Consiglia: la voce della dignità

Consiglia: la voce della dignità

Ci ha lasciato la compagna Consiglia Terracciano. “Una grande combattente, la compagna coraggiosa e fiera, divenuta negli anni, nei decenni, l’autentica bandiera delle lotte. Ad Acerra, a Napoli, in Campania. Ci sono morti e morti e la tua, cara Consiglia persa più del monte Tai” (Rino Malinconico, segretario regionale PRC Campania).  “Una donna fiera, una passionaria instancabile, una compagna divenuta protagonista delle lotte sociali e per il lavoro. Consiglia Terracciano se ne è andata cosi come ha vissuto tutta la sua esistenza, non facendo mancare fino all’ultimo il suo impegno e il suo contributo di militante comunista”  (i compagni della Federazione di Napoli).

Pubblichiamo un ricordo di Carmine Malinconico

“Compagni, dovete capire, anche quanto la gente fa cose che non ci piacciono. I Capitalisti prima di tutto opprimono le persone col bisogno. È il bisogno che toglie la dignità, che spinge le persone a piegarsi. Noi comunisti dobbiamo capirlo più degli altri.”
La pazienza di Consiglia è la sua forza. Noi compagni, militanti sperimentati, spesso non capiamo cose che accadono durante le lotte, cose che ci sembrano incompatibili con la coerenza e la chiarezza che pensiamo di avere e restiamo disorientati e in difficoltà.
Per fortuna c’è Consiglia.
Non perde mai la sintonia con la sua gente, ne capisce le difficoltà e le contraddizioni, parla la loro lingua e conosce la loro condizione. Perché l’ha vissuta in prima persona, ma anche perché ha riflettuto, ha imparato dalla sua vita e dalle lotte, tante, che quella vita hanno riempito.
Capisce la sua gente, ma, allo stesso tempo, su quel che è necessario fare e dire per portare avanti una lotta, per creare legami, per costruire coscienza ha una lucidità e una visione che spesso nessuno di noi, militanti avvertiti, è in grado di avere.
E con pazienza ci ha spiegato tante volte quale deve e può essere la scelta giusta, nel passaggio delicato di un’occupazione, nella fase cruciale di una trattativa, in una aspra discussione dentro i movimenti.
Non sbaglia, Consiglia. Non perché sia infallibile (a volte tuttavia l’ho pensato), ma perché ha dentro di se un faro, una stella polare che non l’abbandona mai.
Lo capisco ora, con estrema chiarezza: Consiglia non mira semplicemente a raggiungere l’obiettivo specifico di una lotta, e neppure mira solo alla “crescita politica” dei movimenti e dei singoli compagni. Certo, l’obiettivo (la casa, il lavoro, i servizi) è importante, ed importantissima è la crescita della coscienza politica, nei compagni e nei movimenti. Ma c’è qualcosa di più importante ancora, qualcosa che Consiglia ha perseguito da sempre, per sé e per la sua gente.
Questa cosa è la dignità: la dignità che rende liberi, che rende umani, senza la quale si è servi e schiavi senza speranza.
Ed è impressionante il modo in cui Consiglia pronuncia quella parola: detta da Lei, la parola “dignità” si riempie di senso, pesa come un macigno, è vivida e concreta come la sua intera vita.
C’è qualcosa di vero e profondo nella tua storia, Consiglia, qualcosa che ci rende tutti migliori: è quella tua lotta per la dignità che ci svela il significato più bello e vero del difficile percorso per dirsi ed essere “comunisti”.
La dignità è stata la tua veste, il tuo abito dei giorni normali e delle cerimonie, non lo hai mai dismesso e hai chiesto a tutti noi di non dismetterlo mai.
Ora dovrei pensarti assente, e non ci riesco, io che devo anche a te se custodisco la dignità che rende liberi, che rende umani, come il più prezioso dei miei tesori.
Spero di farti ancora onore, Consiglia, di restare degno del tuo affetto, ora che mi hai lasciato più debole e solo.

Carmine Malinconico 

Consigliamo una bella intervista a Consiglia intitolata MEMORIE DAL PUGNO CHIUSO di Francesca Pilla (bravissima giornalista del manifesto prematuramente scomparsa): “Non so fino a quando mi alzerò sulle mie gambe e non voglio fare pietà a nessuno, ma non sarà per molto. Immagino il mio fu­nerale, una banda di musicisti che intona l’Internazionale, un fiore e una bandiera rossa, una festa, i compagni di sempre, Acerra che mi saluta. Consiglia Terracciano ha dato e avuto tanto. Vorrei solo che quel vento nelle mie orecchie fischiasse più forte per tutti.”

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