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	<title>Commenti a: La sentenza scandalo: &#8220;Cucchi morì di malnutrizione&#8221;. E nessuno gli ha torto un capello!</title>
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		<title>Di: giuseppe</title>
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		<dc:creator>giuseppe</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Sep 2013 20:01:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Alla sentenza non mi pare che dagli esponenti del pd o di sel vi siano state molte reazioni indignate. Va dato atto a G. Meloni di aver invece espresso solidarietà ad Ilaria e famiglia.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Alla sentenza non mi pare che dagli esponenti del pd o di sel vi siano state molte reazioni indignate. Va dato atto a G. Meloni di aver invece espresso solidarietà ad Ilaria e famiglia.</p>
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		<title>Di: giuseppe</title>
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		<dc:creator>giuseppe</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Sep 2013 19:59:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Se un malato terminale con qualche mese di vita viene picchiato selvaggiamente da dei poliziotti quindi va tutto bene? Anche ammesso fosse vero quanto tu dici, non ti accorgi dello squallore morale in cui ti dibatti?]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se un malato terminale con qualche mese di vita viene picchiato selvaggiamente da dei poliziotti quindi va tutto bene? Anche ammesso fosse vero quanto tu dici, non ti accorgi dello squallore morale in cui ti dibatti?</p>
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		<title>Di: Stefano Cucchi</title>
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		<dc:creator>Stefano Cucchi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Sep 2013 22:14:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Vigliacco! Hai paura? Ti morde la coscienza? E&#039; inutile che cambi il nome da Martino a Valerio. Per me sei e rimani un INFAME ASSASSINO!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vigliacco! Hai paura? Ti morde la coscienza? E&#8217; inutile che cambi il nome da Martino a Valerio. Per me sei e rimani un INFAME ASSASSINO!</p>
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		<title>Di: valerio</title>
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		<dc:creator>valerio</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Sep 2013 17:15:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[questo cucchi aveva comunque deciso di suicidarsi, a modo suo.
quando è stato arrestato pesava 43 kg per 1,75 di altezza.
quindi stava già male di brutto.
io sono sempre contro la violenza della polizia, ma questo caso è una mela avvelenata. Quando Cucchi ha visto i parenti al processo e non ha detto di essere stato maltrattato. La questione non è come la dipinge la famiglia.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>questo cucchi aveva comunque deciso di suicidarsi, a modo suo.<br />
quando è stato arrestato pesava 43 kg per 1,75 di altezza.<br />
quindi stava già male di brutto.<br />
io sono sempre contro la violenza della polizia, ma questo caso è una mela avvelenata. Quando Cucchi ha visto i parenti al processo e non ha detto di essere stato maltrattato. La questione non è come la dipinge la famiglia.</p>
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		<title>Di: Marghè dla muntagna</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=6975#comment-29062</link>
		<dc:creator>Marghè dla muntagna</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Sep 2013 16:52:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[@ Martino - Tè sensa coeur. Tè pegg d&#039;an ratt at fogna. Badola !]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Martino &#8211; Tè sensa coeur. Tè pegg d&#8217;an ratt at fogna. Badola !</p>
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		<title>Di: Stefano Cucchi</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=6975#comment-29027</link>
		<dc:creator>Stefano Cucchi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Sep 2013 06:48:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[INFAME ASSASSINO!!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>INFAME ASSASSINO!!</p>
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		<title>Di: martino</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=6975#comment-29024</link>
		<dc:creator>martino</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Sep 2013 05:58:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Migliaia di tossicodipendenti muoiono ogni anno.
Di HIV, di tumore, di overdose, di tutto perchè il loro fisico debilitato e magrissimo è preda di ogni malattia.
Probabilmente ci sono delle responsabilità di qualche guardia, ma Cucchi era un morto che camminava. se non quel giorno sarebbe morto qualche giorno dopo, magari in un bagno pubblico.
adesso cercano dei responsabili, dei capri espiatori...anche questo non è giusto.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Migliaia di tossicodipendenti muoiono ogni anno.<br />
Di HIV, di tumore, di overdose, di tutto perchè il loro fisico debilitato e magrissimo è preda di ogni malattia.<br />
Probabilmente ci sono delle responsabilità di qualche guardia, ma Cucchi era un morto che camminava. se non quel giorno sarebbe morto qualche giorno dopo, magari in un bagno pubblico.<br />
adesso cercano dei responsabili, dei capri espiatori&#8230;anche questo non è giusto.</p>
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		<title>Di: Forse</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=6975#comment-28867</link>
		<dc:creator>Forse</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Sep 2013 18:54:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Alcuni brani tratti da internet di circa 4 anni orsono

Redazione - Ven, 30/10/2009 - 02:10
Ristretti Orizzonti, 30 ottobre 2009

Stefano Cucchi, carcerato. Torturato, morto a 31 anni. Stefano Cucchi. Questo nome ce l’ho stampato nella mente da un po’, ma soprattutto ho in mente la faccia di sua mamma che lo ha perso e non ha potuto stargli vicino nel momento estremo. Neanche un prete ha avuto. Ora il volto di lei è duro. Piange il papà, piange la sorella di Stefano, ma lei è come rigida, forse non si rende ancora conto. Di tutto questo ho la necessità di scrivere. 

