<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Commenti a: Il disastro è assicurato se si ignorano le teorie giuste</title>
	<atom:link href="http://www.rifondazione.it/primapagina/?feed=rss2&#038;p=3854" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=3854</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Wed, 03 Jun 2015 17:48:02 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.5.1</generator>
	<item>
		<title>Di: Giuseppe Parascandolo</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=3854#comment-14171</link>
		<dc:creator>Giuseppe Parascandolo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 May 2013 16:50:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www2.rifondazione.it/primapagina/?p=3854#comment-14171</guid>
		<description><![CDATA[Certo, corretto tutto quanto dice Krugman, ma, il pensiero unico che ha pervaso tutta la sinistra globale: da Tony Blair al modello italiano che
ha scimmiottato la rivoluzione liberale mettendo Marx in soffitta, come 
vantava Massimo D&#039;Alema, quale postcomunista, ha aggravato la situazione,per cui, si è regrediti, come pensiero dominante, alla riscoperta del pensiero liberista, confuso col pensiero liberale,tralasciando le evoluzioni teoretiche dello stesso socialismo utopico e scientifico, fino al Keynesismo (compromesso capitale-lavoro).
In seguito al crollo della ex URSS,ci si è adeguati all&#039;apparente modello vincente occidentale, che è divenuto pensiero globale e che ancora domina nel mondo,condizionando anche  le rivoluzioni dei paesi in via di sviluppo (Cina - India - Brasile), che hanno dovuto coniugare la loro arretratezza sistemica nei confronti del Capitalismo dominante,
iniziando ad importare quel modello occidentale che fu del primo novecento, allorchè si inizio&#039; quella forma di capitalismo primitivo, come lo conosciamo dagli USA fin dagli anni del proibizionismo.
Tutto cio&#039;, ha ghettizzato tanti economisti anche di formazione riformista, a causa anche della volgarizzazione dello stesso Keynesismo.
La spesa pubblica allegra, si pensi all&#039;Italia di Craxi e la parte piu&#039; reazionaria della DC, dalla prima meta&#039; degli anni ottanta, non contrastata efficacemente da un PCI in rotta di collisione dopo la morte di Berlinguer, ha segnato, insieme al crollo del partito democratico USA, e con il Reganismo figlio del Tacherismo, il superamento di ogni forma di pensiero progressista: vecchio pensiero liberale, fino al pensiero socialista e comunista, lasciando il passo,
al liberismo selvaggio che si è storicamente evoluto, fino alla concentrazione massima di un capitalismo oligo-monopolistico,sfociato, poi, nel capitalismo finanziario cosi&#039; come avevano brillantemente analizzato sia Hilferding sia lo stesso Lenin.
Ora, le soluzioni che andrebbero proposte, sono quellle, piu&#039; o meno simili a quelle adottate da Roosvlet con un nuovo new deal, considerando, pero&#039;, che il mondo è cambiato di molto, e l&#039;aumento globale dei consumi, pone il grosso problema delle scarsita&#039; delle risorse. Percio&#039; le tradizionali ricette, su Depression-recessione-espansione, pur da tenere in considerazione sul piano storico-scientifico, vanno aggiornate alla nuova geografia economica globale,
e rilanciare quel modello socio-economico-produttivo, di cui parla anche Amartya Sen, altro nobel per l&#039;economia nel 1998, poco tenuto in considerazione, anche in questa specie di sinistra italiana, che spesso,
dimostra notevoli limiti culturali e legata ad un atavico provincialismo
tutto nazionale.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Certo, corretto tutto quanto dice Krugman, ma, il pensiero unico che ha pervaso tutta la sinistra globale: da Tony Blair al modello italiano che<br />
ha scimmiottato la rivoluzione liberale mettendo Marx in soffitta, come<br />
vantava Massimo D&#8217;Alema, quale postcomunista, ha aggravato la situazione,per cui, si è regrediti, come pensiero dominante, alla riscoperta del pensiero liberista, confuso col pensiero liberale,tralasciando le evoluzioni teoretiche dello stesso socialismo utopico e scientifico, fino al Keynesismo (compromesso capitale-lavoro).<br />
In seguito al crollo della ex URSS,ci si è adeguati all&#8217;apparente modello vincente occidentale, che è divenuto pensiero globale e che ancora domina nel mondo,condizionando anche  le rivoluzioni dei paesi in via di sviluppo (Cina &#8211; India &#8211; Brasile), che hanno dovuto coniugare la loro arretratezza sistemica nei confronti del Capitalismo dominante,<br />
iniziando ad importare quel modello occidentale che fu del primo novecento, allorchè si inizio&#8217; quella forma di capitalismo primitivo, come lo conosciamo dagli USA fin dagli anni del proibizionismo.<br />
Tutto cio&#8217;, ha ghettizzato tanti economisti anche di formazione riformista, a causa anche della volgarizzazione dello stesso Keynesismo.<br />
La spesa pubblica allegra, si pensi all&#8217;Italia di Craxi e la parte piu&#8217; reazionaria della DC, dalla prima meta&#8217; degli anni ottanta, non contrastata efficacemente da un PCI in rotta di collisione dopo la morte di Berlinguer, ha segnato, insieme al crollo del partito democratico USA, e con il Reganismo figlio del Tacherismo, il superamento di ogni forma di pensiero progressista: vecchio pensiero liberale, fino al pensiero socialista e comunista, lasciando il passo,<br />
al liberismo selvaggio che si è storicamente evoluto, fino alla concentrazione massima di un capitalismo oligo-monopolistico,sfociato, poi, nel capitalismo finanziario cosi&#8217; come avevano brillantemente analizzato sia Hilferding sia lo stesso Lenin.<br />
Ora, le soluzioni che andrebbero proposte, sono quellle, piu&#8217; o meno simili a quelle adottate da Roosvlet con un nuovo new deal, considerando, pero&#8217;, che il mondo è cambiato di molto, e l&#8217;aumento globale dei consumi, pone il grosso problema delle scarsita&#8217; delle risorse. Percio&#8217; le tradizionali ricette, su Depression-recessione-espansione, pur da tenere in considerazione sul piano storico-scientifico, vanno aggiornate alla nuova geografia economica globale,<br />
e rilanciare quel modello socio-economico-produttivo, di cui parla anche Amartya Sen, altro nobel per l&#8217;economia nel 1998, poco tenuto in considerazione, anche in questa specie di sinistra italiana, che spesso,<br />
dimostra notevoli limiti culturali e legata ad un atavico provincialismo<br />
tutto nazionale.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giamta</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=3854#comment-14159</link>
		<dc:creator>Giamta</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 May 2013 16:00:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www2.rifondazione.it/primapagina/?p=3854#comment-14159</guid>
		<description><![CDATA[Una piccola considerazione : Se i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri in cosa consiste questa famigerata crisi ? È semplice, i soldi non spariscono, ma passano dai poveri ai ricchi ....... e quando finirà questa crisi ? Quando i ricchi avranno rubato tutti i soldi ai poveri e quest&#039;ultimi si troveranno in mutande o in braghe di tela, allora avrà fine la crisi economica ........ il resto si vedrà dopo !]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Una piccola considerazione : Se i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri in cosa consiste questa famigerata crisi ? È semplice, i soldi non spariscono, ma passano dai poveri ai ricchi &#8230;&#8230;. e quando finirà questa crisi ? Quando i ricchi avranno rubato tutti i soldi ai poveri e quest&#8217;ultimi si troveranno in mutande o in braghe di tela, allora avrà fine la crisi economica &#8230;&#8230;.. il resto si vedrà dopo !</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
