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	<title>Commenti a: Pirateria digitale, l’imbarazzante rapporto del Parlamento italiano</title>
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		<title>Di: Sil Pitt</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=620#comment-1586</link>
		<dc:creator>Sil Pitt</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Feb 2013 00:06:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Come ci ha insegnato il compianto (e grande) Franco Carlini, bisogna diffidare di chi afferma di volere &quot;regolamentare&quot; il net. E non è un caso che negli USA, i gruppi politici che si fanno portatori di queste idee sono vicini alla Destra e all&#039;ambiente del complesso militare-industriale. Se ci metteranno le mani, potete star certi che sarà una &quot;regolamentazione&quot; molto molto....interessata.
Per il resto ci sono regole che derivano dalle legislazioni nazionali e internazionali, in materia.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Come ci ha insegnato il compianto (e grande) Franco Carlini, bisogna diffidare di chi afferma di volere &#8220;regolamentare&#8221; il net. E non è un caso che negli USA, i gruppi politici che si fanno portatori di queste idee sono vicini alla Destra e all&#8217;ambiente del complesso militare-industriale. Se ci metteranno le mani, potete star certi che sarà una &#8220;regolamentazione&#8221; molto molto&#8230;.interessata.<br />
Per il resto ci sono regole che derivano dalle legislazioni nazionali e internazionali, in materia.</p>
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		<title>Di: Patrizia B.</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=620#comment-1585</link>
		<dc:creator>Patrizia B.</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Feb 2013 23:26:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Fatico a seguire il tuo discorso, ma provo comunque a risponderti, anche se con ritardo.
Se ho capito bene, affermi che le case discografiche e il sottobosco che le circonda, lavorano per amore della musica e non per profitto e giá questo mi pare quanto meno strano e poi accusi gli hacker di nefandezze varie. Ora, specifichiamo subito che gli hacker non sono affatto quello che dici tu, bensí persone che si impegnano e non poco, ad affrontare sfide intellettuali in diversi ambiti della conoscenza, compresa l&#039;informatica, che si vorrebbero nelle mani dei soli addetti ai lavori. Semmai i tuoi supposti criminali sono i cracker.
Inoltre, accostare la pirateria digitale ai progettatori di software libero é del tutto fuori luogo, perché questi ultimi hanno il senso dell&#039;etica e lavorano, spesso gratuitamente o per pochi spiccioli, per diffondere la conoscenza laddove la povertá e la miseria, causate dalle varie lobby, lo renderebbero impossibile. Lo stesso linus Torvalds, che pure ha ben guadagnato, ha rifiutato offerte miliardarie da apple, preferendo la divulgazione dell&#039;open source.
Ma tornando al campo musicale, che mi pare sia quello che ti interessa, io penso che, dove girano soldi, nessuno ti regala niente per niente, mentre dovrebbero essere le scuole pubbliche, i conservatori ed il ministero della cultura ad offrire la strumentazione ed i fondi necessari. Non mi intendo particolarmente di musica, al massimo posso apprezzare un pezzo piuttosto che un altro, tuttavia so cos&#039;é il business e non credo che un bravo musicista, antipatico, povero, brutto e poco propenso ai compromessi, trovi l&#039;appoggio delle major.
Il sistema sono anche le persone, ma piú spesso é il sistema e basta e se non sei in linea, sei fuori, lo subisci e non ti resta che sbattere la testa contro i muri. 
Hai ragione nel dire che molti approfittano del web in modo consumistico, trasformando l&#039;arte in oggetto usa e getta, ma é quello che vogliono le stesse case discografiche, producendo tonnellate di immondizia buone per una serata in discoteca, in cui la parte migliore del pezzo é il fondo schiena della/del  presunta/o artista. E&#039;tutto il sistema che funziona in questo modo e non si capisce per quale motivo alcuni, i piú potenti, possano usufruirne arricchendosi e gli altri, le persone comuni, debbano, al contrario, essere oneste ed etiche... verso chi, oltretutto? 
Se la musica vuole essere arte e non mero consumo, deve trovare altre strade e io, scusa, ma ne conosco una sola: abbattere il sistema. Quando la musica e l&#039;arte in generale, si faranno portatrici di nuovi valori sociali, invece di ruotare intorno al mondo del business, saró la prima ad appoggiarle. 

P.S. Non scarico musica, ma solo perché ultimamente la trovo penosa. 

