<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Commenti a: Il mondo è ipocrita, l&#8217;Ecuador archivia il progetto Yasuní-Itt</title>
	<atom:link href="http://www.rifondazione.it/primapagina/?feed=rss2&#038;p=6822" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=6822</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Wed, 03 Jun 2015 17:48:02 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.5.1</generator>
	<item>
		<title>Di: Forse</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=6822#comment-24923</link>
		<dc:creator>Forse</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Aug 2013 09:37:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www2.rifondazione.it/primapagina/?p=6822#comment-24923</guid>
		<description><![CDATA[Ripeto, non difendo il nucleare ...e considerando che 
il maggior disastro nucleare di tutti i tempi è questo:

Da Semey (Kazakhstan) - Esattamente 20 anni fa nasceva il Centro studi che avrebbe raccontato tutta la verità sulla tragedia legata al più concentrato sito di esperimenti nucleari dell&#039;Unione Sovietica e forse del mondo. Parliamo del sito di Semipalatinsk, nel Nord Est del Kazakhstan, dove tra il 1949 e il 1989 sono stati effettuati 456 test nucleari, comprensivi di 616 esplosioni. 

Per un totale di energia irradiata che, considerata nel complesso, è pari a oltre 1000 volte quella della sola bomba di Hiroshima, lanciata dagli Usa in Giappone nel 1945, alla fine della Seconda Guerra Mondiale.

A Semipalatinsk il 29 agosto del 1949 è esplosa la prima bomba nucleare sovietica e il 29 novembre del 1955 è esplosa la prima bomba russa a idrogeno. 

Inoltre sono state provocate 175 esplosioni con materiali chimici. In alcuni casi ci sono state dispersioni di plutonio. 

Almeno 3 milioni di persone sono morte su questa terra. Un bambino su due è nato con malformazioni.

....direi solo che ipocritamente siamo stati zitti per oltre 50 anni...

Forse....]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ripeto, non difendo il nucleare &#8230;e considerando che<br />
il maggior disastro nucleare di tutti i tempi è questo:</p>
<p>Da Semey (Kazakhstan) &#8211; Esattamente 20 anni fa nasceva il Centro studi che avrebbe raccontato tutta la verità sulla tragedia legata al più concentrato sito di esperimenti nucleari dell&#8217;Unione Sovietica e forse del mondo. Parliamo del sito di Semipalatinsk, nel Nord Est del Kazakhstan, dove tra il 1949 e il 1989 sono stati effettuati 456 test nucleari, comprensivi di 616 esplosioni. </p>
<p>Per un totale di energia irradiata che, considerata nel complesso, è pari a oltre 1000 volte quella della sola bomba di Hiroshima, lanciata dagli Usa in Giappone nel 1945, alla fine della Seconda Guerra Mondiale.</p>
<p>A Semipalatinsk il 29 agosto del 1949 è esplosa la prima bomba nucleare sovietica e il 29 novembre del 1955 è esplosa la prima bomba russa a idrogeno. </p>
<p>Inoltre sono state provocate 175 esplosioni con materiali chimici. In alcuni casi ci sono state dispersioni di plutonio. </p>
<p>Almeno 3 milioni di persone sono morte su questa terra. Un bambino su due è nato con malformazioni.</p>
<p>&#8230;.direi solo che ipocritamente siamo stati zitti per oltre 50 anni&#8230;</p>
<p>Forse&#8230;.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: M. Zappa</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=6822#comment-24911</link>
		<dc:creator>M. Zappa</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Aug 2013 07:13:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www2.rifondazione.it/primapagina/?p=6822#comment-24911</guid>
		<description><![CDATA[&quot; cosa che nessuna centrale nucleare in fase di disastro ha mai
ne mai potrà fare…&quot;

Quando uno non conosce granché di un soggetto sarebbe certamente meglio che tacesse. Le centrali nucleari del mondo intero se avessero dei problemi renderebbero semplicemente invivibile il nostro pianeta. Quindi altro che miliardo di vittime.

Recentemente dei militanti di Greenpeace sono penetrati in 30&#039; in una centrale nucleare francese, appunto per mostrare le faglie del sistema di sicurezza. E se fossero stati dei mujahedins di Al-Qaida? 

