Libia, Acerbo: «Il gendarme Minniti alla conquista della Libia…Incontro con Haftar è cinismo politico senza pari»

Libia, Acerbo: «Il gendarme Minniti alla conquista della Libia…Incontro con Haftar è cinismo politico senza pari»

COMUNICATO STAMPA

LIBIA – ACERBO (PRC-SINISTRA EUROPEA): «IL GENDARME MINNITI ALLA CONQUISTA DELLA LIBIA! INCONTRO CON HAFTAR E’ CINISMO POLITICO SENZA PARI»

Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, ha dichiarato:

«L’incontro con il generale Haftar, figura dominante in Cirenaica, l’area orientale della Libia che non risponde al governo di Tripoli, è frutto di un cinismo politico senza pari. Giunge dopo aver ristabilito le relazioni con il governo egiziano di Al Sisi – il vero e proprio burattinaio di Haftar – rinunciando in nome della real politik alla ricerca di verità e giustizia rispetto all’uccisione di Giulio Regeni. Un incontro che mira a garantire il diritto di prelazione sui giacimenti petroliferi e a fermare nell’inferno dei centri di detenzione chi cerca di fuggire in Europa. I quotidiani di regime titolano “La cura Minniti” funziona, avallando le scelte di un governo e di un ministro che stanno consegnando la Libia alle mafie istituzionalizzate e condannando i migranti a subire torture e violenze. L’attuale caos libico è il prodotto di un’operazione militare neocolonialista e dietro l’emergenza migranti si cela lo scontro per il controllo del paese che vede in competizione con altri paesi europei. Siamo tornati a uno scenario da fine Ottocento-primi del Novecento. È urgente che la sinistra faccia sentire la sua voce contro un ministro che ha fatto della repressione e degli accordi con i regimi assassini il proprio stile di governo e che aspira a divenire in Italia, l’uomo forte di cui Pd e destre varie reclamano a gran voce la necessità. Ma più in generale la sinistra da ricostruire deve tenere alte le bandiere della pace, del disarmo, della lotta alle disuguiaglianze nord-sud, e non può che essere all’opposizione di governi che praticano politiche neocoloniali di cui la xenofobia è uno degli ingredienti, insieme alle bombe».

6 settembre 2017



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