Ciao.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Fatico a seguire il tuo discorso, ma provo comunque a risponderti, anche se con ritardo.<br />
Se ho capito bene, affermi che le case discografiche e il sottobosco che le circonda, lavorano per amore della musica e non per profitto e giá questo mi pare quanto meno strano e poi accusi gli hacker di nefandezze varie. Ora, specifichiamo subito che gli hacker non sono affatto quello che dici tu, bensí persone che si impegnano e non poco, ad affrontare sfide intellettuali in diversi ambiti della conoscenza, compresa l&#8217;informatica, che si vorrebbero nelle mani dei soli addetti ai lavori. Semmai i tuoi supposti criminali sono i cracker.<br />
Inoltre, accostare la pirateria digitale ai progettatori di software libero é del tutto fuori luogo, perché questi ultimi hanno il senso dell&#8217;etica e lavorano, spesso gratuitamente o per pochi spiccioli, per diffondere la conoscenza laddove la povertá e la miseria, causate dalle varie lobby, lo renderebbero impossibile. Lo stesso linus Torvalds, che pure ha ben guadagnato, ha rifiutato offerte miliardarie da apple, preferendo la divulgazione dell&#8217;open source.<br />
Ma tornando al campo musicale, che mi pare sia quello che ti interessa, io penso che, dove girano soldi, nessuno ti regala niente per niente, mentre dovrebbero essere le scuole pubbliche, i conservatori ed il ministero della cultura ad offrire la strumentazione ed i fondi necessari. Non mi intendo particolarmente di musica, al massimo posso apprezzare un pezzo piuttosto che un altro, tuttavia so cos&#8217;é il business e non credo che un bravo musicista, antipatico, povero, brutto e poco propenso ai compromessi, trovi l&#8217;appoggio delle major.<br />
Il sistema sono anche le persone, ma piú spesso é il sistema e basta e se non sei in linea, sei fuori, lo subisci e non ti resta che sbattere la testa contro i muri.<br />
Hai ragione nel dire che molti approfittano del web in modo consumistico, trasformando l&#8217;arte in oggetto usa e getta, ma é quello che vogliono le stesse case discografiche, producendo tonnellate di immondizia buone per una serata in discoteca, in cui la parte migliore del pezzo é il fondo schiena della/del  presunta/o artista. E&#8217;tutto il sistema che funziona in questo modo e non si capisce per quale motivo alcuni, i piú potenti, possano usufruirne arricchendosi e gli altri, le persone comuni, debbano, al contrario, essere oneste ed etiche&#8230; verso chi, oltretutto?<br />
Se la musica vuole essere arte e non mero consumo, deve trovare altre strade e io, scusa, ma ne conosco una sola: abbattere il sistema. Quando la musica e l&#8217;arte in generale, si faranno portatrici di nuovi valori sociali, invece di ruotare intorno al mondo del business, saró la prima ad appoggiarle. </p>
<p>P.S. Non scarico musica, ma solo perché ultimamente la trovo penosa. </p>
<p>Ciao.</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: Red</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=620#comment-1279</link>
		<dc:creator>Red</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Feb 2013 22:04:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il &quot;sistema&quot; come lo chiamo tu non è qualcosa al di sopra delle persone, ma è fatto da singoli comportamenti individuali!!!
La vera riforma è che si muovano prima le persone, nessuno stato investirà in cultura se i cittadini ne parlano ma preferiscono altro. L&#039;arte libera è poi, generalmente, quella che si finanzia non dagli enti pubblici, ma dal pubblico stesso!!!
Non si stanno facendo crollare lo lobbyes,   la Virgin o la Sony, che non sono assolutamente paragonabili a mediaset, semplicemente investono in altro e sono proprio i musicisti bravi e non famosi di cui parli, oltre ai i lavoratori appunto, ad essere colpiti per primi da un certo modo di fare!
Si parla sempre di sfruttamento in modo generico e molto massificato, quando le etichette discografiche affermate hanno sempre rispettato il lavoro più della fiat o di tante cooperative cosiddette sociali o senza fini di lucro (tranne che per i cda).
Non ci mettono le mani sopra chissà quali estranei, chi organizza concerti, fa grafica, si occupa della distribuzione, del mixaggio, della produzione esecutiva o artistica non è un estraneo, anzi! 
E&#039; invece sulla pirateria che la mafia ha fatto dei business con molti lavoratori in nero, nonchè tanti haker che oggi hanno fatto i soldi, come il caso megaupload, o carriera nell&#039;fbi, alla microsoft o in altre grandi società.
La cosa però ancor più grave è l&#039;impoverimento culturale che si genera nell&#039;iperconsumo della musica come fosse usa e getta, tanto è gratis e ci ingozza il pc osi usa per non socializzare in metro e poi staccare come se nulla fosse.
L&#039;arte è alla portata di tutti, basta scegliere!  
Anche un precario può spendere 4.90 per un cd di Rossini o Puccini! Magari invece di farci altro, sono scelte! Vuoi sapere dove? Basta fare un giro in rete o in autogrill,  come in un negozio di cd! 10 euro poi non mi sembrano una follia, ci sono molti &quot;alternativi&quot; che per fumarseli li spendono volentieri!!! Non neghiamolo.
(...e ripeto che per alcuni capolavori si potrebbe anche risparmiare e riconoscere di più...)
