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	<title>Commenti a: Bangladesh: l’orrore del capitalismo reale</title>
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		<title>Di: il caso si chiama capitalismo</title>
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		<dc:creator>il caso si chiama capitalismo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 May 2013 19:55:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[quando si specula per fare soldi senza preoccuparsi degli altri, ...questo non si chiama caso, si chiama capitalismo.

ogni tanto i cretini e gli ipocriti cercano di negare questa realtà e la chiamano caso.

oppure i cretini e gli ipocriti cercano di dimostrare che dove si cerca di costruire il comunismo, anche là è come nel capitalismo.

ogni tanto sento dire le più grandi sciocchezze, come a quella dissidente-scic di nome sanchez, però poi leggo che a cuba la sanità funziona, l&#039;istruzione funziona e il lavoro non è una chimera come da noi.

il comunismo è imperfetto, ha sbagliato molto non perseguendo con convinzione democrazia e diritti civili.....

però ha una cosa che il capitalismo non avrà mai, voler costruire la società di tutti.

a proposito.... per modem e marmaglia varia.... la democrazia non è frutto del capitalismo, che ne ha orrore, è frutto della modernità.

paolo dp]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>quando si specula per fare soldi senza preoccuparsi degli altri, &#8230;questo non si chiama caso, si chiama capitalismo.</p>
<p>ogni tanto i cretini e gli ipocriti cercano di negare questa realtà e la chiamano caso.</p>
<p>oppure i cretini e gli ipocriti cercano di dimostrare che dove si cerca di costruire il comunismo, anche là è come nel capitalismo.</p>
<p>ogni tanto sento dire le più grandi sciocchezze, come a quella dissidente-scic di nome sanchez, però poi leggo che a cuba la sanità funziona, l&#8217;istruzione funziona e il lavoro non è una chimera come da noi.</p>
<p>il comunismo è imperfetto, ha sbagliato molto non perseguendo con convinzione democrazia e diritti civili&#8230;..</p>
<p>però ha una cosa che il capitalismo non avrà mai, voler costruire la società di tutti.</p>
<p>a proposito&#8230;. per modem e marmaglia varia&#8230;. la democrazia non è frutto del capitalismo, che ne ha orrore, è frutto della modernità.</p>
<p>paolo dp</p>
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		<title>Di: giuseppe</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=3818#comment-14100</link>
		<dc:creator>giuseppe</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 May 2013 19:18:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quel crollo è il volto del capitalismo. Sull&#039;altare del profitto la vita umana non conta più nulla. Quante Ifigenie sacrificate!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quel crollo è il volto del capitalismo. Sull&#8217;altare del profitto la vita umana non conta più nulla. Quante Ifigenie sacrificate!</p>
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	<item>
		<title>Di: Un altro caso</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=3818#comment-14099</link>
		<dc:creator>Un altro caso</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 May 2013 19:18:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il crollo di due palazzine avvenuto lunedì sera a Palermo, in cui sono morte quattro persone, non è la prima tragedia avvenuta in una città italiana. Nell&#039;ultimo decennio, in diverse località, si contano numerosi episodi analoghi, dovuti a cause che vanno da fughe di gas a cedimenti strutturali. Il più grave risale all&#039;11 novembre 1999, quando a Foggia cadde un palazzo di sei piani per il cedimento delle fondamenta: in quel caso si contarono 67 vittime. 

Ecco i precedenti   più significativi degli ultimi 30 anni.

27 DIC 1981: nel centro storico di Pisa un edificio crolla per una fuga di gas. Nove i morti.
7 FEB 1985: a Castellaneta (Taranto) infiltrazioni d&#039; acqua fanno cadere un palazzo. Le vittime sono 34.
22 GEN 1986: a Modena una fuga di gas liquido dalla bombola di un&#039;automobile causa l&#039; esplosione in un palazzo. Otto i morti.
18 DIC 1987: a Lecco due ali di un palazzo del &#039;700 sono distrutte dall&#039;esplosione che segue una fuga di gas. 7 morti.
-26 FEBBRAIO 1991: a Pozzuoli un&#039;esplosione fa crollare un edificio durante lavori di ristrutturazione. Il bilancio è di 8 morti.
-16 DICEMBRE 1992: a causa di un&#039;esplosione causata dal gas un palazzo viene distrutto nel quartiere di Ponticelli, a Napoli. Nel crollo muoiono 15 persone.

