Il significato della vittoria di Syriza e quelli che saltano sul carro del vincitore…

Il significato della vittoria di Syriza e quelli che saltano sul carro del vincitore…

di Paolo Ferrero – Dopo la vittoria di Syriza in Grecia, in Italia si è già aperta la battaglia sul significato della vittoria di Syriza. Come al solito in Italia quando uno vince tutti saltano sul carro del vincitore. I più vergognosi sono quelli del PD che mentre votano per abolire l’articolo 18 vogliono far passare l’idea che Tsipras sia un loro alleato. La cosa è semplicemente ridicola se si pensa che Syriza non ha mai fatto accordi con il Pasoc, che è il partito gemello del PD in Grecia. E’ quindi necessario cominciare subito un grande lavoro politico che abbia due messaggi chiari:
1) Syriza è partito fondatore della Sinsitra Europea, di cui Tsipras è vicepresidente. La sinistra europea di cui fanno parte Syriza, die Linke, il Front de Gauche, Rifondazione Comunista, etc. è radicalmente contrario al neoliberismo e alle politiche di austerità praticate dai popolari e dai socialisti, in Italia dal PD.Nel partito della Sinistra Europea vi sono i comunisti e la sinistra che vogliono rivoltare l’Europa come un calzino, mettendo al centro la piena occupazione, la giustizia sociale, lo sviluppo del welfare e la riconversione ambientale dell’economia.
2) Noi lavoriamo per costruire Syriza anche in Italia, cioè per unire tutta la sinistra antiliberista. Lo abbiamo ricercato in questi anni e da ultimo con la lista “L’altra Europa per Tsipras”. Salutiamo positivamente che anche SEL abbia accettato questa idea e si sia detta disponibile a costruire coordinamenti della sinistra come primo passo per costruire un nuovo soggetto politico. Si tratta quindi di lavorare senza perdere tempo su questa strada dell’unità della sinistra antiliberista.
Ditelo in giro e fatelo circolare sulla rete!

59 Commenti

  1. Come ha commentato il Segretario del Partito Comunista:
    “Tsipras si allea con un partito fuoriuscito dall’estrema destra. E’ come un governo Vendola-Santanchè!

    • il segretario del partito comunista greco non dice che quell’alleanza è stata obbligata da lui e dal suo partito. Contrariamente ci sarebbero state le elezioni anticipate con perdita di altri 30 giorni. Vendola è stato pappa e ciccia col pd in questi anni, tsipras ha sempre contrastato il pasok. I greci indipendenti non sono estrema destra, ma centrodestrorsi. Il fatto è che loro vogliono fare sul serio contro la troika, il kke usa solo parole. Ciò detto è evidente che tsipras non può essere paragonato a vendola e sammenos a santanchè.

  2. In estrema sintesi,ammazza quanta ipocrisia e quanto opportunismo. Si dimentica troppo facilmente quante volte e da quanto tempo P. Ferrero ha invitato Vendola a costruire la Sinistra Unita senza mai ricevere risposta. Vendola ha firmato, col cappello in mano di fronte al PD, la cosiddetta Carta d’Intenti per “Italia bene comune” e soprattutto, ancor più abilmente si dimentica, che al congresso di SEL avanzò la proposta di appoggiare Schulz per poi ripiegare su Tsipras. Adesso invece… Saluti comunisti.

    • Caro Gianni S., fai bene a ricordare questi episodi…perchè spesso la gente fa finta di avere la memoria corta…a fine Gennaio scorso il sig. Vendola era all’ assemblea del Partito Socialista Europeo…a metà febbraio annuncia l’appoggio a L’Altra Europa Con Tsipras(probabilmente perchè cacciato a pedate)…per non dimenticare quando Barbara Spinelli ha accettato l’incarico di EuroParlamentare a discapito, si fa per dire, di Marco Furfaro anche lì altra polemica…Lui è solamente un “poltronista” punto e basta…

  3. Syriza in italia già c’è,,è SEL
    A livello di protagonisti invece Tsipras si dentifica con Renzi…sono simili.
    Quello che non volete capire è che la sinistra radicale si deve fermare alle soglia del comunismo.
    Non lo deve nominare e non deve avere i simboli dell’orrore falce e martello.
    Sinistra è giusto.
    Comunismo è sbagliato.
    Se avete presente questo concetto potete rosicchiare un’altro 2 – 3% al PD
    insieme a sel ed i traditori del pd potrete arrivare al 5% (se entra Cofferati sennò nemmeno quello)

    La grecia aveva un debito del 330% sul PIL
    Dopo le cure da cavallo è arrivata al 170%
    Il problema è che i greci andavano in pensione a 55 anni, lavoravano 6 ore al giorno e per modo di dire, 4 persone assunte dallo stato dove ne serviva 1.
    Insomma devono continuare sulla strada del pareggio di bilancio, Tsipras adesso dovrà scendere con i piedi per terra come tutti quelli che hanno dovuto governare dopo aver detto sciocchezze in campagna elettorale (cofferati docet)..
    Staremo a vedere

    • Syriza in Italia chi é???! Sí, Al rimorchio del PD. Il PAsok é stato macellato, se Vendola fosse stato in Grecia avrebbe impostato tutta la campagna per un’alleanza.

      • la congiura degli eguali

        il pasok è kaput, finito; ora tocca organizzare la lotta popolare e di classe in italia per disintegrare il pd.

