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	<title>Commenti a: L&#8217;addio a Milziade Caprili</title>
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		<title>Di: giuseppe carroccia</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=4733#comment-17104</link>
		<dc:creator>giuseppe carroccia</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Jun 2013 00:54:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un ricordo di Milziade.

Questo più che un commento è un ricordo. Non lo faccio quasi mai perché il ricordo dei compagni che ci lasciano in genere mi aiuta nell’azione politica quotidiana. E questo mi sembra sufficiente. In quarant’anni di militanza politica ne ho conosciuti tantissimi, purtroppo molti non ci sono più. In genere, (forse in questo sono un po settario), i comunisti e le comuniste sono persone meravigliose, sono effettivamente diversi dagli altri. Mio padre diceva che sono belli. Per cui spesso da bambino guardandomi allo specchio nutrivo dubbi sul mio futuro di comunista. Su Milziade faccio una eccezione, perché, come lui stesso diceva di se, appariva freddo e distaccato, ma in realtà non lo era.
Essendo stato per diversi anni responsabile regionale Lazio dell’organizzazione, mi sono spesso confrontato con lui. Una volta andammo a tenere una riunione molto difficile in bassa sabina. A un certo punto venimmo definiti mafiosi. Ci guardammo negli occhi, ci alzammo e ce ne andammo. Senza dirci una parola. Poi in macchina sfogammo la rabbia. Io mi accesi pure una sigaretta. Lui non poteva fumare perché aveva non so quanti bypass al cuore Ma il ricordo più strano che ho di lui è la prima volta che lo incontrai. Voleva sapere che ne pensavo della questione della cooperazione visto che ero stato segretario della federazione di Bologna. Ogni tanto faceva finta di dimenticarsi dei nomi per vedere se ero preparato. Qual’era il concorso che Marx non riusci a superare? Da ferroviere. Ah Già. Come si chiamava quella fabbrica che fu occupata a Roma per mesi? L’Apollon.
Giusto! Insomma mi stava facendo un esame. Roba da matti.
Mi sa che lo superai perché a un certo punto si rilassò.
Negli anni successivi abbiamo poi spesso lavorato insieme, anche divertendoci come quando per una manifestazione nazionale gli diedi la notizia in diretta col telefono che avevamo trovato sia un carico di mele da distribuire ai manifestanti, e anche la banda di Anzio per aprire il corteo.
Nelle discussioni del dipartimento organizzazione su questioni importanti come la partenza dei treni per genova o l’organizzazione della campagna referendaria per l’articolo 18 o su come impostare il lavoro del tesseramento, o sul tema dell’innovazione dove io mi ritrovavo di più nella saggezza pratica di Crippa, il confronto era sempre comunque unitario e costruttivo.
Si stupiva quando lo incrociavo in stazione che ancora lavoravo sui treni.
Stavo pensando proprio a lui l’altro giorno a Lucca dove si celebrava il Ricorso per il reintegro di Riccardo Antonini. Il 29 a Viareggio per la ricorrenza della strage voglio sentire Milziade di questa ingiusta sentenza. Non sapevo fosse malato e la notizia della morte mi ha molto amareggiato. Anche perché avevamo un conto in sospeso. Durante una riunione della Commissione politica per il congresso del 2008 intervenni dicendo che Rifondazione Comunista aveva svolto in alcuni momenti la stessa funzione storica che aveva avuto il Pci. Si alzò infuriato dalla sedia e mi urlo contro “Ma che dicì?”
Non ho mai avuto occasione di spiegarglielo e mo è troppo tardi.
Non gli ho mai sentito fare un comizio. Sosteneva di essere molto bravo. Sicuramente aveva una buona capacità ironica e umoristica. Non quanto noi romani, ma per essere un toscano se la cavava.
Scusate se l’ho fatta lunga, ma i ricordi sono come le ciliege:uno tira l’altro.
Non si ripeterà.

