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	<title>Commenti a: «Il Pd non esulti troppo presto»</title>
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		<title>Di: marco</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=4262#comment-15774</link>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 May 2013 09:01:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[guardate io sono in possesso dei moduli prestampati di verbale con tanto di riferimenti legali da consegnare ai presidenti di seggio per non penalizzarli e un piccolo breviario di istruzioni.
Con un poco di ricerca si trovano anche online, ma se mi date un recapito di posta elettronica ve li mando.
Li sto già diffondendo dalla sera delle elezioni.
Io uso la pratica dell&#039;astensionismo attivo sin dai tempi del mattarellum (avevo nemmeno 20 anni quando entrò in vigore) dove rifiutavo sempre e puntualmente la scheda maggoritaria e per i ballottaggi a sindaco.
alle penultime politiche(sinistra arcobaleno) la applicai a tutte e 5 le schede.
Come scrissi prima, seguo questa pratica da quando ero giovanissimo, nessuno me la spiegò, andai a pescarla tra le righe dei vecchi manuali di scrutinio che mi vennero dati la prima volta che feci il rappresentante di lista.
Quindi non è impossibile nè da spiegare, nè da capire.
Lo sforzo deve essere nostro nel diffonderla, specificando soprattutto che oltre che rendere difficile l&#039;attribuzione per paradosso istituzionale, si creerebbe anche una maggiore difficoltà ai partitoni, nello spartirsi la torta dei rimborsi dai quali al momento siamo esclusi.
Quindi va tutto a gioco nostro.
quale miglior pratica conoscete per applicare l&#039;assunto leninista &quot;usare il parlamento e le istituzioni borghesi per alimentare le contraddizioni in seno alla società capitalista&quot;?
Secondo me al momento è la maggior comminstione di teoria e pratica che possiamo mettere in campo, in rapporto alle nostre forze e per cavalcare l&#039;onda della protesta.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>guardate io sono in possesso dei moduli prestampati di verbale con tanto di riferimenti legali da consegnare ai presidenti di seggio per non penalizzarli e un piccolo breviario di istruzioni.<br />
Con un poco di ricerca si trovano anche online, ma se mi date un recapito di posta elettronica ve li mando.<br />
Li sto già diffondendo dalla sera delle elezioni.<br />
Io uso la pratica dell&#8217;astensionismo attivo sin dai tempi del mattarellum (avevo nemmeno 20 anni quando entrò in vigore) dove rifiutavo sempre e puntualmente la scheda maggoritaria e per i ballottaggi a sindaco.<br />
alle penultime politiche(sinistra arcobaleno) la applicai a tutte e 5 le schede.<br />
Come scrissi prima, seguo questa pratica da quando ero giovanissimo, nessuno me la spiegò, andai a pescarla tra le righe dei vecchi manuali di scrutinio che mi vennero dati la prima volta che feci il rappresentante di lista.<br />
Quindi non è impossibile nè da spiegare, nè da capire.<br />
Lo sforzo deve essere nostro nel diffonderla, specificando soprattutto che oltre che rendere difficile l&#8217;attribuzione per paradosso istituzionale, si creerebbe anche una maggiore difficoltà ai partitoni, nello spartirsi la torta dei rimborsi dai quali al momento siamo esclusi.<br />
Quindi va tutto a gioco nostro.<br />
quale miglior pratica conoscete per applicare l&#8217;assunto leninista &#8220;usare il parlamento e le istituzioni borghesi per alimentare le contraddizioni in seno alla società capitalista&#8221;?<br />
Secondo me al momento è la maggior comminstione di teoria e pratica che possiamo mettere in campo, in rapporto alle nostre forze e per cavalcare l&#8217;onda della protesta.</p>
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		<title>Di: Beniamino Rossi</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=4262#comment-15770</link>
		<dc:creator>Beniamino Rossi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 May 2013 07:59:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ok Marco ma la cosa non mi sembra di facile attuazione perché presuppone da parte del cittadino elettore una notevole conoscenza delle leggi in materia elettorale. A me è capitato una volta sola in tante elezioni passate in qualità  di segretario di seggio elettorale ed abbiamo poi saputo che l&#039;elettore in questione era un professore titolare di cattedra universitaria in diritto.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ok Marco ma la cosa non mi sembra di facile attuazione perché presuppone da parte del cittadino elettore una notevole conoscenza delle leggi in materia elettorale. A me è capitato una volta sola in tante elezioni passate in qualità  di segretario di seggio elettorale ed abbiamo poi saputo che l&#8217;elettore in questione era un professore titolare di cattedra universitaria in diritto.</p>
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		<title>Di: giuseppe</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=4262#comment-15724</link>
		<dc:creator>giuseppe</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 May 2013 17:04:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[SE si guardano i dati assoluti di voti ottenuti si scopre che il pdl ha perso moltissimo, in genere oltre il 50% del suo elettorato, il pd un po&#039; meno, ma sempre intorno al 20-30%. Di cosa esultino proprio non si capisce.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>SE si guardano i dati assoluti di voti ottenuti si scopre che il pdl ha perso moltissimo, in genere oltre il 50% del suo elettorato, il pd un po&#8217; meno, ma sempre intorno al 20-30%. Di cosa esultino proprio non si capisce.</p>
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		<title>Di: marco</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=4262#comment-15703</link>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 May 2013 13:23:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Qualcuno afferma anche che il Presidente di Seggio &quot;ha&quot; la facoltà di decidere se mettere o meno a verbale le affermazioni ( lecite ! ) del cittadino-elettore ....