Non è poi vero che ci mettono le mani sopra chissà quali estranei, chi organizza concerti, fa grafica, si occupa della distribuzione, del mixaggio, della produzione esecutiva o artistica non è un estraneo, anzi! 
E&#039; invece sulla pirateria che la mafia ha fatto dei business con molti lavoratori in nero, nonchè tanti haker oggi hanno fatto i soldi, come il caso megaupload, o carriera nell&#039;fbi, alla microsoft o in altre grandi società.
...e voglio ricordare ancora che chi sceglie di far musica di professione e non per hobby magari ha fatto e fa sacrifici estremi, magari va a piedi per poter acquistare a rate un pianoforte usato, per amore, oggi che molti non sono disposti a riconoscere il lavoro che c&#039;è dietro la realizzazione di un cd! Faccio presente che un lavoro suonato davvero (cosa che si riconosce eccome...), soltanto in fase di registrazione, escludendo le altre, può richiedere anche 12 ore per tre minuti di brano! Ripeto, escludendo il costo dello strumento o degli studi che nessuno ti regala, per non parlare di tutte le altre fasi!
Almeno i diritti sulle opere sono riconosciuti agli eredi, nel migliore dei casi, per 70 anni dopo la morte, i beni familiari sono ereditati a vita!
I costi del diritto d&#039;autore sono centesimi poi! Chi ha i soldi per scaricare li ha per pagarli! 
Per il software parlo di funzionalità.
Certo, anche fare shopping ed indossare gioielli  può dare sensazioni e dietro il brand della coca cola c&#039;è creatività ed impegno. Distinguere è utile per non far di tutta un erba un fascio e penso che le questioni per essere analizzate e trattare richiedano di coglierne le peculiarità.
E&#039; proprio il discorso che si sta costruendo oggi con i conseguenti comportamenti della maggior parte delle persone ad essere espressione caratterizzante e dominante  di questo &quot;sistema&quot;.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il &#8220;sistema&#8221; come lo chiamo tu non è qualcosa al di sopra delle persone, ma è fatto da singoli comportamenti individuali!!!<br />
La vera riforma è che si muovano prima le persone, nessuno stato investirà in cultura se i cittadini ne parlano ma preferiscono altro. L&#8217;arte libera è poi, generalmente, quella che si finanzia non dagli enti pubblici, ma dal pubblico stesso!!!<br />
Non si stanno facendo crollare lo lobbyes,   la Virgin o la Sony, che non sono assolutamente paragonabili a mediaset, semplicemente investono in altro e sono proprio i musicisti bravi e non famosi di cui parli, oltre ai i lavoratori appunto, ad essere colpiti per primi da un certo modo di fare!<br />
Si parla sempre di sfruttamento in modo generico e molto massificato, quando le etichette discografiche affermate hanno sempre rispettato il lavoro più della fiat o di tante cooperative cosiddette sociali o senza fini di lucro (tranne che per i cda).<br />
Non ci mettono le mani sopra chissà quali estranei, chi organizza concerti, fa grafica, si occupa della distribuzione, del mixaggio, della produzione esecutiva o artistica non è un estraneo, anzi!<br />
E&#8217; invece sulla pirateria che la mafia ha fatto dei business con molti lavoratori in nero, nonchè tanti haker che oggi hanno fatto i soldi, come il caso megaupload, o carriera nell&#8217;fbi, alla microsoft o in altre grandi società.<br />
La cosa però ancor più grave è l&#8217;impoverimento culturale che si genera nell&#8217;iperconsumo della musica come fosse usa e getta, tanto è gratis e ci ingozza il pc osi usa per non socializzare in metro e poi staccare come se nulla fosse.<br />
L&#8217;arte è alla portata di tutti, basta scegliere!<br />
Anche un precario può spendere 4.90 per un cd di Rossini o Puccini! Magari invece di farci altro, sono scelte! Vuoi sapere dove? Basta fare un giro in rete o in autogrill,  come in un negozio di cd! 10 euro poi non mi sembrano una follia, ci sono molti &#8220;alternativi&#8221; che per fumarseli li spendono volentieri!!! Non neghiamolo.<br />
(&#8230;e ripeto che per alcuni capolavori si potrebbe anche risparmiare e riconoscere di più&#8230;)<br />
Non è poi vero che ci mettono le mani sopra chissà quali estranei, chi organizza concerti, fa grafica, si occupa della distribuzione, del mixaggio, della produzione esecutiva o artistica non è un estraneo, anzi!<br />
