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	<title>Commenti a: Europa, da sogno ad incubo</title>
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		<title>Di: Bruno</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=7153#comment-29989</link>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Sep 2013 08:06:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ripropongo un commento che avevo già postato ma che non ha avuto molto seguito.
Le conclusioni di Pandolfi sono molto interessanti.
Forse è arrivato il momento di aprire anche dentro al partito un serio dibattito circa l’opportunità di rimettere in discussione l’adesione alla moneta unica.
Questo non significa automaticamente essere anti-europeisti, ma contro l’Europa dei capitali e delle finanze.
Questi ultimi, infatti, si sono attrezzati con la moneta unica (e quindi con la scomparsa delle banche nazionali e della possibilità di svalutare una moneta quando manca di competitività) con l’unico fine di dare la spallata finale ai diritti dei lavoratori conquistati in tanti anni di lotte.
Si potrebbe ragionare di uscita dall’euro (molti sono gli esempi nel mondo – vedi Argentina – di abbandono di un cambio fisso con conseguente periodo di crescita) e di un ripensamento dell’intera costruzione europea come ad una serie di istituzioni volti alla salvaguardia dei diritti dei cittadini e dei lavoratori ‘europei’.
Ovviamente il tutto è da approfondire per bene ma credo che strappare le parole d’ordine del no-euro ai vari M5S, destre, etc. potrebbe rivelarsi anche uno strumento di comunicazione molto valido per riuscire a ricontattare tutte quelle persone (spesso lavoratrici e lavoratori con nessun diritto o quasi – proletari si sarebbe detto qualche decennio fa) che si sono allontanate dalla ‘politica’ perché troppo lontana dal loro sentire.
Mi scuso per la lunghezza e per l’eventuale fuori argomento.
Buona Giornata a tutte/tutti.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ripropongo un commento che avevo già postato ma che non ha avuto molto seguito.<br />
Le conclusioni di Pandolfi sono molto interessanti.<br />
Forse è arrivato il momento di aprire anche dentro al partito un serio dibattito circa l’opportunità di rimettere in discussione l’adesione alla moneta unica.<br />
Questo non significa automaticamente essere anti-europeisti, ma contro l’Europa dei capitali e delle finanze.<br />
Questi ultimi, infatti, si sono attrezzati con la moneta unica (e quindi con la scomparsa delle banche nazionali e della possibilità di svalutare una moneta quando manca di competitività) con l’unico fine di dare la spallata finale ai diritti dei lavoratori conquistati in tanti anni di lotte.<br />
Si potrebbe ragionare di uscita dall’euro (molti sono gli esempi nel mondo – vedi Argentina – di abbandono di un cambio fisso con conseguente periodo di crescita) e di un ripensamento dell’intera costruzione europea come ad una serie di istituzioni volti alla salvaguardia dei diritti dei cittadini e dei lavoratori ‘europei’.<br />
Ovviamente il tutto è da approfondire per bene ma credo che strappare le parole d’ordine del no-euro ai vari M5S, destre, etc. potrebbe rivelarsi anche uno strumento di comunicazione molto valido per riuscire a ricontattare tutte quelle persone (spesso lavoratrici e lavoratori con nessun diritto o quasi – proletari si sarebbe detto qualche decennio fa) che si sono allontanate dalla ‘politica’ perché troppo lontana dal loro sentire.<br />
Mi scuso per la lunghezza e per l’eventuale fuori argomento.<br />
Buona Giornata a tutte/tutti.</p>
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