    • Perchè non spieghi anche che in Grecia molti avevano stipendi da incubo. Molti non arrivavano a 500 euro al mese … per quel che riguarda l’età pensionabile poi, si dovrebbe secondo me portare a non più di 60 anni in tutta Europa ….

    • Quindi, sottostare al lavoro salariato, al plusvalore di produzione, alla subalternità padronale, ai tagli sociali e sacrifici per i debiti accumulati dalle massonerie bancarie e i loro servi PDL-PD-FI-SEL e tutti i partiti che ruotano intorno allo sfruttamento politico? No, voglio 1.000 euro al mese ma una sanità pubblica e gratuita. Trasporti capillari e pubblici gratis. Istruzione in stile Unione Sovietica e gratuita. Poi se dovrò fare sacrifici per un 40 pollici, li farò. E’ solo un optional della vita. Quella vera e dignitosa.

    • paragonare tsipras a renzi è raccontare una freddura, spacciandola per barzelletta divertente. Renzi è appecoronato alla merkel ed alla troika, tant’è che dice che le riforme suggerite dalla tedesca servono all’italia, anche se con qualche flessibilità. Tsipras, forse non hai ascoltato il telegiornale ieri, ha cacciato a calci nel deretano la troika e il suo rappresentante.

  4. I primi a salire sul carro dei vincitori siete voi. Voi rappresentate il Kke. Non centrate nulla con syriza.

  5. Sarà meglio giudicare il governo Tsipras guardando ciò che riuscirà realmente a fare … Per il momento ha già fatto qualcosa di buono per il popolo greco aumentando di un bel po’ il salario minimo

  6. scusa ferrero la questione è molto semplice:
    ti vuoi alleare (se non addirittura fonderti) ancora una volta con fassina, cuperlo, civati (tutti noti anticapitalisti certo…………..) e gli altri trombati democristiani del PD, si o no??
    (domanda retorica, visto che continui a esserne alleato nelle giunte di mezza italia)

    perche vedi, si può discutere per ore su chi salga sul carro di chi, visto che fino a poco tempo fa era il kke il vostro ‘partito gemello’, fatto sta che tu in questa ipotetica Cosa-Rosa porteresti in dote l’1%, vendola il 2o3, i trombati del PD sicuramente di più; non è meglio sciogliere il partito, prima di regalare la tua base a servi dei capitalisti italiani quali i personaggi sopra citati?
    Rifondazione Comunista era nata come una cosa seria, ora basta per favore dimettiti, vai in pensione.

    • Noi restiamo con un pugno di mosche, che sono Vendola, Fassina e Cuperlo, … e Syriza é la marmellata su cui queste mosche ronzano per riaccreditarsi politicamente. E´ una sinistra smarrita senza valori culturali e di riferimento, con dirigenti educati nella concertazione e ancorati ai grandi poli che trainano organizzazioni di lavoratori come la CGIL! In Grecia, questi dirigenti avrebbero fatto scelte assolutamente diverse. Avrebbero coperto il PASOK da sinistra al pari di quanto non facciano in Italia col PD. E il modo con cui pensano di rilanciare una nuova “Syriza” in questo paese dimostra la piú totale incomprensione del fenomeno.

  7. Caro segretario Paolo Ferrero, personalmente eviterei di mettere insieme un’ accozzaglia di persone, che non c’entrano nulla con un discorso di “sinistra radicale”…vogliamo parlare di Sergio Cofferati? Cofondatore di un partito che oggi dice essere alla frutta, ma che partì con le peggiori premesse…oppure vogliamo parlare di Pippo Civati, che continua a stare in un partito che dice di non sentire suo, ma che probabilmente gli fa comodo per avere visibilità, in questi casi bisogna avere il coraggio delle idee…in ultimo ma non ultimo Vendola, che negli ultimi anni non ha fatto altro che essere servo di potenti, presentandosi alle ultime elezioni al fianco di Bersani, anzi pardon, sotto schiaffo del Pd, soltanto perché gli garantiva una sogli più bassa per entrare in Parlamento per poi rinnegare tutto nel momento in cui il testimone è passato a Matteo Renzi…per quanto mi riguarda, questa gente non ci serve, anzi ci fa perdere credibiltà…con queste premesse, il mio voto al Partito della Rifondazione Comunista per il futuro è in forte dubbio, per quel che può servire…

  8. Addavenìbaffone

    Se fossi stato in Grecia avrei votato KKE. Vedremo fra qualche mese quanto riuscirà a fare tsipras. Vorrei tanto sbagliarmi…..ma prevedo delusione a fiume.

  9. Che spettacolo deprimente, dopo il golpe di Occhetto noi duri e puri stiamo offendendo il PCI che rimpiangiamo. In Grecia non ha vinto Syriza con Tsipras ma è semplicemente arrivato/a PRIMO, ora sei o dieci non ho capito quanti milioni sono i Greci bisogna governarli meglio dei precedenti governi. Viviamo o no in un sistema imperial capitalista? ebbene mai questa dittatura lascerà che sia messo in discussione il loro potere e pertanto il nuovo governo dovrà sottostare alle loro regole al massimo allenterà unpò le catene di quel popolo.

    • e te pare poco ??