E ancora, a parte le baggianate sull&#039;auto a idrogeno, Forse saprebbe far funzionare un camion con l&#039;elettricità? Esistono mezzi capaci di attraversare l&#039;Europa - com&#039;è il caso oggi, costituendo la struttura del sistema di scambio - che utilizzano come energia altro che i derivati del petrolio?
Già, l&#039;ipocrisia è un brutto male.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8221; cosa che nessuna centrale nucleare in fase di disastro ha mai<br />
ne mai potrà fare…&#8221;</p>
<p>Quando uno non conosce granché di un soggetto sarebbe certamente meglio che tacesse. Le centrali nucleari del mondo intero se avessero dei problemi renderebbero semplicemente invivibile il nostro pianeta. Quindi altro che miliardo di vittime.</p>
<p>Recentemente dei militanti di Greenpeace sono penetrati in 30&#8242; in una centrale nucleare francese, appunto per mostrare le faglie del sistema di sicurezza. E se fossero stati dei mujahedins di Al-Qaida? </p>
<p>E ancora, a parte le baggianate sull&#8217;auto a idrogeno, Forse saprebbe far funzionare un camion con l&#8217;elettricità? Esistono mezzi capaci di attraversare l&#8217;Europa &#8211; com&#8217;è il caso oggi, costituendo la struttura del sistema di scambio &#8211; che utilizzano come energia altro che i derivati del petrolio?<br />
Già, l&#8217;ipocrisia è un brutto male.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Leo</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=6822#comment-24899</link>
		<dc:creator>Leo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Aug 2013 21:51:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www2.rifondazione.it/primapagina/?p=6822#comment-24899</guid>
		<description><![CDATA[Forse dimentica un dettaglio: le scorie rimangono radiottive per migliaia di anni. Sempre ammesso che l&#039;umanità ne abbia le capacità tecnologiche e scientifiche (la storia non è una perenne e costante &quot;evoluzione&quot;, anzi è piuttosto fatta di &quot;rotture&quot;), ciò avrà un costo per le generazioni future. 
Chi ha fatto i calcoli sui costi reali? 
E gli incidenti? Sa, il nostro dotto amico costa sta succedendo al sarcofago di Chernobyl? E sa che gli esperti non sanno troppo cosa fare? Come a Fukushima. Nient&#039;altro che blabla per tenere buone le opinioni pubbliche.
Misurano i filonuclearisti il rischio di cosa stanno facendo?
È una strada di non-ritorno, su migliaia di anni. Il calcolo delle vittime non si limita all&#039;oggi.
Senza contare il peso che la lobby ecoomico-politico-militare del nucleare esercita all&#039;interno della società. Un&#039;altra &quot;mafia&quot; della quale sarà impossibile sbarazzarsi (altra scelta di non-ritorno).
Tutto ciò ferve nei cervellini italiani mentre altri paesi (come la Svizzera, nota per essere un paese di sognatori) che hanno centrali nucleari, cominciano a pensare e a studiare come sbarazzarsene.
Alquanto curioso è quindi il ricevere lezioncine.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Forse dimentica un dettaglio: le scorie rimangono radiottive per migliaia di anni. Sempre ammesso che l&#8217;umanità ne abbia le capacità tecnologiche e scientifiche (la storia non è una perenne e costante &#8220;evoluzione&#8221;, anzi è piuttosto fatta di &#8220;rotture&#8221;), ciò avrà un costo per le generazioni future.<br />
Chi ha fatto i calcoli sui costi reali?<br />
E gli incidenti? Sa, il nostro dotto amico costa sta succedendo al sarcofago di Chernobyl? E sa che gli esperti non sanno troppo cosa fare? Come a Fukushima. Nient&#8217;altro che blabla per tenere buone le opinioni pubbliche.<br />
Misurano i filonuclearisti il rischio di cosa stanno facendo?<br />
È una strada di non-ritorno, su migliaia di anni. Il calcolo delle vittime non si limita all&#8217;oggi.<br />
Senza contare il peso che la lobby ecoomico-politico-militare del nucleare esercita all&#8217;interno della società. Un&#8217;altra &#8220;mafia&#8221; della quale sarà impossibile sbarazzarsi (altra scelta di non-ritorno).<br />
Tutto ciò ferve nei cervellini italiani mentre altri paesi (come la Svizzera, nota per essere un paese di sognatori) che hanno centrali nucleari, cominciano a pensare e a studiare come sbarazzarsene.<br />
Alquanto curioso è quindi il ricevere lezioncine.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Forse</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=6822#comment-24830</link>
		<dc:creator>Forse</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Aug 2013 17:06:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www2.rifondazione.it/primapagina/?p=6822#comment-24830</guid>
		<description><![CDATA[Forse
il mondo è ipocrita perchè è pieno di ipocriti...
e spesso tutti noi lo siamo quando parliamo di energia...
spessissimo con l&#039;auto sotto le chiappe anche per fare 100 metri...

