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	<title>Commenti a: Pochi laureati e sottoccupati: sono i giovani in cerca di lavoro</title>
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		<title>Di: prendi cento paghi zero</title>
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		<dc:creator>prendi cento paghi zero</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Aug 2013 07:57:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il  nuovo governo si è inventato il &quot;lavoro gratis&quot; e sembra nei &quot;ministeri chiave&quot;.
La carenza di &quot;organico&quot;, sembra che la vogliono sopperire con &quot;volontari laureati&quot; (corsi di formazione o quant&#039;altro) nel Ministero della Giustizia. E&#039; atroce che con la scusa dell&#039;emergenza e della &quot;presa in giro di una futura prospettiva di lavoro forse retribuito&quot; si violino completamente più articoli della costituzione. A cominciare dall&#039;art. 36 :&quot; &quot;Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un&#039;esistenza libera e dignitosa.&quot;
Se non parlare anche di aticoli del codice penale e dell&#039;Ordinamento Giudiziario? La cosa che più stupisce che si vuole iniziare in modo massiccio tale operazione nei &quot;Tribunali&quot; dove i Giudici  sono da anni, in parte, il baluardo contro la criminnalità  e del rispetto della Costituzine.
Forse si comincia da lì ...
Nel passato in questi Ministeri per &quot;l&#039;eccezzionalità&quot; (l&#039;eliminazione dell&#039;arretrato)si faceva una cosa alquanto giusta: si assumevano i così detti trimestrali che venivano giustamente retribuiti
alle condizioni contrattuali allora vigenti ... -  Staremo a vedere-]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il  nuovo governo si è inventato il &#8220;lavoro gratis&#8221; e sembra nei &#8220;ministeri chiave&#8221;.<br />
La carenza di &#8220;organico&#8221;, sembra che la vogliono sopperire con &#8220;volontari laureati&#8221; (corsi di formazione o quant&#8217;altro) nel Ministero della Giustizia. E&#8217; atroce che con la scusa dell&#8217;emergenza e della &#8220;presa in giro di una futura prospettiva di lavoro forse retribuito&#8221; si violino completamente più articoli della costituzione. A cominciare dall&#8217;art. 36 :&#8221; &#8220;Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un&#8217;esistenza libera e dignitosa.&#8221;<br />
Se non parlare anche di aticoli del codice penale e dell&#8217;Ordinamento Giudiziario? La cosa che più stupisce che si vuole iniziare in modo massiccio tale operazione nei &#8220;Tribunali&#8221; dove i Giudici  sono da anni, in parte, il baluardo contro la criminnalità  e del rispetto della Costituzine.<br />
Forse si comincia da lì &#8230;<br />
Nel passato in questi Ministeri per &#8220;l&#8217;eccezzionalità&#8221; (l&#8217;eliminazione dell&#8217;arretrato)si faceva una cosa alquanto giusta: si assumevano i così detti trimestrali che venivano giustamente retribuiti<br />
alle condizioni contrattuali allora vigenti &#8230; &#8211;  Staremo a vedere-</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Marco Albani - Abbiategrasso</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=6800#comment-24717</link>
		<dc:creator>Marco Albani - Abbiategrasso</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Aug 2013 19:28:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Fino a quando, alcune universita&#039; saranno riservate ad alcuni benestanti di buona famiglia..(cattolica Milano, Iulm, etc etc) avremo sempre una universita&#039; con sbocchi prof. li garantiti per pochi e una universita&#039; di serie B per molti, spesso con costi cosi&#039; alti da non poterla portare a termine.
