Venezuela: basta con le criminali sanzioni dell’UE

 

Con una decisione vergognosa, l’Unione Europea ha deciso di prorogare di 1 anno le misure coercitive unilaterali (sanzioni) nei confronti del Venezuela bolivariano.  Ciò avviene a pochi giorni dalle elezioni del 6 dicembre, quando il popolo venezuelano eleggerà 277 deputati tra circa 107 liste per formare il nuovo parlamento.

Con questa azione di ingerenza criminale, la UE si allinea alla politica estera dell’Amministrazione Trump, appena sconfitta nelle urne.

Dopo aver riconosciuto il pagliaccio Guaidò, autoproclamatosi “presidente incaricato”, con queste misure criminali la UE continua a violare il diritto internazionale, il principio di non ingerenza negli affari interni ed il rispetto all’autodeterminazione contro il governo costituzionale di Nicolàs Maduro.

Il governo venezuelano ha denunciato più volte che queste misure attentano contro la vita del popolo venezuelano e secondo i ricercatori statunitensi Mark Weisbrot e Jeffrey Sachs, solo nel periodo 2017-2018 le “sanzioni” avrebbero provocato la morte di circa 40.000 (quarantamila) persone. A questo gravissimo dato, si sommano le serie difficoltà che il Paese sta affrontando a causa delle sanzioni di Stati Uniti ed Unione Europea, come l’interruzione dei flussi di acqua potabile, dell’energia elettrica, dell’importazione di cibo e medicine.

Stati Uniti e Unione Europea sono alleati in una guerra non dichiarata e responsabili diretti delle morti di questi anni.

Con questa moneta di politiche criminali, i maggiordomi europei ripagano l’accoglienza data dal Venezuela ai tanti migranti europei (in primis italiani). Ed allo stesso tempo, la UE si dà la zappa sui piedi,  precludendosi la possibilità di investimenti e scambi commerciali favorevoli ad entrambi.

Il governo italiano, deve prendere le distanze da queste politiche suicide, non assecondare una politica fallimentare dell’amministrazione guerrafondaia di Washington e riconoscere la legittimità delle prossime elezioni parlamentari.

 

Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

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