-14 LUGLIO 1994: un’esplosione conseguente a una fuga di gas provoca il crollo della Casa di riposo di Motta Visconti, in provincia  di Milano. Il bilancio è di 28 morti, tra cui 27 anziani e una cuoca.

- 16 DICEMBRE 1998: Un palazzo crolla a Roma, in via di Vigna Jacobini, nel quartiere Portuense. Dalle macerie vengono estratti 27 corpi privi di vita. Solo una coppia sopravvisse al   crollo. Altri inquilini si salvarono perchè al momento della tragedia  non erano in casa.

-11 MARZO 1999: nel centro di Palermo, nel quartiere Calatafimi, un edificio di sei piani crolla durante un sopralluogo dei vigili del fuoco chiamati per un cornicione pericolante. Tre le persone rimaste schiacciate sotto le macerie: una coppia di anziani e un vigile del fuoco che era accorso per salvarli.

-11 NOVEMBRE 1999: a Foggia crolla un edificio di sei piani in via Giotto, per cedimento strutturale. Dopo quattro giorni di incessante lavoro Vigili del Fuoco, Forze dell’ordine e volontari, il bilancio è pesantissimo: dalle macerie vengono estratte 67 vittime e una ventina di feriti.

-10 GENNAIO 2000: tragedia a Bondeno di Gonzaga (Mantova), dove un&#039;esplosione distrugge una palazzina. Quattro i morti. 

 -2 APRILE 2000: a Bovezzo (Brescia) probabilmente una fuga di gas provoca il crollo di una palazzina. Cinque i morti.

-4 NOVEMBRE 2000: a Goro (Ferrara) un’esplosione provocata da una bombola di gas fa crollare una palazzina. Il bilancio è di 4 morti.

-7 GENNAIO 2001: a Verona, una palazzina di due piani crolla per una fuga di gas. Muore una donna di 74 anni.

-19 MARZO 2003: a Livorno, nel quartiere popolare di Fiorentina, crolla un edificio di quattro piani a causa di un’esplosione dopo una fuga di gas. Il bilancio è di tre morti.

- 20 APRILE 2004: a Torino crolla un palazzo di tre piani per un’esplosione dovuta a una fuga di gpl. Muoiono tre persone.

- 10 SET 2006: A Milano esplode un edificio, forse a causa di una fuga di gas. Il bilancio è di 4 morti, tre adulti e un bambino, e  di 21 feriti.

- 19 AGOSTO 2007: A Conca dei Marini, sul mare di Amalfi, in provincia di Salerno, cede la terrazza in legno di una   villa: il bilancio è di un morto e otto feriti.

-  31 LUGLIO 2010: Crolla una palazzina ad Afragola, in provincia di Napoli. I corpi di tre persone vengono estratti privi di vita, ma viene salvata una bambina di 10.

-  3 OTTOBRE 2011: a Barletta, in via Roma, crolla una palazzina di  tre piani su un maglificio. Cinque donne muoiono (quattro operaie di un laboratorio tessile sepolto dalle macerie e la figlia 14enne dei titolari dell’opificio).

