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	<title>Commenti a: &#8220;Valore cultura”? No, privatizzazione mascherata</title>
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		<title>Di: dacci adriana</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=8366#comment-34983</link>
		<dc:creator>dacci adriana</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Oct 2013 07:01:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[certo Benedetta,essere &quot;governati&quot; da questi insulsi,meschini,ottusi esseri,ignoranti fino allo spasimo,è deprimente,a volte mi sento a terra al punto che mi pare di non riuscire a rialzarmi!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>certo Benedetta,essere &#8220;governati&#8221; da questi insulsi,meschini,ottusi esseri,ignoranti fino allo spasimo,è deprimente,a volte mi sento a terra al punto che mi pare di non riuscire a rialzarmi!</p>
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		<title>Di: benedetta buccellato</title>
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		<dc:creator>benedetta buccellato</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Oct 2013 13:00:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Secondo voi, quanti hanno letto il decreto sulla cultura di cui scrive Stefania Brai?
A parte qualche addetto ai lavori che è andato a scartabellarlo cercandovi un appiglio per non scomparire (e non l&#039;ha trovato, l&#039;appiglio), quanti esponenti della classe politica, amministrativa, intellettuale di questo paese si sono la briga di studiare questo ultimo parto del governo delle larghe intese?
Quante persone, stipendiate dai cittadini, riservano una parte della loro giornata a leggere, a studiare, a tentare di comprendere per poter modificare? Tra talk show, riunioni di corrente, twitter e facebook, i nostri campioni della politica e della pubblica amministrazione non possono oggettivamente disporre del tempo per studiare e per poter esprimere un&#039;opinione.
Nascono così i decreti-bufala, ricchi di nulla, poveri di qualsiasi idea, atti a mantenere lo stagnante status quo. Nuovi investimenti? Zero. Proposte innovative? Zero. Aiuti concreti a un settore agonizzante? Zero. Privatizzazioni? Quelle si. Limitazione dei diritti dei lavoratori e minor potere alle parti sociali? Certamente.
E il premier Letta può tranquillamente dichiarare che finalmente c&#039;è un&#039;inversione di tendenza sui temi della cultura. Può dire ciò che vuole, il nostro premier. Tanto quel verboso decreto non lo legge nessuno...vuoi mettere quanto è più comodo un twitter o un &quot;mi piace&quot; con annessa faccetta gialla sorridente?]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo voi, quanti hanno letto il decreto sulla cultura di cui scrive Stefania Brai?<br />
A parte qualche addetto ai lavori che è andato a scartabellarlo cercandovi un appiglio per non scomparire (e non l&#8217;ha trovato, l&#8217;appiglio), quanti esponenti della classe politica, amministrativa, intellettuale di questo paese si sono la briga di studiare questo ultimo parto del governo delle larghe intese?<br />
Quante persone, stipendiate dai cittadini, riservano una parte della loro giornata a leggere, a studiare, a tentare di comprendere per poter modificare? Tra talk show, riunioni di corrente, twitter e facebook, i nostri campioni della politica e della pubblica amministrazione non possono oggettivamente disporre del tempo per studiare e per poter esprimere un&#8217;opinione.<br />
Nascono così i decreti-bufala, ricchi di nulla, poveri di qualsiasi idea, atti a mantenere lo stagnante status quo. Nuovi investimenti? Zero. Proposte innovative? Zero. Aiuti concreti a un settore agonizzante? Zero. Privatizzazioni? Quelle si. Limitazione dei diritti dei lavoratori e minor potere alle parti sociali? Certamente.<br />
E il premier Letta può tranquillamente dichiarare che finalmente c&#8217;è un&#8217;inversione di tendenza sui temi della cultura. Può dire ciò che vuole, il nostro premier. Tanto quel verboso decreto non lo legge nessuno&#8230;vuoi mettere quanto è più comodo un twitter o un &#8220;mi piace&#8221; con annessa faccetta gialla sorridente?</p>
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