E&#8217; invece sulla pirateria che la mafia ha fatto dei business con molti lavoratori in nero, nonchè tanti haker oggi hanno fatto i soldi, come il caso megaupload, o carriera nell&#8217;fbi, alla microsoft o in altre grandi società.<br />
&#8230;e voglio ricordare ancora che chi sceglie di far musica di professione e non per hobby magari ha fatto e fa sacrifici estremi, magari va a piedi per poter acquistare a rate un pianoforte usato, per amore, oggi che molti non sono disposti a riconoscere il lavoro che c&#8217;è dietro la realizzazione di un cd! Faccio presente che un lavoro suonato davvero (cosa che si riconosce eccome&#8230;), soltanto in fase di registrazione, escludendo le altre, può richiedere anche 12 ore per tre minuti di brano! Ripeto, escludendo il costo dello strumento o degli studi che nessuno ti regala, per non parlare di tutte le altre fasi!<br />
Almeno i diritti sulle opere sono riconosciuti agli eredi, nel migliore dei casi, per 70 anni dopo la morte, i beni familiari sono ereditati a vita!<br />
I costi del diritto d&#8217;autore sono centesimi poi! Chi ha i soldi per scaricare li ha per pagarli!<br />
Per il software parlo di funzionalità.<br />
Certo, anche fare shopping ed indossare gioielli  può dare sensazioni e dietro il brand della coca cola c&#8217;è creatività ed impegno. Distinguere è utile per non far di tutta un erba un fascio e penso che le questioni per essere analizzate e trattare richiedano di coglierne le peculiarità.<br />
E&#8217; proprio il discorso che si sta costruendo oggi con i conseguenti comportamenti della maggior parte delle persone ad essere espressione caratterizzante e dominante  di questo &#8220;sistema&#8221;.</p>
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		<title>Di: Patrizia B.</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=620#comment-1214</link>
		<dc:creator>Patrizia B.</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Feb 2013 01:47:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Qualunquismo un accidenti. Un musicista sconosciuto, ma anche un pittore, uno scrittore, o un qualsiasi precario, si mette in gioco senza diritti perché é in balia di una societá che definire penosa é poco, ma non posso essere io, che a teatro saró andata un paio di volte e non certo per comprare telefonini, o qualche altro poveraccio similare a sopperire alle mancanze del sistema. Parlami di una riforma che sostenga gli artisti, sovvenzionandone il lavoro e offrendo a prezzi decenti l&#039;utilizzo dei mezzi necessari e puoi star sicuro che avrá tutto il mio appoggio, ma non farmi, per favore, l&#039;apologia delle major, che il fatto che altri, minori, lo siano ancora di piú, non giustifica il loro essere sfruttatrici e ladre.
Anche le opere di defunti da 70 anni, dicasi 70, durante i quali non si son certo sfamati i morti, non sono usufruibili gratuitamente, in quanto il copywrite continua sulla distribuzione e quindi sullo sfruttamento da parte delle  lobbies. Qualche annetto ce l&#039;ho e non mi é mai capitato di veder vendere opere di Rossini o Puccini a prezzi di produzione, ma se tu sai dove questo avviene, ti prego di pubblicare l&#039;indirizzo. 
Costano, magari, dieci euro, che moltiplicati per centinaia di migliaia fanno un bel gruzzoletto, su cui mettono le mani personaggi che non ne avrebbero alcun diritto. E non le giustifico, nello stesso modo in cui non sostengo mediaset e Berlusconi per salvare posti di lavoro, che, lá dove persi, aprirebbero la possibilitá ad altrettanti (posti di lavoro) in altre aziende o cooperative dello spettacolo. 
E non ho nemmeno parlato dei musicisti famosi, quelli diventati miliardari spesso per caso o fortuna, mentre altri, magari altrettanto bravi, la porta giusta non sono riusciti ad imbroccarla comunque.
Vedi, a me pare piú qualunquista giudicare le persone e negare il diritto alla cultura a chi a quei pochi euro non puó rinunciare, tacciandolo, per giunta, di consumatore di cocktail annacquati. 
E&#039;il sistema ad essere marcio e prima verrá cambiato - dalle fondamenta - e meglio sará per tutti. Se internet contribuisce, anche solo un po&#039;, a farlo vacillare, a me sta benissimo. 

Anche sul software non sono d&#039;accordo. Chi definisce l&#039;arte e puó affermare che un buon programma non richieda fantasia, impegno, amore, capacitá di comunicazione e di dare felicitá, o comunque sensazioni, a chi ne usufruisce, tanto quanto un quadro o una canzone? 
