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	<title>Commenti a: Pablo Neruda, poeta comunista, sostenitore di Unidad popular</title>
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		<title>Di: Stefano</title>
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		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Sep 2013 19:24:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Grazie Adriana, un caro saluto!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Adriana, un caro saluto!</p>
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		<title>Di: dacci adriana</title>
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		<dc:creator>dacci adriana</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Sep 2013 17:22:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[STEFANO,la potenza delle idee!&quot;Un vero rivoluzionario è guidato da grandi sentimenti di amore&quot;Che Guevara.Tu sei un rivoluzionario e la poesia è ispirata dall&#039;amore!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>STEFANO,la potenza delle idee!&#8221;Un vero rivoluzionario è guidato da grandi sentimenti di amore&#8221;Che Guevara.Tu sei un rivoluzionario e la poesia è ispirata dall&#8217;amore!</p>
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		<title>Di: Stalin</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=7229#comment-31354</link>
		<dc:creator>Stalin</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Sep 2013 13:38:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Anch&#039;io piansi tanto dopo quel maledetto 11 settembre 1973. Onore ai caduti di quell&#039;entusiasmante esperienza di Unidad Popular]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anch&#8217;io piansi tanto dopo quel maledetto 11 settembre 1973. Onore ai caduti di quell&#8217;entusiasmante esperienza di Unidad Popular</p>
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		<title>Di: Stefano</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=7229#comment-31297</link>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Sep 2013 06:42:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Grazie. Sì, l&#039;ho scritta io. L&#039;ispirazione, al di là del fatto che questo episodio mi aveva da sempre colpito, mi è stata data dal filmato dei funerali di Neruda esistente in You Tube. E&#039; davvero emozionante, consiglio a tutti di vederlo. Ciao]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie. Sì, l&#8217;ho scritta io. L&#8217;ispirazione, al di là del fatto che questo episodio mi aveva da sempre colpito, mi è stata data dal filmato dei funerali di Neruda esistente in You Tube. E&#8217; davvero emozionante, consiglio a tutti di vederlo. Ciao</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: antonio</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=7229#comment-31242</link>
		<dc:creator>antonio</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Sep 2013 21:37:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#039; tua? Bella!
              HLVS]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; tua? Bella!<br />
              HLVS</p>
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		<title>Di: Stefano</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=7229#comment-31224</link>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Sep 2013 18:47:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non è una poesia su Neruda ma su quell&#039;episodio eroico, senza retorica, nel quale qualche migliaio di cileni sfidò il regime del terrore appena instaurato dalla giunta golpista per partecipare a volto scoperto, intonando l&#039;Internazionale e gridando slogan, ai funerali di Pablo Neruda.


I funerali di Neruda


per un’impresa epocale
tremila coraggiosi
varcarono quel solco dietro il quale
si procede nel vuoto
per sfracellarsi o volare…
dalle calde ville di tortura
si affacciarono
nella mezzanotte acuminata
di un giro di vite
si compattarono le fila
di uomini per i quali
un golpe non è mai esistito
si levarono pugni si alzarono canti per un viaggio
che continuava nonostante la fine dei binari
e non mi vede il nemico se siamo qui all’aperto
della sua miopia
a una distanza abissale che non possono concepire
pattuglie grigioverdi asserragliate
in gole di paura
è su un’altra frequenza questa sfida
le note dell’Internazionale sono di piombo o hanno le ali
in questo luminoso tramonto settembrino
e forse i generali potranno essere furiosi
ma senza capirne davvero le ragioni
e la loro vendetta masticherà soltanto
un sigaro bruciato…

bisogna essere semplici per andare lontano
basta volare alto per non farsi prendere
dall’artiglieria

Stefano]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non è una poesia su Neruda ma su quell&#8217;episodio eroico, senza retorica, nel quale qualche migliaio di cileni sfidò il regime del terrore appena instaurato dalla giunta golpista per partecipare a volto scoperto, intonando l&#8217;Internazionale e gridando slogan, ai funerali di Pablo Neruda.</p>
<p>I funerali di Neruda</p>
<p>per un’impresa epocale<br />
tremila coraggiosi<br />
varcarono quel solco dietro il quale<br />
si procede nel vuoto<br />
per sfracellarsi o volare…<br />
dalle calde ville di tortura<br />
si affacciarono<br />
nella mezzanotte acuminata<br />
di un giro di vite<br />
si compattarono le fila<br />
di uomini per i quali<br />
un golpe non è mai esistito<br />
si levarono pugni si alzarono canti per un viaggio<br />
che continuava nonostante la fine dei binari<br />
e non mi vede il nemico se siamo qui all’aperto<br />
della sua miopia<br />
a una distanza abissale che non possono concepire<br />
pattuglie grigioverdi asserragliate<br />
in gole di paura<br />
è su un’altra frequenza questa sfida<br />
le note dell’Internazionale sono di piombo o hanno le ali<br />
in questo luminoso tramonto settembrino<br />
e forse i generali potranno essere furiosi<br />
ma senza capirne davvero le ragioni<br />
e la loro vendetta masticherà soltanto<br />
un sigaro bruciato…</p>
<p>bisogna essere semplici per andare lontano<br />
basta volare alto per non farsi prendere<br />
dall’artiglieria</p>
<p>Stefano</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: giuseppe</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=7229#comment-30805</link>
		<dc:creator>giuseppe</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Sep 2013 20:40:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Questo accade perché la poesia è bellezza, e quando ha anche un&#039;anima rivolta al sociale, al cuore nudo degli umili, ha anche un valore in più rispetto a certe torri d&#039;avorio metafisiche che lasciano un po&#039; il tempo che trovano, perché è un tempo individualista che non ti fa incontrare altro che te stesso.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Questo accade perché la poesia è bellezza, e quando ha anche un&#8217;anima rivolta al sociale, al cuore nudo degli umili, ha anche un valore in più rispetto a certe torri d&#8217;avorio metafisiche che lasciano un po&#8217; il tempo che trovano, perché è un tempo individualista che non ti fa incontrare altro che te stesso.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: dacci adriana</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=7229#comment-30732</link>
		<dc:creator>dacci adriana</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Sep 2013 17:36:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[...come sopra,oggi la Bellezza invade questo sito!Continuiamo così!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;come sopra,oggi la Bellezza invade questo sito!Continuiamo così!</p>
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		<title>Di: dacci adriana</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=7229#comment-30730</link>
		<dc:creator>dacci adriana</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Sep 2013 17:31:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Che dire?E&#039; meravigliosa,ti scuote nelle viscere,grazie Giuseppe,condividere le emozioni fa parte della nostra militanza.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Che dire?E&#8217; meravigliosa,ti scuote nelle viscere,grazie Giuseppe,condividere le emozioni fa parte della nostra militanza.</p>
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		<title>Di: giuseppe</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=7229#comment-30697</link>
		<dc:creator>giuseppe</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Sep 2013 15:43:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A UN POETA ANDINO