Non c’entrano però le storie pietose di madri che mostrano le foto di figli morti. C’entra un mio privato rimorso, ma anche il dovere che abbiamo tutti di aiutare lo Stato a combattere il crimine, a punire i colpevoli dovunque si annidino. Ma anche a impedire in futuro che ci sia qualcosa che oso chiamare pestaggio, pena di morte preterintenzionale, colposa, volontaria, non so. 

O se l’evidenza di quanto ho veduto e di cui è stata resa testimonianza è ingannevole, allora si dissipi il sospetto. Si mostri come non ci sia stato il tentativo di nascondere, occultare. Ho visto le foto di questo Stefano Cucchi, morto, uno scheletro con la pelle gonfia di botte. Occhio fuori dalle orbite, segni di mascella spezzata. E ho deciso di fornire anche la mia di testimonianza.

La storia è questa.
Il 16 ottobre, venerdì, Stefano Cucchi, peso 45 chilogrammi, epilettico, arriva a casa sua all’una e mezzo di notte, scortato dai carabinieri. Lo hanno trovato con ventotto grammi di hashish, e qualche grammo di cocaina, più farmaci antiepilettici, scambiati per ecstasy. Arrestato. Perquisizione. Non si trova nulla. I genitori lo vedono. È lui, magro, magrissimo, ma in salute. Viene annunciato per l’indomani il processo per direttissima. I genitori lo vedono con il volto tumefatto. Custodia cautelare in carcere in attesa della prossima udienza il 13 novembre. Da quel momento sparisce alla vista dei suoi cari. Si apprende che viene visitato dai medici di Palazzo di Giustizia, gli riscontrano ecchimosi alle palpebre, Cucchi dichiara di aver subito lesioni all’osso sacro, i medici non vanno a fondo. I carabinieri lo trasferiscono a Regina Coeli. 

Qui all’ufficio matricola si spaventano, tanto è conciato, lo mandano subito al Fatebenefratelli per esami. Lo riportano a Regina Coeli, lì capiscono che è rotto, scassato, di nuovo al Fatebenefratelli, poi di lì al reparto carcerario dell’ospedale Sandro Pertini, sempre a Roma. Siamo solo a sabato, ore 14, e Stefano è in quella cameretta al Sandro Pertini.
I genitori cercano di visitarlo, burocrazie varie, impediscono persino possano parlare con i medici. Non dico vederlo, tenergli la mano, ma sapere come sta. Una volta li tengono nel vestibolo. Quando tornano almeno per sapere, li lasciano in piedi davanti al citofono. Ovvio: è un carcere. Ma siamo anche uomini, persino da detenuti.

Li chiamano giovedì sera. I medici del reparto carcerario del Pertini dicono: &quot;morte naturale&quot;. L’agenzia di pompe funebri fotografa quel cadavere ricucito dopo l’autopsia, mai visto nulla di simile, sembra che sia stato calpestato da una mandria di bufali. Luigi Manconi di &quot;A buon diritto&quot; le ha diffuse con discrezione, con il vincolo di non pubblicarle. Il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha risposto con immediatezza all’interrogazione parlamentare, garantendo un’indagine accurata e penetrante.

Perché il rimorso? Perché che cosa sia il reparto carcerario Pertini lo sapevo bene, l’ho visitato due volte, inorridendo. Ho preferito non fare scandali pubblici, evitare pubblicità, scrivendo al direttore degli istituti di pena, Franco Ionta, un magistrato valoroso, e per conoscenza anche al ministro. Noi deputati abbiamo questo privilegio: possiamo entrare gratis oltre che negli stadi anche nelle prigioni, senza bisogno di prenotazione.

//......

Mi chiedo: se avessi scritto un articolo, alzato la voce in Parlamento magari Cucchi sarebbe stato curato al meglio, lo avrebbero potuto vedere i parenti. Invece niente. Ha chiesto una bibbia, il prete non gliel’hanno dato. Ma un po’ di giustizia se la merita. Anche se era stato un drogato e alla fine pesava 37 chilogrammi.

Non commento nulla, 45 kili o 37 per un uomo &quot;normale&quot; hanno fatto la differenza fra la vita e la morte... con in mezzo altri uomini....

