Per il 2022 il governo regala 100 mila sfratti. Il diritto alla casa non si tocchi

Per il 2022 il governo regala 100 mila sfratti. Il diritto alla casa non si tocchi

Monica Sgherri

 

Per le famiglie sfrattate e senza casa o per quelle sotto sfratto e certamente anche per quelle in graduatoria comunale ERP il 2022 si annuncia tragico. Ci dicevamo alla prima ondata Covid che saremmo usciti dalla pandemia meglio e più solidali e invece ne usciamo peggio, molto peggio. Si è allargata la forbice sociale, moltissime famiglie non arrivano a fine mese e contano sulle “buste alimentari gratuite” o altre forme di assistenza, per mettere un piatto in tavola a pranzo o a cena.   Aumenta la perdita di posti di lavoro; i lavori precari e gli ammortizzatori sono insufficienti.

Ma sul fronte della casa lo scenario è ancora peggiore.

Non sono state aumentate le risorse economiche a fronte di un aumento esponenziale del  bisogno casa prevedibile anche per gli effetti della pandemia Covid  (perdita del lavoro).  Né la finanziaria né il PNRR affrontano il nodo strategico di come risolvere un bisogno sociale dirompente che rischia concretamente  di tradursi in uno tsunami sociale.

L’unico provvedimento di un certo valore, il blocco degli sfratti, non è stato rinnovato e pertanto dal 3 gennaio riprendono le esecuzioni di sfratti con la forza dell’ordine anche per le morosità incolpevoli.

Unione Inquilini stima in oltre 100.000 gli sfratti  che potranno essere eseguiti senza che sia assicurato i passaggio da casa a casa, E aggiungiamo noi senza che sia ad esempio valutata la reale necessità del proprietario  e non invece per mero investimento speculativo anche al costo di sbattere in mezzo in mezzo alla strada una famiglia.  A questo prospettiva catastrofica si aggiungeranno altrettante  esecuzioni immobiliari per insolvenza dei mutui o per debiti..

Come si è dimostrato drammaticamente attraverso la campagna di denuncia lanciata da Rifondazione Comunista “perdi il lavoro = perdi la casa”.

Sono passati decine di mesi e il Governo non ha adottato nessun piano straordinario per rispondere al fabbisogno abitativo. Cosa mettere nel piano lo proponiamo da anni: finanziamento per la manutenzione ordinaria e straordinaria degli oltre 60.000 appartamenti di edilizia popolare scandalosamente vuoti da anni; piano straordinario per la realizzazione di alloggi popolari a consumo di suolo zero con il recupero del patrimonio immobiliare vuoto e/o abbandonato da anni, compatibile con la residenza, e sua immediata assegnazione. Un piano dal valore strategico per la valorizzazione sociale, oltre che ambientale, delle nostre città , offrendo alloggi e spazi sociali e collettivi per città privatizzate e frantumate.

Il Governo ha colpevolmente fatto trascorrere questi mesi di blocco degli sfratti senza utilizzare il tempo a disposizione, per mettere in campo misure sufficienti per rispondere a un bisogno crescente. Ma ancora più colpevolmente ha  invece ascoltato le rimostranze della Lega che si faceva carico della necessità dei “poveri” proprietari di rientrare in possesso della loro casa, inglobando in questa categoria di sacrificati i grandi speculatori e le società finanziarie (che hanno acquistato a basso costo un alloggio perché occupato e che vogliono immediatamente incassare l’investimento rivendendo l’alloggio vuoto!) non rinnovando di conseguenza  il blocco degli sfratti sposando la tesi della incostituzionalità del provvedimento.

Invece recentemente la Corte Costituzionale ha giudicato  legittimo  questo strumento ritenendola una misura di emergenza per fronteggiare una pericolosità sociale che potrebbe determinarsi per l’assenza di mediazione tra il diritto alla casa e il diritto alla proprietà!

Il Governo nazionale, che si fonda su una quasi totale maggioranza parlamentare (centro destra e centro sinistra, sic) è responsabile della totale indifferenza verso questo vasta platea di famiglie fragili condannate alla miseria e alla emarginazione.

Ma i Governi locali si sono dimostrati più sensibili? C’è differenza tra governi di centro destra e governi di centro sinistra?

