Il tempo è ora! documento approvato dalla direzione PRC

Il tempo è ora! documento approvato dalla direzione PRC

Il tempo è ora!

Nel corso degli ultimi mesi sono venute maturando in Italia le condizioni per dar vita ad un processo di costruzione di un soggetto politico unitario della sinistra antiliberista. Si tratta di un fatto molto positivo che ha avuto negli ultimi giorni una decisa accelerazione e che pone concretamente dinnanzi a noi la possibilità oltre che la necessità di dar vita ad un processo costituente della sinistra. Da molto tempo Rifondazione Comunista lavora per dar vita a questo processo costituente, per costruire una Syriza italiana, e ritiene quindi assolutamente necessario operare oggi per la sua realizzazione. Se non ora quando?

Gli elementi che maggiormente hanno costruito le condizioni dell’avviarsi di questo processo sono due.

In primo luogo la vittoria di Syriza in Grecia – accompagnata dall’emergere di Podemos in Spagna – ha reso evidente a livello di massa la presenza di una posizione antiliberista a livello europeo contro le due posizioni liberiste egemoni: quella tecnocratica e quella razzista e nazionalista. La vittoria di Syriza non solo ha aperto una speranza per vasti strati popolari ma ha inciso positivamente anche sul dibattito interno alla sinistra, diventando il punto di riferimento principale per la maggioranza di coloro che si oppongono alle politiche neoliberiste.

In secondo luogo le politiche del governo Renzi che nel loro carattere palesemente di destra hanno allargato contraddizioni già presenti fino a farle esplodere. In primo luogo l’attacco ai diritti sociali ha determinato una forte critica da parte dei settori sociali interessati e ha portato alla rottura dell’esecutivo con la maggioranza delle organizzazioni sindacali. Pur non avendo, quest’ultime, intrapreso una coerente azione di mobilitazione e di lotta, questo fatto rappresenta un punto rilevantissimo e di grande novità. Dal JOBS Act alla “riforma” della scuola, la rottura è stata palese e foriera di ulteriori positivi sviluppi. La fine del collateralismo tra Cgil e PD è un fatto nuovo che parla di un inedito spazio politico. In secondo luogo la rottura dell’esecutivo con ampi settori democratici sul terreno delle riforme costituzionali e della legge elettorale. Per la prima volta risulta chiaro che il PD di Renzi sta destrutturando il sistema democratico e viene quindi a cadere l’ultimo presupposto fondativo del bipolarismo italiano. La stessa scelta di una legge elettorale ipermaggioritaria basata sui partiti e non sulle coalizioni elimina ogni spazio di ambiguità nei rapporti tra la sinistra e il PD: o si sta con Renzi o ci si pone in alternativa a Renzi.

In questo contesto si sono aperte significative contraddizioni all’interno del PD che oltre ad un processo di disaffezione e di allontanamento a livello di base, hanno dato luogo ad un positivo protagonismo anche di parti del gruppo dirigente nazionale che hanno rotto e stanno rompendo con il PD.

Parallelamente SEL, pur con contraddizioni politiche non risolte in merito al superamento chiaro delle illusioni sul centro sinistra, si colloca oggi sulla strada di costruire un soggetto unico della sinistra nella realtà del paese.

Si tratta quindi di cogliere la decisiva occasione di coniugare le contraddizioni aperte dal governo Renzi con la disponibilità politica a costruire una sinistra antiliberista che sappia costruire una positiva sinergia con la “Coalizione sociale” proposta da Landini, che auspichiamo possa svilupparsi, contribuendo al superamento della passività sociale che ha caratterizzato fortemente questi ultimi anni.

In questo quadro importante è il passaggio delle elezioni regionali che vedono in ogni regione la presenza di liste unitarie collocate chiaramente in alternativa al centro sinistra. Rifondazione Comunista ha lavorato a fondo per realizzare queste liste, riuscendo a determinare in alcune realtà schieramenti alternativi ampi. Dobbiamo quindi operare affinché in tutte le elezioni regionali cominci ad emergere chiaramente un progetto politico di sinistra alternativo a quello renziano.