Lingua spagnola,
cresciuta alla brezza verde
del mio stesso mare,
fresca e viva come il vento
che involve dentro pinete costiere,
melodiosa e ondeggiante
come l&#039;onda che frange alla risacca.

Non il lento crescere
sotto il sole di Castiglia,
il faticoso differenziarsi
dalla madre latina
riecheggiava nei versi
che sbocciavano dalla tua bocca.
Altre voci ti sovrastavano
con scostante brivido:
il secco, grondante
discorso marziale dei generali,
amaro come lo sparo
che a fiumi insanguina il cielo
bianco dei poveri,
gli inflessibili e severi sguardi
degli uomini corrotti,
protervi di menzogne.

Mai saliva una nota
dai fuochi di pietra,
dai vegetali terrazzi della cordigliera,
dalle mine sorde del rame.
Solo briciole di indios
scendevano dalle alte terre
o debordavano la selva
affogando nelle  favelas.
Su tanto silenzio dominava,
come in un sonnolente prato estivo,
la voce di cicala
dei discendenti metallici dei conquistadores.

Cresceva così, ostile,
quel senso di rabbioso sdegno
in cui si specchiavano le prigioni infinite
dei popoli dimenticati
nel pantano
di una storia nera,
gravida di tormenti,
avara di riscatti.

Ed io che cercavo in quel tuo idioma
gli amori soverchiati
di pioggia australe,
il cucchiaio di povera latta,
i petali rossi dei papaveri nel grano,
il cereale della povertà
e le tue panetterie planetarie.
E se il tuo cuore,
a lunga pena avvezzo,
potè poi dispiegarsi
nel vitale fiume del Canto,
fu a vincere la memoria
di un passato
che ancora brucia amaro tra le strade,
un passato che canta nel ricordo
e grida la speranza
di un poeta
nato dal Cile andino.

Settembre 1973]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A UN POETA ANDINO</p>
<p>Lingua spagnola,<br />
cresciuta alla brezza verde<br />
del mio stesso mare,<br />
fresca e viva come il vento<br />
che involve dentro pinete costiere,<br />
melodiosa e ondeggiante<br />
come l&#8217;onda che frange alla risacca.</p>
<p>Non il lento crescere<br />
sotto il sole di Castiglia,<br />
il faticoso differenziarsi<br />
dalla madre latina<br />
riecheggiava nei versi<br />
che sbocciavano dalla tua bocca.<br />
Altre voci ti sovrastavano<br />
con scostante brivido:<br />
il secco, grondante<br />
discorso marziale dei generali,<br />
amaro come lo sparo<br />
che a fiumi insanguina il cielo<br />
bianco dei poveri,<br />
gli inflessibili e severi sguardi<br />
degli uomini corrotti,<br />
protervi di menzogne.</p>
<p>Mai saliva una nota<br />
dai fuochi di pietra,<br />
dai vegetali terrazzi della cordigliera,<br />
dalle mine sorde del rame.<br />
Solo briciole di indios<br />
scendevano dalle alte terre<br />
o debordavano la selva<br />
affogando nelle  favelas.<br />
Su tanto silenzio dominava,<br />
come in un sonnolente prato estivo,<br />
la voce di cicala<br />
dei discendenti metallici dei conquistadores.</p>
<p>Cresceva così, ostile,<br />
quel senso di rabbioso sdegno<br />
in cui si specchiavano le prigioni infinite<br />
dei popoli dimenticati<br />
nel pantano<br />
di una storia nera,<br />
gravida di tormenti,<br />
avara di riscatti.</p>
<p>Ed io che cercavo in quel tuo idioma<br />
gli amori soverchiati<br />
di pioggia australe,<br />
il cucchiaio di povera latta,<br />
i petali rossi dei papaveri nel grano,<br />
il cereale della povertà<br />
e le tue panetterie planetarie.<br />
E se il tuo cuore,<br />
a lunga pena avvezzo,<br />
potè poi dispiegarsi<br />
nel vitale fiume del Canto,<br />
fu a vincere la memoria<br />
di un passato<br />
che ancora brucia amaro tra le strade,<br />
un passato che canta nel ricordo<br />
e grida la speranza<br />
di un poeta<br />
nato dal Cile andino.</p>
<p>Settembre 1973</p>
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