vediamo alcuni dati visto che nessuno si prende mai la briga di fare le somme globali di cosa ci costa 
l&#039;inquinamento nel suo complesso ma siamo sempre sul piede di guerra quando salta una centrale nucleare ...

Dati disponibili su internet in moltissime lingue:

Tutte le città sono state confrontate con New York (che ovviamente non è il massimo della libidine per viverci), a cui è stato assegnato un punteggio di 100 nell’indice di Salute e Igiene. All’ultimo posto si è classificata Baku (27,6); al primo Calgary, in Canada, con 131,7.

Baku, Azerbaigian. Punteggio 27.6
Il primato di città più sporca e malsana del mondo spetta quest’anno a Baku, la capitale dell’Azerbaigian. Acqua fetida, stagni di petrolio e livelli di inquinamento atmosferico quasi insostenibili hanno portato Baku ai primi posti dell’infelice classifica.
Ma non è sola. Sono ben 25 le città che nel mondo si trovano a convivere con piogge acide, sbuffi di fumo generati da fabbriche e raffinerie e un pessimo sistema di gestione dei liquami. Gli effetti sulla popolazione non sono immediatamente visibili: sono rilevabili solo sulla base della salute e dell’aspettativa di vita.

Dacca, Bangladesh: punteggio 29.6
Localizzata nel Sud-Est asiatico, tra la Birmania e l&#039;India, Dacca è la popolosissima capitale del Bangladesh. I suoi oltre 10 milioni di abitanti sono però costantemente minacciati dall&#039;inquinamento dell&#039;acqua, pericolosamente ricca di batteri e sostanze tossiche contenute nei pesticidi a uso commerciale. Secondo l&#039;indice di Salute e Igiene, Dacca merita un misero 29.6.

Antananarivo, Madagascar: punteggio 30.1
Il Madagascar è uno stato insulare che emerge dall&#039;Oceano Indiano, al largo della costa orientale dell&#039;Africa. Ben conosciuto per la sua originalissima flora e fauna e la sua unica biodiversità - al punto che alcuni geografi lo hanno definito &quot;ottavo continente&quot; -, il Madagascar sta rapidamente cambiando sotto la spinta antropica. La sua capitale, Antananarivo, con un punteggio di 30.1 si è meritata il terzo posto nella classifica delle città più malsane del pianeta

Città del Messico, Messico: punteggio 37.7
Città del Messico, la capitale del Messico, è anche la capitale dell&#039;inquinamento atmosferico nel Nord America. La sua aria è irrespirabile per l&#039;85% dell&#039;anno. La sua collocazione geografica - nel centro di un cratere vulcanico, circondata da montagne - non può che peggiorare l&#039;allarme smog.

Addis Abeba, Etiopia: punteggio 37.9
Addis Abeba, la capitale dell&#039;Etiopia, si deve confrontare con una delle maggiori emergenze sanitarie al mondo. La mancanza di adeguati programmi sanitari unita all&#039;inquinamento idrico, si traducono in elevata mortalità infantile e bassa aspettativa di vita.