In questo contesto decisiva è la presenza e il ruolo che ha giocato e che deve continuare a giocare l’Altra Europa. Dopo aver dato vita alla lista unitaria per le elezioni europee, l’Altra Europa è – da un lato – l’unico soggetto unitario, costitutivamente plurale, in campo. Inoltre, la dichiarata volontà de l’Altra Europa di essere un soggetto politico che opera con l’unica finalità di dar vita ad un processo di aggregazione più ampio, ne ha definito un ruolo centrale in tutti i processi di dialogo ed iniziativa posti in essere in questi mesi. Riteniamo quindi assai importante il ruolo politico dell’Altra Europa al fine di dar vita ad un processo costituente che non abbia caratteristiche pattizie ma che ponga esplicitamente il tema di un nuovo inizio.

Rifondazione Comunista ritiene quindi necessario operare immediatamente per costruire il percorso politico unitario, intrecciandolo alla costruzione del conflitto sociale a partire dalla questione del lavoro, della scuola, del reddito minimo, al fine di arrivare prima dell’estate alla partenza del processo costituente della sinistra antiliberista.

La proposta politica che noi avanziamo è quella esplicitata in modo chiaro nel documento dell’ultimo congresso tenutosi a Perugia nel dicembre 2013 e che qui riportiamo integralmente:

“Come abbiamo detto più volte Rifondazione Comunista è necessaria ma non sufficiente e per questo  proponiamo di avviare un processo fondativo di un soggetto politico unitario della sinistra di alternativa. Riteniamo, infatti, che le frammentazioni e la divisione della sinistra italiana siano l’esito della radicale  sconfitta sociale e politica degli ultimi decenni, ma anche dei nostri errori e limiti soggettivi. Nell’avanzare  questa proposta siamo perfettamente consapevoli che i tentativi di riaggregazione che in questi anni  abbiamo insistito a promuovere sono stati viziati da limiti soggettivi relativi alla natura stessa dei processi  unitari messi in campo. Non si può costruire l’unità a partire da accordi di vertice fra organizzazioni ed  aggregazioni che nel corso del tempo si sono divise, senza percorsi reali di condivisione democratica e  partecipata di contenuti e priorità. Non si può costruire l’unità solo sulla base delle scadenze elettorali e  meno ancora con l’unico obiettivo di superare quorum e sbarramenti con liste improvvisate ed espressione di  equilibri incomprensibili ai più. Non si può costruire l’unità sulla base di pregiudiziali ideologiche od  organizzative tese a pretendere scioglimenti, abiure ed ulteriori divisioni nelle già troppe organizzazioni  esistenti. Non si può separare il processo di unificazione e aggregazione politica dai processi di costruzione  e internità al conflitto sociale. L’unità politica è strettamente connessa alla costruzione di un movimento  unitario contro il liberismo e l’attacco alla democrazia, di cui la manifestazione del 12 è il primo passo.  Riteniamo pertanto che sia necessario fare un salto di qualità che non ripeta gli errori del passato. Per questi  motivi il Prc propone alcune idee che ritiene utili per poter determinare il salto di qualità che tutte e tutti  sentono necessario, anche sulla base di quanto accade nel resto d’Europa, con le positive esperienze di aggregazione di Syriza, del Front de Gauche, di Izquierda Unida.