    • A me, data la situazione, pare tanto. Anche ai milioni di greci ridotti in una situazione disperata. Sarebbe un ottimo inizio. Io credo che paia tanto a tutta questa povera gente. Per questa gente, allo stato delle cose, ci sono alternative vere, concrete, umane possibili? Che non siano puro cinismo? All’ ordine del giorno non c’è il socialismo (allo stato impossibile), ma il superamento di questa emergenza umanitaria. Se a questo Syriza saprà essere fedele sarà stato fatto un primo passo per un successivo avanzamento.

  10. Mario Cavigli

    Continuate a farvi del male, la perfezione non esiste in politica, per cui sono necessarie alleanze. Anche io sono del parere che con Vend9ola non andiamo lontano, occorre un nuovo soggetto con un personaggio che non sia stato colluso con il potere. Detto questo va cerato al più presto di formare un movimento in grado di ricevere consensi in quanto c’è il pericolo che altrimenti vincano le destre con tutte le conseguenze che seguiranno

    • Scusa, e dove lo trovi questo soggetto. SEL ha il 3,5% sui sondaggi e molti punti in comuni nel programma di Rifondazione; non mi piace un granché come partito, perché è troppo incentrato sui diritti civili, però senza SEL non si ha visibilità, si ha pochissima manovalanza, non si ha rappresentanza parlamentare e soprattutto, posizioni come quelle di SEL, in Grecia sarebbero nell’ala destra di Syriza. Quindi se vogliamo fare una Syriza italiana, SEL ci può stare benissimo. Vendola è colluso dici; io credo che a breve Vendola abdicherà il posto di segretario; dico anche che qualora alle prossime elezione fosse ancora segretario di SEL, non ci sarebbe possibilità, per lui come per Ferrero, di farsi eleggere.

      • In estrema sintesi,ammazza quanta ipocrisia e quanto opportunismo. Si dimentica troppo facilmente quante volte e da quanto tempo P. Ferrero ha invitato Vendola a costruire la Sinistra Unita senza mai ricevere risposta. Vendola ha firmato, col cappello in mano di fronte al PD, la cosiddetta Carta d’Intenti per “Italia bene comune” e soprattutto, ancor più abilmente si dimentica, che al congresso di SEL avanzò la proposta di appoggiare Schulz per poi ripiegare su Tsipras. Adesso invece… Saluti comunisti.GS

