Transform Italia ha lanciato una petizione sul proprio sito su due temi rilevanti: il salario minimo, e equo; il riconoscimento dei diritti di chi lavora nelle piattaforme.

Transform Italia ha lanciato una petizione sul proprio sito su due temi rilevanti: il salario minimo, e equo; il riconoscimento dei diritti di chi lavora nelle piattaforme.

Roberto Musacchio

Su entrambi i temi c’è in corso una attività legislativa europea con la discussione di due direttive.
 Tutto ciò avviene grazie alla spinta dei sindacati e anche di governi come quello spagnolo che hanno normato sui due temi e spingono perché altrettanto faccia la UE.
Noi sappiamo bene che la UE si fonda sostanzialmente sul mercato. Siamo perciò convinti che la rifondazione possibile e necessaria passa attraverso la messa al centro del lavoro, della sua remunerazione e dei suoi diritti.
In Europa la quota di ricchezza che va ai salari si è ridotta rispetto a quella che va a profitti e rendite.
Le condizioni del lavoro sono ulteriormente gravate dalle crisi economiche e ora pandemiche.
Le divaricazioni per Paesi, per aree, per generazioni e per generi invece che ridursi si sono accresciute.
Crescono il lavoro povero e precario.
In Italia addirittura la media salariale attuale è inferiore a quella del 1990.
Un salario minimo, adeguato e dignitoso, che armonizzi verso l’alto le condizioni in Europa appare una misura importante.
La direttiva sul salario minimo che si sta discutendo muove un passo ma bisogna che non sia semplicemente un ultimo argine all’impoverimento ma l’avvio di una nuova politica europea di giustizia salariale. Non un semplice invito a fare ma uno strumento esigibile per via contrattuale e legislativa.
La direttiva sul lavoro nelle piattaforme tecnologiche contiene un punto importante che è il considerarlo lavoro dipendente obbligando le piattaforme a dimostrare il contrario e dando spazio di contrattazione sugli algoritmi. Anche qui si tratta di non restare confinati nelle indicazioni ma di avere esigibilità.
La campagna di Transform serve a fare conoscere ciò che si sta muovendo e a favorire la mobilitazione.




 

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