  1. 1.       È necessario avviare un processo fondativo di un soggetto politico unitario della sinistra sulla base della  costruzione di una piattaforma antiliberista che delinei l’uscita a sinistra dalla crisi, che si connoti per  l’autonomia e l’alterità rispetto al centrosinistra e al Partito Democratico, per il riferimento in Europa al Partito della Sinistra Europea e al Gue, per l’esplicito collegamento con le battaglie della Fiom, della sinistra della  CGIL, del sindacalismo di base e dei movimenti di trasformazione. 
  2. 2.       È importante che tale soggetto assuma come centrale una piattaforma per la ricostruzione della sovranità  popolare e la rifondazione democratica di ogni ambito della vita sociale e politica a partire dalla difesa e  dall’attuazione della Costituzione. Dalla democrazia nei luoghi di lavoro, allo sviluppo della democrazia  partecipativa e diretta, alla ripresa di un’iniziativa costante per il sistema proporzionale sul terreno della  democrazia rappresentativa.
  3. 3.       È indispensabile che il processo di costruzione di tale soggetto, non avvenga in modo verticista e pattizio,  ma attraverso il coinvolgimento democratico e partecipato di tutte le persone concordi con gli obiettivi unitari,  sulla base del principio “una testa, un voto”; che il soggetto unitario abbia piena titolarità sulla  rappresentanza elettorale; che le forze organizzate, locali e nazionali, che scelgano di attivarsi per il  processo unitario senza sciogliersi, s’impegnino a non esercitare vincoli di mandato ed a garantire la libera  scelta individuale nell’adesione al nuovo soggetto politico da parte dei propri iscritti e iscritte. “

L’unità tra le forze politiche della sinistra è quindi una condizione necessaria al fine di dar vita ad un processo costituente, nella chiarezza che l’obiettivo da raggiungere è la fondazione di un nuovo soggetto politico – non la federazione o l’allargamento dei soggetti attuali – e il suo intreccio con i movimenti sociali.  Unità finalizzata a dar vita ad un nuovo spazio pubblico della sinistra, che veda tutti i soggetti individuali e collettivi coinvolti con pari dignità in un processo democratico e partecipato.

A tal riguardo è decisiva la relazione tra democrazia, partecipazione e pluralismo del soggetto stesso a cui vogliamo dar vita. Le caratteristiche che noi riteniamo necessarie al fine di costruire una sinistra di popolo  sono la piena democraticità del nuovo soggetto politico e il rispetto e la valorizzazione della pluralità delle culture e delle appartenenze che necessariamente lo caratterizzeranno. Non si tratta quindi di dar vita all’ennesimo partito della sinistra che sarebbe destinato a ripercorrere inevitabilmente le divisioni e i processi di abbandono silenzioso a cui abbiamo già assistito troppe volte, ma si tratta di costruire un soggetto unitario e plurale che oltre a praticare la critica dell’economia politica sia in grado di misurarsi con la critica della politica. L’unità deve essere finalizzata all’innovazione e alla definizione processuale di forme organizzative che sappiano valorizzare le differenze invece di irrigidirle.

Documento approvato dalla Direzione Nazionale del 10/5/2015

38 Commenti

  1. VI AUGURO TUTTE LE FORTUNA DI QUESTO MONDO,MA IO LASCIO.NON C’è RAGIONE PER CONTINUARE A CERCARE DI TIRARE A SINISTRA IL CAPITALISMO E QUINDI NECESSARIO ROMPERE CON SEL ,O CHI PER ESSA ,SIA NATO IN FUNZIONE DI QUESTA LOGICA.COMUNISTA IN FUNZIONE ANTISTALINISTA,MA COMUNISTA.IL NOSTRO UNICO ALLEATO DEVE ESSERE IL POPOLO NON CIVATI,LANDINI E VIA DICENDO,ROMPERE CON IL CAPITALISMO IN FUNZIONE DELLA REALIZZAZIONE DELLA “FUTURA UMANITà”…CANTAVAMO UNA VOLTA.DA QUESTO CONCETTO PER RIPARTIRE VERSO IL FUTURO SENZA ALCUNA NOSTALGIA PER IL PASSATO MA CON LA VOGLIA DI CREARE UN’ALTRA SOCIETà.