  11. SYRIZA AL GOVERNO: NON E’ PIU’ IL TEMPO DELLE “MAGNIFICHE SORTI E PROGRESSIVE”? di Franco Astengo
    Syriza taglia il traguardo del governo in Grecia alleandosi con un partito nazionalista definito da media “di destra” (secondo il vecchio schema che non esiste un nazionalismo di sinistra almeno in Europa. E’ diverso in Sud America.)
    “Podemos” (soggetto politico spagnolo, ma in stretto contatto con il Sud America e in particolare la Bolivia) si dichiara d’accordo.
    Pare formarsi nel Sud del Vecchio Continente quasi una “Internazionale nazional-populista” in nome della lotta all’austerità germanica.
    Da tempo si sta cercando di lavorare per un aggiornamento della classica “teoria delle fratture” e, forse, questa volta c’è materiale per un deciso passo avanti su questa strada.
    Con quale qualità dell’azione politica e con quale emergenza concreta i due movimenti, Syriza e Podemos (molto diversi tra loro dal punto di vista della scaturigine politica e anche dei riferimenti sociali) si trovano a dover fare i conti puntando direttamente a un’azione di governo?
    Che cosa ha diffuso, a piene mani, l’Europa degli gnomi di Bruxelles e Francoforte?
    Prima di tutto la contraddizione più evidente è sembrata essere quella dell’ideologia del pessimismo.
    L’ideologia del pessimismo ha compiuto, in questi ultimi anni, un vero e proprio salto di qualità.
    Sembra essere stato accantonato il dibattito sul “concetto di limite” e sulla “decrescita felice” di Latouche: due termini sui quali si era sviluppata la discussione intorno ad un’ipotesi di “nuove contraddizioni post-materialiste” da intrecciare con quella classica – definita “principale”- del conflitto tra capitale e lavoro per determinare una nuova teoria delle “fratture” sulla base della quale impostare il rinnovamento dell’azione politica progressista in modo da comprendere appieno anche la realtà della globalizzazione.
    Dallo scenario di vera e propria “tregenda epocale” che l’aggressività della gestione del cosiddetto neo-capitalismo (non restringibile come fanno alcuni al semplice neo-liberismo”) emergono questioni che paiono arrestare (e invertire) il corso della storia, al punto da far parlare di una fase di vero e proprio arretramento.
    E’ questo, dell’arretramento storico, il vero punto in questione della vicenda europea: quello della difesa dei privilegi di classe in un quadro di declino.
    Le diseguaglianze sociali (accuratamente descritte nell’opera di Piketty) appaiono non soltanto in fase di ulteriore allargamento ma anche non affrontabili, almeno nel breve, in termini anche di semplice “riduzione del danno” come avvenne nella fase centrale del XX secolo e il quadro generale che questo fenomeno produce è stato definito come quello del “declinismo”.
    Spiega Gabriele Romagnoli in una sua riflessione pubblicata da “Repubblica”: “ Il declinismo è un’ideologia diffusa, una delle ultime. Contrariamente a quel che pensano i suoi detrattori, pur avendo a che fare con la nostalgia e la presbiopia, non è una malattia senile: può colpire a qualunque stadio della vita, giacché un trentenne può convincersi che l’età dell’oro sia già trascorsa, il grande avvenire dietro le spalle, oggi sia peggiore di ieri e non meglio di domani…”.
    Sarebbe così ormai smarrita, in una parte larga dell’immaginario collettivo, l’idea del progresso, dell’ “andare avanti”, dell’inoltrarsi nei sentieri e nei meandri della storia.
    Appare arrestato il procedere verso l’orizzonte e il peso dello sfruttamento e il cumulo delle ingiustizie sociali resterebbero a gravare sul collo di gran parte dell’umanità e il solo discorso possibile sarebbe quello di una sorta di “pietà trascendente”.
    Syriza e Podemos hanno in comune la necessità di espressione di un fronte “no debito” e “anti-austerity” che interessa principalmente i paesi mediterranei dell’Unione particolarmente esposti alle politiche finanziarie restrittive imposte da Bruxelles e dalla Troika.
    I due soggetti hanno origini diverse: Syriza nasce dall’assemblaggio di diversi soggetti della sinistra greca, mentre Podemos nasce per un’iniziativa sviluppata a tavolino da un gruppo d’intellettuali “imprenditori politici” postisi in relazione con i forti movimenti dei cosiddetti “indignados” che, attraverso forme anche originali di lotta di massa, avevano sviluppato in Spagna un forte contrasto alle già citate politiche di austerità dell’UE.
    Entrambi questi soggetti presentano un punto in comune: quello dell’espressione di una vocazione “populista” di tipo originale nel vecchio continente, laddove espressioni di questo tipo erano sempre appartenute ad aree qualunquiste, espressione di piccola borghesia e tendenti a una vocazione di destra.
    Destra e sinistra sembrano così saldarsi su questo fronte sul terreno di un populismo orientato a contrastare l’idea della conservazione del declino ormai prevalente nell’elaborazione politico-filosofica che si sta sviluppando al centro dell’Europa.
    Tra Syriza e Podemos esiste anche un altro punto in comune molto importante: quello della valorizzazione del meccanismo della personalizzazione della politica e, di conseguenza, dell’espressione di una leadership molto forte: quella di Tsipras in Grecia e quella di Iglesias, in Spagna.
    Esistono quindi, per entrambi questi soggetti, due punti di evidente “diversità” al riguardo dell’impianto teorico – politico della sinistra europea: populismo e personalizzazione.
    Un populismo che si esprime anch’esso in una forma classica: di superamento della forma di sintesi e di intermediazione esercitata dalla struttura politica e di passaggio diretto al dialogo –appunto- con il popolo, dal quale il leader trae la linfa necessaria per raccogliere, aggregare e mantenere consenso.
    La risposta a questa impostazione basata sul dialogo diretto con il popolo è quella di una forte centralizzazione del soggetto politico attorno ad un gruppo dirigente ristretto che impone il proprio modello anche alle strutture periferiche, ricercando una “vocazione maggioritaria” sul piano elettorale basata su parole d’ordine facili e in grado di “tagliare” trasversalmente l’elettorato, rifiutando sostanzialmente un’idea di aggregazione di classe.
    Accanto alla “vocazione maggioritaria” si colloca, sicuramente, anche un’impronta antiliberista (se non anticapitalista: su questo punto sarebbe necessaria un’indagine molto più accurata di quanto non sia possibile sviluppare in quest’occasione) che appare però diversamente orientata tra Syriza e Podemos.
    Appaiono ancora vaghe le caratteristiche dell’eventuale qualità di governo espressa dalla guida di Syriza, data proprio la natura di tipo populistico (e non socialdemocratico) del soggetto e il ruolo che avrà, rispetto alla funzione di governo, la forte rete di solidarietà sociale che proprio Syriza ha messo in piedi per cercare di contrastare e limitare, per quanto possibile, la drammaticità della situazione sociale greca, ormai al limite delle condizioni concrete di un paese appena uscito da una guerra distruttiva.
    In quest’ambito così complesso e pieno di incognite fa impressione il provincialismo italiano che, dopo aver coperto con l’immagine di Tsipras la presentazione elettorale europea dei residui di quella che fu la “sinistra radicale” adesso si è buttata alla ricerca della “Scuola di Atene” per imparare “a vincere”.
    Del resto, dal punto di vista, dell’agire politico in Italia la proposta delle “doppia tessera” per un’ipotetica formazione di “Coordinamento della Sinistra” presenta già, per se stessa, elementi di vero e proprio rivoluzionamento rispetto al rapporto soggetto politico/ contraddizioni sociali.
    Entrambi gli aspetti che fin qui sono stati trattati: quello dell’assunzione della frattura del declinismo e quello dello stravolgimento del concetto della soggettività politica di classe ci fanno dire che questo quadro complessivo rappresentato, in primis, da Syriza e Podemos contiene elementi probanti di fuoriuscita dal terreno della sinistra, non solo di classe, ma anche di natura socialdemocratica-keynesiana nell’accettazione di un quadro complessivo delle compatibilità capitalistiche in una forma del tutto originale rispetto alla tradizione europea.
    E’ arrivato quindi il momento della resa definitiva delle idee di pratica la politica in funzione dell’obiettivo della fuoriuscita dal sistema?
    E’ questo l’interrogativo post-moderno che Syriza e Podemos pongono a tutta la sinistra europea.
    E’ il caso di interrogarci a fondo su queste-apparenti-nuove frontiere della modernità, sul prodotto reale di questa gestione incontrastata del capitalismo che ne conferma la totalità del “volto inumano”, su quanto il fallimento delle politiche di potere e di potenza portate avanti nei decenni abbia pesato nel creare le condizioni adatte per la percezione di questo vero e proprio “salto all’indietro”.
    Sarebbe facile affermare che la materialità delle condizioni sociali date reclama, proprio al contrario di ciò che si vorrebbe imporre, una piena ripresa di “protagonismo della politica”: una sorta di ritorno alla “politica al primo posto”.
    Sarebbe facile se non fosse di complicata definizione, anche sul piano teorico, il porsi in relazione a quelle che sono state le ideologie progressiste.
    La domanda di fondo è questa: il marxismo offre sicuramente una possibilità di descrizione della condizione sociale e umana di grande realismo e attualità. Si può allora, svelando senza infingimenti questa realtà che stiamo vivendo , connettere le teorie marxiane a una prospettiva concretamente politica di costruzione di una nuova società, di vero e proprio assalto alla condizione di diseguaglianza epocale?
    Abbiamo urgente bisogno di tornare far questo, a definire il quadro di una “nuova utopia” dell’eguaglianza intesa quale scenario di un vero e proprio rinnovamento della storia.
    Mentre il capitalismo pare divorziare definitivamente anche da quella forma della democrazia che un tempo definivamo borghese e maschera dietro “lo scontro di civiltà” il persistere e l’ampliarsi della guerra come elemento costante di un vero e proprio arrestarsi della storia non ci possiamo arrendere a questa ideologia comunque “declinista”.
    Abbiamo bisogno di rinnovare le nostre idee di rivolta per l’eguaglianza nell’economia, nell’attività pratica, nei sistemi e nei rapporti di produzione e di scambio.
    E’ necessario far comprendere che, come sempre, la scissione tra la politica e l’economia, tra l’organismo e l’ambiente sociale non è altro che astrazione teorica.
    In realtà politica, economia, ambiente e organismo sociale sono un tutt’uno, sempre, ed è uno dei grandi meriti del marxismo aver affermato questa unità dialettica: e il moto sociale, la ribellione, la tensione verso il cambiamento servono per impedire all’avversario di scindere, sembrare, impadronirsi assieme del corpo e del pensiero.
    Dobbiamo tornare a riconoscere il senso vero della storia, a interpretarlo.
    Scriveva Antonio Gramsci, nel 1918, sulle colonne del “Grido del Popolo”: “..conoscere con esattezza quali sono i fini storici di un paese, di una società, di un aggruppamento; importa prima di tutto conoscere quali sono i sistemi e i rapporti di produzione e di scambio…”.
    Altro che “declinismo”: maschera irreale del mantenimento di un feroce potere occulto cui il semplice cambio di cavallo di un potere borghese non può porre rimedio.
    Per intanto beninteso è necessario occuparci delle condizioni materiali di vita di milioni di persone: la sola strada concreta per combattere il declino.