Forse...]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Alcuni brani tratti da internet di circa 4 anni orsono</p>
<p>Redazione &#8211; Ven, 30/10/2009 &#8211; 02:10<br />
Ristretti Orizzonti, 30 ottobre 2009</p>
<p>Stefano Cucchi, carcerato. Torturato, morto a 31 anni. Stefano Cucchi. Questo nome ce l’ho stampato nella mente da un po’, ma soprattutto ho in mente la faccia di sua mamma che lo ha perso e non ha potuto stargli vicino nel momento estremo. Neanche un prete ha avuto. Ora il volto di lei è duro. Piange il papà, piange la sorella di Stefano, ma lei è come rigida, forse non si rende ancora conto. Di tutto questo ho la necessità di scrivere. </p>
<p>Non c’entrano però le storie pietose di madri che mostrano le foto di figli morti. C’entra un mio privato rimorso, ma anche il dovere che abbiamo tutti di aiutare lo Stato a combattere il crimine, a punire i colpevoli dovunque si annidino. Ma anche a impedire in futuro che ci sia qualcosa che oso chiamare pestaggio, pena di morte preterintenzionale, colposa, volontaria, non so. </p>
<p>O se l’evidenza di quanto ho veduto e di cui è stata resa testimonianza è ingannevole, allora si dissipi il sospetto. Si mostri come non ci sia stato il tentativo di nascondere, occultare. Ho visto le foto di questo Stefano Cucchi, morto, uno scheletro con la pelle gonfia di botte. Occhio fuori dalle orbite, segni di mascella spezzata. E ho deciso di fornire anche la mia di testimonianza.</p>
<p>La storia è questa.<br />
Il 16 ottobre, venerdì, Stefano Cucchi, peso 45 chilogrammi, epilettico, arriva a casa sua all’una e mezzo di notte, scortato dai carabinieri. Lo hanno trovato con ventotto grammi di hashish, e qualche grammo di cocaina, più farmaci antiepilettici, scambiati per ecstasy. Arrestato. Perquisizione. Non si trova nulla. I genitori lo vedono. È lui, magro, magrissimo, ma in salute. Viene annunciato per l’indomani il processo per direttissima. I genitori lo vedono con il volto tumefatto. Custodia cautelare in carcere in attesa della prossima udienza il 13 novembre. Da quel momento sparisce alla vista dei suoi cari. Si apprende che viene visitato dai medici di Palazzo di Giustizia, gli riscontrano ecchimosi alle palpebre, Cucchi dichiara di aver subito lesioni all’osso sacro, i medici non vanno a fondo. I carabinieri lo trasferiscono a Regina Coeli. </p>
<p>Qui all’ufficio matricola si spaventano, tanto è conciato, lo mandano subito al Fatebenefratelli per esami. Lo riportano a Regina Coeli, lì capiscono che è rotto, scassato, di nuovo al Fatebenefratelli, poi di lì al reparto carcerario dell’ospedale Sandro Pertini, sempre a Roma. Siamo solo a sabato, ore 14, e Stefano è in quella cameretta al Sandro Pertini.<br />
I genitori cercano di visitarlo, burocrazie varie, impediscono persino possano parlare con i medici. Non dico vederlo, tenergli la mano, ma sapere come sta. Una volta li tengono nel vestibolo. Quando tornano almeno per sapere, li lasciano in piedi davanti al citofono. Ovvio: è un carcere. Ma siamo anche uomini, persino da detenuti.</p>
<p>Li chiamano giovedì sera. I medici del reparto carcerario del Pertini dicono: &#8220;morte naturale&#8221;. L’agenzia di pompe funebri fotografa quel cadavere ricucito dopo l’autopsia, mai visto nulla di simile, sembra che sia stato calpestato da una mandria di bufali. Luigi Manconi di &#8220;A buon diritto&#8221; le ha diffuse con discrezione, con il vincolo di non pubblicarle. Il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha risposto con immediatezza all’interrogazione parlamentare, garantendo un’indagine accurata e penetrante.</p>
<p>Perché il rimorso? Perché che cosa sia il reparto carcerario Pertini lo sapevo bene, l’ho visitato due volte, inorridendo. Ho preferito non fare scandali pubblici, evitare pubblicità, scrivendo al direttore degli istituti di pena, Franco Ionta, un magistrato valoroso, e per conoscenza anche al ministro. Noi deputati abbiamo questo privilegio: possiamo entrare gratis oltre che negli stadi anche nelle prigioni, senza bisogno di prenotazione.</p>
<p>//&#8230;&#8230;</p>
<p>Mi chiedo: se avessi scritto un articolo, alzato la voce in Parlamento magari Cucchi sarebbe stato curato al meglio, lo avrebbero potuto vedere i parenti. Invece niente. Ha chiesto una bibbia, il prete non gliel’hanno dato. Ma un po’ di giustizia se la merita. Anche se era stato un drogato e alla fine pesava 37 chilogrammi.</p>
<p>Non commento nulla, 45 kili o 37 per un uomo &#8220;normale&#8221; hanno fatto la differenza fra la vita e la morte&#8230; con in mezzo altri uomini&#8230;.</p>
<p>Forse&#8230;</p>
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