La risposta è sconfortante perché rivela un filo conduttore comune: nessuno sforzo aggiuntivo o integrativo agli interventi (insufficienti quando ci sono) del governo nazionale. Questa la triste verità!

Eppure anche con le poche forze  e risorse i comuni, e le Regioni, potevano fare autonomamente per affrontare il bisogno casa.

Il primo di metodo: stando al fianco delle famiglie sotto sfratto per pretendere il rinvio della esecuzione impegnandosi a trovare una soluzione. Invece al 98% i Comuni hanno abbandonato a se stesse le famiglie. Strategica è stata l’azione degli sportelli casa. Messi in piedi da rifondazione comunista anche con l’apporto di comitati e associazioni locali,  per sostenere la dura lotta delle famiglie che non si rassegnano a perdere il diritto all’abitare;

sempre di metodo: rendere comprensibile e agevolare la partecipazione ai bandi comunali per la graduatoria di alloggi ERP. Invece la politica fino ad oggi è stata diametralmente opposta: Complicare la compilazione e la comprensibilità dei bandi al aumentare gli esclusi: è un modo per diminuire la quantificazione del bisogno! Anche in questo caso esemplare l’azione degli sportelli casa per aiutare a compilare e far accogliere la domanda.

Di sostanza. A livello strategico, appoggiandoci ai nostri eletti nelle amministrazioni locali e in collaborazione con la Rete delle Città in Comune, chiedevamo che ogni comune si facesse carico di mettere a disposizione il proprio patrimonio immobiliare sfitto da anni. Immobili compatibili all’ottenimento della residenza che con pochi investimenti e poco tempo avrebbe visto aumentare il patrimonio comunale ed essere consegnato  velocemente alle famiglie. Un via concreta per rispondere al bisogno casa e al bisogno di spazi sociali e collettivi oggi cancellati nelle città. Un modo anche per offrire lavoro con piccoli cantieri o in auto costruzione.

Una simile politica da parte degli Enti Locali non avrebbe permesso la totale latitanza del Governo su questo delicato settore di politica sociale.

E, non ultimo, risolvere quello che da anni urla vendetta: molti Comuni hanno scelto di affidare il proprio patrimonio a un soggetto gestore privato (una Spa è privata anche laddove è costituita solo dai soli Comuni proprietari degli alloggi perché la sua gestione risponde a criteri privatistici). Il risultato di questa scelta è che il soggetto gestore paga l’IMU, anzi è il maggiore contribuente. Questo è il caso dei grandi comuni come Firenze ecc.  Dunque auna percentuale degli affitti delle famiglie meno abbienti finisce nel calderone del bilancio comunale e potrebbe essere destinato a qualunque intervento. Visto che le manutenzioni sono oggi uno dei capitoli più dolenti di queste società di gestione proprio per la mancanza di fondi, è necessario una opera di coerenza destinando a manutenzione ordinaria o straordinaria i proventi dell’IMU derivanti dagli alloggi popolari e qualora risultassero superiore alle necessità all’ampliamento dello stesso patrimonio

Il via libera agli sfratti è una  bomba sociale destinata ad esplodere: è la negazione del diritto di difendersi dal contagio Covid, la perdita della casa è la perdita della possibilità di poter affrontare un futuro.

L’alibi della incostituzionalità del provvedimento è saltato, e non poteva essere diversamente, come è palese che in nome ai diritti dei piccoli e piccolissimi proprietari di rientrare in possesso spesso dell’unico appartamento che avevano si difendono invece gli interessi  speculativi della grande proprietà e delle società finanziarie che vogliono incassare velocemente le proprie speculazioni

La possibilità di uscire dal bisogno casa esiste: esistono risorse economiche e patrimonio immobiliare abbandonato in attesa di chissà quale speculazione. È urgente un piano straordinario casa. Ma il diritto alla casa non può attendere, le risposte ci vogliono subito. Per questo è da far propria la richiesta dell’Unione Inquilini al Governo di  istituire subito  una cabina di regia  in ogni prefettura per programmare gli sfratti al fine di garantire un diritto sacrosanto, il passaggio da casa a casa.

 

 


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