<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Commenti a: L’albero genealogico dei beni comuni</title>
	<atom:link href="http://www.rifondazione.it/primapagina/?feed=rss2&#038;p=9725" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=9725</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Wed, 03 Jun 2015 17:48:02 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.5.1</generator>
	<item>
		<title>Di: giacomo</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=9725#comment-36797</link>
		<dc:creator>giacomo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Dec 2013 15:24:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www2.rifondazione.it/primapagina/?p=9725#comment-36797</guid>
		<description><![CDATA[Il conflitto che, sostanzialmente, ha attraversato l&#039;umanità, è quello di classe, cioè tra chi sta sotto, che non vorrebbe più starci e chi sta sopra. Il pensiero unico o dominante, è un tentativo di chi sta sopra di espellere dal terreno del conflitto il concetto appunto di lotta di interessi tra le classi. Il concetto di bene comune, è solo il mio punto di vista, rischia, al di la delle nobili intenzioni, di portare acqua al mulino del concetto di pensiero unico. Magari non dallo stesso punto di partenza, sicuramente non nelle intenzioni, ma dal punto di vista, comunque pericoloso dell&#039; oltre. Oltre la destra e la sinistra. Di fatto equivalente all&#039; &quot;oltre la destra e oltre la sinistra&quot; grillino. Un concetto puramente surreale.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il conflitto che, sostanzialmente, ha attraversato l&#8217;umanità, è quello di classe, cioè tra chi sta sotto, che non vorrebbe più starci e chi sta sopra. Il pensiero unico o dominante, è un tentativo di chi sta sopra di espellere dal terreno del conflitto il concetto appunto di lotta di interessi tra le classi. Il concetto di bene comune, è solo il mio punto di vista, rischia, al di la delle nobili intenzioni, di portare acqua al mulino del concetto di pensiero unico. Magari non dallo stesso punto di partenza, sicuramente non nelle intenzioni, ma dal punto di vista, comunque pericoloso dell&#8217; oltre. Oltre la destra e la sinistra. Di fatto equivalente all&#8217; &#8220;oltre la destra e oltre la sinistra&#8221; grillino. Un concetto puramente surreale.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: giacomo</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=9725#comment-36794</link>
		<dc:creator>giacomo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Dec 2013 12:54:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www2.rifondazione.it/primapagina/?p=9725#comment-36794</guid>
		<description><![CDATA[La prefazione all&#039; agile e facile volumetto per me è un po&#039; difficile. Scusate i miei limiti. Magari leggerò l&#039;agile volumetto.
Il problema per me, e penso per tanti milioni di potenziali usufruttuari dei &quot;beni comuni&quot;, è che trovo sempre più ambiguo il termine &quot;bene comune&quot;. Forse si può concedere il termine, visto che è di moda (non parto naturalmente dai livelli del Diritto Romano e seguenti, oltretutto non ne sarei in grado), Concesso il termine però diventa indiscutibile l&#039; esigenza della &quot;gestione pubblica&quot; dei beni che oggi pare sia d&#039;uso chiamare &quot;comuni&quot;. Sarebbe molto pericolosa una gestione non pubblica. Vedremmo rientrare dalla finestra, ne sono convinto, quello che abbiamo fatto uscire dalla porta, se mai ci si riuscirà. E chi dovrebbe altrimenti gestire i sopraddetti ? Una cooperativa, i comitati cittadini (attraverso le competenze di chi)...?]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La prefazione all&#8217; agile e facile volumetto per me è un po&#8217; difficile. Scusate i miei limiti. Magari leggerò l&#8217;agile volumetto.<br />
Il problema per me, e penso per tanti milioni di potenziali usufruttuari dei &#8220;beni comuni&#8221;, è che trovo sempre più ambiguo il termine &#8220;bene comune&#8221;. Forse si può concedere il termine, visto che è di moda (non parto naturalmente dai livelli del Diritto Romano e seguenti, oltretutto non ne sarei in grado), Concesso il termine però diventa indiscutibile l&#8217; esigenza della &#8220;gestione pubblica&#8221; dei beni che oggi pare sia d&#8217;uso chiamare &#8220;comuni&#8221;. Sarebbe molto pericolosa una gestione non pubblica. Vedremmo rientrare dalla finestra, ne sono convinto, quello che abbiamo fatto uscire dalla porta, se mai ci si riuscirà. E chi dovrebbe altrimenti gestire i sopraddetti ? Una cooperativa, i comitati cittadini (attraverso le competenze di chi)&#8230;?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: benedetta buccellato</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=9725#comment-36760</link>
		<dc:creator>benedetta buccellato</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Dec 2013 08:58:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www2.rifondazione.it/primapagina/?p=9725#comment-36760</guid>
		<description><![CDATA[Naturalmente se vorrò saperne di più e approfondire, leggerò il saggio qui recensito.
Avrei però apprezzato molto, per una sorta di umana pigrizia, se Mattei, a margine della presentazione del libro, avesse sinteticamente chiarito qual&#039;è la differenza tra &quot;bene pubblico&quot; e &quot;bene comune&quot;. 
Il tema è di grande attualità e valeva la pena spendere qualche parola in più per fare un minimo di chiarezza sull&#039;argomento. Sono certa che Rodotà sappia bene di cosa parla, quando cita il &quot;bene comune&quot;. Non sono affatto sicura, invece, che venga citato, Rodotà, con altrettanta sapienza.
Insomma, qualcuno può sinteticamente spiegarci e ripercorrere il senso della differenza tra i due termini? Grazie.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Naturalmente se vorrò saperne di più e approfondire, leggerò il saggio qui recensito.<br />
Avrei però apprezzato molto, per una sorta di umana pigrizia, se Mattei, a margine della presentazione del libro, avesse sinteticamente chiarito qual&#8217;è la differenza tra &#8220;bene pubblico&#8221; e &#8220;bene comune&#8221;.<br />
Il tema è di grande attualità e valeva la pena spendere qualche parola in più per fare un minimo di chiarezza sull&#8217;argomento. Sono certa che Rodotà sappia bene di cosa parla, quando cita il &#8220;bene comune&#8221;. Non sono affatto sicura, invece, che venga citato, Rodotà, con altrettanta sapienza.<br />
Insomma, qualcuno può sinteticamente spiegarci e ripercorrere il senso della differenza tra i due termini? Grazie.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