    • La filosofia della prassi gramsciana la vedremo col tempo, in questa alleanza. Nazionalismo è diverso che patriottismo. L’insegna anche la sinistra peronista, patriottica, non nazionalista. E come dice Rizzo, a prima vista sembra più un governo Vendola-Santanchè che uno di sinistra pura. Ma lasceremo che la prassi faccia il suo corso!

  12. Cari Compagni,

    Vi invito a riflettere su alcune questioni che reputo importantissime:

    1. Syriza e Podemos sono due partiti nati sotto la spinta di grandi movimenti sociali sorti spontaneamente per lottare contro le conseguenze della crisi e le politiche neoliberiste di lacrime e sangue propinate dai governi di unità nazionale di quei paesi.
    Sono nati nella lotta. Se dalla lotta emerge elaborazione programmatica è necessaria un’organizzazione della lotta (partito) che si faccia carico di portare quel programma al governo. Altrimenti la lotta finisce.

    2. Le forze politiche della sinistra radicale di quei paesi non rappresentavano un punto di riferimento politico per quelle masse in movimento. Parlo della situazione pre-Syriza in Grecia, ma alludo altresì al cartello della Sinistra Unita spagnola.

    3. In Grecia, dove le conseguenze della crisi sono state più dure che altrove, lo sviluppo del conflitto sociale ha toccato il suo apice a livello europeo. Nella lotta comune, tra le forze politiche che animavano lo scontro sociale si è posta l’esigenza di trovare un’unità politica che si è tradotta nell’elaborazione di un programma politico alternativo a quello dei governi di unità nazionale. Successivamente queste stesse forze politiche hanno compreso che quel programma necessitava di un’organizzazione unitaria che lo spiegasse alle masse e le convincesse a sostenerlo. Da qui è nata Syriza: partito con un programma chiaro che si fonda su valori altrettanto chiari, ed è giunto, spinto dalle masse, al governo del paese. Il KKE, invece di dare il proprio contributo alla causa si è tirato indietro fin da subito, e continua a farlo negando l’appoggio a Syriza per formare un governo, che è stata costretta a fare con la destra antieuro. La responsabilità del KKE sarà gravissima se Syriza non dovesse riuscire ad approvare la svolta auspicata dalle masse greche. E’ fondamentale rilevare come tutte le forze politiche sedicenti di sinistra che però hanno sostenuto la politica del governo, o non hanno contribuito alla genesi dell’alternativa di governo, siano politicamente morte, o perché considerte complici del sistema, o perché considerate inutili.

