Un appello contro la deriva autoritaria del governo spagnolo
Pubblicato il 20 set 2017
Il referendum sull’indipendenza convocato dal governo catalano per il prossimo 1˚ di ottobre si sta trasformando in una grande questione democratica. Per impedirne la celebrazione il governo spagnolo sta applicando una strategia autoritaria e repressiva delle libertà e dei diritti fondamentali delle cittadine e cittadini catalani minacciando penalmente sindaci, deputati, autorità pubbliche, giornalisti, perfino coloro che decidano di andare a votare o vadano a comporre i collegi elettorali. Il governo Rajoy annuncia il commissariamento delle finanze della Generalitat catalana. La polizia entra negli edifici del Governo catalano, arresta alcuni rappresentanti importanti della Generalitat, entra nelle redazioni dei giornali, sospende manifestazioni, chiede l’identificazione di partecipanti e organizzatori, sequestra materiale di propaganda referendaria. Le istituzioni catalane – governo, parlamento, Comune di Barcellona e oltre 790 Comuni rappresentativi dell’85% della popolazione catalana – sono unite nel respingere questo attacco alla democrazia e chiamano la popolazione a una risposta pacifica e alla partecipazione al voto dell’1 di ottobre. Davanti a questi fatti e preoccupati per una possibile ulteriore involuzione autoritaria, condanniamo il comportamento irresponsabile e anti-democratico del governo spagnolo e chiediamo una soluzione politica, democratica e pacifica del conflitto istituzionale in corso.
Giorgio Airaudo (deputato Sinistra Italiana)
Mauro Beschi (com. esec. Coordinamento Democrazia Costituzionale)
Elena Marisol Brandolini, (giornalista)
Beatrice Brignone (deputata Possibile)
Francesca Chiavacci (presidente nazionale Arci)
Giuseppe Civati (segretario Possibile)
Fausto Durante (coordinatore area politiche europee e internazionale Cgil)
Gennaro Ferraiuolo, (docente Università Federico II di Napoli)
Alfonso Gianni (cons. dir. Coordinamento Democrazia Costituzionale)
Giancarlo Giordano (deputato Sinistra Italiana)
Alfiero Grandi (vicepresidente Coordinamento Democrazia Costituzionale)
Alberto Leiss (giornalista)
Betty Leone (Mdp-articolo1 Movimento Democratici Progressisti)
Andrea Maestri (deputato Possibile)
Giulio Marcon (deputato Sinistra Italiana)
Marisa Nicchi (deputata Mdp-articolo1 MovimentoDemocraticiProgressisti)
Luca Pastorino (deputato Possibile)
Elena Pistolesi (docente Università di Modena e Reggio Emilia)
Patrizio Rigobon (docente Università Ca’ Foscari di Venezia)
Bia Sarasini (giornalista)
Vincenzo Vita (presidente Associazione Rinnovamento della Sinistra)
Maurizio Acerbo (segretario nazionale PRC)
Piero Di Siena (giornalista)
Roberto Musacchio (L’Altra Europa con Tsipras)
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