il problema della scuola superiore e universitaria e&#039; legato cmq al sistema economico, le figure richieste dal mercato, dalle imprese e dalle banche...  dovremmo iniziare a investire in settori terzi, estranei al mercato, in settori dove conta ancora la presenza dell&#039;uomo, del suo ingegno e della creativita&#039;, penso al sociale, ambiente, beni culturali, riciclo di materie prime..etc etc]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Fino a quando, alcune universita&#8217; saranno riservate ad alcuni benestanti di buona famiglia..(cattolica Milano, Iulm, etc etc) avremo sempre una universita&#8217; con sbocchi prof. li garantiti per pochi e una universita&#8217; di serie B per molti, spesso con costi cosi&#8217; alti da non poterla portare a termine.<br />
il problema della scuola superiore e universitaria e&#8217; legato cmq al sistema economico, le figure richieste dal mercato, dalle imprese e dalle banche&#8230;  dovremmo iniziare a investire in settori terzi, estranei al mercato, in settori dove conta ancora la presenza dell&#8217;uomo, del suo ingegno e della creativita&#8217;, penso al sociale, ambiente, beni culturali, riciclo di materie prime..etc etc</p>
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	</item>
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		<title>Di: Conoscenza empirica</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=6800#comment-24693</link>
		<dc:creator>Conoscenza empirica</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Aug 2013 15:08:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#039; un errore grave fare discernere tutti i mali del sistema formativo universitario italiano dal governo Berlusconi. E&#039;vero che la riforma Moratti prima  e Gelmini poi hanno dequalificato molto negli anni la capacità formativa delle nostre università, ma è altrettanto vero che un grave danno a questa, forse il maggiore,lo ha inferto in precedenza anche la riforma di Luigi Berlinguer (oggi PD, allora DS).
I principali lati negativi introdotti allora da quella maledetta riforma erano: attribuzione dei crediti scolastici agli studenti,introduzione dei corsi di specializzazione, moltiplicazione del numero dei corsi di laurea.
Se a questi si aggiungano poi i tradizionali mali che affliggono le nostre università da sempre (familismo , burocratismo, clientelismo, baronaggio, professori poco preparati e spesso con doppi incarichi presso accademie private) si capisce facilmente come gli studenti si sentano scoraggiati nell&#039;intraprendere , o semplicemente nel proseguire , il proprio percorso formativo.
Ad essere cinici, si potrebbe tranquillamente dire che l&#039;università italiana è una delle principali fabbriche della disoccupazione giovanile; ad essere più obbiettivi, si potrebbe dire che l&#039;università italiana è uno dei fattori socio-politici che spiegano lo scarso virtuosismo dell&#039;economia italiana degli ultimi decenni.
Per capirlo, non ci vuole la laurea. :)]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; un errore grave fare discernere tutti i mali del sistema formativo universitario italiano dal governo Berlusconi. E&#8217;vero che la riforma Moratti prima  e Gelmini poi hanno dequalificato molto negli anni la capacità formativa delle nostre università, ma è altrettanto vero che un grave danno a questa, forse il maggiore,lo ha inferto in precedenza anche la riforma di Luigi Berlinguer (oggi PD, allora DS).<br />
I principali lati negativi introdotti allora da quella maledetta riforma erano: attribuzione dei crediti scolastici agli studenti,introduzione dei corsi di specializzazione, moltiplicazione del numero dei corsi di laurea.<br />
Se a questi si aggiungano poi i tradizionali mali che affliggono le nostre università da sempre (familismo , burocratismo, clientelismo, baronaggio, professori poco preparati e spesso con doppi incarichi presso accademie private) si capisce facilmente come gli studenti si sentano scoraggiati nell&#8217;intraprendere , o semplicemente nel proseguire , il proprio percorso formativo.<br />
Ad essere cinici, si potrebbe tranquillamente dire che l&#8217;università italiana è una delle principali fabbriche della disoccupazione giovanile; ad essere più obbiettivi, si potrebbe dire che l&#8217;università italiana è uno dei fattori socio-politici che spiegano lo scarso virtuosismo dell&#8217;economia italiana degli ultimi decenni.<br />
