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	<title>Commenti a: Tamar Pitch &#8211; Contro il decoro. L’uso politico della pubblica decenza</title>
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		<title>Di: Roberto Casiraghi</title>
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		<dc:creator>Roberto Casiraghi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jul 2013 08:13:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mi sembra che quanto viene descritto esprima semplicemente la vittoria che la concezione americana della vita e della politica sta riportando anche da noi. Gli USA hanno sapientemente utilizzato l&#039;Unione Europea per pianificare e implementare passo passo una modifica &quot;genetica&quot; dei principali parametri culturali che davano all&#039;Europa una sua propria identità. Per esempio, oggi si afferma la tendenza a dare punizioni esemplari del tutto sproporzionate alla gravità dei reati. Oppure si pensa seriamente all&#039;effettiva esautorazione del parlamento che non deve più &quot;parlare&quot; ossia discutere ma semplicemente dire di sì o di no a quello che l&#039;esecutivo decide. Ma i segni di questa &quot;americanizzazione&quot; della cultura europea sono anche altri: i monumenti storici vengono messi in vendita senza pudore, gli enti statali si vergognano di essere al servizio della gente e si fanno chiamare &quot;aziende&quot;, la sanità viene ristrutturata su modelli americani e britannici come anche l&#039;avvocatura e, insomma, dopo decenni di predominio soft gli USA hanno innestato la marcia del cambiamento rapido e ci stanno portando verso la progressiva obliterazione dei valori di un tempo. D&#039;altronde, non è che gli italiani o gli altri popoli europei sottoposti alla cura dello schiacciasassi stiano reagendo male o dando segni di insofferenza. Alla fine la cultura è parte della sovrastruttura e si fa prima a cambiare cultura che a opporsi a forze che sembrano invincibili, anche perché una volta convinta la totalità delle élites del paese per avere punti di vista divergenti bisogna ormai fare riferimento alle omelie del nuovo papa o ai grandi pensatori del passato. Il presente è tutto a stelle e strisce.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sembra che quanto viene descritto esprima semplicemente la vittoria che la concezione americana della vita e della politica sta riportando anche da noi. Gli USA hanno sapientemente utilizzato l&#8217;Unione Europea per pianificare e implementare passo passo una modifica &#8220;genetica&#8221; dei principali parametri culturali che davano all&#8217;Europa una sua propria identità. Per esempio, oggi si afferma la tendenza a dare punizioni esemplari del tutto sproporzionate alla gravità dei reati. Oppure si pensa seriamente all&#8217;effettiva esautorazione del parlamento che non deve più &#8220;parlare&#8221; ossia discutere ma semplicemente dire di sì o di no a quello che l&#8217;esecutivo decide. Ma i segni di questa &#8220;americanizzazione&#8221; della cultura europea sono anche altri: i monumenti storici vengono messi in vendita senza pudore, gli enti statali si vergognano di essere al servizio della gente e si fanno chiamare &#8220;aziende&#8221;, la sanità viene ristrutturata su modelli americani e britannici come anche l&#8217;avvocatura e, insomma, dopo decenni di predominio soft gli USA hanno innestato la marcia del cambiamento rapido e ci stanno portando verso la progressiva obliterazione dei valori di un tempo. D&#8217;altronde, non è che gli italiani o gli altri popoli europei sottoposti alla cura dello schiacciasassi stiano reagendo male o dando segni di insofferenza. Alla fine la cultura è parte della sovrastruttura e si fa prima a cambiare cultura che a opporsi a forze che sembrano invincibili, anche perché una volta convinta la totalità delle élites del paese per avere punti di vista divergenti bisogna ormai fare riferimento alle omelie del nuovo papa o ai grandi pensatori del passato. Il presente è tutto a stelle e strisce.</p>
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