Giuseppe Carroccia

RISPONDI]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un ricordo di Milziade.</p>
<p>Questo più che un commento è un ricordo. Non lo faccio quasi mai perché il ricordo dei compagni che ci lasciano in genere mi aiuta nell’azione politica quotidiana. E questo mi sembra sufficiente. In quarant’anni di militanza politica ne ho conosciuti tantissimi, purtroppo molti non ci sono più. In genere, (forse in questo sono un po settario), i comunisti e le comuniste sono persone meravigliose, sono effettivamente diversi dagli altri. Mio padre diceva che sono belli. Per cui spesso da bambino guardandomi allo specchio nutrivo dubbi sul mio futuro di comunista. Su Milziade faccio una eccezione, perché, come lui stesso diceva di se, appariva freddo e distaccato, ma in realtà non lo era.<br />
Essendo stato per diversi anni responsabile regionale Lazio dell’organizzazione, mi sono spesso confrontato con lui. Una volta andammo a tenere una riunione molto difficile in bassa sabina. A un certo punto venimmo definiti mafiosi. Ci guardammo negli occhi, ci alzammo e ce ne andammo. Senza dirci una parola. Poi in macchina sfogammo la rabbia. Io mi accesi pure una sigaretta. Lui non poteva fumare perché aveva non so quanti bypass al cuore Ma il ricordo più strano che ho di lui è la prima volta che lo incontrai. Voleva sapere che ne pensavo della questione della cooperazione visto che ero stato segretario della federazione di Bologna. Ogni tanto faceva finta di dimenticarsi dei nomi per vedere se ero preparato. Qual’era il concorso che Marx non riusci a superare? Da ferroviere. Ah Già. Come si chiamava quella fabbrica che fu occupata a Roma per mesi? L’Apollon.<br />
Giusto! Insomma mi stava facendo un esame. Roba da matti.<br />
Mi sa che lo superai perché a un certo punto si rilassò.<br />
Negli anni successivi abbiamo poi spesso lavorato insieme, anche divertendoci come quando per una manifestazione nazionale gli diedi la notizia in diretta col telefono che avevamo trovato sia un carico di mele da distribuire ai manifestanti, e anche la banda di Anzio per aprire il corteo.<br />
Nelle discussioni del dipartimento organizzazione su questioni importanti come la partenza dei treni per genova o l’organizzazione della campagna referendaria per l’articolo 18 o su come impostare il lavoro del tesseramento, o sul tema dell’innovazione dove io mi ritrovavo di più nella saggezza pratica di Crippa, il confronto era sempre comunque unitario e costruttivo.<br />
Si stupiva quando lo incrociavo in stazione che ancora lavoravo sui treni.<br />
Stavo pensando proprio a lui l’altro giorno a Lucca dove si celebrava il Ricorso per il reintegro di Riccardo Antonini. Il 29 a Viareggio per la ricorrenza della strage voglio sentire Milziade di questa ingiusta sentenza. Non sapevo fosse malato e la notizia della morte mi ha molto amareggiato. Anche perché avevamo un conto in sospeso. Durante una riunione della Commissione politica per il congresso del 2008 intervenni dicendo che Rifondazione Comunista aveva svolto in alcuni momenti la stessa funzione storica che aveva avuto il Pci. Si alzò infuriato dalla sedia e mi urlo contro “Ma che dicì?”<br />
Non ho mai avuto occasione di spiegarglielo e mo è troppo tardi.<br />
Non gli ho mai sentito fare un comizio. Sosteneva di essere molto bravo. Sicuramente aveva una buona capacità ironica e umoristica. Non quanto noi romani, ma per essere un toscano se la cavava.<br />
Scusate se l’ho fatta lunga, ma i ricordi sono come le ciliege:uno tira l’altro.<br />
Non si ripeterà.</p>
<p>Giuseppe Carroccia</p>
<p>RISPONDI</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: nessuno</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=4733#comment-17096</link>
		<dc:creator>nessuno</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jun 2013 21:02:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www2.rifondazione.it/primapagina/?p=4733#comment-17096</guid>
		<description><![CDATA[è uno schifo di nazione non ti fanno fare e guadagnare un cazzo ti sfruttano indecorosamente non si passa un concorso
la liberalizzazione per chi ci deve entrare di avvocatura e notariato è l&#039;unica via d&#039;uscita dalla crisi 
è uno schifo di nazione non ti fanno fare e guadagnare un cazzo ti sfruttano indecorosamente non si passa un concorso
la liberalizzazione per chi ci deve entrare di avvocatura e notariato è l&#039;unica via d&#039;uscita dalla crisi]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>è uno schifo di nazione non ti fanno fare e guadagnare un cazzo ti sfruttano indecorosamente non si passa un concorso<br />
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