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	<title>Commenti a: Conferenza di programma &#8211; Relazione di Roberta Fantozzi</title>
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		<title>Di: Giulio Tiradritti</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=5847#comment-20629</link>
		<dc:creator>Giulio Tiradritti</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jul 2013 08:07:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ancora una volta si parla di cose che non capisce nessuno. La gente vuole mangiare, bere, divertirsi, non è interessata alla revisione dei trattati, neanche sa che cosa sono i trattati. Ovviamente, parlo per una buona parte.Siamo sempre al punto di partenza, cioè quello di essere contro il capitalismo, ma di non indicare i comportamenti per combatterlo. Si parla sempre di aiutare i giovani, che sono molto bravi ma non hanno la fortuna, così si dice, della generazione dei loro genitori. Ma li vedete i giovani? Stanno davanti al bar, parlano di pallone, bevono oltre venti superalcolici la sera, vanno in discoteca fino alle sei di mattina completamente ubriachi, e noi parliamo di revisione dei trattati, del piano per il lavoro, della crescita del welfare.Una volta, i comunisti si distinguevano perché parlavano un linguaggio schietto, chiaro, con poche parole, ma efficaci, tipo &quot;terra ai contadini&quot; di Lenin, &quot;lotta al fascismo e alla reazione&quot; da parte di Togliatti, &quot;fino alla vittoria&quot; di Stalin. Adesso ci perdiamo anche noi in artifici e tecnicismi retorici che nessuno legge perché, parliamoci chiaro,la persone di adesso, chiaramente non tutte, ma molte, sono superficiali, non approfondiscono. Certamente i lavoratori, con la globalizzazione selvaggia, hanno perso molti diritti. Vogliamo dire che è tutta colpa del liberismo? No, è responsabilità anche nostra, se noi lo assecondiamo.Se i lavoratori dentro le fabbriche sognano di fare sei al superenalotto, parlano di pallone o di fica, è inutile che ci lamentiamo poi della Merkel o di Marchionne, o del PD o di Berlusconi. Dobbiamo lottare contro il superenalotto, contro il gratta e vinci, contro i modelli sbagliati che il liberismo ha proposto per far sognare il povero a diventare capitalista senza fatica. Senza lottare contro questi simboli non si fa nessun passo in avanti, si sta sempre al punto di partenza, a parlare di trattati, di revisioni, senza che nessuno sa che cosa significhi.E&#039; lottando contro i modelli, che sono quelli che Marx chiamava le sovrastrutture, modificando i comportamenti e le abitudini sociali, che si può cominciare a fare una lotta. Non ho mai sentito un parlamentare di Rif. Com. denunciare il gioco del SUPERENALOTTO, dicendo che è una cosa schifosa, perché non è giusto far vincere a una persona, o a un gruppo di persone, tutti quei milioni di euro. Non è una disuguaglianza, fra chi vince 100, 80 o 30 milioni di euro, e chi non ha niente? E&#039; morale, secondo voi? No, eppure nessuno ne parla. La stessa cosa il gratta e vinci. E&#039; giusto che grattando i numeri giusti si possano vincere 200000 euro subito, altri tra venti anni, e 6000 euro al mese sempre per venti anni? Non è uno schiaffo morale per chi è disoccupato? Però nessuno protesta, invece i comunisti dovrebbero farlo, perché i diritti dei lavoratori si rafforzeranno soltanto se si da inizio ad un processo di costruzione dei valori che si autoalimenta, cioè se gli unici mezzi per migliorare le proprie condizioni personali e sociali sono il lavoro e la cultura.Altrimenti sono tutte parole che cadono nel vuoto. I lavoratori continueranno a perdere diritti, a rimanere sempre più ignoranti (rispetto a quelli di prima, anche se la scolarizzazione è aumentata), ma cercheranno nella vincita risolutiva proposta dal capitalismo i problemi che il capitalismo stesso ha creato. Compagni, impegniamoci tutti a lottare contro il superenalotto, contro il gratta e vinci, contro il calcio dei milionari, invece di perderci in parole vane che appartengonoa una élite borghese travestita di rosso. Grazie.In fede. Giulio Tiradritti.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora una volta si parla di cose che non capisce nessuno. La gente vuole mangiare, bere, divertirsi, non è interessata alla revisione dei trattati, neanche sa che cosa sono i trattati. Ovviamente, parlo per una buona parte.Siamo sempre al punto di partenza, cioè quello di essere contro il capitalismo, ma di non indicare i comportamenti per combatterlo. Si parla sempre di aiutare i giovani, che sono molto bravi ma non hanno la fortuna, così si dice, della generazione dei loro genitori. Ma li vedete i giovani? Stanno davanti al bar, parlano di pallone, bevono oltre venti superalcolici la sera, vanno in discoteca fino alle sei di mattina completamente ubriachi, e noi parliamo di revisione dei trattati, del piano per il lavoro, della crescita del welfare.Una volta, i comunisti si distinguevano perché parlavano un linguaggio schietto, chiaro, con poche parole, ma efficaci, tipo &#8220;terra ai contadini&#8221; di Lenin, &#8220;lotta al fascismo e alla reazione&#8221; da parte di Togliatti, &#8220;fino alla vittoria&#8221; di Stalin. Adesso ci perdiamo