- 7 GIUGNO 2012: a Conversano, nel Barese, in via Zingari, crolla una palazzina. I tre componenti di una famiglia italo-olandese, madre, padre e un bambino di 18 mesi, vegono schiacchiate dalle macerie nel sonno.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il crollo di due palazzine avvenuto lunedì sera a Palermo, in cui sono morte quattro persone, non è la prima tragedia avvenuta in una città italiana. Nell&#8217;ultimo decennio, in diverse località, si contano numerosi episodi analoghi, dovuti a cause che vanno da fughe di gas a cedimenti strutturali. Il più grave risale all&#8217;11 novembre 1999, quando a Foggia cadde un palazzo di sei piani per il cedimento delle fondamenta: in quel caso si contarono 67 vittime. </p>
<p>Ecco i precedenti   più significativi degli ultimi 30 anni.</p>
<p>27 DIC 1981: nel centro storico di Pisa un edificio crolla per una fuga di gas. Nove i morti.<br />
7 FEB 1985: a Castellaneta (Taranto) infiltrazioni d&#8217; acqua fanno cadere un palazzo. Le vittime sono 34.<br />
22 GEN 1986: a Modena una fuga di gas liquido dalla bombola di un&#8217;automobile causa l&#8217; esplosione in un palazzo. Otto i morti.<br />
18 DIC 1987: a Lecco due ali di un palazzo del &#8217;700 sono distrutte dall&#8217;esplosione che segue una fuga di gas. 7 morti.<br />
-26 FEBBRAIO 1991: a Pozzuoli un&#8217;esplosione fa crollare un edificio durante lavori di ristrutturazione. Il bilancio è di 8 morti.<br />
-16 DICEMBRE 1992: a causa di un&#8217;esplosione causata dal gas un palazzo viene distrutto nel quartiere di Ponticelli, a Napoli. Nel crollo muoiono 15 persone.</p>
<p>-14 LUGLIO 1994: un’esplosione conseguente a una fuga di gas provoca il crollo della Casa di riposo di Motta Visconti, in provincia  di Milano. Il bilancio è di 28 morti, tra cui 27 anziani e una cuoca.</p>
<p>- 16 DICEMBRE 1998: Un palazzo crolla a Roma, in via di Vigna Jacobini, nel quartiere Portuense. Dalle macerie vengono estratti 27 corpi privi di vita. Solo una coppia sopravvisse al   crollo. Altri inquilini si salvarono perchè al momento della tragedia  non erano in casa.</p>
<p>-11 MARZO 1999: nel centro di Palermo, nel quartiere Calatafimi, un edificio di sei piani crolla durante un sopralluogo dei vigili del fuoco chiamati per un cornicione pericolante. Tre le persone rimaste schiacciate sotto le macerie: una coppia di anziani e un vigile del fuoco che era accorso per salvarli.</p>
<p>-11 NOVEMBRE 1999: a Foggia crolla un edificio di sei piani in via Giotto, per cedimento strutturale. Dopo quattro giorni di incessante lavoro Vigili del Fuoco, Forze dell’ordine e volontari, il bilancio è pesantissimo: dalle macerie vengono estratte 67 vittime e una ventina di feriti.</p>
<p>-10 GENNAIO 2000: tragedia a Bondeno di Gonzaga (Mantova), dove un&#8217;esplosione distrugge una palazzina. Quattro i morti. </p>
<p> -2 APRILE 2000: a Bovezzo (Brescia) probabilmente una fuga di gas provoca il crollo di una palazzina. Cinque i morti.</p>
<p>-4 NOVEMBRE 2000: a Goro (Ferrara) un’esplosione provocata da una bombola di gas fa crollare una palazzina. Il bilancio è di 4 morti.</p>
<p>-7 GENNAIO 2001: a Verona, una palazzina di due piani crolla per una fuga di gas. Muore una donna di 74 anni.</p>
<p>-19 MARZO 2003: a Livorno, nel quartiere popolare di Fiorentina, crolla un edificio di quattro piani a causa di un’esplosione dopo una fuga di gas. Il bilancio è di tre morti.</p>
<p>- 20 APRILE 2004: a Torino crolla un palazzo di tre piani per un’esplosione dovuta a una fuga di gpl. Muoiono tre persone.</p>
<p>- 10 SET 2006: A Milano esplode un edificio, forse a causa di una fuga di gas. Il bilancio è di 4 morti, tre adulti e un bambino, e  di 21 feriti.</p>
<p>- 19 AGOSTO 2007: A Conca dei Marini, sul mare di Amalfi, in provincia di Salerno, cede la terrazza in legno di una   villa: il bilancio è di un morto e otto feriti.</p>
<p>-  31 LUGLIO 2010: Crolla una palazzina ad Afragola, in provincia di Napoli. I corpi di tre persone vengono estratti privi di vita, ma viene salvata una bambina di 10.</p>
<p>-  3 OTTOBRE 2011: a Barletta, in via Roma, crolla una palazzina di  tre piani su un maglificio. Cinque donne muoiono (quattro operaie di un laboratorio tessile sepolto dalle macerie e la figlia 14enne dei titolari dell’opificio).</p>
<p>- 7 GIUGNO 2012: a Conversano, nel Barese, in via Zingari, crolla una palazzina. I tre componenti di una famiglia italo-olandese, madre, padre e un bambino di 18 mesi, vegono schiacchiate dalle macerie nel sonno.</p>
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	<item>
		<title>Di: Sarà un caso.</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=3818#comment-14097</link>
		<dc:creator>Sarà un caso.</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 May 2013 19:12:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il governo venezuelano ricorre all’esercito per lottare contro la criminalità.
“E’ questo il problema numero uno del paese” ha dichiarato Nicolas Maduro il nuovo presidente eletto al fotofinish un mese fa. 3000 soldati pattuglieranno le vie di Caracas nel quadro del “Plano Patria Segura”.Nell’agglomerato di Petare verranno inviati piu’ di 1000 agenti appartenenti a tutti i corpi dello Stato