Mumbai, India: punteggio 38.2
Il governo indiano spera di rilanciare Mumbai dopo il recente declino economico della metropoli. Per risollevare le sorti della capitale dell&#039;India e per migliorare la qualità della vita dei suoi abitanti, il Governo dovrà provvedere a modificare le infrastrutture, controllare con maggior efficacia l&#039;inquinamento e le strategie di sviluppo economico

Baghdad, Iraq: punteggio 39
La bassissima qualità dell&#039;acqua a Baghdad minaccia di far esplodere la trasmissione di malattie con origine acquatica in tutta la capitale dell&#039;Iraq. Le province del Paese sono state in più occasioni messe in ginocchio dalle epidemie di colera: una di queste ha colpito Baghdad dall&#039;agosto al dicembre 2007. A rendere particolarmente pericolosa la vita nella regione anche l&#039;inquinamento atmosferico, aumentato dal petrolio bruciato e dalla guerra.


Almaty, Kazakistan: punteggio 39.1
L&#039;infelice connubio tra un&#039;industria basata sul petrolio e insufficienti misure atte a contrastare l&#039;inquinamento è alla base della crisi ambientale della città di Almaty, in Kazakistan. Le discariche di rifiuti tossici presentano costi di gestione elevati che diventano addirittura elevatissimi in caso di negligenza o disinteresse.

Brazzaville, Congo: punteggio 39.1
L&#039;inquinamento dell&#039;aria per le eccessive emissioni di CO2, la carenza di acqua potabile e l&#039;inquinamento delle risorse idriche a causa di un rozzo trattamento degli effluenti contribuiscono a porre la capitale del Congo nella top ten delle città più sporche e malsane del mondo

Si potrebbe continuare per molto ... sono censite 215 città di tutto il mondo...
inquinamento significa morte costante, vita stentata e speranza di viverla a lungo totalmente eliminate...
oltre il 50% di questo inquinamento è dovuto ad idiozia umana, la rimanenza a industrie e petrolio...

se si dovessero fare i conti sul numero di persone implicate in questo &quot;giochetto&quot; passeremmo abbondantemente il miliardo ... cosa che nessuna centrale nucleare in fase di disastro ha mai 
ne mai potrà fare...

il che non significa che io stia difendendo il nucleare, semplicemente i dati sono dati ....
e spesso ipocritamente ce ne dimentichiamo tutti ...  