  2. Sarebbe interessante capire come sia possibile la “ricostruzione della sovranità popolare” e l’”attuazione della Costituzione” all’interno dell’Unione Europea fondata su trattati che hanno esautorato entrambe e che impediscono esplicitamente la formazione di una federazione di Stati (gli stati uniti d’Europa che vengono invocati) di pari dignità.
    Simone ArticoloUno Boemio

  3. beppe bettenzoli

    Condivido la posizione assunta dalla nostra Direzione Nazionale, dobbiamo lavorare alla costruzione dell’unità della sinistra alternativa, senza settarismi, senza continuare a mettere paletti che dividono. Solo con la costruzione di una forte sinistra antiliberista si potrà rafforzare la presenza di Rifondazione Comunista. Avanti Paolo, non ti curare dei commenti sciocchi, hai dimostrato in questi anni di essere il migliore segretario del PRC, proprio perchè il tuo ruolo non prevede onori e prebende, solo impegno. Tieni la barra a sinistra. Saluti comunisti.

  4. @ la congiura degli eguali, ore 12.12 : hai ragione tu, compagno : siamo tutti nella stessa barca, dove tantissimi remano, mentre alcuni altri se ne stanno seduti e comodi a non fare nulla, anzi sfottono quelli che remano e faticano. Assieme ai fannulloni sta pure il timoniere che guida la barca in direzione sbagliata. Dobbiamo svegliarci e rimediare : tutti noi che remiamo dobbiamo fermarci un po’ e “buttare a mare” tutti quelli che non remano, lasciandoli affogare. Riprendere poi a remare, mettendo uno al timone e dargli una diversa rotta, quella verso il Socialismo.

  5. Questo e’il documento e l’abbiamo approvato. Ogni parola è’ pesata e pensata. Quello che non c’è scritto non è’ casuale, non è stato voluto. L’Unità a sinistra si fa con i denominatori comuni. Alcune parole possono essere ostative alla chiusura dell’accordo con sel ed altri. Non possiamo più permetterci di rimanere isolati solo per toglierci lo sfizio di usare parole e vocaboli divisivi. Questa è la realtà’ ed a questa dobbiamo attenerci se vogliamo ancora essere ancora utili alla nostra gente

  6. Ma insomma è mai possibile, che sappiamo sempre farci riconoscere soltanto x disorientati, insicuri, voltabandiera, e ipercritici. Sarà difficile continuando a sputarci addosso vicendevolmente e lo sarà sempre fino a quando non si capirà che siamo tutti sulla stessa barca. Dunque su quella barca dobbiamo andare e con essa stiamo per attraversare, per raggiungere un obbiettivo comune. Se è così, bisogna decidere con chi stare, bisogna sforzarsi di andare d’accordo, quindi dobbiamo stare fermi x non cadere o far affondare tutta la barca; in più dobbiamo remare sincroni e, no uno di quà l’altro per là, e ognuno x dimostrare agli altri di essere lui il più furbo, o in caso contrario non si arriverà da nessuna parte. Lo so che sembra così banale…ma se non c’è comunità di intenti, condivisione, onestà intellettuale e di fondo volontà e fiducia reciproca di dove/come, si deve arrivare… Dobbiamo fare e bene e anche presto.. formiamo dei gruppi, per confrontarci, conoscerci x poi mettere insieme le esperienze e vediamo….Facciamo CHiarezza !!! TROVIAMOCI!

    • Marilu tranquilla. Non dare retta ai commenti, che non contano.

    • la congiura degli eguali

      siamo davvero tutti sulla stessa barca, però c’è chi rema, i militanti di base, e c’è chi continua a tenere il timone ben saldo in mano sicuri che condurrà l’organizzazione nelle secche della depressione; bisogna rinnovare la nave, dotandola degli strumenti del marxismo rivoluzionario, per la ricostituzione del partito leninista, strumento necessario ed indispensabile per la prospettiva del governo dei lavoratori; ciò potrà avvenire se il dirigente verrà individuato nell’intellettuale collettivo gramsciano, cosa che fino ad oggi nel prc è lontano dal verificarsi; non deve stupire se poi le tante barbara spinelli si fanno beffe del lavoro dei compagni di base.