“La polizia bolivariana ha affiancato l’esercito per garantire il massimo della sicurezza possibile e proteggere i cittadini di Petare nello Stato di Miranda” spiega il generale Antonio Benavides.
La decision di militarizzare la lotta contro la criminalità non raccoglie solo consensi. L’opposizione ha criticato duramente questo provvedimento sostenendo che andrebbe piuttosto riformata la macchina della giustizia visto che la stragrande maggioranza dei reati oggi restano impuniti. Resta il fatto che secondo le statistiche dell’Onu il Venezuela è il 5° paese piu’ pericoloso al mondo.

Il governo nel 2012 ha contabilizzato 16072 omicidi ovvero 55,2 omicidi ogni 100 mila abitanti.
L’Osservatorio Venezuelano della violenza ha rivisto questa cifra al rialzo: 21692 omicidi recensiti per un tasso di 73 morti ammazzati ogni 100 mila abitanti.

Il governo ha anche un’altra emergenza da affrontare. La penuria di generi di prima necessità, carta igienica ad esempio. Mercoledi questo supermercato di Caracas è stato preso d’assalto e in poche ore gli stock sono stati esauriti.

“Ho cercato la carta igienica per 2 settimane. I soldati mi hanno detto che qui l’avrei trovata e allora mi sono messa diligentemente in fila” spiega un’abitante di Caracas.
Il governo parla senza mezzi termini di una campagna tesa ad allarmare i venezuelani. Una campagna di destabilizzazione.
Il ministro del commercio ha annunciato l’importazione d’urgenza di carta igienica

