14 giugno tutt@ in piazza con le lavoratrici e i lavoratori metalmeccanici!

Roberta Fantozzi 

Saremo in piazza domani a sostegno dello sciopero e delle manifestazioni della lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici, a Napoli, Firenze, Milano.

E’ uno sciopero importante che denuncia la condizione complessiva del lavoro e del paese -mai uscito dalla crisi – e che chiede un cambiamento radicale delle politiche economiche.

La perdita di ¼ della capacità produttiva, la desertificazioni di intere aree, il crescente abbandono del Sud,  disuguaglianze sempre più scandalose, salari tra i più bassi d’Europa, una precarietà insostenibile: è questo il quadro che abbiamo di fronte.

Il cosiddetto “governo del cambiamento” mostra ogni giorno di più la continuità con le politiche neoliberiste.

A fronte dello stillicidio quotidiano delle morti sul lavoro ha tagliato le risorse per sicurezza e prevenzione, ed i risarcimenti per le vittime.

Il “decreto dignità” non ha inciso in nulla sulla condizione di precarietà generalizzata, nessuna modifica sostanziale del Jobs Act, nessuna reintroduzione dell’articolo 18.

Né quota 100 ha rispettato la promessa della cancellazione della legge Fornero, limitandosi ad aprire una finestra per alcuni lavoratori, senza risolvere in alcun modo la situazione di chi ha carriere lavorative discontinue, come le donne ed i giovani.

Da ultimo il cosiddetto decreto “sblocca cantieri” destruttura ulteriormente il sistema degli appalti e aiuta corruzione e mafie.

Ora dopo aver chiuso la scorsa legge di bilancio con una cambiale di 23 miliardi per le clausole di salvaguardia ed un’altra di 18 di impegni a privatizzare, il governo con la Flat -Tax vuole portare a compimento lo scasso del sistema fiscale: a vantaggio dei ricchi e con una riduzione micidiale delle entrate che si tradurrebbe nella distruzione di quel che resta del welfare, a partire dal sistema sanitario nazionale. Mentre con l’autonomia differenziata si vuole compiere il più micidiale scasso alla Costituzione e all’unità del paese mai tentato.

Nessuno spazio in questo quadro per politiche industriali che intervengano per riqualificare le produzioni, che mettano in campo un’urgentissima riconversione ecologica del sistema, che rimettano al centro un intervento pubblico qualificato per creare occupazione e ridare dignità al lavoro.

Lo sciopero di domani chiede un cambiamento, sulle politiche industriali e sull’intervento pubblico, sull’occupazione e sui diritti del lavoro, sul salario e sull’orario, sul contrasto all’evasione e sulla progressività del fisco.

Saremo in piazza perché la piena riuscita dello sciopero e delle mobilitazioni, possa contribuire a riavviare una stagione di conflitto sociale, rimettere al centro le ragioni della dignità del lavoro, ricostruire “sicurezza” non sul terreno barbaro e falsificante del confitto tra penultimi e ultimi, ma su quelle della riconquista di diritti per tutte e tutti.

 

 

 

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