      • Il documento approvato , volutamente non reca vocaboli tipo quelli da te usati, perché divisivi ed ostativi di un accordo di unità a sinistra del pd
        Dobbiamo lavorare sui comuni denominatori, ed evitare di vanificare tutto il lavoro al solo scopo di toglierci lo sfizio di usare vocaboli non graditi agli altri partners.
        L’Unità a sinistra oggi è’ più importante di tutto il resto

  7. si parla tanto di una testa un voto, di democrazia dal basso, ma queste scellerate, per me, decisioni dei nostri dirigenti vengono prese senza consultare la base, che a giudicare dai commenti mi sembra ampiamente contraria a tale ipotesi.
    Caro segretario non ti sembrerebbe giusto porre la questione in un congresso straordinario dove i militanti che si sbattono e si scarificano con mille difficoltà per tenere in vita un partito che si dice ancora Comunista possano esprimersi?
    Cordialmente
    Salvatore

    • se leggi bene il documento della direzione riporta ampi stralci del documento del congresso che è stato votato in ogni circolo e ha riportato più del 76%.

      uno può dissentire ma non può dire che non si rispetti la democrazia.

  8. … ogni tanto mi chiedo, leggendo, se oltre a rilanciare il casinismo, si riuscirà un giorno a rilanciare anche il comunismo …

    • In ogni passaggio storico i comunisti hanno il dovere di costruire la proposta politica che risponda ai compiti del momento.
      Per fare un esempio negli anni ’40 costruirono la Resistenza lavorando all’unità di tutti gli antifascisti.
      In tutta Europa oggi il nostro compito è unire tutte le fore che si oppongono al neoliberismo e allo svuotamento della democrazia.
      Il comunismo non è una religione ma una pratica di lotta e organizzazione.
      Se ci limitassimo a pensare che visto che con la nuova legge è meglio coltivare l’orticello per arrivare al 3% non saremmo dei buoni comunisti.
      Dobbiamo lavorare a costruire qualcosa che provi a raccogliere tutta la sinistra politica e soprattutto sociale in alternativa al PD.

      • Si, chiedo scusa, non mi riferivo al documento approvato dalla direzione nazionale, dovevo precisare meglio nel commento precedente, scrivendo “leggendo i commenti” … non il tuo naturalmente …

  9. l’unica priorità e ricostruire il PCI solo dopo aver creato un partito comunista forte si potrà parlare di creare una coalizione di sinistra forte!

    • la congiura degli eguali

      un partito comunista che sia gramsciano, quindi lontano dalle pratiche compromissorie che caratterizzano le burocrazie il cui scopo è occupare gli scranni parlamentari che vengono considerate il socialismo personale.

    • i compagni di Syriza partendo da posizioni minoritarie come le nostre hanno costruito un soggetto politico che elettoralmente ha preso percentualianche più alte del PCI. Non l’hanno fatto praticando l’isolamento ma la rifondazione comunista.
      comunque anche il PCI divenne un partito di massa durante la Resistenza praticando una linea non settaria.
      I grandi partiti si creano dentro grandi movimenti non nell’isolamento.

      • la congiura degli eguali

        però syriza non si è mai alleata con il centrosinistra; e mi sembra una constatazione politica fondamentale; qui si vuole invece assemblare soggetti politici che sono andati a nozze con il centrosinistra, e che nel caso di sel si alleano con il pd alle regionali; come vedi si continua nella indeterminatezza più assoluta; e tutto per rientrare nel palazzo legislativo, ed una volta dentro vedrai non saranno da escludere convergenze con il pd, motivate dagli opportunisti più cocciuti con la solita litania che bisogna sconfiggere la destra, come se il pd non fosse un partito di destra reazionaria; i grandi partiti si costituiscono nel bel mezzo della lotta di classe senza ambiguità alcuna; rifondazione non è potuto diventare un partito comunista credibile perchè si è reso subalterno ai governi dei padroni, e non solo subalterno ma è stato parte dei governi dei padroni; quindi come vedi è stata rifondazione ad isolarsi dai lavoratori e pugnalandoli allo stesso tempo; il pacchetto treu è stato l’inizio del jobs act, e rifondazione quando era in parlamento con decine di eletti, ha approvato il pacchetto treu; chi nel partito si opponeva alle scelleratezze del gruppo dirigente veniva tacciato di settarismo;il 2008 è da considerare giudice spietato, sancendo la condanna per opportunismo del prc; dal 2008 son passati 7 anni e rifondazione, l’attuale rifondazione non si decide ad intraprendere la strada della costruzione dal basso del soggetto politico anticapitalista plurale; si continua ad assemblare tutti i pezzi dell’opportunismo possibile; volti vecchi e compromessi con il centrosinistra, volti che non saranno mai credibili, perchè al momento opportuno lasceranno la compagnia come ha fatto barbara spinelli, irridendo al lavoro fatto in campagna elettorale dai militanti di base.