anche noi in artifici e tecnicismi retorici che nessuno legge perché, parliamoci chiaro,la persone di adesso, chiaramente non tutte, ma molte, sono superficiali, non approfondiscono. Certamente i lavoratori, con la globalizzazione selvaggia, hanno perso molti diritti. Vogliamo dire che è tutta colpa del liberismo? No, è responsabilità anche nostra, se noi lo assecondiamo.Se i lavoratori dentro le fabbriche sognano di fare sei al superenalotto, parlano di pallone o di fica, è inutile che ci lamentiamo poi della Merkel o di Marchionne, o del PD o di Berlusconi. Dobbiamo lottare contro il superenalotto, contro il gratta e vinci, contro i modelli sbagliati che il liberismo ha proposto per far sognare il povero a diventare capitalista senza fatica. Senza lottare contro questi simboli non si fa nessun passo in avanti, si sta sempre al punto di partenza, a parlare di trattati, di revisioni, senza che nessuno sa che cosa significhi.E&#8217; lottando contro i modelli, che sono quelli che Marx chiamava le sovrastrutture, modificando i comportamenti e le abitudini sociali, che si può cominciare a fare una lotta. Non ho mai sentito un parlamentare di Rif. Com. denunciare il gioco del SUPERENALOTTO, dicendo che è una cosa schifosa, perché non è giusto far vincere a una persona, o a un gruppo di persone, tutti quei milioni di euro. Non è una disuguaglianza, fra chi vince 100, 80 o 30 milioni di euro, e chi non ha niente? E&#8217; morale, secondo voi? No, eppure nessuno ne parla. La stessa cosa il gratta e vinci. E&#8217; giusto che grattando i numeri giusti si possano vincere 200000 euro subito, altri tra venti anni, e 6000 euro al mese sempre per venti anni? Non è uno schiaffo morale per chi è disoccupato? Però nessuno protesta, invece i comunisti dovrebbero farlo, perché i diritti dei lavoratori si rafforzeranno soltanto se si da inizio ad un processo di costruzione dei valori che si autoalimenta, cioè se gli unici mezzi per migliorare le proprie condizioni personali e sociali sono il lavoro e la cultura.Altrimenti sono tutte parole che cadono nel vuoto. I lavoratori continueranno a perdere diritti, a rimanere sempre più ignoranti (rispetto a quelli di prima, anche se la scolarizzazione è aumentata), ma cercheranno nella vincita risolutiva proposta dal capitalismo i problemi che il capitalismo stesso ha creato. Compagni, impegniamoci tutti a lottare contro il superenalotto, contro il gratta e vinci, contro il calcio dei milionari, invece di perderci in parole vane che appartengonoa una élite borghese travestita di rosso. Grazie.In fede. Giulio Tiradritti.</p>
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		<title>Di: Bertoldo</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=5847#comment-20521</link>
		<dc:creator>Bertoldo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jul 2013 19:32:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Compagni rimaniamo un poco con i piedi per terra analizzando la realtà. I momenti che stiamo attraversando sono complessi e difficilissimi e non solo economicamente. La forza del proletariato e della lotta di classe e della sinistra è ridotta ai minimi termini. Non si recupera forza e credibilità tra la gente e la pubblica opinione da un momento all&#039;altro. Tra le altre cose, occorre approntare una strategia sì rivoluzionaria ma rapportata alla fase e con intelligenza e gradualità farla lievitare nelle coscienze e nei comportamenti a livello di massa. Senza settarismi precostituiti e insulti squallidi o beceri che non servono a niente e a nessuno. Anzi procurano ulteriori danni.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Compagni rimaniamo un poco con i piedi per terra analizzando la realtà. I momenti che stiamo attraversando sono complessi e difficilissimi e non solo economicamente. La forza del proletariato e della lotta di classe e della sinistra è ridotta ai minimi termini. Non si recupera forza e credibilità tra la gente e la pubblica opinione da un momento all&#8217;altro. Tra le altre cose, occorre approntare una strategia sì rivoluzionaria ma rapportata alla fase e con intelligenza e gradualità farla lievitare nelle coscienze e nei comportamenti a livello di massa. Senza settarismi precostituiti e insulti squallidi o beceri che non servono a niente e a nessuno. Anzi procurano ulteriori danni.</p>
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		<title>Di: nel cuore della notte</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=5847#comment-20465</link>