    4. Podemos nasce dal Movimento 15 Maggio. Ne è il figlio naturale e legittimo. La dinamica è elementare: movimento spontaneo-non rinvenimento di forze politiche capaci di farsi carico di quelle istanze-necessità di elaborare un programma di governo alternativo a quello della destra e del centrosinistra-conseguente nascita dell’organizzazione politica che si pone l’orizzonte del governo dove portare il programma. Rilevo come qui l’Unità dell sinistre esistesse prima del movimento, come cartello elettorale o di coordinamento, ma non sia stata identificata dallo stesso come un punto di riferimento politico, che si è posto invece la necessità di dar vita a Podemos.

    5. In sintesi:

    - Spagna e Grecia, assieme ad Italia, Irlanda e Portogallo sono i paesi dove più duramente hanno colpito la crisi e la politica di austerity.

    - Tanto in Grecia quanto in Spagna, le forze socialdemocratiche quando hanno governato hanno deluso, frustrando aspettative e speranze che in loro erano riposte.

    - Le forze di sinistra radicale, minoritarie e frammentate, non rappresentavano serie alternative né per le masse, e ne per gli intellettuali e gli studenti.

    - Lo scontro sociale è esploso ed ha toccato l’apice in questi due paesi, cercando la maniera per pesare politicamente.

    - In Grecia l’ha trovata come detto in Syriza.

    - In Spagna con Podemos.

    Perché in Grecia le forze politche della sinistra radicale sono riuscite mentre in Spagna sono state scavalcate da Podemos?
    Secondo me perché Syriza e Podemos sono nate dal basso, tra le masse nella lotta, e rappresentano quel programma. Mentre IU in Spagna è nata come il FdG francese o le mille federazioni della sinistra di Ferrero: dall’alto con patti burocratici e con lo scopo di entrare nel centro sinistra. Senza connessioni con le masse e il conflitto.

    Penso che la proposta di Vendola di un coordinamento delle sx sia pericolosa: scaricato definitivamente dal Pd, che potrà fare a meno di Sel per vincere le elezioni, cerca di riciclarsi come improbabile leader di una Syriza italiana che vorrebbe tenere a battesimo mentre governa con Renzi in tutte le istituzioni locali e mentre i suoi uomini nella Cgil operano sistematicamente per frenare lo sviluppo del conflitto sociale. Ciò che è peggio è che Ferrero gli vada dietro! Dubito che le masse diano credibilità ai due ormai vecchi dirigenti dell’ormai defunto Prc. Non ne hanno, e non ne avranno.

    Vorrei far presente come in Italia il conflitto sociale abbia provato ad emergere, grazie alla Fiom, ma non abbia trovato sbocchi a causa sia del freno della burocrazia Cgil legatissima alla sx del Pd, ma anche a causa di un M5s che ha raccolto quel terzo degli elettori italiani che volevano cambiare pagina. Ora, le masse sono sempre più convinte che quel voto sia stato inutile, e quando lo confermano, ciò accade perché non c’è di meglio, oppure non votano. Ciò significa che le masse stanno alla finestra, ma non per forza che siano disposte a votare la prima brodaglia decotta che qualche coordinamento di burocrati delle sx proporrà loro, con dubbia credibilità. Piuttosto auspico che tra i giovani scoppi qualcosa di paragonabile al M-15 spagnolo, e che da qui si espanda alle altre fascie della popolazione spostando pesantemente a sx la Fiom dentro la Cgil. Sarà tra i settori più combattivi di questo movimento che emergeranno i nuovi dirigenti della futura Sinistra italiana, e saranno tali perché si faranno le ossa nella lotta, avranno capacità di elaborazione e sintesi programmatica, e acquisteranno dunque quella credibilità necessaria per esercitare la leadership politica.

    Codadilupo, ex GC.

    • Innanzi il KKE non può andare in aiuto a Syriza, in quanto sono una banda bassotti…
      Delinquenti allo stato puro…
      Maglio Anel

      • marxista-leninista

        Voi di Sel siete ridicoli…

      • Secondo me Marisa, Landini potrebbe essere il leader che potrebbe convogliare i voti in un unico soggetto politico, con una campagna elettorale simile a quella di Tsipras, rivolta soprattutto ai problemi sociali e del lavoro dell’Italia, ma con quelli che dicono “voi di SEL siete ridicoli”, dove vuoi andare?
        Sono come quei comunisti del KKE e in Italia stanno lavorando per Salvini, grazie compagni comunisti di tutto l’odio che riuscite a seminare a sinistra, ora capisco perchè siete scomparsi ovunque anche a Cuba, la sinistra può fare bene anche senza di voi, non siete necessari, portate solo divisioni e problemi!La destra vi ringrazia.

      • Marisa noto che tu più che sul carro del vincitore sei saltata sul c.zzo del vincitore….con le corbellerie che scrivi.

      • Il KKE vuole sganciarsi dall’attuale sistema economico, politico, sociale. Pertanto, secondo la tua logica, è criminale. Invece, chi vuole rimanere in questo sistema, scavando nel keynesiamo dell’aumento del debito come soluzione momentanea che figurerebbe una sospensione momentanea della crisi per poi ritrovarsela duplicata la prossima volta, rendendo ancor più schiavi, precari, sottomessi, ricattati, umiliati i lavoratori, sottraendo potere economico e sociale, quelli non sono criminali, vero Marisa? A pensarla così si è criminali, lo sai? La pensi come Merkel, solo con più entusiasmo. Attenta a chi dai del criminale perchè stai difendendo chi, i crimini, li commette quotidianamente!

