Incontro nazionale Rete delle Città in Comune sabato scorso a Firenze: Proposte programmatiche e un profilo comune per le amministrative 2018

Rete delle Città in Comune

Proposte programmatiche e un profilo comune per le amministrative 2018. Questi gli esiti dell’assemblea nazionale della Rete, svoltasi a Firenze sabato scorso.

10 aprile. Una proposta programmatica da mettere a disposizione di tutte le liste di cittadinanza e di sinistra che si candideranno alle prossime elezioni amministrative del 10 giugno in una forma chiaramente alternativa al centrosinistra, al centrodestra e al Movimento 5 stelle . E’ questo l’esito principale della assemblea nazionale della Rete della città in comune svoltasi a Firenze sabato scorso 7 aprile. Una proposta per il locale, ma non localistica, che guardi ad un quadro nazionale e non solo.

Battaglia contro il fiscal compact, adesione alla raccolta di firme per l’abolizione del pareggio di bilancio in Costituzione al fine di difendere i servizi municipali e con essi i diritti dei cittadini e delle cittadine che gli enti locali stanno tagliando drasticamente a causa delle politiche di austerity. Deroga dai vincoli i bilancio a partire dalla applicazione della Sentenza della Corte costituzionale che conferma che vengono prima la tutela costituzionale dei diritti primari e poi i vincoli posti dalla scarsità di risorse.

L’obiettivo è quello di far sì che i comuni diventino dei laboratori per la giustizia sociale: progressività fiscale, lotta alla evasione e alla rendita colpendo i grandi patrimoni immobiliari e finanziari per realizzare politiche redistributive che garantiscano il diritto all’abitare, alla salute, ad una città vivibile. Riutilizzo del patrimonio pubblico abbandonato, requisizione degli alloggi tenuti sfitti dai grandi proprietari, per riqualificare le città, a partire dalla difesa delle esperienze di autogestione.

La Rete delle città in comune lancia così una proposta alternativa e di cambiamento per le prossime amministrative da nord a sud, dai piccoli ai grandi comuni a partire dagli ultimi, proponendo politiche che mettano al centro la lotta alla diseguaglianza sociale, alla povertà, la costruzione di politiche industriali locali per il lavoro di buona qualità. Territori che cooperano, città solidali e per l’accoglienza diffusa contro le politiche razziste che le altre forze politiche stanno portano avanti, a partire dal contrasto attivo alla legge Minniti Orlando e ai Daspo.

L’obiettivo è quello di far vivere nella campagna elettorale questi contenuti a partire dalle battaglie quotidiane che le nostre esperienze conducono dentro e fuori i consigli comunali al fine di riuscire il 10 giugno ad amministrare il maggior numero di piccoli, medi e grandi comuni che andranno al voto. Una proposta per il locale, ma non localistica, che guardi – nelle pratiche, ma anche nel profilo politico unitario – ad un quadro nazionale e non solo, che faccia della politica dal basso, dai territori, uno spazio politico e non uno slogan.

 

Rete delle Città in Comune



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