“La rivoluzione ci porterà nei prossimi giorni 50 milioni di rotoli di carta igienica. Tra venerdi e mercoledi della prossima settimana arriverà il primo carico di 20 milioni di rotoli. Quanto basta per rispondere alla domanda per una settimana e forse anche di piu’” ha affermato il Ministro del Commercio Alejandro Fleming.
Negli ultimi giorni nei supermercati scarseggiavano la farina ed altri alimenti base. Il presidente Maduro lunedi ha accusato uno dei principali gruppi dell’industria alimentare di nascondere le proprie scorte per mettere volontariamente in difficoltà il sistema. 
Ora la polemica sembra rientrata ma la tensione resta alta.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il governo venezuelano ricorre all’esercito per lottare contro la criminalità.<br />
“E’ questo il problema numero uno del paese” ha dichiarato Nicolas Maduro il nuovo presidente eletto al fotofinish un mese fa. 3000 soldati pattuglieranno le vie di Caracas nel quadro del “Plano Patria Segura”.Nell’agglomerato di Petare verranno inviati piu’ di 1000 agenti appartenenti a tutti i corpi dello Stato</p>
<p>“La polizia bolivariana ha affiancato l’esercito per garantire il massimo della sicurezza possibile e proteggere i cittadini di Petare nello Stato di Miranda” spiega il generale Antonio Benavides.<br />
La decision di militarizzare la lotta contro la criminalità non raccoglie solo consensi. L’opposizione ha criticato duramente questo provvedimento sostenendo che andrebbe piuttosto riformata la macchina della giustizia visto che la stragrande maggioranza dei reati oggi restano impuniti. Resta il fatto che secondo le statistiche dell’Onu il Venezuela è il 5° paese piu’ pericoloso al mondo.</p>
<p>Il governo nel 2012 ha contabilizzato 16072 omicidi ovvero 55,2 omicidi ogni 100 mila abitanti.<br />
L’Osservatorio Venezuelano della violenza ha rivisto questa cifra al rialzo: 21692 omicidi recensiti per un tasso di 73 morti ammazzati ogni 100 mila abitanti.</p>
<p>Il governo ha anche un’altra emergenza da affrontare. La penuria di generi di prima necessità, carta igienica ad esempio. Mercoledi questo supermercato di Caracas è stato preso d’assalto e in poche ore gli stock sono stati esauriti.</p>
<p>“Ho cercato la carta igienica per 2 settimane. I soldati mi hanno detto che qui l’avrei trovata e allora mi sono messa diligentemente in fila” spiega un’abitante di Caracas.<br />
Il governo parla senza mezzi termini di una campagna tesa ad allarmare i venezuelani. Una campagna di destabilizzazione.<br />
Il ministro del commercio ha annunciato l’importazione d’urgenza di carta igienica</p>
<p>“La rivoluzione ci porterà nei prossimi giorni 50 milioni di rotoli di carta igienica. Tra venerdi e mercoledi della prossima settimana arriverà il primo carico di 20 milioni di rotoli. Quanto basta per rispondere alla domanda per una settimana e forse anche di piu’” ha affermato il Ministro del Commercio Alejandro Fleming.<br />
Negli ultimi giorni nei supermercati scarseggiavano la farina ed altri alimenti base. Il presidente Maduro lunedi ha accusato uno dei principali gruppi dell’industria alimentare di nascondere le proprie scorte per mettere volontariamente in difficoltà il sistema.<br />
Ora la polemica sembra rientrata ma la tensione resta alta.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: paolo dp</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=3818#comment-14088</link>
		<dc:creator>paolo dp</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 May 2013 18:38:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[il capitalismo è un sistema omicida.
non servono tante parole, basta ricordare i lavoratori morti in bangladesh nel crollo della fabbrica per i brand capitalisti(1200? 3000? boh, chi se ne importa direbbe martino o modem).
da noi si  sta imponendo lo stesso modello capitalista, ma con lentezza in modo che la gente ci si abitui un po&#039; per volta.
si chiama per ora precarietà.

qtar... perchè sprechi il tuo tempo con articoli insulsi e inutili?]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>il capitalismo è un sistema omicida.<br />
non servono tante parole, basta ricordare i lavoratori morti in bangladesh nel crollo della fabbrica per i brand capitalisti(1200? 3000? boh, chi se ne importa direbbe martino o modem).<br />
da noi si  sta imponendo lo stesso modello capitalista, ma con lentezza in modo che la gente ci si abitui un po&#8217; per volta.<br />
si chiama per ora precarietà.</p>
<p>qtar&#8230; perchè sprechi il tuo tempo con articoli insulsi e inutili?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Qtar</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=3818#comment-14085</link>
		<dc:creator>Qtar</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 May 2013 17:41:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il rapporto tra debito non sostenibile delle aziende e il Pil cinese è il più alto al mondo: gli esperti sostengono che tutti i segni che fanno presagire una crisi finanziaria siano già apparsi.