A questo punto, un minimo di chiarezza và fatta :

1° - Il Presidente di seggio NON dispone di facoltà discrezionali in tale situazione .
2° - Il Presidente di Seggio, in OSSERVANZA dell&#039;art. 104 comma 5° DPR 30 marzo 1957 n° 361 DEVE recepire e verbalizzare ciò che il cittadino-elettore presenta alla sua attenzione .
3° - Il cittadino-elettore NON deve assolutamente creare disagio e/o turbativa nella sede di seggio e questo in forza del buon senso e delle civili regole di convivenza oltre che in osservanza dell&#039;art. 44 del citato DPR .

A fronte di ciò si deduce che il comportamento del cittadino-elettore deve essere pacato, serio, consono al luogo ed alle figure istituzionali colà presenti e che nulla nel suo atteggiamento deve dare adito ad interpretazioni malevoli .
Il cittadino-elettore, nel caso si profili una reazione &quot;astiosa&quot; da parte del Presidente di Seggio dovrà unicamente consegnare allo stesso una copia della Legge ed informarlo che si ritira in buon ordine lasciando al medesimo tutto il tempo per leggerla ed informarsi ....dopo di che , il cittadino-elettore si ripresenterà per veder concretizzato il suo diritto .]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Qualcuno afferma anche che il Presidente di Seggio &#8220;ha&#8221; la facoltà di decidere se mettere o meno a verbale le affermazioni ( lecite ! ) del cittadino-elettore &#8230;.</p>
<p>A questo punto, un minimo di chiarezza và fatta :</p>
<p>1° &#8211; Il Presidente di seggio NON dispone di facoltà discrezionali in tale situazione .<br />
2° &#8211; Il Presidente di Seggio, in OSSERVANZA dell&#8217;art. 104 comma 5° DPR 30 marzo 1957 n° 361 DEVE recepire e verbalizzare ciò che il cittadino-elettore presenta alla sua attenzione .<br />
3° &#8211; Il cittadino-elettore NON deve assolutamente creare disagio e/o turbativa nella sede di seggio e questo in forza del buon senso e delle civili regole di convivenza oltre che in osservanza dell&#8217;art. 44 del citato DPR .</p>
<p>A fronte di ciò si deduce che il comportamento del cittadino-elettore deve essere pacato, serio, consono al luogo ed alle figure istituzionali colà presenti e che nulla nel suo atteggiamento deve dare adito ad interpretazioni malevoli .<br />
Il cittadino-elettore, nel caso si profili una reazione &#8220;astiosa&#8221; da parte del Presidente di Seggio dovrà unicamente consegnare allo stesso una copia della Legge ed informarlo che si ritira in buon ordine lasciando al medesimo tutto il tempo per leggerla ed informarsi &#8230;.dopo di che , il cittadino-elettore si ripresenterà per veder concretizzato il suo diritto .</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: marco</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=4262#comment-15701</link>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 May 2013 13:19:26 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www2.rifondazione.it/primapagina/?p=4262#comment-15701</guid>
		<description><![CDATA[AL BALLOTTAGGIO INVITIAMO TUTTI I COMPAGNI E LE COMPAGNE A PRATICARE
L’ASTENSIONISMO ATTIVO, ovvero rifiuto della scheda.

Come è ormai noto, l’astensionismo passivo non fa percentuale di media votanti e riguardo alle elezioni legislative il nostro sistema di attribuzione non prevede nessun quorum di partecipazione (a differenza dei referendum dove è richiesto un quorum del 50% +1 degli elettori).

Quindi, se anche per assurdo nella consultazione elettorale votassero tre persone, ciò che uscirebbe dalle urne sarebbe considerata valida espressione della volontà popolare e si procederebbe quindi all’attribuzione dei seggi in base allo scrutinio di tre schede.

