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	<title>Commenti a: Una crisi sistemica</title>
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		<title>Di: Qtar</title>
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		<dc:creator>Qtar</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 May 2013 07:22:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non ha mai presentato un suo libro e raramente partecipa a eventi pubblici. A Emanuele Severino, classe 1929, uno dei più importanti pensatori del nostro tempo, la filosofia piace farla, scriverla.
Accademico dei Lincei, professore emerito alla Ca’ Foscari di Venezia e docente di filosofia teoretica all’università Vita-Salute San Raffaele di Milano, Severino ha aperto le porte della sua casa bresciana a Lettera43.it per parlare di quello che definisce «un rametto» della sua immensa produzione filosofica.
LA FINE DEL CAPITALISMO. La sua ultima fatica, Capitalismo senza futuro (Rizzoli editore, 2012) arriva 20 anni dopo il Declino del capitalismo e descrive ancora più chiaramente come dopo il «già perento comunismo», anche tutte le altre grandi forze della tradizione occidentale - cristianesimo, islamismo, capitalismo - siano destinate al tramonto.
Ideologie che sinora hanno usato la tecnica come mezzo per realizzare il proprio scopo. Ma che sono destinate a diventare solo strumenti a servizio della tecnica.
Un fenomeno inevitabile che ancora oggi sfugge alla cultura contemporanea e che Severino, come una Cassandra, va denunciando da anni. «La tecnica sta distruggendo ogni forma tradizionale di civiltà, cristiana, borghese, marxista», scrisse nel 1979, «e quindi anche ogni forma tradizionale di conoscenza».

IL TRAMONTO DELLE IDEOLOGIE. Per questo anche «l’attuale crisi economica non può essere risolta attraverso un semplice rinnovamento della classe dirigente», spiega il filosofo seduto nel divano del suo soggiorno, vicino a un pianoforte a coda - memoria del suo passato da compositore - e una grande scultura in creta di Orfeo.
Secondo Severino, che parte da una riflessione sulla situazione dell’Europa e sulle ambizioni dei suoi leader, i poteri forti sono come «foglie secche, ancora attaccate ai rami, ma senza futuro». E i politici, i capitalisti, i capi cristiani o islamici, semplici imbalsamatori che cercano di tenerle attaccate.

DOMANDA. Chi ha causato la morte del capitalismo?
RISPOSTA. Il maggiore nemico del capitalismo è il capitalismo stesso Che è autoditruttivo come era un tempo la produzione dell&#039;economia pianificata sovietica, e come lo è oggi quella cinese, ancora più inquinante di quella occidentale.
D. Il capitalismo avvelenando l&#039;ambiente avvelena se stesso?
R. Il carattere distruttivo dell&#039;azione capitalistica fa sì che il capitalismo per sopravvivere concentri la propria attenzione sulla elaborazione di tecniche alternative, che rechino meno danni all&#039;ambiente.
D. Quello che fece Bill Clinton quando auspicò la missione capitalista di creare un ambiente sano?
R. Sì, ma se l&#039;obiettivo non è più l&#039;incremento del profitto privato bensì il rafforzamento della tecnica, il capitalismo non è più tale.
D. Che cosa diventerebbe?
R. Che non sarà più la tecnica a servire il capitale, ma viceversa. Un capitalismo strumentale che in divenire porterà al tramonto di tutte le ideologie del nostro tempo.
D. Quelle politiche in primis?
R. Il marxismo sosteneva il primato della politica sull&#039;economia. Ma con l&#039;illuminismo si capì subito l&#039;impossibilità della pura politica e della stessa forza militare di dominare l&#039;economia.
D. Oggi, infatti, è l&#039;esatto contrario.
R. La frase di Marx: «I governi sono i comitati d&#039;affari del capitalismo» è quanto mai attuale. Solo che ora questo comitato d&#039;affari deve servirsi della tecnica per sopravvivere. E senza rendersene conto è costretto ad agire contro se stesso.
D. I cosiddetti governi tecnici?
R. La tecnica di cui parlo io non è quella che serve al capitalismo o alla politica, ma che si serve del capitalismo e della politica. Questi governi tecnici che si muovono all&#039;interno del capitalismo, invece, hanno della politica una concezione subalterna, e sono completamente dominati dall&#039;economia capitalista.
