Antetomaso e Acerbo: «Modalità voto estero sono insulto alla Costituzione. E ora spunta pure un audio…»

Antetomaso e Acerbo: «Modalità voto estero sono insulto alla Costituzione. E ora spunta pure un audio…»

COMUNICATO STAMPA

VOTO ESTERO – ANTETOMASO E ACERBO (POTERE AL POPOLO): «MODALITA’ VOTO ESTERO SONO UN INSULTO ALLA COSTITUZIONE. ORA SPUNTA PURE L’AUDIO DI UN PATRONATO UIL CHE SI FA CONSEGNARE SCHEDE IN BIANCO…»

«Che le modalità dell’esercizio del diritto di voto delle italiane e degli italiani all’estero fossero un’autentica porcheria – dichiarano Cesare Antetomaso e Maurizio Acerbo, candidati di Potere al popolo alla Camera -, un insulto ai principi costituzionali di libertà, segretezza e personalità del voto lo sapevamo. Così come sapevamo che nel recente passato si sono verificati brogli, tali da richiedere un intervento correttivo serio della politica che, invece, non c’è stato.

Abbiamo poi dovuto fare i conti con l’irragionevole disparità di trattamento riservata dall’attuale legge elettorale alle nuove liste come Potere al popolo! costrette, per presentarsi, a raccogliere un numero di firme doppio rispetto a quello necessario per l’Italia, laddove sono facilmente immaginabili le difficoltà, per i sottoscrittori, di raggiungere uffici consolari distanti talvolta centinaia di chilometri e, in qualche caso, come emerge dalle denunce presentate presso la Procura di Roma, con personale che si è reso responsabile di un reato grave come quello previsto dall’articolo 294 del codice penale (attentati ai diritti politici del cittadino).

Non potevamo però immaginare che anche il ruolo dei patronati potesse aggiungersi ed aggravasse la situazione. Come abbiamo potuto ascoltare in un audio che abbiamo ricevuto*, il personale del patronato Uil di Liegi dà precise indicazioni di voto per una candidata del Pd e, soprattutto, acconsente a farsi consegnare schede in bianco da “riempire” secondo le indicazioni date dallo stesso patronato! Queste sono condotte che lambiscono gli estremi di precise fattispecie di reato (nella specie, l’articolo 97 del D.P.R. n. 361 del 1957) e rendono il quadro talmente torbido da rendere improcrastinabile un intervento legislativo sulla materia, che sottragga a chiunque il potere di violare uno dei diritti fondamentali del cittadino: quello alla partecipazione alla vita democratica del Paese».

* la nostra denuncia rispetto ai consolati e l’audio del patronato sono a disposizione degli organi di stampa interessati, ndR

1 marzo 2018

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