Altresì le schede bianche e nulle, fanno certo percentuale votanti, ma vengono ripartite, dopo la verifica in sede di collegio di garanzia che ne attesti le caratteristiche di bianche o nulle, in un unico cumulo da suddividere nel cosiddetto premio di maggioranza… (per assurdo sempre votando bianca o nulla se alle prossime elezioni vincesse Berlusconi le suddette schede andrebbero attribuite nel premio di Forza Italia).

Esiste però un metodo di astensione che garantisce di essere percentuale votante (quindi non delegante) ma consente di non far attribuire il proprio non-voto al partito di maggioranza.

È infatti facoltà dell’elettore di recarsi al seggio e una volta fatto vidimare il certificato elettorale, AVVALERSI DEL DIRITTO di RIFIUTARE LA SCHEDA, assicurandosi di far mettere a verbale tale opzione, come previsto dal d.p.r. 30 marzo 1957, n. 361 – art. 104.

È possibile inoltre ALLEGARE IN CALCE AL VERBALE, UNA BREVE DICHIARAZIONE IN CUI SE VUOLE, L’ELETTORE HA IL DIRITTO di ESPRIMERE LE MOTIVAZIONI DEL SUO RIFIUTO (esempio “nessuno degli schieramenti qui riportati mi rappresenta perché non indica come priorità la liberazione dell’Italia dall’occupazione statunitense”).

Tale sistema rende non attribuibile il voto, in quanto la legge consente solo l’attribuzione delle schede contenute nell’urna al momento dell’apertura della stessa, creando una discrepanza tra percentuale votanti e voti attribuibili e di conseguenza un problema di difficile, se non impossibile attribuzione (specie se il fenomeno raggiungesse quote notevoli) di seggi; infatti in linea teorica (non è mai successo) se la quantità di schede rifiutate raggiungesse la quota di voti necessaria per l’attribuzione di un seggio, tale seggio non potrebbe essere attribuito.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>AL BALLOTTAGGIO INVITIAMO TUTTI I COMPAGNI E LE COMPAGNE A PRATICARE<br />
L’ASTENSIONISMO ATTIVO, ovvero rifiuto della scheda.</p>
<p>Come è ormai noto, l’astensionismo passivo non fa percentuale di media votanti e riguardo alle elezioni legislative il nostro sistema di attribuzione non prevede nessun quorum di partecipazione (a differenza dei referendum dove è richiesto un quorum del 50% +1 degli elettori).</p>
<p>Quindi, se anche per assurdo nella consultazione elettorale votassero tre persone, ciò che uscirebbe dalle urne sarebbe considerata valida espressione della volontà popolare e si procederebbe quindi all’attribuzione dei seggi in base allo scrutinio di tre schede.</p>
<p>Altresì le schede bianche e nulle, fanno certo percentuale votanti, ma vengono ripartite, dopo la verifica in sede di collegio di garanzia che ne attesti le caratteristiche di bianche o nulle, in un unico cumulo da suddividere nel cosiddetto premio di maggioranza… (per assurdo sempre votando bianca o nulla se alle prossime elezioni vincesse Berlusconi le suddette schede andrebbero attribuite nel premio di Forza Italia).</p>
<p>Esiste però un metodo di astensione che garantisce di essere percentuale votante (quindi non delegante) ma consente di non far attribuire il proprio non-voto al partito di maggioranza.</p>
<p>È infatti facoltà dell’elettore di recarsi al seggio e una volta fatto vidimare il certificato elettorale, AVVALERSI DEL DIRITTO di RIFIUTARE LA SCHEDA, assicurandosi di far mettere a verbale tale opzione, come previsto dal d.p.r. 30 marzo 1957, n. 361 – art. 104.</p>
<p>È possibile inoltre ALLEGARE IN CALCE AL VERBALE, UNA BREVE DICHIARAZIONE IN CUI SE VUOLE, L’ELETTORE HA IL DIRITTO di ESPRIMERE LE MOTIVAZIONI DEL SUO RIFIUTO (esempio “nessuno degli schieramenti qui riportati mi rappresenta perché non indica come priorità la liberazione dell’Italia dall’occupazione statunitense”).</p>
<p>Tale sistema rende non attribuibile il voto, in quanto la legge consente solo l’attribuzione delle schede contenute nell’urna al momento dell’apertura della stessa, creando una discrepanza tra percentuale votanti e voti attribuibili e di conseguenza un problema di difficile, se non impossibile attribuzione (specie se il fenomeno raggiungesse quote notevoli) di seggi; infatti in linea teorica (non è mai successo) se la quantità di schede rifiutate raggiungesse la quota di voti necessaria per l’attribuzione di un seggio, tale seggio non potrebbe essere attribuito.</p>
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