In Cina si è gonfiata la bolla dei crediti più grande al mondo, sotto forma di obbligazioni societarie e prestiti a breve termine, secondo gli analisti. La rivista Caijing di Pechino, citando una ricerca degli analisti di Zero Hedge, riferisce che il rapporto percentuale tra debito aziendale e Pil, in Cina abbia raggiunto il 151 per cento.

Questo dato viene messo in dubbio da alcune parti, ma altri analisti raggiungono conclusioni simili. Il debito aziendale cinese ammontava nel 2011 al 108 per cento del Pil, ed è aumentato al 122 per cento del Pil nel 2012, il punto più alto in 15 anni, secondo GK Dragonomics, in un&#039;analisi economica di novembre 2012 pubblicata su Bloomberg Business Week, dal titolo Il buco nero del debito aziendale cinese. Persino le ricerche di alcuni esperti cinesi raggiungono conclusioni simili. Gli studi di Liu Yuhui, esperto di economia presso l&#039;Accademia cinese di Scienze Sociali, hanno indicato che i settori non finanziari dell&#039;economia cinese, che includono il Governo, le imprese e i settori residenziali, rappresentano un debito di 114 mila 800 miliardi di yuan (circa 14 mila 175 miliardi di euro), che equivale al 221 per cento del Pil del 2012, che era di 51 mila miliardi di yuan (6 mila 407 miliardi di euro), secondo un articolo dell&#039;8 aprile apparso sul First Financial Daily.

Alcuni esperti ritengono che «il rapporto del debito del settore non finanziario» sia un indicatore migliore dell&#039;eccessiva espansione del debito in Cina. Dopo aver sottratto 18 mila miliardi di yuan del debito del settore residenziale (34,7 per cento del Pil) e circa 33 mila miliardi di yuan del debito del settore pubblico (dal 59,4 al 65,12 per cento del Pil), i rimanenti 63 mila miliardi di yuan (7 mila 779 miliardi di euro) in debito alla fine del 2012 possono essere assegnati ai settori aziendali non finanziari. Questo costituisce il 125 per cento del Pil, in linea con i dati degli studi di Zero Hedge e GK Dragonomics.

Che il rapporto reale sia del 151 o del 122 per cento, gli economisti sono comunque d&#039;accordo nel pensare che una percentuale del genere sia insostenibile. Il debito aziendale cinese come percentuale del Pil ha già superato di molto la quantità accettabile in qualunque sistema economico avanzato, che è tra il 50 e il 70 per cento. Da una prospettiva economica, questo rapporto così alto ha portato a gravi problemi.

Per quanto preoccupanti, questi dati non raccontano la storia completa. Secondo un articolo del 9 aprile pubblicato da China Times, l&#039;esperto finanziario Liu Yuhui ha sottolineato che la profittabilità delle imprese industriali cinesi (il profitto netto sul ricavo totale) è di solo il 5-6 per cento, la metà della media mondiale, mentre il debito aziendale medio in Cina è di circa 3-4 volte lo standard globale.

«Le compagnie hanno visto i loro affari rallentare e i ricavi non erano quelli che si aspettavano. Hanno colmato il divario assumendosi ulteriori debiti», ha affermato il direttore della ricerca di GK Dragonomics Andrew Batson, secondo Bloomberg.

Tre segni di crisi

L&#039;alto rapporto di indebitamento è uno dei segni di crisi economica. Zhang Zhiwei, capo economista per la Cina presso la finanziaria giapponese Nomura, ha elencato tre indicatori di crisi economica: l&#039;alto rapporto di indebitamento, il rapido aumento dei beni e il potenziale di crescita economica che diminuisce. Ha esplicitato il suo pensiero nella relazione Cina: aumentano i rischi di una crisi economica. Sfortunatamente la Cina mostra tutti e tre gli indicatori.

Allo scopo di nasconderli il regime cinese ha ampliato il mercato dei crediti per stimolare l&#039;economia.