Non disprezzo l&#039;arte e la cultura, ma finché saranno espressione di questo sistema, non le innalzeró nemmeno a vette intoccabili.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Qualunquismo un accidenti. Un musicista sconosciuto, ma anche un pittore, uno scrittore, o un qualsiasi precario, si mette in gioco senza diritti perché é in balia di una societá che definire penosa é poco, ma non posso essere io, che a teatro saró andata un paio di volte e non certo per comprare telefonini, o qualche altro poveraccio similare a sopperire alle mancanze del sistema. Parlami di una riforma che sostenga gli artisti, sovvenzionandone il lavoro e offrendo a prezzi decenti l&#8217;utilizzo dei mezzi necessari e puoi star sicuro che avrá tutto il mio appoggio, ma non farmi, per favore, l&#8217;apologia delle major, che il fatto che altri, minori, lo siano ancora di piú, non giustifica il loro essere sfruttatrici e ladre.<br />
Anche le opere di defunti da 70 anni, dicasi 70, durante i quali non si son certo sfamati i morti, non sono usufruibili gratuitamente, in quanto il copywrite continua sulla distribuzione e quindi sullo sfruttamento da parte delle  lobbies. Qualche annetto ce l&#8217;ho e non mi é mai capitato di veder vendere opere di Rossini o Puccini a prezzi di produzione, ma se tu sai dove questo avviene, ti prego di pubblicare l&#8217;indirizzo.<br />
Costano, magari, dieci euro, che moltiplicati per centinaia di migliaia fanno un bel gruzzoletto, su cui mettono le mani personaggi che non ne avrebbero alcun diritto. E non le giustifico, nello stesso modo in cui non sostengo mediaset e Berlusconi per salvare posti di lavoro, che, lá dove persi, aprirebbero la possibilitá ad altrettanti (posti di lavoro) in altre aziende o cooperative dello spettacolo.<br />
E non ho nemmeno parlato dei musicisti famosi, quelli diventati miliardari spesso per caso o fortuna, mentre altri, magari altrettanto bravi, la porta giusta non sono riusciti ad imbroccarla comunque.<br />
Vedi, a me pare piú qualunquista giudicare le persone e negare il diritto alla cultura a chi a quei pochi euro non puó rinunciare, tacciandolo, per giunta, di consumatore di cocktail annacquati.<br />
E&#8217;il sistema ad essere marcio e prima verrá cambiato &#8211; dalle fondamenta &#8211; e meglio sará per tutti. Se internet contribuisce, anche solo un po&#8217;, a farlo vacillare, a me sta benissimo. </p>
<p>Anche sul software non sono d&#8217;accordo. Chi definisce l&#8217;arte e puó affermare che un buon programma non richieda fantasia, impegno, amore, capacitá di comunicazione e di dare felicitá, o comunque sensazioni, a chi ne usufruisce, tanto quanto un quadro o una canzone?<br />
Non disprezzo l&#8217;arte e la cultura, ma finché saranno espressione di questo sistema, non le innalzeró nemmeno a vette intoccabili.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Red</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=620#comment-1015</link>
		<dc:creator>Red</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Feb 2013 11:46:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un musicista si mette in gioco con molti, molti meno diritti di tanti  altri lavoratori, non è assolutamente vero che sia un elite! 
Questo è qualunquismo e scarsa conoscenza ed una cultura progressista dovrebbe aver a cuore l&#039;arte e gli artisti.
Confondere hobbismo, rispettoso ed auspicabile, con professionalità, passione e dedizione è un&#039;altro segno di decadenza culturale.
La grandi etichette musicali non sono mostri, al contrario prprio nelle piccole, salvo eccezzioni fin troppo enfatizzate, si annidano una marea infinita non solo di approssimazioni, ma di truffe, con produttori falsi!
Senza considerare che i diritti dei lavoratori, con regolari contratti, sono più ripettati dalle eitichette affermate.
Le opere di defunti dopo un periodo ben preciso, 70 anni perchè magari è stato fatto testamento o firmato un contratto volontario, diventano sempre di pubblico dominio! 
Rossini o Puccini non sono di chissà quale entità... 
Inoltre quei pochi che oggi investono grandi quantitativi si denaro in prodotti artistici e musicali lo fanno soprattutto per amore! Perchè esistono ben altre forme di investimento più certe e redditizie.
E&#039; una balla che l&#039;arte sia per le elites! 
La possono fare anche persone a basso reddito ed usufruirne -a parte il fatto che si può scegliere se risparmiare per andare a teatro o fare altro...- a costi inferiori di molti altri beni di consumo, spesso acquistati come status simbol anche da chi ha meno reddito.
-Il discprso sui programmi è competamente diverso, a secondo del tipo o l&#039;utilizzo può essere preferibile un programma free o a pagamento ( se esistono programmi che costano migliaia di euro costruiti su commissione non è detto che il committente sia sprovveduto, anzi). Rpeto, i programmi non vanno confusi con l&#039;arte e meriterebbero altre considerazioni.-
C&#039;è molto più consumismo in chi scarica ciecamente rispetto a chi preferisce pagare qualcosa e farsi una cultura. Meglio 10 euro per un cd che per un cocktail annacquato o buttarli in fumo.