    • Ok, in Italia, l’unico movimento spontaneo sono il movimento dei forconi. Facciamo il partito dei forconi di sinistra? Appunto, non si può fare. Quindi gli italiani sono questi e ce li teniamo. Se non ci sono gli indignados, che Podemos vuoi fare? Si può fare una coalizione di estrema sinistra, nell’attesa che Syriza (o Podemos, o Sinn Fein) faccia un ottimo governo e si possano utilizzare quelle ricette.

    • Se si parte dal presupposto che Syriza non è antieuro, già cade ogni discorso di alleanza tra Syriza e il KKE. Le politiche sono anzitutto economiche e il legame che ne conseguirebbe con o senza l’euro determinerebbe la linea da seguire. Pertanto, la responsabilità non la ricerchiamo tra chi vuole rivoluzionare, ovvero il KKE, ma cerchiamola nelle politiche riformiste non deragliatrici dell’attuale andazzo. E se Tsipras dovesse fallire, aprirebbe le porte ad Alba dorata. Qui si continua con la filosofia che la colpa non è di chi ha la maggioranza ma di chi, piccolo ed insignificante, non ha voluto piegarsi alla volontà del potente. Schiavi mentalmente!

  13. Belle parole Ferrero…peccato che poi la base, o meglio chi sta fra la base e te, sceglie sempre la strada più corta per piazzare banali bandierine nelle giunte comunali e provinciali a marchio PD.
    Tsipras ha avuto coraggio anche nel cercare un dialogo con il centro-destra, o meglio con chi come lui vuole fare l’interesse del cittadini…in Italia siamo ancora lontani da questa Politica ( la P maiuscola voluta )

  14. marxista-leninista

    Ma Tsipras non doveva essere il cambiamento? Neanche 24 ore e si è già alleato con un partito destra!

  15. Ma perché Syriza invece di allearsi con un partitino di centro-destra non ha trovato un accordo con i comunisti greci che mi sembra abbiano ottenuto un buon risultato e circa quindici seggi?

    • Perché il KKE non è un partito, non fa politica… non ha mai collaborato con le altre forze politiche per dare alla Grecia un programma politico alternativo a quello delle destre. Si è autoescluso dal processo di elaborazione di quel programma, e di costruzione di quel corrispondente partito che è Syriza. Non hanno apportato alcun valore aggiunto al dibattito programmatico, si sono tirati fuori fin dall’inizio dimostrando di non essere all’altezza, di non avere coraggio, ed anzi, di avere a cuore solamente le poltrone che avrebbero raccattato facendo leva sul loro pessimismo cosmico, senza curarsi di costruire la possibilità di una svolta politica. Sono talmente malati da non comprendere che un loro ruolo nel governo Tsipras potrebe spostarne a sx l’asse, e così facendo sono loro a tarpare le ali a Tsipras costringendolo a fare un governo con la destra antieuro. Altro che comunisti, quelli del KKE sono solo degli amici dei padroni!!!!!!

      • non sono d’accordo su quello che dici del KKE. Andando a vedere quello che dicono loro sul loro sito web (che offre anche una traduzione in italiano), ci si rende conto che la loro versione su chi siano Tsipras e Syriza può’ avere molte verità’ condivisibili. Personalmente non ritengo sia accettabile un’alleanza di Syriza col partito xenofobo Anel, di destra religiosa e conservatrice. E’ come se qui in Italia, per i soliti motivi di “emergenza”, la Lista Tsipras si fosse alleata contemporaneamente con Salvini e Alfano… non sarebbe stato neanche immaginabile….

        • Allora siamo più chiari, Tsipras uscì dal KKE e fece una scissione e i rapporti con il KKE sono sempre stati pessimi, come pensate che possano stare assieme? I comunisti del KKE erano filosovietici, mentre i partiti comunisti trotzskysti e marxisti-leninisti stanno nella lista Syriza, assieme ai socialdemocratici e ambientalisti, un partito simile a SEL in Italia.

          • simile a SEL appunto, e adesso il leader di SEL Vendola, propone Prodi, consulente Goldman Sachs, per la presidenza della repubblica…

        • No, ANEL è anti-austerity (diversamente da Alfano) e non eurexit (diversamente da FDI e Lega).

      • Perché tanta acredine verso il kke? Facciamo come quando insultavano rifondazione di non accettare l’accordo col pds? E quando lo ha accettato che cosa è successo? In politica ogni scelta è legittima. Il kke ha fatto una scelta strategica che va rispettata. Nessun comunista è obbligato a far nulla se non lo ritiene opportuno. Il 5,4 dei greci ha votato un partito che ha chiaramente dichiarato da sempre che non accetta alleanze. Se quegli eletto avessero voluto votare tzipras lo avrebbero potuto fare benissimo, invece hanno scelto “nessun compromesso” e il segretario del kke ha mantenuto il mandato dei propri compagni. Syriza ha fatto le sue scelte e va rispettata, ha deciso di tentare una rischiosa alleanza con akel e staremo a vedere cosa riuscirà a fare. Viva i comunisti, tutti!

