Spagna: sconfitte le destre, ora respingere ricatto della finanza

Spagna: sconfitte le destre, ora respingere ricatto della finanza

di Maurizio Acerbo

 Salutiamo con gioia la storica sconfitta in Spagna della destra e dell’estrema destra che tutti i media davano per favorite. Il blocco progressista ha superato quello delle tre destre (PP, VOX, Ciudadanos). In Spagna c’è la possibilità di costruire un governo delle sinistre con un programma di rottura col neoliberismo e di difesa delle classi lavoratrici come chiedono i nostri compagni di Unidos Podemos.

Lo storico bipartitismo spagnolo è morto. In dieci anni la somma dei due partiti maggiori è scesa dall’80% al 45%.

Il Psoe di Sanchez, con il 28 % e 123 seggi su 350 deve scegliere con chi allearsi per governare.

E’ già partita la campagna del capitalismo finanziario di pressioni sul PSOE affinché si allei con Ciudadanos. Non a caso la presidente del Banco Santander ha immediatamente dichiarato senza giri di parole che i mercati finanziari preferiscono una coalizione dei socialisti con la destra neoliberista di Ciudadanos e non con i “populisti” di Podemos. Interessante notare che per la sinistra spagnola Ciudadanos (formazione cara ai renziani) è una delle tre destre e la stessa base socialista la notte dei risultati gridava “Rivera no”. Per l’inviato del Corriere della Sera Aldo Cazzullo invece Ciudadanos  sarebbe l’alleato naturale “in un centrosinistra di stampo europeo”(sic!).

Il successo socialista non deriva soltanto dal voto utile contro le destre ma anche e soprattutto dalla scelta dell’anno scorso con il no alle larghe intese col centrodestra. 

Il governo di minoranza socialista degli ultimi 10 mesi, scaturito dalla mozione di sfiducia al PP per gli enormi scandali collegati alla corruzione, sostenuto da Unidos Podemos e dalle forze indipendentiste basche e catalane, ha rappresentato una svolta coraggiosa sul piano politico istituzionale, ma molto timida sul piano dei contenuti di governo, come più volte denunciato da Unidos Podemos. 

 Ora Pedro Sanchez deve decidere. O allearsi con Ciudadanos, che oltre ad essere ultraliberista ha svolto una campagna elettorale sposando il nazionalismo spagnolo più reazionario contro la Catalogna e il Paese Basco o formare un governo di coalizione con Unidas Podemos, con il sostegno esterno delle forze indipendentiste basche e catalane per avviare una politica non ispirata all’austerità neoliberista e ai tagli alla spesa pubblica e un dialogo per una soluzione politica al tema della plurinazionalità dello stato spagnolo e al relativo diritto all’autodeterminazione.

La via, pur possibile istituzionalmente, del governo monocolore di minoranza che propone il PSOE già dalle ore successive al voto oltre che impraticabile per l’indisponibilità di Unidas Podemos, non sarebbe altro che un modo per accordarsi con le destre sulla politica economica.

Ora tocca al PSOE scegliere tra l’alleanza con la sinistra o la ripresa della vecchia politica antipopolare che invocano i banchieri.

Il Partito Popolare (aderente al PPE come Merkel e Berlusconi) screditato dagli innumerevoli scandali di corruzione non è più il colosso di qualche anno fa e registra il peggior risultato della storia. Della sua crisi ha beneficiato l’ultradestra di VOX (camerati di Salvini, Meloni e Bannon) che comunque prende meno voti dei nostri compagni di Unidas Podemos. 

Assai significativa nella battaglia elettorale è stata l’aperta e forte mobilitazione del movimento femminista contro la destra.  

Esprimiamo le nostre felicitazioni ai popoli di Spagna che hanno respinto le destre e alle nostre compagne e compagni di Unidas Podemos, Izquierda Unida e Partito Comunista Spagnolo. La confluenza di sinistra aderente al nostro gruppo parlamentare GUE/Ngl ha retto una prova difficilissima e in questi anni è stata protagonista di un’instancabile iniziativa politica e sociale che ha costretto il PSOE a cambiare la propria linea.

Sul risultato ha pesato anche il successo di Esquerra Repubblicana che è diventata la prima formazione in Catalogna e nella quale erano presenti e sono stati eletti i nostri compagni comunisti catalani e anche il successo della formazione di sinistra basca nata dopo lo scioglimento di Herri Batasuna. Complessivamente le forze che fanno riferimento al Gue/Ngl e/o al Partito della Sinistra Europea hanno ottenuto un risultato significativo e soprattutto una grande vittoria politica.

Per noi che in Italia proponiamo da anni di unire la sinistra antiliberista e anticapitalista in un progetto autonomo dal PD arriva un grande incoraggiamento.

In Spagna Podemos e Izquierda Unida hanno costruito una coalizione di sinistra autonoma dai socialisti che li ha sfidati per anni mettendone in evidenza tutte le responsabilità. E poi li hanno incalzati – sulla base della propria forza e dei propri programmi – sul terreno dell’alternativa di governo. Se non ci fosse stata la crescita in questi anni a sinistra dei socialisti di una sinistra popolare e antiliberista probabilmente avremmo assistito anche in Spagna alle “larghe intese” tra socialisti e centrodestra. 

Dalla Spagna arriva un segnale di speranza e un incoraggiamento per la nostra lista unitaria LA SINISTRA.

 

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