Se poi passa la mancanza di ripetto per il lavoro degli atrtisti e si preferisce spendere in telefonini più che per il teatro o il cinema, non lamentiamoci se Corona diventa un modello culturale e lo Stato spende per altro.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un musicista si mette in gioco con molti, molti meno diritti di tanti  altri lavoratori, non è assolutamente vero che sia un elite!<br />
Questo è qualunquismo e scarsa conoscenza ed una cultura progressista dovrebbe aver a cuore l&#8217;arte e gli artisti.<br />
Confondere hobbismo, rispettoso ed auspicabile, con professionalità, passione e dedizione è un&#8217;altro segno di decadenza culturale.<br />
La grandi etichette musicali non sono mostri, al contrario prprio nelle piccole, salvo eccezzioni fin troppo enfatizzate, si annidano una marea infinita non solo di approssimazioni, ma di truffe, con produttori falsi!<br />
Senza considerare che i diritti dei lavoratori, con regolari contratti, sono più ripettati dalle eitichette affermate.<br />
Le opere di defunti dopo un periodo ben preciso, 70 anni perchè magari è stato fatto testamento o firmato un contratto volontario, diventano sempre di pubblico dominio!<br />
Rossini o Puccini non sono di chissà quale entità&#8230;<br />
Inoltre quei pochi che oggi investono grandi quantitativi si denaro in prodotti artistici e musicali lo fanno soprattutto per amore! Perchè esistono ben altre forme di investimento più certe e redditizie.<br />
E&#8217; una balla che l&#8217;arte sia per le elites!<br />
La possono fare anche persone a basso reddito ed usufruirne -a parte il fatto che si può scegliere se risparmiare per andare a teatro o fare altro&#8230;- a costi inferiori di molti altri beni di consumo, spesso acquistati come status simbol anche da chi ha meno reddito.<br />
-Il discprso sui programmi è competamente diverso, a secondo del tipo o l&#8217;utilizzo può essere preferibile un programma free o a pagamento ( se esistono programmi che costano migliaia di euro costruiti su commissione non è detto che il committente sia sprovveduto, anzi). Rpeto, i programmi non vanno confusi con l&#8217;arte e meriterebbero altre considerazioni.-<br />
C&#8217;è molto più consumismo in chi scarica ciecamente rispetto a chi preferisce pagare qualcosa e farsi una cultura. Meglio 10 euro per un cd che per un cocktail annacquato o buttarli in fumo.<br />
Se poi passa la mancanza di ripetto per il lavoro degli atrtisti e si preferisce spendere in telefonini più che per il teatro o il cinema, non lamentiamoci se Corona diventa un modello culturale e lo Stato spende per altro.</p>
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	<item>
		<title>Di: Patrizia B.</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=620#comment-913</link>
		<dc:creator>Patrizia B.</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Feb 2013 00:54:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www2.rifondazione.it/primapagina/?p=620#comment-913</guid>
		<description><![CDATA[Io uso linux, mi ci trovo assai meglio che con windows e usufruisco del software libero di una comunitá in continua crescita, che collabora e si sostiene. Perché dovrei arricchire la microsoft e consociati, che, oltretutto, vendono un prodotto chiuso, non modificabile, sfruttando le conoscenze sviluppatesi in centinaia di anni come se fossero loro proprietá privata? 
Perché dovrei sostenere le major, legate a multinazionali che detengono gran parte del mercato musicale mondiale? In nome di cosa, costoro, possono impossessarsi di musica, libri, arte di autori defunti? 
Per quale motivo un musicista dovrebbe permettersi un livello di vita superiore a quello di chi lavora o di chi si arrabatta, con una vena veramente geniale, a sopravvivere con la pensione, la cassa integrazione, o addirittura la disoccupazione? 
Internet sta cambiando le regole del gioco? Evviva, era ora.
Peccato che, per il momento, non possa togliere dalle mani dei quaranta ladroni anche tutto il resto. 
L&#039;arte deve tornare ad essere per tutti, non solo per le élite.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io uso linux, mi ci trovo assai meglio che con windows e usufruisco del software libero di una comunitá in continua crescita, che collabora e si sostiene. Perché dovrei arricchire la microsoft e consociati, che, oltretutto, vendono un prodotto chiuso, non modificabile, sfruttando le conoscenze sviluppatesi in centinaia di anni come se fossero loro proprietá privata?<br />
Perché dovrei sostenere le major, legate a multinazionali che detengono gran parte del mercato musicale mondiale? In nome di cosa, costoro, possono impossessarsi di musica, libri, arte di autori defunti?<br />
Per quale motivo un musicista dovrebbe permettersi un livello di vita superiore a quello di chi lavora o di chi si arrabatta, con una vena veramente geniale, a sopravvivere con la pensione, la cassa integrazione, o addirittura la disoccupazione?<br />
Internet sta cambiando le regole del gioco? Evviva, era ora.<br />
Peccato che, per il momento, non possa togliere dalle mani dei quaranta ladroni anche tutto il resto.<br />
L&#8217;arte deve tornare ad essere per tutti, non solo per le élite.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Red</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=620#comment-844</link>
		<dc:creator>Red</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Feb 2013 09:37:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www2.rifondazione.it/primapagina/?p=620#comment-844</guid>
		<description><![CDATA[Non è assolutamente vero che il prezzo medio dei cd sia di 20 euro!!! Senza dimenticare che ci sono capolavori musicali per i quali pagare anche qualcosa in più delle volte non sarebbe un dramma. Siamo sinceri: costa più in drink il sabato sera in un locale &quot;alternativo&quot;, dove molti che si lamentano vanno, che un cd! Con 10 euro oggi si trovano (quando i negozi non hanno chiuso) delle autentiche perle! Dello volte anche con 5 euro... 
