Umbria: il Prc non è presente alle elezioni regionali

Umbria: il Prc non è presente alle elezioni regionali

Comunicato della Segreteria Nazionale
Alle prossime elezioni regionali in Umbria il Prc non sarà presente né col suo simbolo né all’interno di liste unitarie.
Il partito umbro ha lavorato per mesi alla costruzione di una coalizione civica, verde e di sinistra che esprimesse una o più liste e una propria candidatura autonoma alla presidenza della regione. È questo il deliberato anche dell’ultimo comitato politico regionale riunitosi lunedì 23 settembre a pochi giorni dalla scadenza per la presentazione delle liste. La successiva decisione maggioritaria all’interno dell’aggregazione di confluire con la lista Sinistra civica verde nella coalizione Pd-M5S ha reso inapplicabile il deliberato del Cpr e quindi rifondazione non partecipa alle elezioni
La proiezione a livello regionale dell’alleanza parlamentare Pd-M5S-LeU ha prodotto una modifica della posizione dello schieramento autonomo per il quale il Prc umbro aveva lavorato. Prendiamo atto di questa situazione con rammarico ma con profonda comprensione del travaglio che attraversa il partito in Umbria.
Per quanto riguarda la collocazione del nostro partito la Direzione Nazionale ha assunto una posizione chiara di opposizione al nuovo governo per l’inadeguatezza del programma, il permanere dell’impianto neoliberista, la mancata svolta e discontinuità rispetto ai precedenti governi.
Documento approvato dal Comitato Politico Regionale PRC-S.E. Umbria
Lunedì 23 settembre 2019 presso la sede regionale di è Perugia si è tenuto il Comitato Politico Regionale di Rifondazione comunista dell’Umbria.
Il nostro partito ha affrontato negli ultimi mesi una discussione molto difficile sulle oramai prossime elezioni regionali e ha deciso in maniera unitaria gli indirizzi politici conseguenti.
La discussione è stata difficile intanto perché, a seguito della fine anticipata della consigliatura per le note vicende sulla sanità, il PD ha voluto stringere i tempi sulle elezioni anticipate, poi perché l’attuale legge elettorale è una sorta di porcellum in salsa Umbra, poi perché oramai  in Umbria la possibilità che la Lega e le destre, dopo aver conquistato Perugia, Terni, Foligno, Umbertide e Marsciano e altre città, vincano le elezioni è molto concreta, infine perchè la composizione del nuovo governo ha inciso pesantemente nella discussione umbra dopo l’8 agosto 2019.
Il quadro nazionale di certo non ha aiutato, anzi, le elezioni europee hanno segnato in Umbria una sconfitta senza precedenti per la sinistra d’alternativa e comunista, un fallimento quello de La Sinistra che sommandosi a quello precedente di Potere al Popolo ha provocato per l’ennesima volta smarrimenti e fuoriuscite. Il dato vero è rappresentato dall’alto grado di debolezza e insufficienza organizzativa del nostro partito in Umbria.
Nella nostra regione gli scandali sulla sanità hanno sicuramente giocato un ruolo, ma la situazione di allargamento di povertà e disagio sociale che attraversa l’Umbria è tutta in capo ad un governo regionale monocolore PD che è stato totalmente subalterno alle dinamiche nazionali e alle politiche neoliberiste.
Noi con l’esperienza del centro sinistra chiudemmo nel 2015 per tentare di costruire l’alternativa.  Nonostante non riuscimmo a rientrare in consiglio regionale abbiamo fatto opposizione politica e sociale in una regione in cui il conflitto è sostanzialmente assente.Non siamo stati in grado però di intercettare un disagio diffuso. Un problema politico enorme che certifica da una parte la fine del centro sinistra umbro contro il quale abbiamo agito negli ultimi anni, dall’altra l’inesistenza di una specifità umbra rispetto ai consensi che arrivavano al nostro partito.
Su queste premesse ci siamo messi a disposizione di una nuova proposta politica per l’Umbria, una proposta popolare, di cittadinanza, capace di essere alternativa all’intero quadro politico, inclusiva, larga e plurale, ma soprattutto di dare risposte concrete ai grandi problemi che attraversano la nostra regione. Abbiamo anche dialogato con altre soggettività della sinistra politica e sociale umbra, verificando però l’indisponibilità al percorso, indisponibilità del tutta legittima, ma in gran parte dettata o dalla sostanziale irrilevanza sul piano del radicamento territoriale, o dalla prospettiva di usare le elezioni per questioni identitarie. La coalizione di cui facciamo parte da subito ha invece posto al centro contenuti programmatici e politici di svolta, a partire dal completo rinnovamento di pratiche e di nomi. Le stesse dichiarazioni di Luigi Di Maio ponevano il tema della discontinuitá come ponevano noi da tempo. Niente da fare. Il Pd ha fatto ritirare il proprio candidato e sostanzialmente insieme al M5S ne è stato individuato un altro con lo stesso metodo iperverticistico.
Detto questo, riteniamo che occorra andare avanti con il nostro programma, la nostra coalizione e il nostro candidato presidente. Per questo e con questa indicazione parteciperemo all’assemblea di “Umbria civica, verde e sociale”, pronti anche al suo allargamento, che si terrà a Perugia il 24 settembre 2019.

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