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	<title>Commenti a: Bene mobilitazione Fiom: contro nuove privatizzazioni, rimettere al centro il lavoro</title>
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		<title>Di: Ivan</title>
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		<dc:creator>Ivan</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Dec 2013 18:54:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Finalmente comincio a sentire prese di posizione che condivido pienamente. Spero che questo partito ormai l&#039;unico a rappresentare la sinistra in Italia, la sinistra vera quella più vicina al socialismo e non quella che condivide ancora il liberismo. Come dico ormai da tanto tempo qui o si capisce che il liberismo e questo libero mercato ha fallito e si cambia o altrimenti andremo incontro a una vera catastrofe per le nostre famiglie. La mia terapia contro questa crisi è questa e spero che venga accettata in toto.
1) Uscire dall&#039;Europa e vietare temporaneamente le importazioni di tutti quei prodotti che non ci servono, tipo : auto, moto, elettrodomestici, etc.. Anoi necessitano le materie prime e i prodotti energetici quali petrolio e gas ( che noi stiamo importando da paesi extracomunitari). Dico temporaneamente perchè se un domani la nostra economia lo permetterà e quei paesi emergenti e sottosviluppati si adegueranno alle nostre condizioni sociali e in particolare alle nostre retribuzioni fissando anche dei salari minimi tipo 1.500 euro mensili.
2) Contestualmente all&#039;uscita dall&#039;Europa è necessario mettere mano al nostro debito pubblico, come ? Con una maxi-patrimoniale da 500 miliardi che vada a colpire i grandi patrimoni immobiliari e i depositi e i risparmi che sono gestiti dalle banche e che si stimano attorno agli 8.000 miliardi. Con un prelievo forzato del 5% già si raccolgono 400 miliardi. Fatto questo occorre immediatamente diminuire le imposte sia per il lavoratori e sia per le imprese.
3) Nazionalizzare tutte le aziende strategiche quali : ENEL, ENI, FFSS, TELECOM, AUTOSTRADE, SERVIZI PER LA DISTRIBUZIONE DELL&#039;ACUA, ALITALIA, POSTE e RAI. Poi veniamo alle grandi aziende come FIAT, FINMECCANICA, ILVA, FINCANTIERI e altre di queste dimensioni, qui è necessario fare come ha fatto l&#039;Argentina con la REPSOL spagnola è cioè espropriare il pacchetto azionario di maggioranza e gestire direttamente queste imprese. Non possiamo rischiare che queste aziende che hanno goduto in passato di importanti contributi statali ora passino in mano straniere in modo da danneggiare tutta la nostra economia. Infine rimangono le aziende che delocalizzano o chiudono gli stabilimenti per trasferirsi all&#039;estero. Bene si esproprino queste fabbriche e vengano locate gratuitamente , per durate da stabilire, a tutti quegli imprenditori che intendono iniziare attività. 
4) Intervenire con nuove leggi in modo che tutte quelle aziende pubbliche o partecipate siano amministrate da management completamente autonomi dalla politica e dai partiti e con contratti annuali in modo da verificare l&#039;andamento della gestione e in modo da poter sostituire immediatamente quei managers non all&#039;altezza. Ovviamente questi managers potrebbero essere condannati penalmente nel caso di dissesti o gestioni irresponsabili.
5)Dichiarare prodotti &quot;Made in Italy&quot; solo quelli fabbricati al 100% in Italia ( prendere l&#039;esempio dal Brasile).