		<dc:creator>nel cuore della notte</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jul 2013 01:52:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[siamo proprio nel cuore della notte..le 3.30...per me e per il partito..questa proposta è la notte buia del riformismo di sinistra. proposta degna di sel..noi siamo il prc..parliamo di esproprio delle banche, assicurazioni, finanziarie, grandi aziende strategiche e capitali frutto di speculazioni e che delocalizzano o evadono, o inquinano, della cancellazione del debito pubblico e del fiscal compact, della costituzione di una grande e sola banca nazionale pubblica, in maniera che lo Stato ponga sotto la propria tutela la leva creditizia e finanziaria. Senza ciò non si fa nulla. Senza ciò non si può efficacemente redigere un piano di programmazione economica e sociale che individui le necessità reali (sotto tutti i punti di vista) e ne predisponga gli investimenti in capitali, arrivando ad una vera ed effettiva piena occupazione del lavoro. Allora si che potremo parlare non di 35 ma di 25 ore di lavoro settimanale, della parificazione dei salari, individuando il valore monetario dell&#039;ora di lavoro, che sia pari uguale per tutti i lavori, avremo salari molto più alti di quelli attuali, di un sistema di protezione sociale universale degno di questo nome, dell&#039;abbassamento dell&#039;età pensionabile, della riconversione di produzioni inquinanti in ecologiche, dell&#039;effettivo controllo dei lavoratori su tutto il processo di produzione e sul capitale accumulato. Avremo bisogno di una camera, quella dei deputati, eletta su base nazionale, come oggi, e di un&#039;altra camera, il Senato, eletto su base regionale e provinciale, dove le esigenze delle comunità locali siano rappresentate e soddisfatte nella continua opera di programmazione e pianificazione della società reale. E queste assemblee devono essere assemblee in cui gli eletti siano revocabili in qualsiasi momento da chi gli ha eletti, e abbiano un salario pari a quello di un lavoratore normale. Fare politica, nel socialismo che andremo a costruire sarà un onore vero, non un interesse privato. e tutto ciò va fatto anche a livello comunitario, per trasformare l&#039;europa dei padroni nell&#039;europa dei lavoratori. Non abbiamo bisogno del Prc e della sinistra senza aggettivi. Abbiamo bisogno del partito rivoluzionario dei lavoratori che si prepari a guidare i processi rivoluzionari quando inevitabilmente scoppieranno, avanzando la proposta di transizione al socialismo, forte, bella e credibile. questa la maniera per spazzare via i residui del riformismo nostrano annidati nei vari partitini da Sel al Pdci passando per il Prc e Pcl e svuotare i sindacati concertativi. Nel conflitto sociale, con le idee rivoluzionarie, nelle fabbriche occupate e nei consigli operai, questo il nostro posto dall&#039;autunno, di questo dovrebbe discutere il partito a congresso!! ;)]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>siamo proprio nel cuore della notte..le 3.30&#8230;per me e per il partito..questa proposta è la notte buia del riformismo di sinistra. proposta degna di sel..noi siamo il prc..parliamo di esproprio delle banche, assicurazioni, finanziarie, grandi aziende strategiche e capitali frutto di speculazioni e che delocalizzano o evadono, o inquinano, della cancellazione del debito pubblico e del fiscal compact, della costituzione di una grande e sola banca nazionale pubblica, in maniera che lo Stato ponga sotto la propria tutela la leva creditizia e finanziaria. Senza ciò non si fa nulla. Senza ciò non si può efficacemente redigere un piano di programmazione economica e sociale che individui le necessità reali (sotto tutti i punti di vista) e ne predisponga gli investimenti in capitali, arrivando ad una vera ed effettiva piena occupazione del lavoro. Allora si che potremo parlare non di 35 ma di 25 ore di lavoro settimanale, della parificazione dei salari, individuando il valore monetario dell&#8217;ora di lavoro, che sia pari uguale per tutti i lavori, avremo salari molto più alti di quelli attuali, di un sistema di protezione sociale universale degno di questo nome, dell&#8217;abbassamento dell&#8217;età pensionabile, della riconversione di produzioni inquinanti in ecologiche, dell&#8217;effettivo controllo dei lavoratori su tutto il processo di produzione e sul capitale accumulato. Avremo bisogno di una camera, quella dei deputati, eletta su base nazionale, come oggi, e di un&#8217;altra camera, il Senato, eletto su base regionale e provinciale, dove le esigenze delle comunità locali siano rappresentate e soddisfatte nella continua opera di programmazione e pianificazione della società reale. E queste assemblee devono essere assemblee in cui gli eletti siano revocabili in qualsiasi momento da chi gli ha eletti, e abbiano un salario pari a quello di un lavoratore normale. Fare politica, nel socialismo che andremo a costruire sarà un onore vero, non un interesse privato. e tutto ciò va fatto anche a livello comunitario, per trasformare l&#8217;europa dei padroni nell&#8217;europa dei lavoratori. Non abbiamo bisogno del Prc e della sinistra senza aggettivi. Abbiamo bisogno del partito rivoluzionario dei lavoratori che si prepari a guidare i processi rivoluzionari quando inevitabilmente scoppieranno, avanzando la proposta di transizione al socialismo, forte, bella e credibile. questa la maniera per spazzare via i residui del riformismo nostrano annidati nei vari partitini da Sel al Pdci passando per il Prc e Pcl e svuotare i sindacati concertativi. Nel conflitto sociale, con le idee rivoluzionarie, nelle fabbriche occupate e nei consigli operai, questo il nostro posto dall&#8217;autunno, di questo dovrebbe discutere il partito a congresso!! <img src='http://www.rifondazione.it/primapagina/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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