Si parla tanto di finanziare la cultura, ma se di fatto non si è disposti a tirar fuori un soldo e si preferiscono altri consumi tanti discorsi si vanificano (se non sfiorare l&#039;ipocrisia...).
Anche i costi del diritto d&#039;autore non è vero che siano così proibitivi, sono centesimi, chi gestisce certi locali o certe radio potrebbe benissimo contribuire senza problemi, mentre l&#039;iva su molti prodotti culturali -esclusi libri- e musicali è al 21%. Inoltre, a meno di palesi utilizzi impropri, mistificatori e lucrativi, di solito nessuno si oppone all&#039;utilizzo, anche se, ripeto, ci vuole poco nel riconoscere ciò che sarebbe dovuto.
Aggiungo che molti di coloro i quali parlano di creative commons, a mio avviso licenze condivise solo in apparenza ed in realtà molto vincolanti, condivisione libera e simile, spessissmo condividono prodotti fatti in modo elementare con programmi che suonano quasi da soli! Non sempre ovviamente, ma non si può negare che il fine avvolte è molto più narcisistico che etico o politico di quel che appare!
Se un buon programma, un buon pianoforte o violino hanno dei costi, è anche per un discorso di qualità e non notarlo o affermare che ciò non esiste significa privare il fruitore di una possibilità (anche emotiva) e ridurre fortemente l&#039;aspetto culturale. La differenza tra usare un piano di 20.000 euro o altro esiste eccome e spesso i musicisti non sono una elite, anzi magari hanno rinunciato ad un&#039;automobile o ad accendere un mutuo per l&#039;arte ed a mio avviso ciò andrebbe ripagato, se siamo una società civile ed attenta, perlomeno non dimenticato!
Poi scaricare immaganinado senza avere cognizione non penso accreca la cultura e la sensibilità artistica, anzi mercifica più di altre forme, tanto da essere al paradosso che con quel che si spende per telefonini che durano poco e vanno ricomprati ci si farebbe una musicoteca.
E&#039; il caso di esaltare meno ceri fenomeni e porre l&#039;attenzione davvero sull&#039;arte.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non è assolutamente vero che il prezzo medio dei cd sia di 20 euro!!! Senza dimenticare che ci sono capolavori musicali per i quali pagare anche qualcosa in più delle volte non sarebbe un dramma. Siamo sinceri: costa più in drink il sabato sera in un locale &#8220;alternativo&#8221;, dove molti che si lamentano vanno, che un cd! Con 10 euro oggi si trovano (quando i negozi non hanno chiuso) delle autentiche perle! Dello volte anche con 5 euro&#8230;<br />
Si parla tanto di finanziare la cultura, ma se di fatto non si è disposti a tirar fuori un soldo e si preferiscono altri consumi tanti discorsi si vanificano (se non sfiorare l&#8217;ipocrisia&#8230;).<br />
Anche i costi del diritto d&#8217;autore non è vero che siano così proibitivi, sono centesimi, chi gestisce certi locali o certe radio potrebbe benissimo contribuire senza problemi, mentre l&#8217;iva su molti prodotti culturali -esclusi libri- e musicali è al 21%. Inoltre, a meno di palesi utilizzi impropri, mistificatori e lucrativi, di solito nessuno si oppone all&#8217;utilizzo, anche se, ripeto, ci vuole poco nel riconoscere ciò che sarebbe dovuto.<br />
Aggiungo che molti di coloro i quali parlano di creative commons, a mio avviso licenze condivise solo in apparenza ed in realtà molto vincolanti, condivisione libera e simile, spessissmo condividono prodotti fatti in modo elementare con programmi che suonano quasi da soli! Non sempre ovviamente, ma non si può negare che il fine avvolte è molto più narcisistico che etico o politico di quel che appare!<br />
Se un buon programma, un buon pianoforte o violino hanno dei costi, è anche per un discorso di qualità e non notarlo o affermare che ciò non esiste significa privare il fruitore di una possibilità (anche emotiva) e ridurre fortemente l&#8217;aspetto culturale. La differenza tra usare un piano di 20.000 euro o altro esiste eccome e spesso i musicisti non sono una elite, anzi magari hanno rinunciato ad un&#8217;automobile o ad accendere un mutuo per l&#8217;arte ed a mio avviso ciò andrebbe ripagato, se siamo una società civile ed attenta, perlomeno non dimenticato!<br />
Poi scaricare immaganinado senza avere cognizione non penso accreca la cultura e la sensibilità artistica, anzi mercifica più di altre forme, tanto da essere al paradosso che con quel che si spende per telefonini che durano poco e vanno ricomprati ci si farebbe una musicoteca.<br />
E&#8217; il caso di esaltare meno ceri fenomeni e porre l&#8217;attenzione davvero sull&#8217;arte.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Modem</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=620#comment-836</link>
		<dc:creator>Modem</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Feb 2013 07:04:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Anche l&#039;economia certo, va regolamentata. Io sono ovviamente contrario al liberismo sfrenato. Libertà&#039; si liberismo no, o almeno con regole ben precise.