Come risultato, la quantità di moneta in circolazione (aggregato monetario M2) è aumentata da 16 mila miliardi di yuan del 2002 (circa duemila miliardi di euro) a 100 mila miliardi di yuan nel 2013 (circa 12 mila miliardi di euro). In poco più di un decennio, la quantità di moneta in Cina è aumentata di cinque volte. La stampa eccessiva di moneta è considerata la causa prima dell&#039;inflazione.

Inoltre il basarsi sulle esportazioni e su investimenti sregolati (come quelli che hanno portato allo sviluppo immobiliare) per dare impulso alla crescita economica, ha portato ad una struttura economica intrecciata. Wen Jiabao, l&#039;ex premier, aveva commentato che la crescita della Cina è «sbilanciata, scoordinata e insostenibile».

Il debito delle amministrazioni locali

L&#039;ex ministro delle finanze Xiang Huaicheng ha detto, durante il suo intervento al Forum economico Boao 2013, che il debito delle amministrazioni locali aveva raggiunto i 20 mila miliardi di yuan (2 mila 546 miliardi di euro), secondo quanto riportato il 7 aprile da China News.

Nonostante Xiang non l&#039;abbia ammesso, un altro economista cinese, Hu Zuliu, ha reso noto sempre durante il Forum Boao, che la Cina sarà il luogo dove comincerà la crisi globale del debito, secondo quanto il 21st Century Business Herald ha riferito lo stesso giorno.

