Non è più tempo di martiri ed eroi, è il tempo di rimettere al centro una sanità universale, pubblica e di qualità normando, per questa via, l’articolo 32 della Costituzione che prevede il diritto universale alla salute.
Rosa Rinaldi*
E’ ora di dire basta ai 21 sistemi sanitari che hanno prodotto disuguaglianza tra le persone, e l’avanzata prepotente della sanità privata, ma, viceversa, di un unico Servizio Sanitario Nazionale.E’ vergognosa l’ultima uscita del San Raffaele di Milano che offre a chi è in isolamento a casa servizi sanitari di consulenza e di diagnostica medica a 540 euro esclusi, si intende, eventuali ulteriori approfondimenti diagnostici.
Una iniziativa da avvoltoi che si avventano su quel che rimane del servizio sanitario e che dimostra, se ve ne fosse ancora bisogno, a chi fa davvero gioco che la sanità pubblica non funzioni e, anzi che sia, come accaduto negli ultimi 30 anni, definanziata. Proprio questo episodio come tanti altri simili dovrebbero farci riflettere di quanto la salute e la sanità pubblica “non faccia rima” con il principio delle aziende e della sanità privata che si basano sul profitto, ovvero più malati ci sono più si guadagna! Infatti nessuna offerta di messa a disposizione è stata avanzata da parte del privato al servizio pubblico, anzi si approfitta della paura delle persone e dello smarrimento tra i troppi vincoli para-burocratici e il rischio di sopraffazione dovuta all’espandersi della pandemia, per aprirsi varchi di mercato sanitario fondati sulla paura. Abbiamo la necessità di rimettere al centro principi fondamentali della più importante riforma sanitaria del nostro Paese, la L.833 del 1978, che si basava innanzitutto sulla presenza dei servizi socio-sanitari sul territorio, sulla prevenzione e la diagnosi annettendo un valore fondamentale all’inchiesta e all’intervento diretto sul territorio, nei luoghi di lavoro, nelle scuole, insomma la prevenzione innanzitutto!.
Una battaglia ed un impegno, il nostro, che non ci vede soli, che stiamo conducendo con Medicina Democratica, facendo parte del costituito Coordinamento per la salute e il manifesto “la sanità non è un’azienda la salute non è una merce”; con altre forze politiche della sinistra di opposizione con cui abbiamo lanciato una petizione: “Riconquistiamo il diritto alla salute” su cui già da questa estate stiamo raccogliendo le firme su Change.org
*Segreteria Nazionale PRC-S.E.
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