Per capirlo, non ci vuole la laurea. <img src='http://www.rifondazione.it/primapagina/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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	<item>
		<title>Di: Giulio Tiradritti</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=6800#comment-24499</link>
		<dc:creator>Giulio Tiradritti</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Aug 2013 19:15:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Io sono un operaio di fabbrica, e sono riuscito, dopo molti sacrifici, lavorando e studiando, a laurearmi in Scienze politiche.Dobbiamo capire che la cultura è un valore aggiunto e importante, e che va al di la dell&#039;impiego che se ne può trovare.Io, per esempio, non ho ambizioni di voler diventare impiegato, ma quello di poter continuare a studiare. Dobbiamo fare in modo di far capire ai giovani che studiare, qualsiasi campo, da quello umanistico a quello economico, sociale o scientifico, è molto bello. Purtroppo, è molto costoso studiare, ma ci sono adesso anche delle Università o dei Consorzi universitari in cui si può studiare online e a distanza, con corsi che durano anche un anno. E non è vero che la loro qualità è bassa, al contrario. La qualità si misura dalla volontà che ci mette ognuno di noi nel raggiungere l&#039;obiettivo che si è prefissati.Dobbiamo capire che si deve studiare perché è bello studiare, non perché si vuole avere un lavoro migliore; questo metodo, la ricerca del titolo di studio per arrivare ad un lavoro più remunerativo, è tra i fattori che in Italia ha prodotto molta ignoranza, anche tra i laureati, per cui magari si trovano persone che sanno molto del loro campo, ma se magari gli domandi che cosa è il 25 Aprile, quali sono le Regioni italiane, chi è il capo del Governo o il Presidente della Repubblica, non sanno che dirti.E&#039; tutta colpa di Berlusconi? No, è anche colpa nostra, di noi della sinistra, che dentro gli stabilimenti l&#039;unica cosa di cui sappiamo parlare è di pallone, di superenalotto o della caccia.E ai capi così gli fa comodo, perché uno meno pensa, meno riflette, e più si brutalizza. Grazie.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io sono un operaio di fabbrica, e sono riuscito, dopo molti sacrifici, lavorando e studiando, a laurearmi in Scienze politiche.Dobbiamo capire che la cultura è un valore aggiunto e importante, e che va al di la dell&#8217;impiego che se ne può trovare.Io, per esempio, non ho ambizioni di voler diventare impiegato, ma quello di poter continuare a studiare. Dobbiamo fare in modo di far capire ai giovani che studiare, qualsiasi campo, da quello umanistico a quello economico, sociale o scientifico, è molto bello. Purtroppo, è molto costoso studiare, ma ci sono adesso anche delle Università o dei Consorzi universitari in cui si può studiare online e a distanza, con corsi che durano anche un anno. E non è vero che la loro qualità è bassa, al contrario. La qualità si misura dalla volontà che ci mette ognuno di noi nel raggiungere l&#8217;obiettivo che si è prefissati.Dobbiamo capire che si deve studiare perché è bello studiare, non perché si vuole avere un lavoro migliore; questo metodo, la ricerca del titolo di studio per arrivare ad un lavoro più remunerativo, è tra i fattori che in Italia ha prodotto molta ignoranza, anche tra i laureati, per cui magari si trovano persone che sanno molto del loro campo, ma se magari gli domandi che cosa è il 25 Aprile, quali sono le Regioni italiane, chi è il capo del Governo o il Presidente della Repubblica, non sanno che dirti.E&#8217; tutta colpa di Berlusconi? No, è anche colpa nostra, di noi della sinistra, che dentro gli stabilimenti l&#8217;unica cosa di cui sappiamo parlare è di pallone, di superenalotto o della caccia.E ai capi così gli fa comodo, perché uno meno pensa, meno riflette, e più si brutalizza. Grazie.</p>
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		<title>Di: Giamta</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=6800#comment-24451</link>