L&#039;economista Larry Lang ritiene che la crisi finanziaria e quella bancaria siano già iniziate in Cina. Ad agosto 2012 Lang ha elencato otto situazioni principali di crisi che attendono di esplodere. Queste crisi includono l&#039;utilizzo eccessivo delle risorse, l&#039;eccessiva capacità di produzione, la crisi del debito, l&#039;inflazione e la crisi bancaria.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il rapporto tra debito non sostenibile delle aziende e il Pil cinese è il più alto al mondo: gli esperti sostengono che tutti i segni che fanno presagire una crisi finanziaria siano già apparsi.</p>
<p>In Cina si è gonfiata la bolla dei crediti più grande al mondo, sotto forma di obbligazioni societarie e prestiti a breve termine, secondo gli analisti. La rivista Caijing di Pechino, citando una ricerca degli analisti di Zero Hedge, riferisce che il rapporto percentuale tra debito aziendale e Pil, in Cina abbia raggiunto il 151 per cento.</p>
<p>Questo dato viene messo in dubbio da alcune parti, ma altri analisti raggiungono conclusioni simili. Il debito aziendale cinese ammontava nel 2011 al 108 per cento del Pil, ed è aumentato al 122 per cento del Pil nel 2012, il punto più alto in 15 anni, secondo GK Dragonomics, in un&#8217;analisi economica di novembre 2012 pubblicata su Bloomberg Business Week, dal titolo Il buco nero del debito aziendale cinese. Persino le ricerche di alcuni esperti cinesi raggiungono conclusioni simili. Gli studi di Liu Yuhui, esperto di economia presso l&#8217;Accademia cinese di Scienze Sociali, hanno indicato che i settori non finanziari dell&#8217;economia cinese, che includono il Governo, le imprese e i settori residenziali, rappresentano un debito di 114 mila 800 miliardi di yuan (circa 14 mila 175 miliardi di euro), che equivale al 221 per cento del Pil del 2012, che era di 51 mila miliardi di yuan (6 mila 407 miliardi di euro), secondo un articolo dell&#8217;8 aprile apparso sul First Financial Daily.</p>
<p>Alcuni esperti ritengono che «il rapporto del debito del settore non finanziario» sia un indicatore migliore dell&#8217;eccessiva espansione del debito in Cina. Dopo aver sottratto 18 mila miliardi di yuan del debito del settore residenziale (34,7 per cento del Pil) e circa 33 mila miliardi di yuan del debito del settore pubblico (dal 59,4 al 65,12 per cento del Pil), i rimanenti 63 mila miliardi di yuan (7 mila 779 miliardi di euro) in debito alla fine del 2012 possono essere assegnati ai settori aziendali non finanziari. Questo costituisce il 125 per cento del Pil, in linea con i dati degli studi di Zero Hedge e GK Dragonomics.</p>
<p>Che il rapporto reale sia del 151 o del 122 per cento, gli economisti sono comunque d&#8217;accordo nel pensare che una percentuale del genere sia insostenibile. Il debito aziendale cinese come percentuale del Pil ha già superato di molto la quantità accettabile in qualunque sistema economico avanzato, che è tra il 50 e il 70 per cento. Da una prospettiva economica, questo rapporto così alto ha portato a gravi problemi.</p>
<p>Per quanto preoccupanti, questi dati non raccontano la storia completa. Secondo un articolo del 9 aprile pubblicato da China Times, l&#8217;esperto finanziario Liu Yuhui ha sottolineato che la profittabilità delle imprese industriali cinesi (il profitto netto sul ricavo totale) è di solo il 5-6 per cento, la metà della media mondiale, mentre il debito aziendale medio in Cina è di circa 3-4 volte lo standard globale.</p>
<p>«Le compagnie hanno visto i loro affari rallentare e i ricavi non erano quelli che si aspettavano. Hanno colmato il divario assumendosi ulteriori debiti», ha affermato il direttore della ricerca di GK Dragonomics Andrew Batson, secondo Bloomberg.</p>
<p>Tre segni di crisi</p>
<p>L&#8217;alto rapporto di indebitamento è uno dei segni di crisi economica. Zhang Zhiwei, capo economista per la Cina presso la finanziaria giapponese Nomura, ha elencato tre indicatori di crisi economica: l&#8217;alto rapporto di indebitamento, il rapido aumento dei beni e il potenziale di crescita economica che diminuisce. Ha esplicitato il suo pensiero nella relazione Cina: aumentano i rischi di una crisi economica. Sfortunatamente la Cina mostra tutti e tre gli indicatori.</p>
<p>Allo scopo di nasconderli il regime cinese ha ampliato il mercato dei crediti per stimolare l&#8217;economia.</p>
<p>Come risultato, la quantità di moneta in circolazione (aggregato monetario M2) è aumentata da 16 mila miliardi di yuan del 2002 (circa duemila miliardi di euro) a 100 mila miliardi di yuan nel 2013 (circa 12 mila miliardi di euro). In poco più di un decennio, la quantità di moneta in Cina è aumentata di cinque volte. La stampa eccessiva di moneta è considerata la causa prima dell&#8217;inflazione.</p>
<p>Inoltre il basarsi sulle esportazioni e su investimenti sregolati (come quelli che hanno portato allo sviluppo immobiliare) per dare impulso alla crescita economica, ha portato ad una struttura economica intrecciata. Wen Jiabao, l&#8217;ex premier, aveva commentato che la crescita della Cina è «sbilanciata, scoordinata e insostenibile».</p>
<p>Il debito delle amministrazioni locali</p>
<p>L&#8217;ex ministro delle finanze Xiang Huaicheng ha detto, durante il suo intervento al Forum economico Boao 2013, che il debito delle amministrazioni locali aveva raggiunto i 20 mila miliardi di yuan (2 mila 546 miliardi di euro), secondo quanto riportato il 7 aprile da China News.</p>
<p>Nonostante Xiang non l&#8217;abbia ammesso, un altro economista cinese, Hu Zuliu, ha reso noto sempre durante il Forum Boao, che la Cina sarà il luogo dove comincerà la crisi globale del debito, secondo quanto il 21st Century Business Herald ha riferito lo stesso giorno.</p>
<p>L&#8217;economista Larry Lang ritiene che la crisi finanziaria e quella bancaria siano già iniziate in Cina. Ad agosto 2012 Lang ha elencato otto situazioni principali di crisi che attendono di esplodere. Queste crisi includono l&#8217;utilizzo eccessivo delle risorse, l&#8217;eccessiva capacità di produzione, la crisi del debito, l&#8217;inflazione e la crisi bancaria.</p>
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