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	<title>Commenti a: L&#8217;economia che verrà. Benessere e non Pil</title>
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		<title>Di: Beniamino Rossi</title>
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		<dc:creator>Beniamino Rossi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Oct 2013 17:34:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ritengo che sia più facile colonizzare Giove o Plutone che cambiare il nostro modo di vivere. Dobbiamo guardare indietro perché se ci siamo stati cerchiamo almeno di non ripetere gli stessi errori. Oggi Marx ci direbbe con ogni probabilità di consumare meno ed in maniera qualitativamente diversa ribellandoci ai desideri indotti; ai suoi tempi di partiva da zero e si trattava di lottare per strappare un boccone di pane. Nei paesi più poveri siamo ancora a quel livello anche se con qualche cellulare e qualche televisore in più, nei paesi più ricchi invece ci hanno fatto credere che è giusto desiderare le stessse cose possedute dai più abbienti senza badare a crisi di sovraproduzione o quant&#039;altro per far crescere il PIL e la cosa non ci ha reso per nulla più felici. Anche a sinistra siamo caduti in questa grande truffa ed io non vedo come si potrà risalire la china.
Beniamino]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ritengo che sia più facile colonizzare Giove o Plutone che cambiare il nostro modo di vivere. Dobbiamo guardare indietro perché se ci siamo stati cerchiamo almeno di non ripetere gli stessi errori. Oggi Marx ci direbbe con ogni probabilità di consumare meno ed in maniera qualitativamente diversa ribellandoci ai desideri indotti; ai suoi tempi di partiva da zero e si trattava di lottare per strappare un boccone di pane. Nei paesi più poveri siamo ancora a quel livello anche se con qualche cellulare e qualche televisore in più, nei paesi più ricchi invece ci hanno fatto credere che è giusto desiderare le stessse cose possedute dai più abbienti senza badare a crisi di sovraproduzione o quant&#8217;altro per far crescere il PIL e la cosa non ci ha reso per nulla più felici. Anche a sinistra siamo caduti in questa grande truffa ed io non vedo come si potrà risalire la china.<br />
Beniamino</p>
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		<title>Di: pippo</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=7756#comment-33458</link>
		<dc:creator>pippo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Oct 2013 16:02:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[non condivido]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non condivido</p>
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		<title>Di: santiago</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=7756#comment-33189</link>
		<dc:creator>santiago</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Oct 2013 22:18:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[i miei complimenti per questa proposizione...ai cari compagni Lafargue e Koprotkin.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>i miei complimenti per questa proposizione&#8230;ai cari compagni Lafargue e Koprotkin.</p>
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		<title>Di: Romeo Portaro</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=7756#comment-33100</link>
		<dc:creator>Romeo Portaro</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Oct 2013 08:13:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Fa certo bene allo spirito parlare del mondo che vorremmo ma, sempre che poi se realizzato funzioni come da previsioni, il problema primo che si pone è la sua realizzazione in un mondo governato dal capitalismo globalizzato. Ad esempio, se un singolo paese come l’Italia volesse procedere in tal senso cosa dovrebbe fare? Uscire dall’Euro e dall’Europa? Disobbedire all’Europa restandoci dentro e cercando di trascinare altri paesi? Come operare questa rivoluzione senza essere colpiti dagli speculatori e dai mercati e dai poteri forti che vedrebbero messo a rischio il loro sistema? Il primo atto da compiere a mio avviso sarebbe uscita dall’Euro, statalizzazione delle banche di credito, emissione di danaro senza debito e acquisto della banca di stato di tutti i titoli di credito in circolazione e in scadenza. Stefano Fassina nel suo libro “Il lavoro prima di tutto” ritiene che i cambiamenti di politica economica sono possibili ormai solo a livello sovrannazionale, citando il G20. Certo, sarebbe l’ideale, se il nemico che si ha di fronte non fosse agguerrito e guardingo. Con i poteri di controllo che ha riuscirebbe certamente a neutralizzare iniziative del genere. Ho c’è una rivoluzione contemporanea sovrannazionale (parlo di rivoluzione armata) oppure sarebbe più fattibile procedere a macchia di leopardo, magari partendo da piccoli stati e diffondendo il modello ad altri stati.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Fa certo bene allo spirito parlare del mondo che vorremmo ma, sempre che poi se realizzato funzioni come da previsioni, il problema primo che si pone è la sua realizzazione in un mondo governato dal capitalismo globalizzato. Ad esempio, se un singolo paese come l’Italia volesse procedere in tal senso cosa dovrebbe fare? Uscire dall’Euro e dall’Europa? Disobbedire all’Europa restandoci dentro e cercando di trascinare altri paesi? Come operare questa rivoluzione senza essere colpiti dagli speculatori e dai mercati e dai poteri forti che vedrebbero messo a rischio il loro sistema? Il primo atto da compiere a mio avviso sarebbe uscita dall’Euro, statalizzazione delle banche di credito, emissione di danaro senza debito e acquisto della banca di stato di tutti i titoli di credito in circolazione e in scadenza. Stefano Fassina nel suo libro “Il lavoro prima di tutto” ritiene che i cambiamenti di politica economica sono possibili ormai solo a livello sovrannazionale, citando il G20. Certo, sarebbe l’ideale, se il nemico che si ha di fronte non fosse agguerrito e guardingo. Con i poteri di controllo che ha riuscirebbe certamente a neutralizzare iniziative del genere. Ho c’è una rivoluzione contemporanea sovrannazionale (parlo di rivoluzione armata) oppure sarebbe più fattibile procedere a macchia di leopardo, magari partendo da piccoli stati e diffondendo il modello ad altri stati.</p>
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