Forse....]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Forse<br />
il mondo è ipocrita perchè è pieno di ipocriti&#8230;<br />
e spesso tutti noi lo siamo quando parliamo di energia&#8230;<br />
spessissimo con l&#8217;auto sotto le chiappe anche per fare 100 metri&#8230;</p>
<p>vediamo alcuni dati visto che nessuno si prende mai la briga di fare le somme globali di cosa ci costa<br />
l&#8217;inquinamento nel suo complesso ma siamo sempre sul piede di guerra quando salta una centrale nucleare &#8230;</p>
<p>Dati disponibili su internet in moltissime lingue:</p>
<p>Tutte le città sono state confrontate con New York (che ovviamente non è il massimo della libidine per viverci), a cui è stato assegnato un punteggio di 100 nell’indice di Salute e Igiene. All’ultimo posto si è classificata Baku (27,6); al primo Calgary, in Canada, con 131,7.</p>
<p>Baku, Azerbaigian. Punteggio 27.6<br />
Il primato di città più sporca e malsana del mondo spetta quest’anno a Baku, la capitale dell’Azerbaigian. Acqua fetida, stagni di petrolio e livelli di inquinamento atmosferico quasi insostenibili hanno portato Baku ai primi posti dell’infelice classifica.<br />
Ma non è sola. Sono ben 25 le città che nel mondo si trovano a convivere con piogge acide, sbuffi di fumo generati da fabbriche e raffinerie e un pessimo sistema di gestione dei liquami. Gli effetti sulla popolazione non sono immediatamente visibili: sono rilevabili solo sulla base della salute e dell’aspettativa di vita.</p>
<p>Dacca, Bangladesh: punteggio 29.6<br />
Localizzata nel Sud-Est asiatico, tra la Birmania e l&#8217;India, Dacca è la popolosissima capitale del Bangladesh. I suoi oltre 10 milioni di abitanti sono però costantemente minacciati dall&#8217;inquinamento dell&#8217;acqua, pericolosamente ricca di batteri e sostanze tossiche contenute nei pesticidi a uso commerciale. Secondo l&#8217;indice di Salute e Igiene, Dacca merita un misero 29.6.</p>
<p>Antananarivo, Madagascar: punteggio 30.1<br />
Il Madagascar è uno stato insulare che emerge dall&#8217;Oceano Indiano, al largo della costa orientale dell&#8217;Africa. Ben conosciuto per la sua originalissima flora e fauna e la sua unica biodiversità &#8211; al punto che alcuni geografi lo hanno definito &#8220;ottavo continente&#8221; -, il Madagascar sta rapidamente cambiando sotto la spinta antropica. La sua capitale, Antananarivo, con un punteggio di 30.1 si è meritata il terzo posto nella classifica delle città più malsane del pianeta</p>
<p>Città del Messico, Messico: punteggio 37.7<br />
Città del Messico, la capitale del Messico, è anche la capitale dell&#8217;inquinamento atmosferico nel Nord America. La sua aria è irrespirabile per l&#8217;85% dell&#8217;anno. La sua collocazione geografica &#8211; nel centro di un cratere vulcanico, circondata da montagne &#8211; non può che peggiorare l&#8217;allarme smog.</p>
<p>Addis Abeba, Etiopia: punteggio 37.9<br />
Addis Abeba, la capitale dell&#8217;Etiopia, si deve confrontare con una delle maggiori emergenze sanitarie al mondo. La mancanza di adeguati programmi sanitari unita all&#8217;inquinamento idrico, si traducono in elevata mortalità infantile e bassa aspettativa di vita.</p>
<p>Mumbai, India: punteggio 38.2<br />
Il governo indiano spera di rilanciare Mumbai dopo il recente declino economico della metropoli. Per risollevare le sorti della capitale dell&#8217;India e per migliorare la qualità della vita dei suoi abitanti, il Governo dovrà provvedere a modificare le infrastrutture, controllare con maggior efficacia l&#8217;inquinamento e le strategie di sviluppo economico</p>
<p>Baghdad, Iraq: punteggio 39<br />
La bassissima qualità dell&#8217;acqua a Baghdad minaccia di far esplodere la trasmissione di malattie con origine acquatica in tutta la capitale dell&#8217;Iraq. Le province del Paese sono state in più occasioni messe in ginocchio dalle epidemie di colera: una di queste ha colpito Baghdad dall&#8217;agosto al dicembre 2007. A rendere particolarmente pericolosa la vita nella regione anche l&#8217;inquinamento atmosferico, aumentato dal petrolio bruciato e dalla guerra.</p>
<p>Almaty, Kazakistan: punteggio 39.1<br />
L&#8217;infelice connubio tra un&#8217;industria basata sul petrolio e insufficienti misure atte a contrastare l&#8217;inquinamento è alla base della crisi ambientale della città di Almaty, in Kazakistan. Le discariche di rifiuti tossici presentano costi di gestione elevati che diventano addirittura elevatissimi in caso di negligenza o disinteresse.</p>
<p>Brazzaville, Congo: punteggio 39.1<br />
L&#8217;inquinamento dell&#8217;aria per le eccessive emissioni di CO2, la carenza di acqua potabile e l&#8217;inquinamento delle risorse idriche a causa di un rozzo trattamento degli effluenti contribuiscono a porre la capitale del Congo nella top ten delle città più sporche e malsane del mondo</p>