Internet e&#039; liberismo allo stato puro, all&#039;ennesima potenza.
Va regolamentato, in qualche modo, condiviso da tutti ovvio, ma un minimo ci vuole]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anche l&#8217;economia certo, va regolamentata. Io sono ovviamente contrario al liberismo sfrenato. Libertà&#8217; si liberismo no, o almeno con regole ben precise.<br />
Internet e&#8217; liberismo allo stato puro, all&#8217;ennesima potenza.<br />
Va regolamentato, in qualche modo, condiviso da tutti ovvio, ma un minimo ci vuole</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Diego Andreotti</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=620#comment-810</link>
		<dc:creator>Diego Andreotti</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Feb 2013 19:44:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Oggi giorno regolamentare internet significa regolamentare l&#039;economia.
Ti pare oggettivamente possibile?
Hai per caso idea di come funziona una rete?
Io penso che ne dobbiamo vedere ancora delle belle.
Saluti]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi giorno regolamentare internet significa regolamentare l&#8217;economia.<br />
Ti pare oggettivamente possibile?<br />
Hai per caso idea di come funziona una rete?<br />
Io penso che ne dobbiamo vedere ancora delle belle.<br />
Saluti</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: modem</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=620#comment-782</link>
		<dc:creator>modem</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Feb 2013 13:42:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www2.rifondazione.it/primapagina/?p=620#comment-782</guid>
		<description><![CDATA[Ovviamente tutto è perfettibile.
Partendo da questo assunto, il succo di questo rapporto contiene molte verità.
L&#039;universo internet è in continuo divenire...work in progress...per cui qualche regola bisognerà metterla.
Dietro la musica. i film, gli spettacoli ci sono aziende, posti di lavoro,operai impiegati.
Internet sta uccidendo milioni di posti di lavoro, in modo legale, sia chiaro.
Tramite internet la gente fa acquisti (e chiudono migliaia di negozi) polizze assicurative (e chiudono migliaia di agenzie) acquista viaggi (idem agenzie viaggi) potrei continuare a lungo
Il problema è che ad esempio l&#039;ascolto di un cd (e magari la copia pirata venduta poi per strada) o di un film fanno danni se utilizzati in maniera impropria.
Oppure se su un motore di ricerca viene data una notizia falsa...l&#039;interessato deve poterne chiedere immediatamente la cancellazione senza aspettare processi...semmai è il contrario, l&#039;onere della prova (una sentenza, una indagine giudiziaria) tocca a chi pubblica la notizia.
Così come avviene sui quotidiani (internet è un immenso giornale a cielo aperto) chi pubblica una notizia falsa ed infamante o calunniosa ne risponde (sedi Sallusti)
Usare internet in malo modo può distruggere le persone e la loro reputazione.
In qualche modo va regolamentato...parliamone]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ovviamente tutto è perfettibile.<br />
Partendo da questo assunto, il succo di questo rapporto contiene molte verità.<br />
L&#8217;universo internet è in continuo divenire&#8230;work in progress&#8230;per cui qualche regola bisognerà metterla.<br />
Dietro la musica. i film, gli spettacoli ci sono aziende, posti di lavoro,operai impiegati.<br />
Internet sta uccidendo milioni di posti di lavoro, in modo legale, sia chiaro.<br />
Tramite internet la gente fa acquisti (e chiudono migliaia di negozi) polizze assicurative (e chiudono migliaia di agenzie) acquista viaggi (idem agenzie viaggi) potrei continuare a lungo<br />
Il problema è che ad esempio l&#8217;ascolto di un cd (e magari la copia pirata venduta poi per strada) o di un film fanno danni se utilizzati in maniera impropria.<br />
Oppure se su un motore di ricerca viene data una notizia falsa&#8230;l&#8217;interessato deve poterne chiedere immediatamente la cancellazione senza aspettare processi&#8230;semmai è il contrario, l&#8217;onere della prova (una sentenza, una indagine giudiziaria) tocca a chi pubblica la notizia.<br />
Così come avviene sui quotidiani (internet è un immenso giornale a cielo aperto) chi pubblica una notizia falsa ed infamante o calunniosa ne risponde (sedi Sallusti)<br />
Usare internet in malo modo può distruggere le persone e la loro reputazione.<br />
In qualche modo va regolamentato&#8230;parliamone</p>
]]></content:encoded>
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</channel>
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