Vertenza Perugina: sciopero sociale subito

Oscar Monaco* – Siamo abbondantemente oltre la soglia di tolleranza e non c’è più tempo da perdere: le passerelle si possono tranquillamente fare, ma le responsabilità politiche pesano come macigni.
Jobs Act, totale assenza di politiche industriali, nessuna idea sullo sviluppo dell’Umbria, fanalino di coda (davanti solo al Molise) della “crescita” nazionale e una particina in commedia da notai delle politiche nazionali: questo è il PD umbro.
La Perugina, come l’AST, come la Merloni, come la Colussi, come la dismissione della maggior parte del sistema produttivo regionale, è solo l’ennesima “vertenza simbolo”, simbolo dell’inettitudine di un governo regionale incapace e arrogante.
Per anni il PD ci ha raccontato che le multinazionali sarebbero state un’opportunità per la nostra regione, mentre Rifondazione dell’Umbria proponeva una legge che ne regolamentasse la presenza, oggi assistiamo al disastro; d’altra parte Perugina è andata avanti per decenni senza la Nestlè e può continuare a farlo: in altri termini proponiamo alle forze politiche e sociali di sinistra della nostra regione di non escludere nessuna iniziativa per salvaguardare lavoro e reddito, fino al punto di occupare la fabbrica.
I sindacati fanno bene a mobilitarsi, ma serve la politica, serve la prospettiva: ci rivolgiamo a tutte le forze politiche di sinistra (quindi, ça va sans dire, non al PD, che in questo paese e in questa regione rappresenta la destra economica neoliberista), al mondo della cultura, dell’associazionismo, agli studenti medi e universitari, ai piccoli esercenti, ai disoccupati e ai precari; insomma a chiunque, singolo o associato in organizzazioni di vario genere, ritenga non più sostenibile l’impoverimento, economico e culturale che sta colpendo l’Umbria per precise responsabilità politiche.
Proponiamo uno “sciopero sociale”, una mobilitazione di massa che dia un segnale forte e inequivocabile e inverta la rotta, cambi una politica stanca e inadeguata; il momento è ora, se ora non è già tardi.
Non abbiamo la presunzione di esercitare primazie né di “mettere il cappello” su nessun processo: avvertiamo semplicemente la necessità di non perdere altro tempo mentre la nostra regione sprofonda nel baratro: per questo proponiamo a chiunque abbia a cuore il proprio futuro e quello dei nostri territori di vederci, decidendo insieme come e quando, per voltare pagina.

Il futuro è nostro, ma non ci attenderà a lungo.

*segretario provinciale Rifondazione comunista di Perugia.



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