D. Gli organismo finanziari, la cosiddetta troika, che hanno dettato le misure anticrisi all&#039;Italia sono però controllati dalla politica.
R. Quella franco-tedesca. E oggi Francia e soprattutto Germania sono in Europa le migliori rappresentanti del tentativo del capitalismo di sopravvivere, di non farsi liquidare.
D. Cosa pensa del governo Monti?
R. Anche Monti, nonostante il suo cattolicesimo, che al capitalismo ha sempre chiesto un equilibrio tra efficienza e solidarietà, alla fine ha fatto prevalere la prima istanza.
D. Perché Monti non ha perseguito la solidarietà sociale?
R. Per farlo avrebbe dovuto &#039;ammazzare&#039; il capitalismo, non avendo più come scopo l&#039;aumento indefinito del profitto.
D. Per evitare questo pericolo, quindi, meglio la dittatura dello spread?
R. È la dittatura del capitalismo. Da tempo si dà per scontato, ormai anche a sinistra, che l&#039;unico tipo di organizzazione sociale sia quella capitalista.
D. Marx si starà rivoltando nella tomba...
R. Oggi la sinistra italiana si vanta di ispirarsi al modello democratico americano. Nessuno dà la giusta attenzione a ciò che sta succedendo veramente.
D. Cioè?
R. La distruzione non solo del capitalismo, ma di tutte le ideologie del nostro tempo.
D. Perché stanno scomparendo?
R. Ognuna di queste forze vuole escludere le altre. E questo le rende meno potenti rispetto alla tecnica, che invece  cerca di incrementare all&#039;infinito la capacità di realizzare i suoi obiettivi, aumentando così la potenza a disposizione dell&#039;uomo.
D. Quindi la fine del capitalismo non sarà la fine del mondo?
R. Che il capitalismo vada in malora non è un esito negativo, perché questo mette a disposizione dell&#039;uomo quelle potenzialità che nella civiltà occidentale il dominio delle ideologie ha tenuto a freno.
D. Può spiegarlo meglio?
R. La tecnica vuole essere aumento della potenza e mira quindi alla eliminazione della scarsità. Scopo questo del capitalismo, che vuole perpetrare la carenza delle merci. Il capitalismo quindi si serve di un servitore, la tecnica, che lavora contro gli interessi del padrone.
Il futuro è della tecnica]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non ha mai presentato un suo libro e raramente partecipa a eventi pubblici. A Emanuele Severino, classe 1929, uno dei più importanti pensatori del nostro tempo, la filosofia piace farla, scriverla.<br />
Accademico dei Lincei, professore emerito alla Ca’ Foscari di Venezia e docente di filosofia teoretica all’università Vita-Salute San Raffaele di Milano, Severino ha aperto le porte della sua casa bresciana a Lettera43.it per parlare di quello che definisce «un rametto» della sua immensa produzione filosofica.<br />
LA FINE DEL CAPITALISMO. La sua ultima fatica, Capitalismo senza futuro (Rizzoli editore, 2012) arriva 20 anni dopo il Declino del capitalismo e descrive ancora più chiaramente come dopo il «già perento comunismo», anche tutte le altre grandi forze della tradizione occidentale &#8211; cristianesimo, islamismo, capitalismo &#8211; siano destinate al tramonto.<br />
Ideologie che sinora hanno usato la tecnica come mezzo per realizzare il proprio scopo. Ma che sono destinate a diventare solo strumenti a servizio della tecnica.<br />
Un fenomeno inevitabile che ancora oggi sfugge alla cultura contemporanea e che Severino, come una Cassandra, va denunciando da anni. «La tecnica sta distruggendo ogni forma tradizionale di civiltà, cristiana, borghese, marxista», scrisse nel 1979, «e quindi anche ogni forma tradizionale di conoscenza».</p>
<p>IL TRAMONTO DELLE IDEOLOGIE. Per questo anche «l’attuale crisi economica non può essere risolta attraverso un semplice rinnovamento della classe dirigente», spiega il filosofo seduto nel divano del suo soggiorno, vicino a un pianoforte a coda &#8211; memoria del suo passato da compositore &#8211; e una grande scultura in creta di Orfeo.<br />
