Rifondazione: l’emergenza immigrazione inesistente per cui Draghi chiede la soluzione a Draghi

Rifondazione: l’emergenza immigrazione inesistente per cui Draghi chiede la soluzione a Draghi


Impressiona come il presidente del consiglio Mario Draghi, ragioni attorno alla crisi libica, affatto conclusa. Considera inaccettabile l’emergenza sbarchi ma contemporaneamente a Bruxelles avalla scelte scellerate e fallimentari come il New pact on migration and asylum. Scopre oggi che “molti di coloro che scappano verso l’Europa non sono libici” (in realtà la quasi totalità) e che la Libia è per lo più un paese di transito. Chiede che l’Ue destini maggiori investimenti ad autorità temporanee e con le mani sporche di sangue, per fermare i fuggitivi. Un muro di banconote per coprire le torture che ancora si realizzano nei centri di detenzione. Draghi sa bene che le elezioni previste in Libia per il 24 dicembre saranno rinviate e che questo porterà nuovo caos nel paese ma cosa conta? L’importante è dimostrare, ad uso interno, un impegno per fermare arrivi destinati ad aumentare e che non potranno cessare con la politica degli annunci. Occorre un serio impegno diplomatico e l’abbandono della logica delle deportazioni e dei confini sbarrati. Occorrono canali di ingresso legali per le persone, ma Italia ed Europa preferiscono il mare di cadaveri a scelte strategiche scomode ma necessarie, investimenti si ma per fermare le guerre, non le persone che distruggono gran parte dell’Africa Sub Sahariana, meno armi, maggiore attività diplomatica e di cooperazione paritaria. Questo dovrebbe dire chi viene proposto per il Quirinale o come Presidente della Commissione europea.
Stefano Galieni, resp immigrazione Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea




 

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