Convegno su Giuseppe Di Vittorio, venerdì 13 ottobre a Bari

di Paolo Ferrero

60 anni fa, il 3 novembre del 1957 moriva Giuseppe Di VIttorio. Con questo convegno ne vogliamo ricordare la figura, sia sul piano politico e sindacale che sul piano morale ed umano. Di VIttorio non è stato infatti solo un grande sindacalista. Di VIttorio è stato un grande dirigente rivoluzionario e comunista capace di una elaborazione politica autonoma e di scelte coraggiose come quando condannò – unico nel gruppo dirigente comunista – l’invasione dell’Ungheria nel 1956 o quando – in seguito alla sconfitta della Fiom nell’elezione delle commissioni interne alla FIAT nel 1955 – seppe aprire una porfonda fase di riflessione autocritica sull’azione della CGIL. Di Vittorio era nato a Cerignola (FG) nel 1892, ha patito la fame e fatto il bracciante sin dalla più tenera età, ha attraversato tutta la storia del movimento bracciantile ed operaio con una idea di fondo a cui è rimasto fedele tutta la vita: il punto di vista dei lavoratori e delle lavoratrici, non solo delle avanguardie, ma dei lavoratori in quanto tali è il punto di vista da cui un sindacalista deve guardare il mondo e la valorizzazione dei percorsi di costruzione e del rafforzamento deilla soggettività dei lavoratori e delle lavoratrici è la strada attraverso cui cambiare il mondo. Di Vittorio è quindi per noi molto più di un sindacalista: E’ un punto di riferimento politico, culturale e morale nella difficile opera di rifondazione del Comunismo. Per questo lo vogliamo ricordare, commemorare e studiare.

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Si terrà a Bari il prossimo 13 ottobre un convegno sulla figura di Giuseppe Di Vittorio, organizzato dall’Area Cultura e Formazione del Partito della Rifondazione Comunista.

Qui la locandina dell’evento, siete tutte/i invitate/i a partecipare.

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