        • certo ma è anche vero che loro non hanno vissuto dentro un sistema bipolare e con una destra come quella italiana che oggi è disgregata ma negli anni ’90 era ben altro.
          ricordo che quando noi rompemmo con csx ci ritrovammo addosso critiche persino di Dario Fo, don Gallo, Fiom e Beppe Grillo.
          Con tutti gli errori ci siam ritrovati in una tenaglia determinata da un sistema elettorale che non prevedeva l’esistenza di una sinistra autonoma.

          Comunque questo appannamento del marchio di Rifondazione come alterità che risale a quel periodo credo che sia uno dei motivi per cui non possiamo pensare che posa essere il nostro partito da solo a ricomprendere il grosso (come accadeva un tempo) della sinistra radicale.

          Possiamo invece essere la componente più determinata sul prfilo di alternativa.

  10. I tempi sono cambiati. Dobbiamo utilizzare a nostro vantaggio le divisioni del nemico.
    Quindi si al l’unità a sinistra, con sel, che è stata più coerente di noi, ha sempre cercato un appoggio esterno al pd dove questo non era renziano.
    Ha per primo scoperto la sinistra anti liberista e mollato la zavorra comunista, buona per andare a fondo.
    In questo secolo la sinistra è’ solidarietà e giustizia sociale.
    Non comunismo. Chi vuole sentirsi orgogliosamente comunista e ‘ pregato di accomodarsi all’uscita, andasse con i pagliacci del pc lo con Rizzo….
    Noi siamo un partito serio ed in Europa non c’è spazio per reduci di nessun genere

  11. Luca Casartelli

    Un’altra presa in giro.
    Ma non l’ultima.
    E curiosità .. quale sarebbe la costituente? Coalizione sociale di Landini? Unions di Vendola? Civati?

    Che tristezza però. Sempre a lanciare idee, aggregarsi ma mai FARE in modo deciso.

    Quoto Enrico Brozzola , Luca, uomo qualunque ..

  12. Enrico Brozzola

    Un bel casino qualcuno della direzione dovra’ spiegare perche’non piu’di un mese fa’a Venezia in seguito ad accordi con Sel Verdi Movimenti per una lista comune tipo Syriza alle regionali in contrapposizione alla lista l’altra europa dichiarata defunta dai fondatori (Spinelli)avete commissariato la federazione provinciale e buttato fuori i suoi dirigenti.Forse vedevamo troppo avanti per voi? Abituati a eterne sconfitte,adesso avete coraggio di dire se non ora quando? Avete diviso per imperare ora tutti pagheremo per le vostre scellerate scelte.

    • banalmente perchè sel voleva sostenere la moretti; l’esito sarebbe stato una vittoria renziana.

      • Maurizio Acerbo

        VENETO

        Noi siamo per l’unità solo con chi si pone in alternativa al PD.

        In tutte le regioni noi stiamo con L’Altra Europa che tra l’altro all’assemblea nazionale ha votato il sostegno a tutte le liste e candidature alternative al PD.

        I dirigenti veneziani sono stati “espulsi” all’unanimità dal collegio di garanzia nazionale perché è intollerabile che presenti una lista alle regionali alternativa a quella che il partito regionale ha deciso di sostenere.

        Il caso veneto è l’emblema del perché siano così diffusi così forti sentimenti antipolitici e antipartitici tra i coompagni comunista, della sinistra e dei movimenti.