<p>Si potrebbe continuare per molto &#8230; sono censite 215 città di tutto il mondo&#8230;<br />
inquinamento significa morte costante, vita stentata e speranza di viverla a lungo totalmente eliminate&#8230;<br />
oltre il 50% di questo inquinamento è dovuto ad idiozia umana, la rimanenza a industrie e petrolio&#8230;</p>
<p>se si dovessero fare i conti sul numero di persone implicate in questo &#8220;giochetto&#8221; passeremmo abbondantemente il miliardo &#8230; cosa che nessuna centrale nucleare in fase di disastro ha mai<br />
ne mai potrà fare&#8230;</p>
<p>il che non significa che io stia difendendo il nucleare, semplicemente i dati sono dati &#8230;.<br />
e spesso ipocritamente ce ne dimentichiamo tutti &#8230;  </p>
<p>Forse&#8230;.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Jorge</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=6822#comment-24799</link>
		<dc:creator>Jorge</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Aug 2013 08:03:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www2.rifondazione.it/primapagina/?p=6822#comment-24799</guid>
		<description><![CDATA[Condivido anche il commento di Claudia.
La questione è che l&#039;ecologia comincia dal cervello dell&#039;essere umano e non può esserci vera ecologia nello sfruttamento e nell&#039;alienazione, dell&#039;individuo come dell&#039;ambiente in cui vive.
Il resto è business, come giustamente scrive Claudia.
Anche se, per quanto mi riguarda, preferisco tutto ciò che è ecologico e/o biologico al putridume del sistema di avvelenamento di massa. Ma appunto non basta.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Condivido anche il commento di Claudia.<br />
La questione è che l&#8217;ecologia comincia dal cervello dell&#8217;essere umano e non può esserci vera ecologia nello sfruttamento e nell&#8217;alienazione, dell&#8217;individuo come dell&#8217;ambiente in cui vive.<br />
Il resto è business, come giustamente scrive Claudia.<br />
Anche se, per quanto mi riguarda, preferisco tutto ciò che è ecologico e/o biologico al putridume del sistema di avvelenamento di massa. Ma appunto non basta.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giamta</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=6822#comment-24761</link>
		<dc:creator>Giamta</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Aug 2013 21:20:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www2.rifondazione.it/primapagina/?p=6822#comment-24761</guid>
		<description><![CDATA[Il detto &quot; abbiamo consumato e vissuto al di sopra delle nostre possibilità &quot;, secondo me si applica bene alla questione dell&#039;inquinamento ambientale; è sufficiente per capirlo, far coincidere le &quot;nostre possibilità&quot;, con quelle di sopportazione del pianeta terra ....
La questione infatti non è tanto quella di aver &quot; speso &quot; più soldi di quelli che possedevamo ed esserci quindi indebitati, bensì quella di aver consumato troppe risorse presenti in natura, danneggiando contemporaneamente in modo oramai irrimediabile o quasi gli ecosistemi a livello planetario ...]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il detto &#8221; abbiamo consumato e vissuto al di sopra delle nostre possibilità &#8220;, secondo me si applica bene alla questione dell&#8217;inquinamento ambientale; è sufficiente per capirlo, far coincidere le &#8220;nostre possibilità&#8221;, con quelle di sopportazione del pianeta terra &#8230;.<br />
La questione infatti non è tanto quella di aver &#8221; speso &#8221; più soldi di quelli che possedevamo ed esserci quindi indebitati, bensì quella di aver consumato troppe risorse presenti in natura, danneggiando contemporaneamente in modo oramai irrimediabile o quasi gli ecosistemi a livello planetario &#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Zuk</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=6822#comment-24758</link>
		<dc:creator>Zuk</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Aug 2013 21:00:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www2.rifondazione.it/primapagina/?p=6822#comment-24758</guid>
		<description><![CDATA[Vallo a chiedere agli abitanti di Fukushima quanto si sentono avanzati.
Povero grullerello. Ma chi sei, il Frate Indovina?
L&#039;urgenza è cercare appunto un altro sistema (la decrescita?).
Il solo futuro del nucleare è quello di inquinare ulteriormente e inesorabilmente il nostro pianeta.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vallo a chiedere agli abitanti di Fukushima quanto si sentono avanzati.<br />
Povero grullerello. Ma chi sei, il Frate Indovina?<br />
L&#8217;urgenza è cercare appunto un altro sistema (la decrescita?).<br />
