problema. Questo è quanto ha scelto il Governo Draghi con la sua larghissima maggioranza.

Ma questo Governo pensa davvero di reprimere il bisogno con la forza? Ricostruire l’opposizione sociale a questo governo diventa urgente proprio per il fallimento delle sue politiche o, detta in altri termini, per il chiaro segno di classe che ha scelto.

Siamo di fronte a una grave ondata pandemica per la contagiosità della variante omicron, rispetto alla quale il Governo in tutti questi mesi  poco e male ha fatto per evitarla, pensiamo davvero sia possibile combatterla negando un tetto sulla testa a centinaia di famiglie sbattute in mezzo alla strada?

E’ uno tsunami sociale annunciato ma diventerà anche uno tsunami sanitario se permetteremo che famiglie, uomini donne e bambini non abbiano un tetto sulla testa per difendersi proprio dal contagio!

*resp casa, PRC_S.E.





 

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