        Vedere i gruppi dirigenti di Sel e un pezzo di dirigenti e eletti di Rifondazione allearsi con la Moretti collocandosi a destra della Camusso è davvero indecente.

        Quelli di Sel hanno almeno fatto una consultazione degli iscritti mentre i nostri “espulsi” l’hanno pure boicottata nella federazione di Venezia.

        Il tentativo di buttarla in una cagnara di sapore leghista contro i gruppi dirigenti nazionali è solo un modo per turlupinare i compagni.

        Noi vogliamo fare SYRIZA non l’Udeur o i socialisti di Nencini.

        La vicenda veneta rende evidente piuttosto perché c’è bisogno di un soggetto unitario ma partecipato e democratico.

        Perchè anche nei territori le scelte non devono essere espropriate da ceti politici ristretti che danno la prevalenza alla loro riproduzione e non alla costruzione di un’alternativa.

        Può anche accadere che in un territorio (come al Comune di Venezia con Felice Casson che certo non è renziano come la Moretti) i compagni decidano di allearsi in casi eccezionali ma questo dovrà essere deciso da chi aderirà al progetto non da chi vuole essere eletto a tutti i costi.

        Maurizio

  13. Se non ricordo male fu proprio lei, compagno segretario, a cercare ripetutamente possibili punti di contatto col PD (parlo dell’era Bersani) quando già dalla sconfitta della “sinistra arcobaleno”, la base del partito (quella che lealmente e costantemente ha continuato a votare il PRC nel corso degli anni e nel susseguirsi delle sconfitte), le chiedeva di prendere una forte posizione a sinistra, in contrapposizione alla social democrazia (sempre più liberale) con una politica comunista e fortemente anticapitalista. Invece nel corso degli anni ci siamo ritrovati di fronte soggetti politici come “L’altra Europa” che questa si, a differenza di quanto non sia stato il PD, aveva un forte retrogusto “arancione”. Per non parlare della “Federazione della Sinistra”, piovutaci dal cielo come un’entità mistica da accettare amorevolmente, senza aver mai fatto una reale costituente aperta e democratica. Ricordo quando di punto in bianco arrivavano nei circoli le nuove bandiere, con lo stesso simbolo ma con un altro nome, non più la scritta Rifondazione con sotto la dicitura chiara “Partito comunista”, ma una più generica, vaga, “Federazione della Sinistra”.
    Detto questo, compagno segretario, sono d’accordo con lei che si debba aprire una nuova costituente, ma per costruire cosa? Una nuova sigla sotto la quale poter inserire soggetti politici, che poi non hanno in fin dei conti il coraggio di dichiararsi “Comunisti” e “Anticapitalisti”? Oppure costruiamo un vero partito (si, non considero questa una parolaccia) che unisca i compagni (non dico del mondo) ma almeno d’Italia?
    Compagno segretario, noi siamo qui, siamo la base. Saremo come sempre una minoranza. Saremo come sempre “sporchi comunisti”. L’unica cosa che chiediamo è di continuare a far parte di un partito per il quale scendere in piazza o uscire dall’urna a testa alta. Voglio solo dirle, per quanto assurdo possa sembrare in questi ultimi e demotivanti scampoli di capitalismo, che c’è qui ancora qualcuno che nutre “un incrollabile fede nel futuro comunista”.

    • Il passaggio su Bersani e altri passaggi sono COMPLETAMENTE INVENTATI

    • caro Luca, a volte viene il dubbio che dalle nostre parti si soffra di amnesia.

      Sul rapporto col PD di Veltroni e il centrosinistra si è consumata la scissione di Sel nel 2008.

      Si è rotta la federazione della sinistra perché rifiutavamo l’accordo con Bersani che invece i super comunisti di Diliberto e gli altri volevano fare a tutti i costi.

      Ti ricordo che con la nascita del governo Monti noi dicemmo che era impossibile anche fare un fronte democratico contro la destra con chi votava quelle politiche.

      Evitiamo di dire castronerie.