Credo che con questa terapia d&#039;urto l&#039;Italia possa risollevarsi in breve tempo. Non vedo altre alternative valide. E per fare questo occorre una dirigenza del partito coraggiosa, con gli attributi e che riesca a comunicare e farsi sentire alle varie categorie che oggi sentono maggiormente la crisi e cioè : operai, dipendenti pubblici e privati, cassaintegrati, disoccupati, pensionati, commercianti e imprenditori che non hanno le potenzialità per espertare. Il messaggio deve arrivare forte e chiaro, la comunicazione è importantissima.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente comincio a sentire prese di posizione che condivido pienamente. Spero che questo partito ormai l&#8217;unico a rappresentare la sinistra in Italia, la sinistra vera quella più vicina al socialismo e non quella che condivide ancora il liberismo. Come dico ormai da tanto tempo qui o si capisce che il liberismo e questo libero mercato ha fallito e si cambia o altrimenti andremo incontro a una vera catastrofe per le nostre famiglie. La mia terapia contro questa crisi è questa e spero che venga accettata in toto.<br />
1) Uscire dall&#8217;Europa e vietare temporaneamente le importazioni di tutti quei prodotti che non ci servono, tipo : auto, moto, elettrodomestici, etc.. Anoi necessitano le materie prime e i prodotti energetici quali petrolio e gas ( che noi stiamo importando da paesi extracomunitari). Dico temporaneamente perchè se un domani la nostra economia lo permetterà e quei paesi emergenti e sottosviluppati si adegueranno alle nostre condizioni sociali e in particolare alle nostre retribuzioni fissando anche dei salari minimi tipo 1.500 euro mensili.<br />
2) Contestualmente all&#8217;uscita dall&#8217;Europa è necessario mettere mano al nostro debito pubblico, come ? Con una maxi-patrimoniale da 500 miliardi che vada a colpire i grandi patrimoni immobiliari e i depositi e i risparmi che sono gestiti dalle banche e che si stimano attorno agli 8.000 miliardi. Con un prelievo forzato del 5% già si raccolgono 400 miliardi. Fatto questo occorre immediatamente diminuire le imposte sia per il lavoratori e sia per le imprese.<br />
3) Nazionalizzare tutte le aziende strategiche quali : ENEL, ENI, FFSS, TELECOM, AUTOSTRADE, SERVIZI PER LA DISTRIBUZIONE DELL&#8217;ACUA, ALITALIA, POSTE e RAI. Poi veniamo alle grandi aziende come FIAT, FINMECCANICA, ILVA, FINCANTIERI e altre di queste dimensioni, qui è necessario fare come ha fatto l&#8217;Argentina con la REPSOL spagnola è cioè espropriare il pacchetto azionario di maggioranza e gestire direttamente queste imprese. Non possiamo rischiare che queste aziende che hanno goduto in passato di importanti contributi statali ora passino in mano straniere in modo da danneggiare tutta la nostra economia. Infine rimangono le aziende che delocalizzano o chiudono gli stabilimenti per trasferirsi all&#8217;estero. Bene si esproprino queste fabbriche e vengano locate gratuitamente , per durate da stabilire, a tutti quegli imprenditori che intendono iniziare attività.<br />
4) Intervenire con nuove leggi in modo che tutte quelle aziende pubbliche o partecipate siano amministrate da management completamente autonomi dalla politica e dai partiti e con contratti annuali in modo da verificare l&#8217;andamento della gestione e in modo da poter sostituire immediatamente quei managers non all&#8217;altezza. Ovviamente questi managers potrebbero essere condannati penalmente nel caso di dissesti o gestioni irresponsabili.<br />
5)Dichiarare prodotti &#8220;Made in Italy&#8221; solo quelli fabbricati al 100% in Italia ( prendere l&#8217;esempio dal Brasile).<br />
Credo che con questa terapia d&#8217;urto l&#8217;Italia possa risollevarsi in breve tempo. Non vedo altre alternative valide. E per fare questo occorre una dirigenza del partito coraggiosa, con gli attributi e che riesca a comunicare e farsi sentire alle varie categorie che oggi sentono maggiormente la crisi e cioè : operai, dipendenti pubblici e privati, cassaintegrati, disoccupati, pensionati, commercianti e imprenditori che non hanno le potenzialità per espertare. Il messaggio deve arrivare forte e chiaro, la comunicazione è importantissima.</p>
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