Il solo futuro del nucleare è quello di inquinare ulteriormente e inesorabilmente il nostro pianeta.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: claudia</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=6822#comment-24731</link>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Aug 2013 02:45:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www2.rifondazione.it/primapagina/?p=6822#comment-24731</guid>
		<description><![CDATA[e la salute di noi tutti è direttamente collegata alla qualità dell&#039;ambiente,della natura.E non si puo&#039; più ignorare questo fattore.
Bisognerà che d&#039;ora in poi,lo sviluppo tecnologico ed industriale sia compatibile con delle norme ecologiche,che possano migliorare la qualità della vita.
La salute è essenziale per l&#039;umanità,ma deve esserlo veramente per tutti(e con degli ottimi servizi di sanità pubblica),non solo per dei cittadini privilegiati che si possono permettere costosissime cliniche private.
E qui si torna alla questione centrale della lotta di classe,che possa ribaltare questo nefasto sistema di sfruttamento da parte di pochi su molti nel mondo.
Purtroppo,noto che da vari anni,da quando è arrivata l&#039;onda dell&#039;ecologia(giusta di per se),è stata cavalcata con opportunismo dalle lobby finanziarie per il loro tornaconto personale.Sembra essere diventata una &#039;moda&#039; che risponde pero&#039; alla logica di profitto delle multi-nazionali.Basta vedere i prezzi astronomici di molti prodotti detti &#039;naturali&#039;,&#039;ecologici&#039;...è vero che molte volte le condizioni di produzione più sane e naturali richiedono più tempo(e dunque più soldi)ma questo non giustifica che tali prodotti siano diventati un lusso per pochi.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>e la salute di noi tutti è direttamente collegata alla qualità dell&#8217;ambiente,della natura.E non si puo&#8217; più ignorare questo fattore.<br />
Bisognerà che d&#8217;ora in poi,lo sviluppo tecnologico ed industriale sia compatibile con delle norme ecologiche,che possano migliorare la qualità della vita.<br />
La salute è essenziale per l&#8217;umanità,ma deve esserlo veramente per tutti(e con degli ottimi servizi di sanità pubblica),non solo per dei cittadini privilegiati che si possono permettere costosissime cliniche private.<br />
E qui si torna alla questione centrale della lotta di classe,che possa ribaltare questo nefasto sistema di sfruttamento da parte di pochi su molti nel mondo.<br />
Purtroppo,noto che da vari anni,da quando è arrivata l&#8217;onda dell&#8217;ecologia(giusta di per se),è stata cavalcata con opportunismo dalle lobby finanziarie per il loro tornaconto personale.Sembra essere diventata una &#8216;moda&#8217; che risponde pero&#8217; alla logica di profitto delle multi-nazionali.Basta vedere i prezzi astronomici di molti prodotti detti &#8216;naturali&#8217;,'ecologici&#8217;&#8230;è vero che molte volte le condizioni di produzione più sane e naturali richiedono più tempo(e dunque più soldi)ma questo non giustifica che tali prodotti siano diventati un lusso per pochi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Forse</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=6822#comment-24721</link>
		<dc:creator>Forse</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Aug 2013 20:29:40 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www2.rifondazione.it/primapagina/?p=6822#comment-24721</guid>
		<description><![CDATA[la fine del petrolio decreterà la fine delle divergenze su 
molte fonti energetiche ritenute deleterie,
l&#039;alternativa sarà un mondo non solo inquinato ma completamente retrocesso
all&#039;età della pietra con poche chances di uscirne.

Forse]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>la fine del petrolio decreterà la fine delle divergenze su<br />
molte fonti energetiche ritenute deleterie,<br />
l&#8217;alternativa sarà un mondo non solo inquinato ma completamente retrocesso<br />
all&#8217;età della pietra con poche chances di uscirne.</p>
<p>Forse</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Jorge</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=6822#comment-24720</link>
		<dc:creator>Jorge</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Aug 2013 19:57:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www2.rifondazione.it/primapagina/?p=6822#comment-24720</guid>
		<description><![CDATA[D&#039;accordo con te Giamta. La questione ambientale (e quindi del modello produttivo) dev&#039;essere al cuore della riflessione dei marxisti.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>D&#8217;accordo con te Giamta. La questione ambientale (e quindi del modello produttivo) dev&#8217;essere al cuore della riflessione dei marxisti.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