  14. “Non si tratta quindi di dar vita all’ennesimo partito della sinistra che sarebbe destinato a ripercorrere inevitabilmente le divisioni e i processi di abbandono silenzioso a cui abbiamo già assistito troppe volte, ma si tratta di costruire un soggetto unitario e plurale che oltre a praticare la critica dell’economia politica sia in grado di misurarsi con la critica della politica. L’unità deve essere finalizzata all’innovazione e alla definizione processuale di forme organizzative che sappiano valorizzare le differenze invece di irrigidirle.”

    Traduzione: “Si rifà l’ammucchiata , però funzionerà”

    • paolo ferrero

      importante è condividere antiliberismo, cioè posizionamento politico chiaro, a differenza della federazione della sinistra che si sfasciò sul rapporto con il pd

      • Però, segretario, come si fa ad inseguire Sel che, razionalmente, non è capace di concepire l’unità a sinistra ed è sempre pronta a farci le scarpe quando capita?

        Lo vediamo qui in Veneto, seppur spaccata a metà, alla fine non solo è andata col PD ma anche chi si dimostrava contrario non prende posizione pubblica, per rendere valide tutte le opzioni.

      • uno qualunque

        Ma come si fa a parlare di unità con SEL che ovunque sui territori insegue il PD con la lingua di fuori e che è culturalmente ed antropologicamente TOTALMENTE subalterna allo stesso PD se non proprio a Renzi (vedi la vicenda di Migliore e compagnia)!?! Ma come si fa a non imparare mai dal passato? MAI!
        incredibile…

        • Sel in mezza Italia si candida con noi in alternativa al PD. ci sarà probabilmente dialettica lì dentro.

          • uno qualunque

            La parola chiave è “mezza”…e l’altra mezza!? Se una forza politica nell’anno del signore 2015 si presenta in mezza Italia con il PD dopo il Jobs Act, l’Italicum lo “Sblocca Italia” e con la “Riforma del Senato” in dirittura d’arrivo…beh c’è un problema! E se un dirigente politico non lo capisce c’è un altro problema (ancor più grave)!
            SEL è nata sulla precisa (e legittima) opzione politica di fare l’ala sinistra del centrosinistra, la copertura pseudo-radicale delle porcate del triangolo della morte “PD-Repubblica-l’Espresso”…do you remember Chianciano?
            Poco più tardi di un anno fa discutevano dell’adesione al PSE!!! Come si suol dire dalle mie parti…MA DE CHE STAMO A PARLA’?
            Non dico Lenin (troppa grazia Sant’Antò!) ma almeno la favola della Rana e dello Scorpione l’avete letta?
            Siete Fantastici! Avanti tutta verso il prossimo disastro!

        • leggendo questo articolo come per tanti altri di ” Rifondazione Comunista ” ho la netta sensazione che ad alcuni dirigenti del partito la parola ” Comunista ” , ormai, provochi l’orticaria, si continua a parlare di sinistra antiliberista ……di movimenti ….mai una risposta a chi a chi invita ad una unità primaria dei Comunisti all’interno di uno schieramento più ampio della sinistra. vero Ferrero ?????!!!!!

          • Maurizio Acerbo

            con quali comunisti? pcdi, carc, rizzo, pcl, pdac, rete dei comunisti, sinistra anticapitalista, collettivi autonomi, centri sociali, Toni Negri, il manifesto, lotta comunista, bordighiani, ecc. ho dimenticato qualcuno?
            ci sono tanti comunismi con linee a volte opposte assolutamente incompatibili tra di loro.
            Non è che ci si aggrega nominalisticamente.
            ci si mette insieme sulla base di un progetto politico.
            Per esempio con Sinistra anticapitalista mi sembra che stiamo condividendo molte sintonie. Spero che accada sempre più con il Pcdi.
            In un soggetto unitario della sinistra antiliberista e alternativo al PD si lavorerà insieme come stiamo facendo in questo momento in tante regioni.
            Syriza è un buon esempio di come tante formazioni politiche comuniste di diversa provenienza si son unite in un progetto comune.

  15. Scusa, ma cosa ci posso fare io se sei inutile.

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