Secondo Severino, che parte da una riflessione sulla situazione dell’Europa e sulle ambizioni dei suoi leader, i poteri forti sono come «foglie secche, ancora attaccate ai rami, ma senza futuro». E i politici, i capitalisti, i capi cristiani o islamici, semplici imbalsamatori che cercano di tenerle attaccate.</p>
<p>DOMANDA. Chi ha causato la morte del capitalismo?<br />
RISPOSTA. Il maggiore nemico del capitalismo è il capitalismo stesso Che è autoditruttivo come era un tempo la produzione dell&#8217;economia pianificata sovietica, e come lo è oggi quella cinese, ancora più inquinante di quella occidentale.<br />
D. Il capitalismo avvelenando l&#8217;ambiente avvelena se stesso?<br />
R. Il carattere distruttivo dell&#8217;azione capitalistica fa sì che il capitalismo per sopravvivere concentri la propria attenzione sulla elaborazione di tecniche alternative, che rechino meno danni all&#8217;ambiente.<br />
D. Quello che fece Bill Clinton quando auspicò la missione capitalista di creare un ambiente sano?<br />
R. Sì, ma se l&#8217;obiettivo non è più l&#8217;incremento del profitto privato bensì il rafforzamento della tecnica, il capitalismo non è più tale.<br />
D. Che cosa diventerebbe?<br />
R. Che non sarà più la tecnica a servire il capitale, ma viceversa. Un capitalismo strumentale che in divenire porterà al tramonto di tutte le ideologie del nostro tempo.<br />
D. Quelle politiche in primis?<br />
R. Il marxismo sosteneva il primato della politica sull&#8217;economia. Ma con l&#8217;illuminismo si capì subito l&#8217;impossibilità della pura politica e della stessa forza militare di dominare l&#8217;economia.<br />
D. Oggi, infatti, è l&#8217;esatto contrario.<br />
R. La frase di Marx: «I governi sono i comitati d&#8217;affari del capitalismo» è quanto mai attuale. Solo che ora questo comitato d&#8217;affari deve servirsi della tecnica per sopravvivere. E senza rendersene conto è costretto ad agire contro se stesso.<br />
D. I cosiddetti governi tecnici?<br />
R. La tecnica di cui parlo io non è quella che serve al capitalismo o alla politica, ma che si serve del capitalismo e della politica. Questi governi tecnici che si muovono all&#8217;interno del capitalismo, invece, hanno della politica una concezione subalterna, e sono completamente dominati dall&#8217;economia capitalista.<br />
D. Gli organismo finanziari, la cosiddetta troika, che hanno dettato le misure anticrisi all&#8217;Italia sono però controllati dalla politica.<br />
R. Quella franco-tedesca. E oggi Francia e soprattutto Germania sono in Europa le migliori rappresentanti del tentativo del capitalismo di sopravvivere, di non farsi liquidare.<br />
D. Cosa pensa del governo Monti?<br />
R. Anche Monti, nonostante il suo cattolicesimo, che al capitalismo ha sempre chiesto un equilibrio tra efficienza e solidarietà, alla fine ha fatto prevalere la prima istanza.<br />
D. Perché Monti non ha perseguito la solidarietà sociale?<br />
R. Per farlo avrebbe dovuto &#8216;ammazzare&#8217; il capitalismo, non avendo più come scopo l&#8217;aumento indefinito del profitto.<br />
D. Per evitare questo pericolo, quindi, meglio la dittatura dello spread?<br />
R. È la dittatura del capitalismo. Da tempo si dà per scontato, ormai anche a sinistra, che l&#8217;unico tipo di organizzazione sociale sia quella capitalista.<br />
D. Marx si starà rivoltando nella tomba&#8230;<br />
R. Oggi la sinistra italiana si vanta di ispirarsi al modello democratico americano. Nessuno dà la giusta attenzione a ciò che sta succedendo veramente.<br />
D. Cioè?<br />
R. La distruzione non solo del capitalismo, ma di tutte le ideologie del nostro tempo.<br />
D. Perché stanno scomparendo?<br />
R. Ognuna di queste forze vuole escludere le altre. E questo le rende meno potenti rispetto alla tecnica, che invece  cerca di incrementare all&#8217;infinito la capacità di realizzare i suoi obiettivi, aumentando così la potenza a disposizione dell&#8217;uomo.<br />
D. Quindi la fine del capitalismo non sarà la fine del mondo?<br />
R. Che il capitalismo vada in malora non è un esito negativo, perché questo mette a disposizione dell&#8217;uomo quelle potenzialità che nella civiltà occidentale il dominio delle ideologie ha tenuto a freno.<br />