        • l’accordo Syriza con Anel sta mobilitando un’incredibile quantità’ di insulti contro il KKE. E’ il primo vero risultato di questa strana alleanza: insultare i filo-sovietici e riabilitare la destra xenofoba mettendola addirittura a capo delle forze armate greche

  16. Pieno appoggio al compagno Ferrero che, secondo me, sarebbe il miglior interprete della linea Tsipras/Syriza in Italia. Condivido pienamente il suo giudizio su coloro che vogliono provare a sfruttare l’onda greca uscendo allo scoperto solo adesso (vedi i vari civati, cuperlo, fassina) …a mio parere anche Vendola va incluso in questa categoria anche se comprendo la diplomazia di Ferrero….è vero, come qualcuno ha scritto, che bisognerebbe anche ottenere una ribalta mediatica e che effettivamente non si può prescindere del tutto da Sel (mai il PD!!), tuttavia il processo di costruzione di un soggetto politico della sinistra alternativa non può avvenire calato dall’alto n’è essere frutto di convergenze e alleanze costruite nelle segreterie dei partitini vari…non di deve disperdere il patrimonio di mobilitazione (anche se ancora insufficiente) che è venuto fuori con l’esperienza di Altra Europa dove finalmente sta partendo un radicamento sui territori. Un elemento a mio avviso strategico dovrebbe essere l’ancoraggio a Sinistra Europea.

    • la congiura degli eguali

      se volete suicidarvi in maniera sadomasochista, alleatevi con vendola e la fine sarà garantita; come si può essere disponibili con vendola che fino ad ieri flirtava con il pd e adulava il cazzaro di pontassieve?; la lotta di classe non è pane per i palati fini di sel che ama le brioches e le fette biscottate; ho oscoltato alla radio le dichiarazioni di vendola, le solite retoriche ciancie affabulatrici per coloro che non riescono a vedere quanto veleno opportunista è solito far sputare dalla sua bocca; le furbizie istituzionali ed elettorali sono la normalità per sel, tante e vero che alle regionali recenti in emilia romagna si è alleata con il pd; se siete così ingenui di avere una serpe velenosa in seno il cianuro mortale farà il suo corso; syriza adesso dalle promesse dovrà passare ai fatti concreti, ma dovrà saper mobilitare le coscienze per attuare la democrazia partecipativa degli stari sociali subalterni altrimenti verrà stritolata dalla troika, e non dimenticando che la n.a.t.o. non disdegnerà di tarmare per architettare il ritorno dei colonnelli; una chiosa finale, il kke ha ottenuto un lusinghiero risultato cosa non facile da ottenere nel bel mezzo di uno scontro tra i due blocchi maggiori; ed il voto comunista sarà bene che non lo si sottovaluti se si vorrà sconfiggere la troika e la merkel.

      • Caro congiura sai che sono sempre stato abbastanza in sintonia con te e non so se hai letto bene il mio commento nel quale evidenziavo il mio scetticismo sui voltagabbana di pseudo-sinistra, capi senza popolo e autoreferenziali, tra i quali includo Vendola, e ribadisco che un soggetto di sinistra radicale, con al suo interno possibilmente una forte componente comunista unitaria, debba nascere dal basso, dal sociale, dal territorio e in questo momento vedo in Altra Europa l’unico esperimento da incoraggiare e sviluppare (ripeto: dal basso e non dall’alto!!) …in tutto questo però non possiamo non guardare alla base (non ai vertici!) di Sel, sinistra PD e parte del M5S come bacini con i quali avviare un dialogo per ricompattare questo territorio politico che è stato così devastato negli ultimi anni, su questo sono convinto se non vogliamo che la sinistra alternativa in Italia rimanga confinata ad un’area marginale e settaria!

  17. Quindi prosegue anche in Grecia la diaspora comunista …. Forse chiedere al KKE di allearsi con Syriza o viceversa, è come chiedere al PCL di allearsi con il PRC o viceversa ….. Percentuali a parte …. Il che non è poco ….. Va bene avete ragione voi ….

  18. Franca Laviosa

    Lupo rosso la vedo come te e al nazionale devono ripartire con coraggio.

    Teniamoci forte compagni!

  19. Si dimostra il fallimento delle istituzioni comunitarie, alle quali si chiedeva quantomeno di imporsi cogentemente ai singoli Stati membri (presumibilmente quelli che occupano i territori più arretrati, come il nostro Paese), al fine di redistribuire il reddito attraverso l’applicazione di istituti giuridici vigenti in altri Stati dell’Unione, per coloro che ne facessero richiesta. Questi Stati sottosviluppati, contrariamente al volere dei loro Popoli, invece, prima degli altri non si sono adeguati neppure alle istituzioni europee, che continuano a riguardare i ricchi e disonesti responsabili di questa povertà, alcuni dei quali hanno ben pensato di recarsi anche in territori extracomunitari.

  20. Uno dei problemi importanti

    Caro Ferrero il problema è che SEL
    sta per votare le primarie per legge, nascondendosi dietro al fatto che
    l’italicum è una porcata e che quindi le primarie per legge rappresenterebbero una riduzione del danno. Quindi : democrazia bipolare.
    Maggioranze che dominano minoranze. La questione torna sempre.

  21. Il problema è che anche SEL senza l’appoggio della minoranza PD non avrebbe copertura mass-mediatica e paradossalmente sembrano loro i principali sostenitori del fronte Tsipras.

    Se non vogliamo farci scippare il nostro ruolo dentro l’alleanza delle sinistre antiliberiste mantenendo la nostra distanza dal PD, ci servono iniziative nazionali che possano porre i riflettori su di noi.

  22. Cumunusti !!!

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