DIBATTITO/ Riflessioni e proposte sul Partito e su Potere al Popolo

    

Enzo Jorfida

In premessa, pur considerando imprescindibile l’obiettivo di un’aggregazione di tutte le forze che si riconoscono nella necessità di costruire un’aggregazione per combattere (nella società e nelle istituzioni a tutti i livelli) il sistema capitalista, non posso che confermare la mia valutazione negativa sulla precipitazione organizzativa prefigurata dall’assemblea di Potere al Popolo tenutasi a Napoli, in quanto, per un verso, metterebbe in capo a un soggetto parziale e debole (comunque non certo più solido di quanto sia oggi il PRC), compiti non certo secondari. Un soggetto non omogeneo (PRC, PCI, Sinistra Critica, je so pazz, Euro stop), inconsistente dal punto di vista di classe, politicamente incerto su temi decisivi (come quelli internazionali, a partire dalla guerra nel cuore dell’Europa e dei rischi di un estendersi verso est) e in quanto per altro verso non garantisce nell’ambito di suddetta aggregazione l’autonomia politica e organizzativa dei comunisti e delle comuniste, con i rischi che la nostra organizzazione diventi una “mera tendenza culturale”. Altra cosa è condividere con tutti i soggetti che compongono oggi Potere al Popolo una piattaforma (di cui ancora non si intravede la nascita) per lottare contro i provvedimenti del governo nato con le elezioni del 4 marzo.

Quindi si pone il problema di dare corpo alle decisioni della Direzione Nazionale votate all’unanimità. Fondamentale per realizzare quegli obiettivi è rilanciare, rafforzare, estendere la nostra presenza organizzata nei territori (Circoli comunali, inter-comunali, di luogo di lavoro, di zona nei grandi centri urbani, creando anche nuclei nelle dimensioni minori) per ricollegarsi alle masse popolari che o hanno deciso di non partecipare più alle scadenze elettorali o, peggio, hanno votato altre formazioni (anche di destra).Vi è infine la necessità che i nostri iscritti e militanti riprendano con forza la presenza nelle organizzazioni già radicate nei territori (sindacati, associazioni culturali, di solidarietà internazionale, anti-fasciste, ecc.).Sono alcune riflessioni e proposte che i gruppi dirigenti del Partito a tutti i livelli dovrebbero adoperarsi per realizzare le necessarie azioni verso le masse popolari.

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