Dalla parte di Riace e del suo sindaco

Dalla parte di Riace e del suo sindaco

di Stefano Galieni e Maurizio Acerbo -

Mimmo Lucano, da tanti anni sindaco di Riace,  ha iniziato ieri uno sciopero della fame per impedire che il progetto di accoglienza diffusa di migranti, nel paese che amministra, venga interrotto. La questione non nasce col  governo Salvini ma da quando dal Viminale si decise che, accampando irregolarità formali, i finanziamenti a quel progetto che va avanti ormai da tanti anni e che ha permesso al comune Jonico, finora noto solo per i “bronzi” di divenire simbolo di accoglienza e inclusione sociale, dovessero essere bloccati. Domenico (Mimmo) Lucano in questi anni, ha commesso un solo errore, quello di anteporre i bisogni e le speranze delle  persone accolte, alle lungaggini burocratiche per cui i fondi arrivavano sempre con un anno di ritardo. Lucano non accetta che i 165 rifugiati e gli 80 operatori finiscano in mezzo ad una strada. Ha chiamato la sua protesta “Sciopero di giustizia” e in questi giorni sono con lui, ad appoggiarlo la sindaca di Barcellona Ada Colau e padre Alex Zanotelli. Rifondazione Comunista sarà con loro. Mimmo Lucano, Riace, questa splendida esperienza, rappresentano non solo la parte più sana di questo paese, ma anche quella sinistra che non si piega e che agisce.
Che l’accoglienza ben fatta continui a vivere  e che i burocrati del Viminale, ieri sotto Minniti oggi sotto Salvini, se ne facciano una ragione

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