		<dc:creator>Giamta</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Aug 2013 20:18:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La colpa principale della riduzione del numero di laureati è in particolare dei governi Berlusconi, che molto hanno spinto i giovani verso le scuole di tipo professionale e alla ricerca di lavori per i quali è richiesto più l&#039;uso della manualità che quello dell&#039;intelletto ed è inequivocabile la matrice liberista di un tale tipo di politica sociale. Chi non ricorda la propaganda della Gelmini e dello stesso Berlusconi in tal senso ? Vi sono poi altri due dati inquietanti,  l&#039;alto costo delle tasse universitarie e l&#039;istituzione del numero chiuso che impediscono, oggi più di ieri, l&#039;accesso all&#039;istruzione universitaria da parte di ragazze/i provenienti da famiglie economicamente non benestanti ...]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La colpa principale della riduzione del numero di laureati è in particolare dei governi Berlusconi, che molto hanno spinto i giovani verso le scuole di tipo professionale e alla ricerca di lavori per i quali è richiesto più l&#8217;uso della manualità che quello dell&#8217;intelletto ed è inequivocabile la matrice liberista di un tale tipo di politica sociale. Chi non ricorda la propaganda della Gelmini e dello stesso Berlusconi in tal senso ? Vi sono poi altri due dati inquietanti,  l&#8217;alto costo delle tasse universitarie e l&#8217;istituzione del numero chiuso che impediscono, oggi più di ieri, l&#8217;accesso all&#8217;istruzione universitaria da parte di ragazze/i provenienti da famiglie economicamente non benestanti &#8230;</p>
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	<item>
		<title>Di: claudia</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=6800#comment-23968</link>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Aug 2013 19:24:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[concordo,il &#039;trionfalismo&#039; dell&#039;occidente(specie post-muro,ma pure di molto prima)è propaganda di regime,altro che vere analisi storiche.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>concordo,il &#8216;trionfalismo&#8217; dell&#8217;occidente(specie post-muro,ma pure di molto prima)è propaganda di regime,altro che vere analisi storiche.</p>
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		<title>Di: acerbostefano</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=6800#comment-23967</link>
		<dc:creator>acerbostefano</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Aug 2013 19:15:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[i problemi vanno molto oltre il nanismo delle imprese, non penso che se gli umanisti si danno all&#039;impresa cambi molto la situazione. la verità è che il capitalismo sta cercandosi di sbarazzarsi del sapere storico, della critica e delle scienze storiche. è indubbio che la visione trionfale dell&#039;occidente dopo il 90 non regga a una seria analisi storica. e allora la cosa migliore è estirpare dalle università le scienze storiche. gli usa insegnano, ad harvard rischia di essere eliminata la facoltà di storia. questo si riflette poi sulla qualità dell&#039;insegnamento della storia a tutti i livelli, che si abbassa sempre di più e viene delegato ai film di regime o meglio all&#039;ignoranza totale. 
è ovvio che un economista bravissimo a fare l&#039;interesse della sua azienda ma che non ha gli strumenti per porre in dubbio lo stesso sistema economico è ciò che più fa comodo al capitalismo. guardate quanti esami di storia dell&#039;economia troverete alla bocconi o nelle accademie americane e poi ne riparliamo. come al solito il manifesto è molto superficiale]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>i problemi vanno molto oltre il nanismo delle imprese, non penso che se gli umanisti si danno all&#8217;impresa cambi molto la situazione. la verità è che il capitalismo sta cercandosi di sbarazzarsi del sapere storico, della critica e delle scienze storiche. è indubbio che la visione trionfale dell&#8217;occidente dopo il 90 non regga a una seria analisi storica. e allora la cosa migliore è estirpare dalle università le scienze storiche. gli usa insegnano, ad harvard rischia di essere eliminata la facoltà di storia. questo si riflette poi sulla qualità dell&#8217;insegnamento della storia a tutti i livelli, che si abbassa sempre di più e viene delegato ai film di regime o meglio all&#8217;ignoranza totale.<br />
è ovvio che un economista bravissimo a fare l&#8217;interesse della sua azienda ma che non ha gli strumenti per porre in dubbio lo stesso sistema economico è ciò che più fa comodo al capitalismo. guardate quanti esami di storia dell&#8217;economia troverete alla bocconi o nelle accademie americane e poi ne riparliamo. come al solito il manifesto è molto superficiale</p>
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