D. Può spiegarlo meglio?<br />
R. La tecnica vuole essere aumento della potenza e mira quindi alla eliminazione della scarsità. Scopo questo del capitalismo, che vuole perpetrare la carenza delle merci. Il capitalismo quindi si serve di un servitore, la tecnica, che lavora contro gli interessi del padrone.<br />
Il futuro è della tecnica</p>
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		<title>Di: danilo</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=3666#comment-13456</link>
		<dc:creator>danilo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 May 2013 07:14:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[No ho capito se intendi tornare al medio evo-con contadi e le baronie-oppure non sarebbe meglio partire da dove oggi si è arrivati per andare verso una società migliore magari socialista.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>No ho capito se intendi tornare al medio evo-con contadi e le baronie-oppure non sarebbe meglio partire da dove oggi si è arrivati per andare verso una società migliore magari socialista.</p>
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		<title>Di: demetrio trunfio</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=3666#comment-13430</link>
		<dc:creator>demetrio trunfio</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 May 2013 05:45:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[oh !! tient tient !
l&#039;egregio AGENOR continua a sognare, a cullarsi nella pura illusione !
Scrive, ma con tanto garbo, che quasi ci intenerisce , che &quot; NON SI E MAI PROVATO A CREARE UN SISTEMA DI PREVIDENZA SOCIALE COMUNE&quot;;
E perché ? perché il Capitalismo che ha creato l&#039; UE l&#039;ha creata per fare i suoi affari.
Basta illusioni ! Basta scrivere le paroline di Hollande e di DELORS&quot;, due grandi classici del tradimento socialdemocratico!! Bisogna denunciare senza si e senza ma questa UNIONE EUROPEA che   ha codificato la rovina delle classi operaie europee!!!! Lo si vuole capire ????]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>oh !! tient tient !<br />
l&#8217;egregio AGENOR continua a sognare, a cullarsi nella pura illusione !<br />
Scrive, ma con tanto garbo, che quasi ci intenerisce , che &#8221; NON SI E MAI PROVATO A CREARE UN SISTEMA DI PREVIDENZA SOCIALE COMUNE&#8221;;<br />
E perché ? perché il Capitalismo che ha creato l&#8217; UE l&#8217;ha creata per fare i suoi affari.<br />
Basta illusioni ! Basta scrivere le paroline di Hollande e di DELORS&#8221;, due grandi classici del tradimento socialdemocratico!! Bisogna denunciare senza si e senza ma questa UNIONE EUROPEA che   ha codificato la rovina delle classi operaie europee!!!! Lo si vuole capire ????</p>
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		<title>Di: Ugo Capeto</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=3666#comment-13365</link>
		<dc:creator>Ugo Capeto</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 May 2013 17:42:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Questo Forum non vale nulla,
continua a cambiare argomenti postando notiziole ricalcate qua e la e colorate di rosso,
impedisce agli argomenti piu gettonati di essere continuati,
non esiste un indice delle notizie ma solo uno squallido avanti/indietro “popolo”
aizza la rissa dei rissosi che scambiano i ladri per capitalisti, i rossi per santi e il Papa per Marx.

Un forum cosi non serve proprio a nulla.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Questo Forum non vale nulla,<br />
continua a cambiare argomenti postando notiziole ricalcate qua e la e colorate di rosso,<br />
impedisce agli argomenti piu gettonati di essere continuati,<br />
non esiste un indice delle notizie ma solo uno squallido avanti/indietro “popolo”<br />
aizza la rissa dei rissosi che scambiano i ladri per capitalisti, i rossi per santi e il Papa per Marx.</p>
<p>Un forum cosi non serve proprio a nulla.</p>
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